Psicofarmaci
Psicofarmaci e stragi, il muro sta crollando
Le terrificanti stragi vissute nelle ultime settimane negli Stati Uniti hanno sconvolto il mondo.
I media mainstream hanno riportato solo un unico messaggio, cioè quello del Partito Democratico USA e dei suoi servi in quello Repubblicano (i famosi RINO, Republicans in Name Only): la causa di tutto questo è, dicono, l’accesso della cittadinanza alle armi, garantito negli USA dal II emendamento della Costituzione americana.
Bisogna quindi, viene ribadito fino alla nausea, impedire l’acquisto di armi, e disarmare quanti invece già posseggono pistole e fucili. I democratici, molto spesso senza sapere nemmeno di cosa stanno parlando (confondono i calibri dei proiettili, parlano delle armi semiautomatiche come di «armi da guerra») hanno introdotto l’idea delle red flag, ossia segnalazioni contro cittadini detentori di armi, anche incensurati, per mandare la polizia a disarmarli. La prospettiva di un bando delle «armi di assalto» (la formula con cui stanno martellando) viene rilanciata ogni ora assieme a quella di una limitazione dei caricatori, che in alcuni Stati come la California è già in vigore.
Vi è poi una seconda narrazione, non raccolta dai media mainstream, oramai sempre più corposa nell’informazione «alternativa»: molti degli attentatori non solo non esibiscono i classici tratti dei «bruti» di destra, ma compaiono in foto postate sui social vestiti da donne, con i capelli colorati ed espressioni ammiccanti: tratti, dicono gli utenti in rete, riconducibili alla cultura transessuale.
Tuttavia, sotto anche a questa narrazione, ve n’è una ancora più importante, che solo ora pare emergere in superficie, perfino su Fox News.
Il conduttore TV Tucker Carlson, il più seguito d’America, ne ha finalmente parlato in prima serata: la possibile correlazione tra stragi e psicofarmaci, in particolare gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina – i famosi SSRI come lo Zoloft, il Prozac, il Citalopram.
Si tratta, per l’informazione americana e mondiale, di una rivoluzione immane: le farmaceutiche infatti possono controllare vari media grazie agli investimenti pubblicitari. Con grande difficoltà, anche in Italia, dopo un caso di cronaca nera si apprende quale psicofarmaco fosse stato prescritto all’assassino – se si tratta di droghe come la cocaina o l’eroina (quest’ultima, ricordiamo, inizialmente pensata come farmaco dalla Bayer) il nome salta fuori subito, lo stesso con anfetamine e metanfetamine che, anche quelle, un tempo erano state sviluppate, appunto, come psicofarmaci (e che piano piano stanno tornando ad essere tali nella cure, ad esempio, della sindrome da stress post-traumatico dei veterani USA, carne da cannone di questa rivoluzione psichiatrico-farmaceutico-psichedelica).
Ebbene, Carlson, al suo solito, è riuscito ad andare davvero a fondo, dipingendo il quadro totale con lucidità strabiliante – e straziante.
«Una cosa che quasi tutti gli assassini di massa hanno in comune quasi tutti, con alcune ma poche eccezioni, sono tutti giovani alienati. Questo è il filo conduttore. Sono giovani. Sono maschi. Sono pazzi».
«Ci sono molti giovani uomini in America che improvvisamente assomigliano e si comportano molto come questo ragazzo» dice Carlson parlando di Robert Crimo, il giovane, bizzarro massacratore della parata del 4 luglio a Highland Park vicino Chicago. «Non è un attacco. È proprio vero. Come Crimo, abitano in un solitario mondo fantastico di social media, porno e videogiochi. Il loro sballo per l’erba approvata dal governo. “Fuma ancora un po’. Ti fa bene”».
Viene toccato qui il grande tabù, ossia l’equivalenza delle droghe psicotropiche nell’alterazione del cervello dei giovani. E la consapevolezza della catastrofe socio-economica generazionale in corso.
«Sono intorpiditi dagli infiniti farmaci psicotropi che vengono distribuiti in ogni scuola del Paese da pazzi che si atteggiano a consulenti e, naturalmente, [questi giovani]sono arrabbiati. Sanno che le loro vite non saranno migliori dei loro genitori. Saranno peggio. Questo è garantito. Lo sanno».
