Comunicati
Sul protocollo per la gestione dell’emergenza nelle scuole e sui tamponi agli scolari
Renovatio 21 pubblica questo comunicato del CIATDM, coordinamento internazionale associazioni per la tutela dei diritti dei minori.
Venezia/Padova/Verona, 15 febbraio 2021
Al Governatore della Regione Veneto
Dottor Luca Zaia
All’Assessore a Sanità, Servizi Sociali della Regione Veneto
Dott.ssa Manuela Lanzarin
All’Assessore all’Istruzione della Regione Veneto
Dott.ssa Elena Donazzan
Ufficio Scolastico Regionale Veneto
Azienda Sanitaria Veneto
OGGETTO: SUL PROTOCOLLO PER LA GESTIONE DELL’EMERGENZA NELLE SCUOLE E SUI TAMPONI AGLI SCOLARI
Il Servizio di Igiene e Sanità Pubblica (SISP) della Regione Veneto ha adottato, a decorrere dall’8 febbraio 2021, un nuovo protocollo per la gestione della emergenza COVID-19 nelle scuole elementari, medie e superiori.
Nell’articolo pubblicato il 5 febbraio 2021 dal Corriere del Veneto, dal titolo COVID, in Veneto cambia il protocollo nelle scuole se ci sono positivi, si leggeva che: «da lunedì 8 febbraio i compagni di classe di uno studente positivo rimarranno a casa in attesa di un tampone che sarà eseguito entro 72 ore. Se il test dà esito negativo, i ragazzi tornano in classe e, dieci giorni dopo, fanno un nuovo tampone: la quarantena scatta se viene trovato un secondo studente positivo».
L’articolo anticipava quanto contenuto nel documento che, in data 7 febbraio dalla Direzione Prevenzione, Sicurezza Alimentare, Veterinaria, Area Sanità e Sociale, interveniva a fornire le Linee di indirizzo agli operatori del SISP.
Il nuovo regime sanitario regionale, annunciato a mezzo stampa e articolato nel documento di cui sopra, impone tuttavia alcuni indifferibili rilievi, sia sotto il profilo del merito, sia sotto il profilo formale.
Si impone in prima battuta una considerazione di carattere preliminare: tutto l’impianto si regge sulla nozione inedita di “contatto scolastico”, che annulla e assorbe quella di “contatto stretto” sinora utilizzata dalle fonti nazionali e definita dalla circolare del Ministero della Salute del 29 maggio 2020. Questa nuova categoria, a fronte delle rigorosissime regole di sicurezza e prevenzione imposte a partire dal novembre scorso a tutte le scuole (mascherina per tutta la durata della permanenza nei locali scolastici, distanziamento, igienizzazione), appare del tutto irragionevole e arbitraria. Infatti, delle due l’una: o quelle misure sono inutili e dunque, in quanto inutilmente vessatorie per bambini e ragazzi, devono essere eliminate; oppure servono effettivamente a contenere il contagio e allora non si spiega come mai si pretenda di sottoporre a screening l’intera classe e non soltanto i contatti stretti del soggetto positivo, considerate le ripercussioni di tali e tanti controlli sia sulla salute fisica e psicologica degli scolari, sia sulla tutela della loro riservatezza. L’assoluta irragionevolezza della nozione di contatto scolastico e della relativa disciplina è confermata dal paradosso che per gli asili e le scuole dell’infanzia – dove l’obbligo di mascherina non sussiste – resta in vigore la nozione circoscritta di contatto stretto, sì che soltanto per i contatti stretti scatta la sospensione della frequenza. È dunque palese la contradditorietà della disciplina.
Dal punto di vista del merito.
