Necrocultura
Vescovi filo-trans. Ecco perché non dovete fidarvi degli attuali movimenti pro-life
«Il ddl Zan? Possono farlo ma deve essere più chiaro».
Ha destato scalpore in molti l’intervista del cardinale Gualtieri Bassetti, presidente della Conferenza Episcopale italiana, al Corriere della Sera, che la definisce, nel titolo, «l’apertura del cardinale Bassetti». Può aver creato sorpresa in molti, ma non in noi.
L’unico fine di chi serve l’episcopato italiano è arrivare al compromesso che esso brama disperatamente. Ora siamo arrivati al punto in cui i vescovi non hanno più nemmeno bisogno dell’opposizione simbolica dei catto-ebeti in Piazza e del teatrino dei veti giornalistici sui presunti scandali bioetici
Ve lo ripetiamo da anni: l’unico fine di chi serve l’episcopato italiano è arrivare al compromesso che esso episcopato brama disperatamente. Ora siamo arrivati al punto in cui i vescovi non hanno più nemmeno bisogno dell’opposizione simbolica dei catto-ebeti in Piazza e del teatrino dei veti giornalistici sui presunti scandali bioetici. Ora sono direttamente loro a chiedere il compromesso, e nemmeno a rialzo.
Anzi: non chiedono un compromesso proprio per niente.
«Non ne vedevo la necessità, tutto qui. Ma è chiaro che se poi decidono di andare avanti, non è una questione che spetti a me decidere, c’è un Parlamento. Se si ritiene utile una legge specifica contro l’omofobia, va bene, come dicevo non è certo questo il problema» per la sincerità che dimostra il vescovo di Perugia gli andrebbe davvero baciato l’anello, tuttavia siamo sicuri che è contro il protocollo COVID che è il nuovo Vangelo cattolico, quello dell’amuchina nelle acquasantiere.
Signori cattolici, attivisti, persone perbene che vanno in Piazza spinte dalle sigle del momento, vi hanno preso in giro, sì il ddl Zan non hanno mai avuto interesse a combatterlo. Non solo perché una quantità immane di sacerdoti è omosessuale – e quindi, nell’attesa che anche la sodomia dei preti venga sdoganata (delle tacite prove generali si sono avute con l’esaltazione papale per la figura di Don Milani), perché dovrebbero privarsi di una legge che gli assicura diritti maggiorati rispetto agli altri cittadini?
Se poi bisogna rinunziare a duemila anni di storia, all’etica, alla Civiltà, all’onore, alla Bibbia, all’Eucarestia, al Signore stesso, pazienza: tanto non sono cose vere quanto l’8 per mille e la convivenza pacifica con Satana che ci permette di riempirci la panza
No, non hanno mai voluto combattere la deriva dell’omosessualismo perché non è loro interesse combattere alcuna deriva (divorzio, aborto, provetta, ingegneria genetica, etc.) anzi non è loro interesse combattere tout court. È l’unico comandamento che conoscono, che è trasmesso e demandato loro dalle loro gerarchie: siate democristiani, trovate il compromesso. Non irritate gli avversari al punto che chiedano seriamente la revoca dell’8 per mille. Se poi bisogna rinunziare a duemila anni di storia, all’etica, alla Civiltà, all’onore, alla Bibbia, all’Eucarestia, al Signore stesso, pazienza: tanto non sono cose vere quanto l’8 per mille e la convivenza pacifica con Satana che ci permette di riempirci la panza.
Credete davvero di potervi fidare di chi, nell’ora più buia della pandemia, ha accettato subito di chiudere le chiese, mentre le tabaccherie rimanevano aperte?
Credete che a loro freghi qualcosa di voi?
Credete davvero di potervi fidare di chi, nell’ora più buia della pandemia, ha accettato subito di chiudere le chiese, mentre le tabaccherie rimanevano aperte?
Credete che questi pastori, se potessero, non si metterebbero a mangiarselo, il loro gregge? (scrivendo ho pensato: i preti perversi, che sono una porzione non trascurabile, è esattamente quello che fanno per tramite dei loro furori pornografici: era Joseph Nicolosi, psicologo oggi mostruosamente proibito, che parlava degli impulsi omoerotici come una sorta di cannibalizzazione della figura maschile/paterna negata intimamente ai gay).