«Non sono così stupidi eppure, le autorità nelle loro vite, per lo più donne, non smettono mai di far loro lezione sul loro cosiddetto privilegio. Sei maschio. Sei un privilegiato. Immaginalo. Prova a immaginare una vita più malsana e infelice di quella».
«Quindi, molti giovani in America stanno impazzendo. Siete sorpreso? E a proposito, a un numero incredibilmente alto di loro sono stati prescritti farmaci psicotropi dai loro medici, SSRI o antidepressivi, e ciò includerebbe un bel po’ di sparatorie di massa».
«Tenete presente che, ancora una volta, questi farmaci hanno lo scopo di prevenire comportamenti folli e tuttavia sembra esserci una connessione. Eric Harris, l’assassino della Columbine era sotto Zoloft e Luvox. Un anno prima, un quindicenne di nome Kip Kinkel ha sparato ai suoi genitori e a dozzine di compagni di classe. Era sotto Prozac. Nel 2005, un sedicenne di nome Jeff Weise ha ucciso suo nonno e dieci bambini in Minnesota. Anche lui prendeva il Prozac. Così è stato il 27enne Steven Kazmierczak che ha ucciso sei persone alla Northern Illinois University. Nel 2012, potreste ricordare quando il 25enne James Holmes è entrato in un cinema e ha sparato a 82 persone. Era su Zoloft».
«L’elenco potrebbe continuare all’infinito. Include il tiratore al Washington Navy Yard nel 2013. Sarebbe Aaron Alexis, 34 anni. Include anche Dylan Roof. È il ventunenne che ha sparato alla chiesa di Charleston. Apparentemente era un razzista e ne abbiamo sentito parlare molto. Bene, ma non abbiamo sentito quasi nulla del fatto che stava prendendo SSRI, lui e molti, molti altri. Non dovreste notarlo, ma alcuni lo hanno fatto».
È una lista che il lettore di Renovatio 21 ha già visto. Questo sito ha cercato di aggiornarla con quella dei possibili incidenti aerei di piloti sotto psicofarmaci.
«Il Journal of Political Psychology una volta ha assemblato un elenco di altre dozzine di omicidi di massa, tutti commessi da giovani, giovani uomini con farmaci da prescrizione. Quindi, c’è una connessione? Beh, non lo sappiamo definitivamente. Sappiamo che ci sono molti più farmaci che vengono assunti dai bambini e dall’intera popolazione. Chi non sta assumendo farmaci da prescrizione a questo punto? Tra il 1991 e il 2018, le prescrizioni totali di SSRI negli Stati Uniti sono aumentate di oltre il 3.000%. Tremila per cento!»
Carlson affonda il colpo sulle psicodroghe legali, e i numeri che dimostrano il disastro umano che si aggrava di anno in anno.
«Il 3.000% di qualsiasi cosa è un enorme cambiamento. Non si vedono cambiamenti del genere, ma lo scopo di questo cambiamento era rendere gli americani più calmi, più sani, più felici. Prendi questi farmaci e i tuoi problemi andranno via. Sì, diventerai insensibile. Perderai parte di te stesso. Non provi più una gioia profonda. Diventerai in parte robot, ma almeno non vorrai ucciderti o fare del male ad altre persone. Questa era la promessa».
«3.000%. Ha funzionato? Vediamo. Nello stesso periodo, il tasso di suicidi negli Stati Uniti è balzato del 35%. Ha funzionato? Bene, milioni di persone hanno preso farmaci anti-suicidio e siamo finiti con molti più suicidi. Quindi, forse non funziona».
Eterogenesi dei fini della psicofarmaceutica di massa: invece che curare, gli psicofarmaci ingenerano doloro e caos, nell’individuo e nella società. Invece che calare grazie alla tecnologia psicotropica liberamente prescritta al popolo, il tasso di suicidi non fa che aumentare.
«È possibile che stia peggiorando il problema, secondo voi? Bene vediamo. Nello stesso periodo anche le sparatorie di massa sono aumentate notevolmente. Ecco un grafico che lo mostra».
«Ora gli idioti su Twitter urlano sempre la stessa cosa. La correlazione non è causalità. Tutto bene. Qualunque cosa significhi. Ma diteci, idioti, cosa sta succedendo esattamente? Cosa significa quel grafico?»
Ecco quindi ammessa la verità sui Black Box Warning, gli annunci evidenziati nei bugiardini di questi farmaci.