Dal dibattito scientifico in corso, sulla base dei dati acquisiti e degli studi effettuati, è emerso che:
– i soggetti asintomatici (anche se positivi al tampone) sono poco o punto veicolo di contagio; gli studi più importanti che hanno analizzato a fondo proprio questo aspetto non hanno documentato contagi nei contatti di asintomatici, come ha dichiarato in un’intervista anche Anthony Fauci, direttore dell’NIAID americana (https://www.cnbc.com/2020/06/08/asymptomatic-coronavirus-patients-arent-spreading-new-infections-who-says.html )
- i bambini tendono a infettarsi meno e, correlativamente, a infettare meno (http://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/articolo.php?articolo_id=90430);
- i tamponi hanno valore diagnostico discutibile: lo stesso prof. Giorgio Palù presidente dell’AIFA, nel corso della conferenza stampa indetta dal governatore Zaia il 23 dicembre 2020, ha dichiarato che la PCR “nessuno l’ha mai validata”;
- i tamponi generano un’alta percentuale di falsi positivi.
Tali assunti sono confermati dalle massime autorità scientifiche e dalla stessa Organizzazione Mondiale della Sanità. (https://www.who.int/news/item/20-01-2021-who-information-notice-for-ivd-users-2020-05)
Si fa dipendere quindi da un test di attendibilità quantomeno dubbia, e dall’esito potenzialmente fuorviante, la continuità dell’esperienza scolastica e la vita quotidiana dei nostri giovani, insieme a quella delle loro famiglie, e ciò dopo un anno nel quale la loro vita è stata letteralmente stravolta dalla pandemia.
A ciò si deve aggiungere che:
- il tampone rinofaringeo costituisce un trattamento medico invasivo e come tale non privo di rischi (http://www.quotidianosanita.it/lettere-al-direttore/articolo.php?articolo_id=88335);
- la sua esecuzione continuata si risolve in un controllo sanitario permanente sulla popolazione in età scolare.
È noto come lo stato di allarme prolungato sine die, alimentato da una indefessa pressione mediatica e dalla produzione martellante di provvedimenti emergenziali, abbia avuto pesanti ripercussioni sul piano emotivo, cognitivo e comportamentale dei più giovani (e non solo) e abbia determinato un aumento esponenziale di sintomatologie anche severe quali: depressione, ansia, insonnia, fobie, disturbi post-traumatici da stress, disturbi ossessivo-compulsivi, disturbi paranoidi e psicotici, fino a un incremento delle ideazioni suicidarie.
(https://www.orizzontescuola.it/boom-di-tentativi-di-suicidio-tra-bimbi-e-ragazzi-a-molti-mancano-la-scuola-e-lo-sport/)
Ne discende come un regime sanitario siffatto, che non accenna ad allentarsi ma al contrario viene intensificato senza alcuna plausibile giustificazione, non possa non comportare pesanti ricadute fisiche e psicologiche su bambini e ragazzi, sottoposti a uno stress ininterrotto, condizionante e performativo sulla loro personalità in via di formazione.
Dal punto di vista del fondamento giuridico
Resta in ogni caso illegittimo il provvedimento con cui l’autorità – amministrativa o sanitaria – pretenda di imporre un trattamento sanitario al di fuori dei casi e delle forme previste dall’ordinamento e rigorosamente circoscritti dalle stesse norme costituzionali. In questo senso, il tono assertivo utilizzato nel protocollo, in quanto suscettibile di ingenerare nelle persone l’indebito convincimento di dover sottostare a una procedura obbligatoria, si configura come abusivo.
Come qualsiasi atto medico invasivo, infatti, anche l’esecuzione del tampone rinofaringeo sottostà al fondamentale principio di volontarietà: necessita del previo consenso – espresso, attuale e debitamente informato – da parte di chi eserciti la potestà genitoriale sul minore. In particolare, ai fini del rilascio di un consenso valido, vanno specificate le seguenti informazioni relative al test:
- le modalità di esecuzione;
- il titolo del sanitario che lo effettua e le sue specifiche competenze;
- la descrizione dei prodotti impiegati;
- la affidabilità attesa: validità diagnostica, durata dei risultati, percentuali di errore, capacità di rilevare in modo selettivo il virus senza interferenze di altri agenti virali, capacità di distinguere tra virus ancora attivo o non più attivo; attestazione che l’eventuale positività rilevata corrisponda ad effettiva contagiosità;
- il limite di replicazione del campione e il valore di amplificazione utilizzato;
- i rischi connessi alla procedura;
- le informazioni richieste ai sensi della normativa europea sulla protezione, il trattamento, la conservazione dei dati personali (GDPR: regolamento europeo 679/2016) e in particolare quelle relative: alle modalità, finalità, garanzie, tempi di trattamento e di conservazione dei dati e degli esiti del test; al soggetto titolare del trattamento e agli eventuali responsabili ex art. 28 GDPR, nonché agli autorizzati ex artt. 29 GDPR e ex art. 2 quaterdecies d.lgs. 196/2003; ai soggetti a cui i dati potranno essere eventualmente comunicati, nel rispetto delle garanzie di liceità della comunicazione stessa.
