Economia

«Whatever it takes» bis: preparatevi al mega-salvataggio bancario

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Una dichiarazione del 25 febbraio della presidente della Banca centrale europea Christine Lagarde, quando le discussioni sulle sanzioni SWIFT erano entrate nella fase calda, non è stata notata dai media.

 

La Lagarde ha affermato che la BCE era pronta a sostenere le sanzioni contro la Russia e «a intraprendere qualsiasi azione necessaria per adempiere alle proprie responsabilità per garantire la stabilità dei prezzi e la stabilità finanziaria nell’area dell’euro».

 

Il «qualunque cosa» è intenzionalmente evocativo del «whatever it takes» di Mario Draghi del 2012 che ha segnato l’inizio del Quantitative Easing.

 

La guerra insomma porterà ad un salvataggio bancario all’ennesima potenza .

 

Gli Europei si stanno preparando al contraccolpo della guerra che, di fatto, stanno portando la guerra nel cuore della Russia per mezzo dell’arma economica: con il crollo del rublo, qualcuno spera ora in una bank run a Mosca, con file agli sportelli per ritirare i risparmi. Una situazione, che secondo i geni euro-occidentali, dovrebbe portare all’esasperazione la popolazione che si rivolterebbe così contro Putin.

 

Ovviamente, non hanno idea di cosa stiano facendo, né delle conseguenze che ciò avrà.

 

A dire il vero, non hanno idea nemmeno di quello che sta accadendo in casa loro.

 

Mancanza di energia e di materie prime, guerra, inflazione, pandemia persistente. Si tratta di un territorio completamente inesplorato.

 

Il tutto condito dalla minaccia atomica, più che mai presente.

 

L’umanità sta entrando in una valle oscura – e con Di Maio a fare il ministro.

 

 

 

 

Immagine di World Economic Forum via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial-ShareAlike 2.0 Generic (CC BY-NC-SA 2.0)

 

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