«Sappiamo che gli SSRI sono pericolosi. Lo dicono proprio sull’etichetta. Aumentano “il rischio di ansia, agitazione, irritabilità, ostilità, aggressività, impulsività e mania”. Oh, non è un grosso problema. Non è causalità. Allora cos’è? Secondo un meta-studio della FDA, i giovani a cui è stato prescritto SSRI hanno un aumento del tasso di suicidio. Oh, aspetta. Altri suicidi? Non avrebbero dovuto ridurre i suicidi, ma stiamo ottenendo più suicidi? Fermiamoci lì, ma non ci fermiamo. Stiamo accelerando».
Quindi, si passa alla questione Big Pharma.
«Questo sembra un problema enorme ed estremamente ovvio, estremamente ovvio. Le persone non sono se stesse. Stanno assumendo droghe che sembrano causare il comportamento che le droghe sono progettate per prevenire. Perché non ne parlano in TV? Oh, vediamo. Nel 2020, l’industria farmaceutica ha speso oltre 4,5 miliardi di dollari in pubblicità sulla televisione nazionale in questo paese. Ora, quanto è? Bene, per dirla in un certo contesto, Pfizer ha speso di più in pubblicità nel 2020 che in ricerca e sviluppo».
«Ma non è stata una cattiva decisione. È stata un’ottima decisione. Le entrate di Pfizer sono raddoppiate lo scorso anno, superando gli 81 miliardi di dollari. Ora, come fanno? Bene, la campagna pubblicitaria ha dato i suoi frutti. Ha contribuito a convincere i politici a richiedere che l’intera popolazione prendesse i prodotti Pfizer, prodotti che non funzionano come pubblicizzato, che hanno ucciso un gran numero di persone ei cui effetti collaterali sono indennizzati contro le azioni legali del Congresso degli Stati Uniti».
«È un bel modello di business. Potresti pensare che potrebbe essere l’argomento di una storia mediatica, ma no. Nessuna storia su Pfizer. Sono pagati per essere fan della Pfizer. Pertanto, lo sono».
È facile a questo punto vedere come funziona la spirale del silenzio.
«Ora, perché? Perché i canali TV non prescrivono farmaci. I dottori lo fanno. Allora, perché la Pfizer, una compagnia farmaceutica, dovrebbe fare pubblicità in televisione? Beh, non siamo sicuri della risposta. Mettiamola così. Non trattenere il respiro in attesa che la CNN o Good Morning America facciano un pezzo investigativo incisivo sulla potenziale connessione tra farmaci da prescrizione e violenza. Probabilmente non accadrà dal momento che sponsorizzano quei canali. Continueranno a dirti che si tratta solo di armi. È tutta una questione di armi».
Il monologo di Tucker andava avanti e bastonava i governatori dei Democratici che vogliono restrizioni sull’uso delle armi – lo spezzone, insomma, tornava sui soliti binari della lotta per il II emendamento.
Tuttavia, non possiamo che alzarci in piedi ed applaudire l’incredibile colpo sferrato in prima serata, davanti a decine di milioni di americani, contro gli psicofarmaci e il loro possibile ruolo nei comportamenti violenti.
Dobbiamo ricordare come, di recente, anche Elon Musk si è speso, a suo modo, contro la droga psichica legale. Rammentiamo pure che dei danni subiti da ex pazienti consumatori di SSRI e benzodiazepine si cominci a raccontare in siti come il nostro, con pure qualche grande media che non riesce più a nascondere i problemi di dipendenza e i tragici effetti collaterali generati dalle caramelle psichiatriche.
Il muro del silenzio inizia a crollare?
È presto per dirlo. Soprattutto in questo momento, Big Pharma ha catturato talmente tanti miliardi al contribuente da potersi compare tutto il palinsesto pubblicitario di giornali e TV.
Tuttavia, noi sappiamo che sotto si muove una rete umana fatta di dottori, di ex pazienti, di attivisti che è sempre più conscia della cifra infernale dietro le false pillole della felicità, che sono forse in realtà vere pasticche di morte.
Il solo comprenderlo, caro lettore, è una picconata al muro infame della Necrocultura psicofarmaceutica.
Perché, lo sappiamo, se non fermiamo ora ce la ritroveremo per obbligo in un prossimo futuro – cui gli scienziati già hanno dato un nome, «neuroriabilitazione morale obbligatoria», prospettando somministrazioni segrete di sostanza psicoattive per il prossimi lockdown – come ne Il Mondo Nuovo di Huxley o in The Giver – il donatore: un’intera società costretta ad impasticcarsi più volte al giorno per il supposto mantenimento di una società stabile, anche se crudele ed ingannatrice.