Qualsiasi atto con cui, direttamente o indirettamente, si miri a imporre un trattamento sanitario, anche attraverso la minaccia della esclusione totale o parziale dal godimento di un servizio essenziale, si manifesta come lesivo di fondamentali principi giuridici e delle seguenti norme positive:
- gli artt. 2, 13, 34 (I comma), 117 (ultimo comma) e 32 (II comma) della Costituzione Italiana;
- gli artt. 1, 2, 3, della Carta dei Diritti Fondamentali dell’UE;
- la Convenzione di Oviedo, recepita in Italia con l. 145/2001;
- gli artt. 1, 2 e 3 della legge 219/2017 sul c.d. consenso informato, disciplinato anche dagli artt. 35-37 del Codice di Deontologia medica come diritto soggettivo inviolabile e inalienabile, già recepito con la sentenza 438/2008 della Corte Costituzionale che riconosce il consenso informato come «principio fondamentale dell’individuo in materia di salute».
- la normativa europea sul trattamento dei dati personali GDPR (regolamento europeo 679/2016).
Per tutti questi motivi, il protocollo del SISP con cui si pretende di imporre agli studenti la somministrazione (per giunta reiterata) del test molecolare, appare radicalmente illegittimo e dunque del tutto arbitrario. Non può infatti non rimanere percorribile, per chiunque, l’opzione della quarantena senza tampone, così come peraltro espressamente riconosciuto dal Ministero della Salute con circolare 12/10/2020.
Per tale ragione, anche alla luce del quadro normativo sopra richiamato, appare aberrante e palesemente illegittima la disposizione secondo la quale l’autorità, nel caso in cui uno dei cosiddetti contatti scolastici rifiuti di sottoporsi a tampone, possa minacciare la messa in quarantena della intera classe come ritorsione contro il renitente.
Nessuna quarantena, infine, può essere ipotizzata per coloro i quali risultino negativi, anche se inseriti in classi in cui sia emerso un positivo.
Nel necessario rispetto dei diritti inviolabili dei cittadini e in omaggio alle conoscenze scientifiche acquisite, si fa appello alle autorità in indirizzo affinché sia tempestivamente corretto il protocollo de quo. Si ritiene inoltre fondamentale che le autorità procedano a un progressivo allentamento delle misure emergenziali, specialmente quando impattino su bambini e adolescenti, in vista di un ritorno progressivo alla normalità, se non si vuole pagare, un domani, un prezzo ben più alto di quello tributato al COVIDper il dilagare incontrollato di un disagio giovanile sempre più difficilmente riparabile.
La Presidente del C.I.A.T.D.M. Referenti Veneto C.I.A.T.D.M.
Aurelia Passaseo avv. Alessandra Barana avv. Elisabetta Frezza
Aderiscono inoltre:
GRUPPO SCUOLA BENE COMUNE
https://generazionifuture.org/cat/campagne/scuola-bene-comune/
MOVIMENTO LA SCUOLA CHE ACCOGLIE
https://www.lascuolacheaccoglie.org/
OSSERVATORIO INDIPENDENTE PER LA SALUTE E IL BENESSERE MENTALE
https://comunicatopsi.org/osservatorio-indipendente-salute-benessere-mentale/
AVV. THOMAS CESARO, Foro di Verona
AVV. ROBERTA NENZI, Foro di Verona
AVV. LUIGI D’AGOSTO, Foro di Verona
AVV. FRANCESCA MANTOVAN, Foro di Venezia
AVV. STELLA GIDONI, Foro di Venezia
Sede Presidenza: Via Col Di Lana 3 – 33170 Pordenone – Italy
Cell. 347 . 4528246 – 373 . 8418139
E-mail: ciatdm.presidenza@virgilio.it aurelia.passaseo@gmail.com
Sezione F.V.G. : ciatdm.fvg@gmail.com
http://ciatdmcoordinamento.altervista.org/
https://www.childrenprotectionworld.org/
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Problemi tecnici risolti: il sito di Renovatio 21 torna online
Gentili lettori di Renovatio 21,
come molti di voi si sono accorti, da sabato notte il sito ha avuto un problema tecnica. È capitato improvvisamente, purtroppo poco dopo aver inviato la nostra Newslettera, e quindi in molti si sono ritrovati con gli articoli che dalla mail non si aprivano.