E quindi, volete fidarvi dei movimenti pro-life, composti da soliti rachitici, forforosi maggiordomi dell’episcopato?
E quindi, volete fidarvi dei movimenti pro-life, composti da soliti rachitici, forforosi maggiordomi dell’episcopato?
Chi scrive anni fa captò un discorso ad un pranzo di Roma. Un allora potente uomo della democristianeria, che sottotraccia aiutava varie situazioni della catto-opposizione controllata (alcuni di essa ora hanno fatto carriera…), si riferiva ai vescovi, perfino con un senso di superbia, dicendo «i miei capi». Ci stava dicendo: state zitti voi, che i contatti con i vertici del cielo ce li ho io. In pratica, se gli zucchetti gli avessero detto di saltare nel fosso, lui lo avrebbe fatto, perché quella per lui era la fonte ultima del potere, e gettandosi nel vuoto e nel fango si sarebbe girato verso di noi per vantarsi – «guardate che rapporto diretto ho con i miei capi!». Del resto, chi non è in grado di pensare fino in fondo la rovina della chiesa cattolica, con la forza di astrarsene e il coraggio di tentare di ricostruire, come può fare altro che ubbidire? (l’uomo sarebbe poi stato condannato per accuse gravi, ma questa è un’altra storia).
Ebbene, se vedete sui giornali o in TV un personaggio pro-vita con la sua sigla, è molto probabile che esso sia lì con il timbro della CEI – e se non lo ha ancora, lo desidera come niente altro al mondo. Magari, pensa, i vescovi possono fare convergere qualche voto su di me – pia illusione, nessuno ha il coraggio di ammettere che la CEI non sposta più nemmeno un voto. Magari, pensa, mi possono aiutare in qualche modo. E poi il mio dovere di cattolico è ascoltare i discendenti degli Apostoli, anche quando si adoperano a coprire gli stupri di bambini. No?
Se vedete sui giornali o in TV un personaggio pro-vita con la sua sigla, è molto probabile che esso sia lì con il timbro della CEI
Così si finisce a vedere piazze come quella dell’altro giorno. Un ammasso triste e sparuto, sterile – ma quello è un problema genetico, anche le Piazze del Family Day, con centinaia di migliaia di partecipanti, non hanno partorito nulla di nulla.
Domenica abbiamo raccolta la testimonianza di un fedele della Messa Tradizionale di una città dell’Alta Italia, un bravo signore che cerca di andare a tutte le manifestazioni, nonostante ogni volta si renda conto che qualcosa no va, e la sua iniziativa viene in qualche modo frustrata. Stavolta il problema era il suo cartellone. «Ci avevo messo l’immagine della Sacra Famiglia», ci ha detto sconsolato.
Vi stanno prendendo per il culo, ma non in modo normale, vi stanno prendendo per il culo al quadrato
«Mi hanno detto che dovevo stare lontano dalle telecamere e dai fotografi, altrimenti avrebbero associato la manifestazione al mio cartellone» e la cosa per qualche motivo non andava bene. Gli zucchetti, lo sappiamo amano organizzare questi ammassi stradali «laici», perché le processioni e i rosari pubblici per loro sono una sorta di oggetto radioattivo, che temono più di Satana (al quale, per lo più, non credono).
Non era la prima volta che una scena del genere capitava al bravo signore, che altre volte aveva scarpinato fino a Roma per partecipare alle Woodstock del supposto dissenso cattolico.
Davvero non avete capito che lavorando per loro gratis state facendo l’esatto opposto di quanto vi siete proposti di fare, e cioè di lottare contro quella Necrocultura di cui i vescovi e i loro servitori sono agenti sempre più spudorati?
Abbiamo potuto dirgli: signore mio, la stanno prendendo per il culo, ma non in modo normale, la stanno prendendo per il culo al quadrato. Non solo la stanno facendo concentrare sul dito delle libertà negate dal DL Zan quando poco sopra c’è la Luna di ogni sua altra libertà – da quella di muoversi e lavorare a quella di professare il proprio culto a quella di mantenere il DNA delle proprie cellule integro – le è stata portata via senza che nessuna sigla pro-vita organizzasse facesse anche mezza protesta. La stanno anche tirando scemo, perché la stanno coinvolgendo in una battaglia che non vogliono vincere e forse nemmeno fingere di combattere. E lei, ingenuamente, ha dato loro la sua energia, la sua presenza…
Quindi, davvero volete continuare con questa pantomima indegna?