I sentimenti, come le parole, devono essere purgati: non devono nemmeno essere concepiti. Vanno riprogrammati, secondo una formula pianificata. Resettati, anche quelli. Come i vostri pensieri e le vostre opinioni – e quelli dei vostri figli.
Lo vedete: è quello che succede oggi sotto il vostro naso, sui media e sui social, con la censura sempre più istituzionalizzata, con le leggi anti-omotransfobiche, con gli attacchi alla libertà di coscienza e di espressione, con la persecuzione dei dissidenti, e la demonizzazione del dolore.
Crediamo che sia questo, unito agli psicofarmaci, a portare i giovani di oggi verso gli alti numeri di realizzazione dei desiderio di morte.
Abbiamo scritto in un pezzo di anni fa, che ricordava gli amici morti suicidi.
Sottoscrivo quanto scrissi quattro anni fa:
«La vita senza il dolore, ho capito, è solo desiderio di annientamento, è morte».
Combattere gli psicofarmaci è combattere la Cultura della Morte. È lottare per la Vita e per la sopravvivenza della Civiltà nel XXI secolo.
Roberto Dal Bosco
Immagine di Gobofun via Deviantart pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-NoDerivs 3.0 Unported (CC BY-ND 3.0)
Droga
Psicofarmaci usati come droghe da sballo: i giovani lo hanno capito, le istituzioni no
Nel 2022 quasi 300 mila ragazzini hanno assunto psicofarmaci senza ricetta, con un record assoluto in Toscana. La maggior parte dei consumatori è femmine.
Uno studio del CNR, citato dal quotidiano milanese La Verità, riporta che il 10,8% della popolazione tra i 15 e i 19 anni consuma psicofarmaci per «uso ricreativo».
Non si tratta, quindi, di droghe da prescrizione usate per curare disturbi emotivi, ma veri e propri «psicofarmaci dello sballo» spesso miscelati appositamente con altre droghe o con l’alcool per ampliarne l’effetto stupefacente: benziodiazepine, cannabis, energy drink, sono ingredienti di «cocktail» psicoattivi di cui i farmaci da farmacia sono un elemento fondamentale.
Si tratta di una tendenza in crescita: il consumo di psicofarmaci senza ricetta tra i giovani era dell’11,3%, con una pausa negli anni successivi che includevano i mesi di lockdown, dove tuttavia come noto è aumentata la prescrizione di tali droghe farmaceutiche. Oggi la tendenza è aumentata: farebbe uso illegale di psicodroghe legalizzate un giovane su 10.
Secondo quanto riportato, la tipologia degli psicofarmaci più utilizzati è quella delle droghe per dormire (5%), quella dei farmaci per l’umore e le diete (1,7%) e per l’aumento dell’attenzione (1,2%). I farmaci SPM («senza prescrizione medica») sarebbero consumati più da ragazze (10,8%) che da ragazzi (4,9%), con il Centro Italia divenuto zona con più alto livello di consumo (50,4 dosi ogni mille abitanti al giorno; al Nord sono 46,9, al sud 37,7). Con 66 dosi per mille abitanti al dì la regione Toscana è in cima alla classifica, mentre in fondo con 35 dosi troviamo Campania e Basilicata.
Il 42% dei giovani si rifornirebbe negli armadietti di casa, visto che in Italia le quantità prescritte e quelle vendute non sono sempre corrispondenti, lasciando quindi grandi quantità di farmaci inutilizzati nelle case delle famiglie italiane. Il 28% dei ragazzi ammette invece di cercare gli psicofarmaci su internet, dove si è creato un vero e proprio mercato nero delle psicodroghe legalizzate, a riprova del loro aspetto fondamentale nella cultura dello sballo.
In più casi di presunti stupri recenti è emersa la circolazione di psicofarmaci tra gli interessati: nel caso della presunta violenza carnale consumatasi a Capodanno 2020 a Primavalle (Roma), secondo una chat letta in aula di tribunale, una quattordicenne scriveva: «le pasticche di Xanax e Rivotril ve le regalo, tanto è Capodanno. Le ho portate da casa, senza dire altro», riporta La Verità.
