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Immigrazione

Rivolta delle banlieue, il costo dei danni è almeno 1 miliardo

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La Francia ha subito danni per 1 miliardo di euro a causa dei disordini degli scorsi giorni. Lo afferma il capo della più grande federazione francese di datori di lavoro, il Movimento delle imprese di Francia (MEDEF) Geoffrey Roux de Bézieux in un’intervista al quotidiano francese Le Parisien.

 

«Più di 200 negozi sono stati completamente saccheggiati, 300 filiali bancarie distrutte, 250 tabaccherie colpite, con modalità operative di assoluta violenza. Tutto è stato rubato, anche i registratori di cassa, prima di dare fuoco per distruggere. Gli assicuratori sono mobilitati per andare il più rapidamente possibile, sono abbastanza fiducioso che le imprese interessate saranno risarcite», dice Bézieux secondo cui le compagnie di assicurazione spesso aumentano i premi sulle imprese a causa dell’aumento del rischio di rivolte future.

 

Tuttavia, secondo Bézieux, questa cifra enorme non tiene nemmeno conto dell’effetto sul turismo e non include nemmeno i danni alle istituzioni pubbliche come scuole, biblioteche, stazioni di polizia, così come le centinaia di veicoli incendiati durante le rivolte che hanno interessato tante città francesi e pure in Belgio e in Isvizzera.

 

 

I rivoltosi, è stato fatto notare, hanno preso di mira una delle più grandi biblioteche del Paese, la biblioteca dell’Alcazar di Marsiglia, con danni da incendio doloso che probabilmente costeranno milioni ai contribuenti solo per il ripristino.

 

 

«È troppo presto per dare una cifra precisa ma siamo a più di un miliardo di euro, senza contare i danni al turismo. I video delle rivolte, che hanno fatto il giro del mondo, danneggiano l’immagine della Francia. È sempre difficile sapere se l’impatto sarà duraturo, ma ci sarà sicuramente un calo delle prenotazioni quest’estate, quando la stagione era promettente. I viaggi sono già stati cancellati», ha continuato Bézieux.

 

 

Come riporta Remix News, le rivolte di George Floyd negli Stati Uniti erano costate circa 2 miliardi di euro, tuttavia, molti esperti hanno sostenuto che si trattava di una stima bassa. La Francia, nel frattempo, è un paese molto più piccolo e ha già raggiunto la cifra di 1 miliardo di euro di danni in soli sette giorni.

 

 

«Le ultime cifre sui danni provenienti dalla Francia devono anche essere prese in considerazione nel dibattito sull’immigrazione e nelle argomentazioni secondo cui l’Europa ha bisogno di più stranieri per sostenere le finanze pubbliche» scrive il sito. «Le affermazioni secondo cui i migranti saranno necessari per pagare il sistema pensionistico dei paesi europei sono già state smentite numerose volte, poiché costano già a paesi come Francia e Germania decine di miliardi ogni anno per alloggio, istruzione e indennità di disoccupazione. Semmai, queste popolazioni stanno bruciando un enorme buco nelle finanze pubbliche delle Nazioni in tutto l’Occidente».

 

 

Nessuno sa quale sia la cifra che il contribuente italiano sborsa per la macchina immigratoria e il suo scandaloso mantenimento: qualcuno dice tre miliardi di euro, qualcuno cinque, qualcuno otto.

 

Per qualche ragione, il numero non salta fuori nemmeno quando al governo c’è, in teoria, la destra, che però teme molto ora di essere etichettata come razzista se parla di piano Kalergi e Grande Sostituzione, tra episodi di barconi vari, glissa totalmente sul problema principale: la quantità di immigrati che già sono qui, in stato di nullafacenza talvolta molesta, con vitto e alloggio e telefonino e monopattino e vestiti alla moda pagati dal cittadino italiano.

 

Quando vi mostrano il governo che corre per i barconi, ringhia, strepita, e la Meloni che si fa i giretti in Europa per parlare degli sbarchi dei migranti, vi stanno dicendo, ufficialmente: guardate il dito.

 

Perché la Luna, e cioè l’immane quantità di immigrati già presenti sul territorio e pronti alla radicalizzazione che porterà a rivolte identiche a quelle francesi, è una catastrofe imminente da cui vogliono distrarvi.

 

Il popolo italiano, sonnambulo, passo dopo passo è guidato verso l’abisso dell’anarco-tirannia.

 

 

 

 

Immagine screenshot da Twitter

 

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Immigrazione

Ferroviere massacrato da immigrati in Germania

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Un macchinista è stato brutalmente aggredito da una coppia di migranti in Germania questa settimana. Lo riferiscono articoli della stampa locale.

 

Il brutale pestaggio sarebbe avvenuto intorno alle otto e mezza di mercoledì sera a Lauter-Bernsbach, una cittadina della Sassonia, quando da un treno entrato in stazione sono scesi tre passeggeri.

 

Pocho dopo sarebbe è scoppiata una disputa tra due maschi stranieri e un tedesco, riferisce la testata tedesca Bild.