Davvero volete fidarvi di questa gente?
Davvero non avete capito che lavorando per loro gratis (cioè, divenendo loro schiavi) state facendo l’esatto opposto di quanto vi siete proposti di fare, e cioè di lottare contro quella Necrocultura di cui i vescovi e i loro servitori sono agenti sempre più spudorati?
Necrocultura
Clinica per gli aborti gestita dal Tempio satanico: ti ci manda il numero verde per donne incinte
Il Satanic Temple ha annunciato a inizio anno i suoi piani per creare una clinica nello Stato americano del Nuovo Messico, a cui oggi sono indirizzati i chiamati di un numero verde per donne incinte finanziato con danari pubblici. Lo riporta Lifesitenews.
Secondo quanto riferito, il ramo dei servizi medici del Satanic Temple, TST Health, fornisce «screening e appuntamenti di telemedicina» condotti dal nuovo ramo dei servizi medici dell’organizzazione satanica. Alle donne possono quindi essere prescritti farmaci chimici per l’aborto che possono quindi acquistare in farmacia.
Secondo il suo sito web, «TST Health fornisce cure religiose gratuite per l’aborto con farmaci di telemedicina, per gentile concessione del Satanic Temple». Il Satanic Temple ha spesso fatto notizia per aver tentato esplicitamente di minare il cristianesimo sulla pubblica piazza impegnandosi in attività blasfeme e promuovendo apertamente l’aborto e l’ideologia transgender – in pratica creando provocazioni per portare avanti l’agenda comune a tutti i partiti e le organizzazioni gosciste del mondo.
In un atto di ributtante mancanza di decoro, la clinica feticida satanica prenderebbe il nome dalla madre del giudice della Corte Suprema degli Stati Uniti pro-vita Samuel Alito. L’organizzazione in passato aveva dato prova di non voler lasciare stare i morti quando inscenò una blasfema «messa rosa» con baci omofili sulla tomba di attivisti anti-gay.
Nello Stato del Nuovo Messico gli aborti sono saliti alle stelle nello stato in seguito al rovesciamento del «diritto all’aborto» da parte della Corte Suprema degli Stati Uniti nella sua decisione Dobbs v. Jackson l’anno scorso. Mentre gli Stati confinanti come il Texas hanno iniziato ad emanare leggi a protezione dei nascituri, il New Mexico è stato tra gli Stati di estrema sinistra che si sono immediatamente mossi per diventare rifugi sicuri per l’aborto, esortando persino le donne a viaggiare da fuori dallo Stato per abortire.
L’organizzazione antiabortista New Mexico Alliance for Life ha sottolineato che i cambiamenti recenti hanno portato a più che raddoppiare il tasso di aborti nello Stato, passando da 4.900 aborti nel 2021 a uno sbalorditivo 11.000 nel 2022. Finora nel 2023, secondo quanto riferito, nello stato sono stati commessi 5.300 aborti.
L’aborto è attualmente legale nel New Mexico senza limiti gestazionali, periodi di attesa obbligatori o requisiti per la notifica da parte dei genitori. Il governatore dello stato pro-aborto ha anche recentemente stanziato 10 milioni di dollari in dollari dei contribuenti per aiutare a finanziare un aborto strategicamente posizionato al confine del Texas, Stato che invece pro-life.
Il Satanic Temple è in pratica un’organizzazione di troll di alto livello che portano avanti, con mezzi legali e spettacolari consistenti, l’agenda del laicismo (aborto, omosessualismo, etc.) e della compressione del cristianesimo. È stato notato che per le sue azioni i sedicenti satanisti ricevono il plauso della sinistra giovanile, il cui impegno nella Necrocultura è identico.
Il Satanic Temple, noto per scenate indegne e richieste, talvolta esaudite, di piazzare elementi satanici nei luoghi pubblici americani (per esempio, una statua del demonio-caprone alato, cioè il Bafometto, che si intrattiene con dei bambini, oppure l’ora di religione satanica nelle scuole elementari) in passato aveva dato luogo a strane proteste pro-aborto davanti a cliniche di Planned Parenthood con versamenti di latte su ragazze che facevano gesti di contrizione.