Come riportato da Renovatio 21, tracce di vari psicofarmaci unite all’uso di cocaina e cannabis (ma non di GHB, droga dello stupro) sarebbero state trovate nel sangue della ragazza che accusa il figlio del presidente del Senato La Russa di averla violentata dopo una serata in discoteca: in particolare si è parlato dell’ansiolitico Xanax e dello psicofarmaco SSRI fluoxetina, una sostanza nota con il nome commerciale di Prozac.
Apprendiamo sempre dal quotidiano milanese che in un recente congresso di addetti ai lavori psicofarmaceutici questi si sarebbero «affrettati a spiegare che gli psicofarmaci, “assieme ad un percorso terapeutico a 360 gradi, sono fondamentali per curare le malattie mentali anche nei giovani e giovanissimi”». Insomma, giù le mani dalle pasticche psicoattive diffuse congiuntamente da Big Pharma e dallo Stato.
«I giovani che un tempo ricorrevano alle droghe dello sballo più tradizionali (cocaina, cannabis e anfetamine) hanno spostato l’attenzione sugli psicofarmaci, certamente perché sono più facilmente disponibili e meno costosi, ma anche perché, essendo legali, non sono percepiti come droghe» scrive La Verità.
Vogliamo aggiungere che se i ragazzi cercano gli psicofarmaci come droghe è perché essi lo sono: cioè, danno effetto alla mente esattamente paragonabili a quelli delle droghe illegalizzate.
I giovani cioè hanno capito che gli psicofarmaci sono potenti droghe psicotrope in grado di alterare pesantemente il cervello: le istituzioni invece, no, non lo hanno ancora capito. E non è possibile sapere quanti stipendi siano pagati per continuare a non comprenderlo.
Droga
Psicofarmaci, cocaina, droghe dello stupro globale
Il caso delle accuse all’ultimogenito del presidente del Senato La Russa non può che ricordare quello del figlio di Grillo e la combriccola di amici. Erano più o meno lo stesso periodo, luglio, ma del 2019 – oramai quattro anni fa, quando cadde il governo Conte 1 e, enigmaticamente, il M5S decise di fare un governo col PD, che poi, con Roberto Speranza e soci, durò per quasi tutto il biennio pandemico.
Chi conosce la politica italiana sa che esiste un pattern di accuse ai figli e reazioni della politica di superficie: nel 1953 si ebbe il caso Montesi, quando venne trovata annegata la 21enne Wilma Montesi, una bella ragazza di Roma il cui caso era stato chiuso con la spiegazione di un malore a seguito di un pediluvio in mare. La stampa non accettò e si cominciò a parlare di complotto di copertura di potenti personaggi che sarebbero stati implicati. Fu messo alla gogna mediatica il giovane jazzista Piero Piccioni, conosciuto anche come Piero Morgan e noto per le sue colonne sonore dei film di Alberto Sordi, il cui padre, Attilio Piccioni, era vicepremier e ministro degli Esteri, nonché tra i massimi esponenti della DC: a causa dello scandalo, che aveva portato in carcere a Regina Coeli il figlio poi scagionato completamente, si dimise da ogni carica. Il caso Montesi rimane irrisolto.
I casi recenti sono chiaramente diversi, sia per gravità sia per ramificazioni politiche – la società, del resto, è molto cambiata.
Tuttavia, non è la questione politica che ci preme qui analizzare: notiamo, invece, una possibile lettura delle ultime cronache sotto l’aspetto, come dire, sociofarmaceutico.
È emerso che la ragazza avrebbe fatto uso di cocaina prima della serata in discoteca dove avrebbe incontrato La Russa junior. È un punto su cui subito si è speso il presidente del Senato nella sua nota diramata dopo i fatti. «Lascia oggettivamente molti dubbi il racconto di una ragazza che, per sua stessa ammissione, aveva consumato cocaina prima di incontrare mio figlio», ha chiosato La Russa senior. «Un episodio di cui Leonardo non era a conoscenza. Una sostanza che lo stesso Leonardo sono certo non ha mai consumato in vita sua» (particolare non impossibile, vista la pragmatica allergia alle droghe riscontrabile nei vecchi ambienti missini di cui il padre fu protagonista).