 

Quando il macchinista del treno è sceso per mediare tra le due parti, è stato aggredito dagli stranieri che hanno infierito con calci e pugni anche quando il ferroviere è rovinato al suolo.

 

 

 

 

Gli aggressori sono fuggiti ma la polizia ha individuato il principale sospettato, che sarebbe un cittadino afghano di 15 anni, e lo avrebbe preso in custodia.

 

Le autorità stanno lavorando per determinare se il suo compagno, identificato come un uomo libanese di 23 anni, debba subire ripercussioni legali.

 

Il conducente è stato ricoverato in ospedale con ferite gravi.

 

Il traffico ferroviario sulla linea a binario unico è stato interrotto per almeno 90 minuti prima che il servizio potesse essere ripristinato.

 

 

La Germania sta affrontando anche il problema delle bande di immigrati che distruggono i Bancomat, con un record di 500 sportelli automatici attaccati nel corso del 2022.

 

Nel frattempo il Paese appronta parcheggi solo per LGBT e immigrati – anche se a causa degli immigrati, diventano difficili le sfilate omosessualiste – , e si preoccupa, come nel caso del sindaco di Wuerzburg, della reputazione dei migranti quando un rifugiato somalo ha dato in escandescenze provocando la morte di tre donne.

 

Come riportato da Renovatio 21, il sindaco di un’altra città, Plauen ha lanciato l’allarme per l’aumento di criminalità e a causa dei migranti che dominano il centro cittadino, molestano i pedoni e commettono reati gravi, tra cui un caso di tentato omicidio colposo.

 

Di fatto, anche la piccola cittadina della Sassonia è ridotta ad una no-go zone.

 

La popolazione immigrata aveva dato il meglio di sé anche durante lo scorso capodanno a Berlino, con teppisti che sembravano farsi gioco dell’autorità.

 

Due mesi fa, mentre a Duesseldorf appariva il primo segnale in lingua araba, si consumava l’episodio del cittadino tedesco veniva gettato sui binari del treno da migranti siriani.

 

La Germania è ancora traumatizzata dalla scoperta delle molestie sessuali collettive, e non solo nella Piazza del Duomo di Colonia, perpetrata da immigrati ai danni di donne tedesche: è la tahurrush gamea, il concetto di «stupro di massa» visto anche sotto il Duomo di Milano.

 

 

 

 

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Immigrazione

«Ora basta»: pronunciamento dei sindacati di polizia francesi sulla rivolta delle banlieue

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Un comunicato di indignazione è stato emanato negli scorsi giorni dai sindacati di polizia francesi Alliance Police Nationale e UNSA-Police, che sono le sigle maggiori nel Paese.

 

Il comunicato, pubblicato ancora venerdì, condanna con un linguaggio di durezza inedita i disordini di questi giorni in Francia.

 

«Maintenant ça suffit» si intitola il comunicato. «Ora basta».

 

«Di fronte a queste orde selvagge, chiedere la calma non basta più, bisogna imporla!», incalzano i due sindacati, che chiedono anche di «ripristinare l’ordine repubblicano e mettere fuori pericolo gli arrestati». Questi sono, secondo loro, «gli unici segnali politici da dare».

 

«I nostri colleghi, come la maggioranza dei cittadini, non possono subire il diktat delle minoranze violente.

 

 

«Non è il momento dell’azione sindacale ma della lotta contro questi “dannosi”», continuano i sindacati, criticando il governo. «Sottomettersi, capitolare e compiacerli deponendo le armi non sono le soluzioni data la gravità della situazione».

 

Il comunicato insiste sul ripristino «al più presto» dello «Stato di diritto» prima di deplorare l’ordine di essere messi «a cuccia» che hanno subito «per decenni» e che rivivranno secondo loro, una volta che la calma restituito.

 

I sindacati infine avvertono che «si assumeranno le proprie responsabilità» di fronte al governo francese.

 

«Oggi i poliziotti combattono perché siamo in guerra» conclude il comunicato. «Domani saremo nella resistenza e il governo dovrà prenderne coscienza».

 

Le immagini di violenze e razzie, ad ogni modo, continuano a fioccare in rete, di notte e di giorno.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Immagine screenshot da YouTube

 

 

 

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Immigrazione

La guerriglia delle banlieue, gruppi armati e grida «Allahu akbar»

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Nella quinta notte di violenza per le città della Francia e dell’Europa francofona (contagiato il Belgio, e ora anche la Svizzera), emerge con chiarezza la presenza di armi, anche di livello militare, in uso presso le gang etniche che operando la devastazione.

 

Diciamo subito che non riteniamo credibile le dichiarazioni del governo francese per cui nelle centinaia e centinaia di arrestati l’età media sarebbe di 17 anni. Non è, decisamente, l’età delle figure che vediamo in abbondanza nei video, compresi quelli che il lettore può vedere qui sotto.

 

Non sarebbe la prima volta che il governo francese mente per minimizzare il problema etnico che affligge la società d’Oltralpe: il lettore di Renovatio 21 ricorda la quantità di mendacio propalata da Parigi in occasione dei disordini della finale di Champions League Liverpool-Real Madrid dell’anno scorso, in cui diedero la colpa agli innocui tifosi inglesi, quando invece furono gli immigrati del quartiere di Saint Denis a picchiare, rubare, rapinare, infiltrarsi allo stadio.