Ci dispiace. (Ad ogni modo, chi fosse interessato può ritrovare la campagna, ora funzionante, qui)
Non si è trattato di un attacco, come è successo – se ricordate – l’anno passato, ma di un piccolo disguido di codice. Tuttavia, i tempi per risolvere il problema sono stati lunghi, lunghissimi, snervanti, estenuanti: perché l’assistenza del fornitore di hosting, un grande gruppo americano, si è dimostrata inaffidabile, scorretta, talvolta mendace. È stato un processo di fatica che ci ha portato via tempo e salute. Ma ora è finita.
Nel frattempo ci è arrivato uno «strike» da parte di YouTube, che ha censurato l’omelia di Pasqua di monsignor Viganò che avevamo caricato sul nostro canale. Ne parleremo in un articolo separato. I due eventi non sono correlati: è una coincidenza. Davvero.
In settimana ci aveva contattato (per l’ennesima volta) anche un colosso del fact-checking, quello con il board ultra-altolocato tra figure di vertice di governi e di servizi, e una chiara collaborazione con il famoso colosso del software: anche questa è sul serio una coincidenza. Tuttavia non sappiamo se questa cosa e la precedente, la censura postuma della predica pasquale di un vescovo, possano essere correlate: il mondo sta appena iniziando a capire come funziona quello che ora chiamano il «complesso industriale-censorio», il giro di liste di proscrizione che rimbalzano tra le aziende tecnologici e i dipartimenti dei governi. E, francamente, ora come ora non abbiamo alcuna voglia di pensarci – anche se, come alcuni di voi sanno, già ci troviamo ad avere a che fare da anni con questo sistema, visto che per riavere la pagina sulla grande piattaforma di social media abbiamo dovuto portare la cosa in tribunale.
La realtà è che il sito è tecnicamente sottodimensionato: per la quantità di articoli, la quantità di lettori, la quantità di visualizzazioni, avremmo bisogno di ben altre macchine su cui far girare Renovatio 21. Purtroppo, non abbiamo ancora i fondi per farlo, e potete immaginare anche perché: questo sito al momento non è monetizzato, e ha rifiutato – attivamente – la pubblicità e le sue proposte.
Renovatio 21 vive solo grazie agli sforzi del fondatore e dei collaboratori. Questa è la realtà, questo è il motivo per cui ci mettiamo tanto a tappare un buco.
(Se siete interessati ai aiutare Renovatio 21, potete scriverci).
Riprenderemo ora a pubblicare, con il solito ritmo battente di contenuti postati ogni giorno. Possiamo dire che ‘è stato un blackout, da sabato ad oggi, di una trentina di articoli che non sono arrivati ai lettori. Rimedieremo: fino a pochi minuti fa non sapevamo nemmeno se e quando saremmo tornati online.
Risponderemo a tutti coloro che ci hanno scritto preoccupati.
Restiamo saldi nella nostra missione: dirvi sempre la verità, secondo i nostri mezzi per comprenderla e renderla pubblica. Non vogliamo mentirvi, mai e poi mai. E vogliamo combattere la Cultura della Morte per il resto del XXI secolo, rinnovare, rigenerare il mondo che sta andando verso l’alterazione dell’umanità se non la sua completa sparizione.