La dichiarazione ha scatenato la reazione dell’avvocato della ragazza intervistato dal Corriere della Sera: «senza entrare nel merito dell’inchiesta coperta dal segreto, la domanda che mi pongo da normale cittadino e non da avvocato è come possa una ragazza aver assunto cocaina e non ricordare nulla fino all’indomani. La cocaina è nota perché provoca eccitamento, non sonnolenza» dice il legale, «ciò a cui dovranno rispondere i magistrati è se abbia assunto a sua insaputa sostanze diverse dalla cocaina che le hanno provocato un tale stordimento da non farle ricordare nulla e, in caso affermativo, chi gliele abbia date e se ci sia no il coinvolgimento di Leonardo La Russa».
È l’ipotesi implicita del «drink», dopo cui la ragazza non ricorda più nulla, corretto magari con la «droga dello stupro». La pista sarebbe stata già scartata: «le analisi sul sangue della ragazza escludono la presenza di GHB, adombrata invece (…) nella denuncia» scrive La Verità. «Non è stata trovata traccia della cosiddetta droga dello stupro, il GHB o di inibitori della volontà simili».
È interessante notare, quindi, come tutto il caso cominci a gravitare intorno alle sostanze psicoattive: gli uni additano la cocaina, gli altri lasciano intendere la possibilità dell’uso di droghe da blackout.
In verità – e qui sta il punto che vogliamo sottolineare – le analisi hanno portato a galla la presenza di altre droghe specifiche: gli psicofarmaci.
«La ragazza ai medici dell’associazione Donna aiuta donna ha dichiarato di aver fumato cannabis e sniffato cocaina due volte prima di incontrare La Russa jr e ha raccontato di assumere psicofarmaci come Xanax, un ansiolitico, e fluoxetina, un antidepressivo (che possono essere utilizzati negli attacchi di panico)». Come noto, la fluoxetina è uno psicofarmaco SSRI (cioè inibitore selettivo della ricaptazione della serotonina) conosciuto con il nome commerciale di Prozac.
«E, in effetti, nel sangue sono state trovate tracce di benzodiazepine, sostanze calmanti e ipnoinducenti contenute, per esempio nello Xanax» continua l’articolo de La Verità, che riporta voci di corridoio interessanti: «in Procura, tra i magistrati che hanno in mano il fascicolo, c’è chi sostiene che anche le benzodiazepine mescolate all’alcol possano dare gli stessi sintomi della droga dello stupro. Ma al momento siamo al livello di chiacchiere da bar o poco più».
Quindi, riassumiamo: c’è un uso consistente di droghe psicoattive ma legali, riscontrabili dalle analisi ematologiche. C’è l’idea che possano avere indotto, in combinazione con altre sostanze (non dimentichiamo l’alcol) al vuoto di memoria di cui si parla. Tuttavia, tutti brancolano ancora nel buio.
Nessuno sa dire con certezza, pare di capire, se gli psicofarmaci possano generare blackout della coscienza, e di conseguenza le condizioni di uno stupro da GHB.
Certo, non sarebbe una bella pubblicità per queste droghe, vendute in massa alla popolazione: solo in Italia, sarebbero 8 milioni le persone a cui il medico prescrive la psicodroga legalizzata, e parliamo di adulti, anziani, bambini, specie durante e dopo la pandemia.
Si punta il dito sulla cocaina – viste le voci – e sul GHB – viste le ipotesi, e un certo trend presso la classe dirigente visto in fatti di cronaca recenti. Ma no, sugli psicofarmaci si è sorvolato. Perché dire che essi possono contribuire a drammi del genere, sarebbe davvero un brutto colpo.
Non c’è solo la questione dello strapotere pubblicitario di Big Pharma, che può togliere ai giornali le inserzioni: come scriviamo spesso su Renovatio 21, passano mesi prima di sapere che cosa prendeva lo stragista randomatico USA – quello che chiamano «active shooter» – che colpisce la scuola, il supermercato la banca, etc. A volte, proprio non viene fuori nulla, solo che l’assassino di massa «era in cura». L’idea che gli psicofarmaci possano indurre a idee auto ed eterodistruttive è tema di cui oramai cominciano a parlare apertis verbis certe voci in primo piano, come Tucker Carlson o il candidato presidenziale americano Robert F. Kennedy jr.
Qui c’è però qualcosa di più che vogliamo dire: nessuno ha parlato di un ruolo degli psicofarmaci perché essi oramai sono considerati una condizione naturale della biologia del cittadino. Non sono considerati, cioè, sostanze che alterano la psiche (anche se questo è quello che fanno, ed è proprio il motivo per cui vengono prescritti e consumati), sono tratti secondari, pastiglie che rientrano nella norma della sanità della persona, non come la cocaina o il GHB.