 

Ad ogni modo, il dato importante è la presenza nella rivolta di armamenti, come fucili e perfino mitragliatori. La presenza di armi avvera sempre più l’ipotesi che sia in atto – più che una protesta o un disordine da banlieue etnica come nel 2005 – un embrione di vera guerra civile.

 

Secondo quanto riportato dalla stampa locale che cita fonti della polizia, almeno quattro agenti sono rimasti feriti da colpi di arma da fuoco nel sobborgo nord-orientale di Lione, Vaulx-en-Velin. Un totale di otto agenti sono stati presi di mira dagli aggressori sconosciuti, che guidavano scooter. È stata avviata un’indagine penale, finora non sono stati arrestati sospetti.

 

Colpi d’arma da fuoco casuali sono stati ripresi in vari video.

 

 

La Francia è nota per le sue rigide leggi sul controllo delle armi, con il divieto totale di possesso di armi di livello militare. Per possedere un’arma con caricatore rimovibile con una capacità superiore a tre colpi, i cittadini francesi devono sottoporsi a controlli mentali, fisici e sanitari annuali. Le armi da caccia devono essere registrate e i loro proprietari devono sostenere degli esami.

 

Allo stesso tempo, il Paese ha da tempo problemi con il flusso di armi illegali. I Paesi balcanici sono stati una delle principali fonti di armi illegali nel mercato francese sin dai conflitti regionali degli anni ’90 e dalla disgregazione della Jugoslavia. Oltre a combattere il traffico di armi dall’estero, le autorità francesi hanno ripetutamente lanciato campagne per catturare armi da fuoco senza licenza nascoste nel Paese, incoraggiando i loro proprietari a consegnare i loro arsenali.

 

 

 

Il problema diviene piuttosto evidente quando nella rivolta, sempre più armata, spuntano slogan islamisti. Esistono quindi in Francia reti islamiche di matrice criminale o terrorista o le due cose insieme?

 

Altre armi potrebbero essere entrato in possesso delle bande durante questi moti. Chi ha girato questo video sostiene che un furgone della polizia contenente armi sia stato razziato dalla teppa.

 

 

Un video mostrerebbe la razzia a Reims di un commissariato, con i rivoltosi che si impossessano di uniformi e chissà di cos’altro.

 

 

Fucili sarebbero stati utilizzati per distruggere le telecamere di sorveglianza.

 

 

 

Le segnalazioni sull’uso delle armi si sono moltiplicate, con ulteriori video pubblicati riguardo ai fatti delle notti passate.

 

 

Colpi di Kalashnikov sarebbero stati segnalati nel quartiere La Duchèere a Lione.

 

 

Sono stati uditi, durante i disordini, le grida tipiche dell’Islamismo militante: «Allahu akbar», Allah è grande.

 

 

I disordini stanno continuando, la devastazione è patente. Le città sono messe letteralmente a ferro e fuoco, con le città ridotte a vere zone di guerra.

 

 

 

 

 

 

Questo video, non verificato, riprenderebbe, secondo quanto detto dagli utenti Twitter, il rogo di una scuola di Chambery, nella Francia sudorientale, con versamento di benzina sulle porte della struttura.

 

 

Con un comunicato postato su Twitter, il sindaco di L’Hay-les-Roses Vincent Jeanbrun ha dichiarato di aver subito un tentativo di assassinio contro la sua famiglia: all’una e mezza di notte, mentre si trovava in Municipio per gestire la situazione, degli individui hanno cercato di incendiargli la cosa dove stavano dormendo la moglie e i due figli.

 

Nel tentativo di respingere l’attacco, la donna e uno dei bambini sono stati feriti.

 

 

Il politico olandese Geert Wilders si chiede dove sia l’esercito francese.

 

 

 

Brucia un condominio a Grigny, nella suburbia parigina.

 

 

Losanna, città francofona della Svizzera, è stata contagiata dai moti delle banlieue francesi: negozi razziati e scontri con la polizia.

 

 

La repressione della polizia, che ha prodotto video notevoli, non pare sortire effetto.

 

 

A Metz sarebbero comparse anche ronde di cittadini che difendono le loro auto e il loro quartiere armati di katana.

 

 

Non siamo in grado di verificare video folli come questo in cui un manifestante esegue con sicumera un saltello per evitare una motosega trainata da una motocicletta.

 

 

Sulla questione è intervenuto anche Donald Trump: «Non andrei in Francia. Perché la Francia non è più la Francia».

 

 

Nei moti è stata distrutta volontariamente anche una rarissima Lancia Fulvia Sport Zagato, di cui esistono solo 2000 esemplari. I rivoltosi hanno razziato un concessionario di Parigi, l’hanno rubata e mandata alle fiamme programmaticamente. Un gesto che è inspiegabile solo per chi non capisce davvero costa stia succedendo, e cosa animi questa ribellione.

 

 

 

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