La missione di Renovatio 21 non cambia di una virgola. Il nostro impegno, pure. Perché si tratta di cose immutabili, non guidate da interessi economici o politici nostri o di altri: e questo, lo avrete capito, è proprio la base per poter dire la verità.
Paghiamo l’indipendenza con qualche problema tecnico: va bene. E diciamo pure che non durerà, perché stiamo progettando di espandere Renovatio 21, renderla sempre più forte. Lo faremo con chi di voi ci darà una mano – ma, anche se ci trovassimo soli, lo faremo comunque, senza l’aiuto di nessuno. Tale è la nostra volontà di portare avanti la battaglia.
Ringraziamo chi ci segue, con il cuore. Ringraziamo chi ci fa l’onore di darci la sua attenzione, e talvolta anche le sue energie. Ringraziamo chi è ancora disposto a mettersi all’ascolto di qualcosa che non è la menzogna propalata dai media mainstream, né la superficialità tossica che si trova sui social, compresi quelli definiti «indipendenti», che però hanno reso dipendenti gli utenti.
Ringraziamo chi vorrà starci vicino, ed essere parte delle prossime fasi che stiamo preparando.
Vi vogliamo bene, e diciamo sul serio.
Roberto Dal Bosco
Fondatore Renovatio 21
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Renovatio 21 e Cristiano Lugli, una precisazione
A Renovatio 21 sono arrivati numerosi messaggi riguardo ad un testo a firma Cristiano Lugli, inerente a Monsignor Viganò, pubblicato la scorsa settimana sul sito del vaticanista Marco Tosatti, che ha sottolineato il legame di Cristiano con Renovatio 21.
Ebbene, si trattava di un qualcosa che Cristiano ha scritto a titolo personale, in cui Renovatio 21 non è in alcun modo coinvolta, e di cui a dire il vero non sapevamo nulla.
Come alcuni lettori avranno notato, gli interventi di Cristiano si sono molto diradati in questi anni.
Sappiamo che il periodo è stato difficile – difficilissimo – per tutti noi. Per Cristiano, che di formazione e professione è un sanitario, forse lo sono stati ancora di più che per altri. Del resto, abbiamo vissuto, e stiamo vivendo, quella devastazione che, non dobbiamo aver paura di dirlo, con Cristiano avevamo preconizzato già nel 2017, o anche prima.
Ora, Cristiano ci ha mandato questa lettera con cui è possibile fare un po’ di chiarezza.
Che non vi salti in mente di dire che vogliamo privarci di Cristiano – ma neanche per sogno. Anche perché senza anime come la sua, credeteci, la battaglia è facile perderla.
Ricordiamo volentieri a tutti, specie a quelli che ci scrivono, che Cristiano è una delle persone migliori che potete incontrare in Italia, in Europa, nel mondo. Mai gli potranno mancare, da parte nostra e di chiunque, rispetto, affetto, stima, ammirazione.
Roberto Dal Bosco
Cari amici e lettori di Renovatio 21,
Era il 2017 quando, all’alba del decreto Lorenzin, insieme all’amico Roberto Dal Bosco che ne è fondatore, ha preso vita e forma Renovatio 21.
Questa benemerita opera ci ha permesso di conoscere tantissimi di voi in un numero davvero enorme di conferenze, incontri formativi, su più svariati temi e per svariate circostanze.
Il tutto, sempre, in difesa della Vita, dei nostri figli, della nostra sovranità — sociale, economica, politica, morale, biologica —, contro la dominante Cultura della Morte.
In questi anni ho cercato di versare il mio impegno su Renovatio 21 per come ho potuto, perché credo che sia qualcosa di davvero unico nel panorama odierno.
Il numero di conferenze, appunto, la vastità di temi trattati non superficialmente ma con cognizione di causa e completezza, il numero di articoli pubblicati sul sito ne sono la prova tangibile.
Negli ultimi tre anni il sito è cresciuto notevolmente sotto ogni punto di vista, al punto che la classica domanda che mi viene posta quando si parla di Renovatio 21 è: «ma quanti siete a lavorare al sito?». Ebbene, cari amici, tutto questo enorme lavoro a cui avete assistito e al quale continuate ad assistere da tre anni a questa parte, porta il nome di Roberto Dal Bosco, che ne è anima e motore.