La destigmatizzazione degli psicofarmaci ha portato a questo: si accusano altre sostanze, magari altre persone, magari la stessa persona, senza sollevare il dubbio che essi giochino una parte cospicua nei vari drammi.
Questo è un caso speciale, per l’accaduto e per le accuse ad un rampollo VIP di Stato. Tuttavia, per milioni di altri malanni inflitti dalla psicofarmaceutica legale alla popolazione, nulla è detto.
Senza parlare delle stragi senza un perché, perfino i grandi giornali dicono come oramai sia noto il fatto che gli antidepressivi creano dipendenza.
È altrettanto di dominio pubblico il fatto che gli psicofarmaci creino disfunzioni sessuali, e i problemi che possono dare alle donne in gravidanza.
Riguardo al ruolo delle sostanze legalmente prescritte nelle stragi in famiglia, e pure in certi incidenti aerei, qualcuno, come Renovatio 21, pur con la sua pallida voce, si pone qualche domanda.
E non scordiamoci gli studi ambientali, che dimostrano come le sostanze psicoattive prescritte dal medico finiscano escrete nei fiumi, dove stanno alterando la psiche della fauna ittica. Pisci impazziti a causa degli psicofarmaci pisciati dai cittadini democratici, quelli della raccolta differenziata, dei libri di Greta e delle aziende ESG.
Una catastrofe, intima e pubblica, dopo l’altra. Tuttavia, si preferisce sorvolare. Nonostante la quantità di materia inquietante che esce in continuazione.
La settimana scorsa un nuovo studio ha rivelato che «l’uso di benzodiazepine e l’interruzione dell’uso» possono creare «lesioni al sistema nervoso ed effetti negativi sulla vita», con un buon il 54,4% degli intervistati ha riportato pensieri suicidi o tentato suicidio.
Casi importanti, come quello del cantante Fedez – che pure dovrebbe raccogliere tanta attenzione – spariscono subito. «Ho sospeso uno psicofarmaco e sono crollato». I giornali hanno trattato la cosa in velocità; dopo poche ore erano tornate le storie sulla moglie Ferragni, i jet privati, etc. I medici, pure, non è che abbiano fatto registrare una grande reazione alla testimonianza.
La SIP, Società Italiana di Psichiatria, ha fatto sapere a ridosso del caso Fedez che con gli psicofarmaci farmaci «è fondamentale “seguire le istruzioni” del proprio medico, sia quando si devono assumere sia quando si devono interrompere. Una brusca interruzione decisa autonomamente, è sempre da evitare». Il dottore «deve comunicare chiaramente al paziente i rischi di eventuali effetti collaterali del farmaco prescritto».
Leggete il bugiardino. Fidatevi del medico bravo. Caso chiuso.
In prospettiva, è molto chiaro perché ciò avvenga. La demonizzazione di ogni altra droga che non sia lo psicofarmaco di Stato (che è semplicemente una psicodroga che ce l’ha fatta: anche le altre sostanze un tempo magari erano pure legale) segue un quadro preciso, che diventa chiarissimo se si legge Il mondo nuovo di Aldous Huxley, uno dei profeti, col fratello Julian, del Nuovo Ordine che stiamo vedendo dipanarsi sotto i nostri occhi.
Nel celebre romanzo huxleyano, infatti, la popolazione è perennemente drogata da psicofarmaci che devono ricevere in continuazione, per costume e per obbligo della società del futuro. Generalmente, si crede che Huxley avesse scritto un libro di distopia, da cui prendeva le distanze. Se si legge il resto delle sue opere, come anche Ritorno al mondo nuovo, si capisce che non è esattamente così.
Una società dello psicofarmaco continuo e compulsivo è nei programmi. Alcuni parlano di «neuroabilitazione morale obbligatoria» per i problematici: i bioeticisti già ne discutono, quindi significa che il concetto passerà. Così come è possibile ricordare le proposte di pillole psicoattive somministrate di nascosto per garantire la conformità ai lockdown.
Ecco perché, anche in casi drammatici come quello in corso sui giornali, degli psicofarmaci non si deve parlare: perché, integralmente normalizzati al punto da essere giudicati ininfluenti nella vita della persona, ci verranno offerti, a breve, in quantità, e, magari, con tanto di green pass allegato.
Lo scopo del sistema è proprio quello: disporre della vostra psiche, guidarvi biochimicamente, alla bisogna, spegnervi, mandarvi in blackout.