Il Satanic Temple ha organizzato lo scorso aprile a Boston la Satancon 2023, un megaevento satanista, chiedendo a tutti i partecipanti «prova della vaccinazione COVID» e di «indossare una mascherina chirurgica N-95, KN-95 o usa e getta. Non saranno ammesse ghette, bandane e mascherine di stoffa».
Satanisti, abortisti e vaccinisti. Tout se tient.
Militaria
L’aborto per l’esercito americano è «un obbligo sacro», dice l’ammiraglio del Consiglio per la Sicurezza Nazionale USA
Il Coordinatore per la Comunicazione Strategica del Consiglio Nazionale della Casa Bianca John Francis Kirby ha dichiarato che consentire alle donne soldato di abortire è un obbligo sacro per l’Esercito USA.
Durante una conferenza stampa, un giornalista ha chiesto a Kirby, un ammiraglio in pensione, perché l’aborto fosse ritenuto «fondamentale per la prontezza militare». «Sono davvero contento che tu abbia fatto questa domanda», ha risposto l’ammiraglio Kirby. «No, lo sono davvero. Un membro su cinque delle forze armate statunitensi è donna. Il 20%. Siamo una forza di soli volontari. Nessuno ti costringe ad andare: ti offri volontario per andare. Lo farò per alcuni anni, o per tutta la vita, e potrebbe costarmi la vita farlo».
«Quando ti iscrivi e ottieni quel contratto, hai tutto il diritto di aspettarti … che i militari si prendano cura di te e delle tue famiglie» ha continuato il Kirby nella sua tirata, probabilmente non considerando il fatto che uccidere tuo figlio non è prendersi cura della tua famiglia, ma distruggerla, cancellarla.
«Le nostre politiche, siano esse diversità, inclusione ed equità, o individui transgender che si qualificano fisicamente e mentalmente per servire e farlo con dignità» ha continuato l’ex ammiraglio che, a questo punto ha iniziato a battere la mano sul podio «oppure femmine in servizio, una su cinque, oppure femmine membri di famiglia» che devono «essere in grado di contare sul tipo di assistenza sanitaria, sulla sanità riproduttiva specificamente… hanno bisogno di servire… questa è un fondamentale obbligo sacro dei leader militari».
Il discorso di Kirby, con dietro una bandiera piena di stelle a cinque punte, è un po’ confuso ma il significato di fondo è chiarissimo: l’esercito americano guarda all’aborto delle proprie soldatesse come ad un sacramento.
John Kirby goes on a minutes-long tirade trying to explain why abortion is necessary for military readiness. pic.twitter.com/o0ry8lHjNx
— Townhall.com (@townhallcom) July 17, 2023
Non pago, l’ammiraglio in pensione ha continuato con un’aneddotica abortista personale recente: in una recente conversazione con membri del servizio femminile e le loro mogli alla Casa Bianca gli è stato detto che «le leggi sull’aborto in questo paese che sono ora in fase di approvazione stanno assolutamente avendo un effetto sulla loro volontà di continuare a prestare servizio in uniforme o per incoraggiare i loro coniugi a continuare a prestare servizio. Quindi, se non pensate che ci sarà un problema di mantenimento e morale del personale, ripensateci».
Il Kirby si riferisce ovviamente alla recente sentenza Dobbs della Corte Suprema, che ha abolito l’aborto come diritto federale, relegando le decisioni agli Stati. Con evidenza, l’uomo che rappresenta il Pentagono non è d’accordo – anche se i numeri dicono che vi è stata una drammatica diminuzione degli aborti, e conseguente, possibile, aumento della popolazione.
Riavvolgete: i capi militari stanno dicendo che vogliono meno figli di militari. Una volta i vertici militari volevano famiglie con tanti figli per dare alla patria, in caso, carne da cannone. Ora non è più così: l’esercito più ricco del mondo – si dice che il budget a breve potrebbe arrivare al trilione – lavora attivamente per la Necrocultura.
L’effetto può essere straniante: un uomo delle Forze Armate che parla dell’aborto come sacro. Tuttavia non più di un mese fa il vicepresidente Kamala Harris era arrivata a promuovere l’aborto parlando di Dio.