Io, nel mio piccolo, ho cercato di dare una mano come e finché ho potuto, occupandomi più specificamente dell’organizzazione delle conferenze.
Purtroppo, però, nel 2020, in qualità di sanitario sono stato messo in grossa difficoltà, dovendo così stravolgere la mia vita, lavorativa e familiare, con una componente emotiva che, devo ammettere, mi ha parecchio danneggiato. Nulla di più bello al tempo stesso, perché ho vinto una piccola battaglia non cedendo al marchio d’infamia.
Questo stravolgimento tuttavia non mi ha più permesso e non permette già da quasi tre anni di avere quelle forze, quella dedizione e quella presenza di cui prima dispendevo maggiormente.
A motivo di questo, vorrei dire a tutti che rimango un collaboratore di Renovatio 21 quando scrivo qualcosa che viene pubblicato su Renovatio 21, ma non ricopro più la carica di portavoce laddove mi è capitato o mi dovesse capitare di parlare per altre realtà, per altri siti o per altri generi di iniziative: in tutte queste circostanze parlo e parlerò a titolo esclusivamente a personale.
Quanto al resto, consiglio a tutti di continuare a leggere, diffondere, sostenere ed aiutare, anche attraverso la preghiera, la benemerita opera di Renovatio 21, che rimane per me la realtà informativa ad oggi più completa che esista in Italia.
Cristiano Lugli
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Renovatio 21 oltre i 7 mila articoli
Il 22 dicembre 2021 abbiamo avvertito i lettori che avevamo superato i 4.000 articoli.
Il 5 aprile 2022 abbiamo dichiarato il superamento dei 5.000 articoli (più un simpatico attacco hacker al nostro sito, giusto dopo che il giudice aveva ordinato al social media di ridarci account e pagine sulla piattaforma).
Il 24 luglio 2022, cioè tre mesi fa, vi abbiamo detto che abbiamo superato i 6.000 articoli.
Stasera vi scriviamo che siamo sopra quota 7.000.
In pratica, aggiungiamo 3 mila articoli circa ogni quarter, ogni trimestre. Tre migliaia di pezzi tra equinozio e solstizio, solstizio ed equinozio – senza fermarsi mai.
Ringrazio, quindi, i nostri collaboratori, che sono forse, tra regular, saltuari e desaparecidos, una dozzina.
Ringrazio i nostri lettori, che sono tanti, che sono in tutto il mondo. Che sono eccezionali. Perché scegliendo noi stanno facendo una scelta non semplice. Un sito di vera informazione, pensiero, analisi – non Telegram. La verità, non la titillazione dell’oltraggio programmatico servito dall’algoritmo. Meditazione, non dopamina. Lo Spirito, non l’emozione transitoria.
Ora, non è che ci sia molto da festeggiare. Sono 7 mila articoli che reputiamo necessari, sui quali abbiamo lavorato tanto. Ciascuno di essi porta un mattoncino di senso che si attacca agli altri – avrete notato, speriamo, il diluvio di link interni di cui sono disseminati – perché uno attaccato all’altro va a comporre un muro, un edificio, una torre, un castello, una città.
Ogni articolo dà qualcosa che non trovate spesso altrove: almeno, non secondo l’ottica di Renovatio 21, che, come sapete è molto, molto specifica.
Ogni articolo è qualcosa che si collega al resto, e che è messo lì per restare, e per essere ritrovato con facilità. Ecco perché ci scrivono, talvolta, celeberrimi giornalisti con lauti stipendi: perché a volte non credono che informazioni così preziose possano essere sistematizzate così bene: certo, così non lavorano i loro giornali, né i loro archivi.
Ogni articolo, quindi, è per quanto possibile latore di notizie verificate, e rinforzate giocoforza dal filone in cui si inseriscono.
Oltre alle linee principali di cui ci occupiamo – la bioetica, la geopolitica, la biopolitica, i vaccini, la guerra – ci sono alcuni argomenti di cui siamo praticamente i soli portatori, quantomeno in Italia, e forsanche non solo in Italia.