Perché lo scopo del sistema che vuole psicodrogarvi è proprio uno stupro globale. Lo stupro della dignità umana.
Roberto Dal Bosco
Psicofarmaci
Xanax e Valium associati a lesioni cerebrali e suicidio
Un nuovo studio rivela che «l’uso di benzodiazepine e l’interruzione dell’uso» possono creare «lesioni al sistema nervoso ed effetti negativi sulla vita».
Lo studio è stato pubblicato pochi giorni fa su PLOS One.
I ricercatori dell’Anschutz Medical Campus dell’Università del Colorado hanno affermato che quando i pazienti entrano nella fase di sospensione di Xanax, Valium e Klonopin, affrontano significativi sintomi di astinenza.
«Nonostante il fatto che le benzodiazepine siano state ampiamente prescritte per decenni, questo sondaggio presenta nuove prove significative che un sottogruppo di pazienti sperimenta complicazioni neurologiche a lungo termine», ha affermato il dottor Alexis Ritvo, assistente professore di psichiatria presso la Facoltà di Medicina Università del Colorado e direttore medico dell’organizzazione no profit Alliance for Benzodiazepine Best Practices.
Il dottor Ritvo ha dichiarato che la comunità medica deve rivalutare il modo in cui prescrive le benzodiazepine.
Lo studio rappresenta uno sforzo collaborativo tra CU Anschutz, Vanderbilt University Medical Center e diverse organizzazioni di difesa della droga specializzate nell’aumentare la consapevolezza dei danni delle benzodiazepine.
«I pazienti segnalano effetti a lungo termine delle benzodiazepine da oltre 60 anni. Io sono uno di quei pazienti. Anche se ho preso le mie medicine come prescritto, avverto ancora sintomi su base giornaliera al quarto anno senza benzodiazepine. Il nostro sondaggio e il il nuovo termine BIND (disfunzione neurologica indotta da benzodiazepine) dà voce all’esperienza del paziente e indica la necessità di ulteriori indagini», ha affermato il dottor Christy Huff, uno dei coautori dell’articolo e cardiologo e direttore della Benzodiazepine Information Coalition.
Circa il 76,6% degli intervistati presentava sintomi di lunga durata dopo aver scontato l’uso di benzodiazepine. Quasi la metà degli intervistati ha avuto questi dieci sintomi per più di un anno:
- Bassa energia
- Difficoltà di messa a fuoco
- Perdita di memoria
- Ansia
- Insonnia
- Sensibilità alla luce e ai suoni
- Problemi digestivi
- Sintomi scatenati da cibi e bevande
- Debolezza muscolare
- Dolore fisico
La parte più allarmante dello studio era che i sintomi sopra elencati erano nuovi e distinti e non erano stati sperimentati prima che gli intervistati usassero Xanax, Valium e Klonopin. Molti intervistati hanno riferito di relazioni danneggiate, perdita del lavoro e aumento delle spese mediche.
Inoltre, il 54,4% degli intervistati ha riportato pensieri suicidi o tentato suicidio.
Per gli psicofarmaci non benzodiazepinici non va meglio: come sa il lettore di Renovatio 21 gli SSRI – le droghe psicofarmaceutiche più nuove e diffuse, che inibiscono selettivamente la ricaptazione della serotonina – sono associate ad effetti avversi spaventosi, dalla distruzione delle funzioni sessuali a, come nel caso delle benzodiazepine, propositi suicidiari.
L’idea che vi sia il consumo di SSRI dietro alle continue stragi pubbliche americane, che un tempo non c’erano anche in presenza nella società della medesima circolazione delle armi, è ora accennata anche dal candidato alle presidenziali USA Robert F. Kennedy jr.
Crediamo che un analogo discorso debba essere fatto per i casi di cronaca nera domestica italiana, le note «stragi familiari» perpetrate da padri, madri, figli, ci cui i giornali scrivono magari che erano sotto cure psichiatriche, omettendo però, per qualche motivo, le sostanze psicoattive che gli erano state prescritte.
Per le stesse tragedie, ricordiamo come una vulgata politico-psichiatrica di sinistra incolpi direttamente l’esistenza stessa della famiglia come fattore di morte.
Anche la diffusione di psicodroghe legali rappresenta, a questo punto, un elemento di attacco alla famiglia e alla legge naturale.
Immagine di pubblico dominio CCO via Wikimedia.