Con ogni evidenza, la fazione goscista del potere americano ha cominciato una vera «sacralizzazione» del feticidio. Si tratta di un fenomeno moderno che abbiamo già intravisto anche in Canada, non plus ultra delle società «laiche» (cioè atee e massoniche) progressiste in tutto l’Occidente, dove l’eutanasia di Stato, che galoppa seminando morte in modo indicibile, sta assumendo via via un carattere addirittura mistico.
L’aborto non è il solo valore fondamentale, «sacro», recentemente invocato da Kirby per gli USA.
Nell’annunciare reazioni diplomatiche contro l’Uganda e le sue nuove leggi anti-sodomia, Kirby aveva definito i diritti LGBT come «parte fondamentale della nostra politica estera».
Quindi, la diplomazia degli USA, e financo il suo esercito, servono a propalare aborto e omosessualismo. Reagan definì l’Unione Sovietica «l’impero del male». Ora una definizione per gli Stati Uniti dell’era Biden la trovi il lettore.
Nel frattempo, ricordiamo come l’Uganda è stata improvvisamente teatro di attacchi terroristici con enormi stragi sia sul suo territorio che all’estero. Subito dopo l’approvazione della legge anti-LGBT, decine di persone in Uganda sono state uccise e ferite dai militanti di un gruppo estremista – il quale non si faceva vivo dal 1998 – che hanno attaccato una scuola secondaria nella parte occidentale del Paese. Due settimane prima, 54 suoi soldati ugandesi stati trucidati dai terroristi islamici di al-Shabbab mentre si trovavano in Somalia per una missione di pace dell’Unione Africana.
C’è stato un tempo in cui la «politica estera» profonda degli USA poteva essere chiamata, da giornalisti come da osservatori politici italiani, «Strategia della Tensione».
Il «valore fondamentale», con annesse tinte sacre, all’epoca era all’anticomunismo, il contenimento dell’influenza sovietica – che in Italia era considerevole. Di qui, dice la teoria, la quantità di bombe nelle piazze, nelle stazioni, sui treni, nelle banche…
È possibile pensare che, con nuovi «sacri valori fondamentali» in pista, vi sia una nuova Strategia della Tensione in partenza?
È una teoria cospirativa socialmente accettabile, come lo è la teoria della Strategia della Tensione di decadi fa? Abbiamo paura, purtroppo, che non lo sia…
Immagine di pubblico dominio CC0 via Flickr
Eutanasia
Iniziata l’eutanasia delle persone autistiche. Renovatio 21 ve lo aveva detto 6 anni fa: a quando i bambini danneggiati da vaccino?
È uscito un nuovo studio sull’eutanasia nei Paesi Bassi, firmato da una specialista in cure palliative presso la Kingston University (Gran Bretagna), Irene Tuffrey-Wijne, che ha rivelato qualcosa che, per qualcuno è ancora scioccante.
Il rapporto della ricercatrice britannica dice sostanzialmente che numerose persone autistiche e persone con disabilità intellettive sono state soppresse solo perché sentivano di non poter condurre una vita «normale».
La Tuffrey-Wijne ha condotto la ricerca esaminando 900 fascicoli di casi dal 2012 al 2021 e ha scoperto 39 casi che coinvolgevano persone autistiche o con disabilità intellettive.
Il sito del gruppo pro-life Live Action scrive che all’inizio di quest’anno era già stato rivelato che i Paesi Bassi hanno ucciso un numero record di persone attraverso l’eutanasia, 115 delle quali non avevano malattie oltre a problemi psichiatrici.
In molti casi, questioni di dinamica sociale e famigliare sono citate come causa di sofferenza. Viene raccontato il caso di una paziente, una donna di età inferiore ai 30 anni, «non era in grado di fare amicizia e si era isolata, anche all’interno della sua stessa famiglia».
Vi è quindi il caso della morte di Stato per un signore sulla settantina descritto come mai stato in grado di «stare al passo con la società», con «tratti autistici gli rendevano sempre più difficile far fronte ai cambiamenti che lo circondavano».
E ancora la storia dell’eutanasia del maschio sulla quarantina che soffriva di «ansia, lamentele compulsive e solitudine a causa dei limiti derivanti da ASD [disturbo dello spettro autistico, ndr], disturbo ossessivo-compulsivo, lesioni cerebrali acquisite e disturbo della personalità».