Serie di articoli partiti per giuoco, come quella sui robocani, si sono trasformate da divertissment in faccende inquietanti che pendono sul nostro futuro e sono arrivate pazzescamente vicine a noi.
Degli uomini con il jetpack, che noi chiamiamo jetpacchi per divertirci italofonando massimamente come piace a noi, al momento sono ancora una bizzarria divertente di cui sorridere, ma domani chissà.
Del CRISPR in praticamente parliamo approfonditamente solo noi.
Del valore apocalittico della produzione in laboratorio di esseri umani trattiamo solo noi: tutti gli altri, soprattutto i sedicenti «cattolici», tacciono, perché compromessi o con l’ebetudine della loro genìa o con il ruolino di marcia dell’Inferno stesso.
Delle zanzare OGM, modificate per sterilizzare la propria specie, scriviamo, da almeno un lustro, noi soli. Uno degli scienziati coinvolti in questo progetto, strafinanziato da Gates, da Pentagono ma anche da Google e altri, oggi siede nel Parlamento italiano.
Noi siamo qui per questo: per dirvi quello che nessun altro vi dice – e per convincervi che è la verità. Siamo qui per dirvi la verità – e in anticipo. Alcuni lettori ci scrivono, e ce lo riconoscono.
Non tutti, invece, riconoscono che questo sito non vi costa nulla. Non è monetizzato, almeno non ancora. Tutto quello che vi arriva da Renovatio 21, è sulle spalle del suo fondatore, sia creativamente che economicamente: egli ha altri lavori per alimentare quel che leggete. Il mantenimento di tutto questo è un sacrificio immane, che consuma la mente e la notte, la salute e il tempo. Ma va fatto. Nonostante gli insulti, lo scherno, le minacce legali.
Sappiate che, anche quando sarà monetizzato (se mai riusciremo a farlo…) ma e poi mai Renovatio 21 sarà insozzato dalla pubblicità elettronica che trovate negli altri siti: che sporca il sito e il suo contenuto, e soprattutto lorda il lettore, rubando le sue informazioni, tracciandolo, facendo l’esatto contrario di quello che dichiariamo qui, e cioè lotta contro la piattaforma elettronica algoritmata che si sta inghiottendo le nostre esistenze e la nostra intimità. Quando andate su qualsiasi altro sito, anche della cosiddetta «controinformazione, e vi ritrovate inseguiti da spot che vi sono propinati rubandovi i dati, fateci caso. Noi questo non lo faremo mai.
Non ci interessa fare altro che quello che stiamo facendo: lottare. Per la Vita, per la Civiltà.
È una bella missione altisonante, come un timer bello che dichiarato: abbiamo ciò che resta del 21° secolo per sconfiggere la Cultura della Morte, prima che sia troppo tardi, prima che l’umanità sia compromessa una volta per tutte.
Avete realizzato quel che vogliono farvi: vogliono resettarvi. Perché, con ogni evidenza, vi considerano macchine – si resettano i terminali, non gli esseri umani. Il loro fine è proprio quello: reificarvi, per potervi usare, sfruttare e sprecare (cioè, uccidere, sacrificare: in massa), per deumanizzare il pianeta.
Noi proponiamo qualcosa di diverso per il 21° secolo: la rigenerazione. Un rinnovamento che sorga dalla vita stessa. Perché la vita non si resetta: si rigenera.
Il lettore che capisce fino in fondo queste parole può fare una cosa: può aiutarci. Ci scriva. Ci offra cosa può fare per contribuire a questo progetto, che, come avrete capito, non riguarda solo noi, né solo voi, e nemmeno solo i nostri e i vostri figli.
Noi andremo avanti comunque, anche da soli. Perché non abbiamo alcuna alternativa.
In attesa di vederci di persona – quando prima o poi torneremo a fare conferenze ed eventi dal vivo – mando a ciascuno di voi un pezzo dell’energia che mi rimane, con la preghiera di vederci, un giorno, nell’esercito che combatterà la battaglia finale del 21° secolo.
Ringraziamo il Signore. E avanti.
Roberto Dal Bosco