Ecco quindi il ragazzo di 20 anni a cui è stata data la morte di Stato perché si sentiva solo ed era stato vittima di bullismo da bambino.
Ecco la donna eutanatizzata perché «soffriva dell’isolamento sociale a cui aveva portato il suo comportamento. Le riunioni erano disturbate dalle sue urla. La gente la trovava ripugnante e nessuno voleva starle vicino. Non riusciva a dare un senso alla sua vita in nessun altro modo».
In un terzo dei casi esaminati, le persone con autismo e disabilità intellettiva erano considerate «non curabili», quindi ritenute senza alcuna speranza di migliorare la vita dei pazienti. Pertanto, costoro sono stati sottoposti a eutanasia – cioè uccisi dallo Stato per via medica – senza che gli fosse offerto ulteriore supporto o risorse.
La ricercatrice inglese ha detto all’Associated Press che queste esperienze hanno sollevato in lei una domanda scomoda. «Non ho dubbi che queste persone stessero soffrendo», ha dichiarato la Tuffrey-Wijne. «Ma la società è davvero d’accordo con l’invio di questo messaggio, che non c’è altro modo per aiutarli ed è solo meglio essere morti?». È una domanda, per chi comprende l’esistenza e la potenza della Necrocultura, forse un po’ ingenua.
Gli attivisti di Live Action scrivono che ciò è dovuto al fatto che in Olanda «l’eutanasia è in gran parte non regolamentata» e cioè quindi «consente alle persone con disabilità e autismo di essere uccise – come ha scoperto Tuffrey-Wijne – nonostante non siano affatto malate fisicamente».
Il lettore di Renovatio 21 sa invece che non si tratta di mancanza di regolamentazione, ma di vero e proprio fondamentalismo eutanatico, di cui i neerlandesi sono diventati campioni, – nel 2020 una persona ogni 25 è morta per eutanasia, un bel record. Con l’eutanasia dei bambini , cioè l’uccisione dei neonati «difettosi», già oramai lanciata.
Lo Stato olandese è già di per sé modello per l’anarco-tirannia in salsa europea: i «diritti» delle minoranze etnosessuali sono rispettatissimi (tanto che anche miliziani ISIS arrivano tranquillamente tra i migranti), la droga è legale , e anche quella illegale si trova grazie alla sanguinaria criminalità maghrebina (la «Mocro Mafia») che hanno fatto del Paese «un Narco-Stato 2.0», dicono i sindacati di polizia; al contempo, però, ti sparano se protesti contro il lockdown o la chiusura degli allevamenti di bovino.
La Cultura della Morte che permea la società olandese – dove giovani donne chiedono di morire anche senza essere fisicamente malate, mentre in TV passano documentari su quelle che prima di uccidersi fanno una festa in discoteca con le amiche – rende l’Olanda un regno oscuro che funge da monito per l’intera civiltà occidentale.
Perché era chiaro, almeno per Renovatio 21 e per chi ci segue, che sarebbe successo. Era inevitabile che le persone che soffrono di autismo finissero nel tritacarne dello Stato utilitarista, perché incapaci di funzionare nella società della massimizzazione del piacere, e quindi ritenuti sacrificabili – la parola giusta, perché il lettore può comprendere qui che si tratta di sacrifici umani appena truccati da una benevolente evoluzione dello Stato moderno.
Era inevitabile che l’eutanasia avrebbe iniziato a bussare alla porte di coloro che, essendo «nello spettro», vivono, per i nazisti della nuova eugenetica, «vite indegne di essere vissute» – Lebensunwertes Leben, dicevano i tedeschi negli anni in cui cominciarono a eliminare i disabili, che sono – ricordiamo per inciso – gli stessi anni in cui veniva introdotta la diagnosi dal dottor Hans Asperger, lui stesso accusato di aver mandato qualche suo piccolo paziente autistico a essere trucidati in una clinica del programma di sterminio eutanatico Aktion T4.
Oggi sono sparite le svastiche e le ossessioni mortifere antisemite (o meglio: sono state traslocate in Ucraina, dove vengono da noi abbondantemente finanziate), ma la sete per le stragi rimane la stessa, immutata nei decenni, nei secoli.
Lasciatecelo dire: sappiamo qual è la prossima porta a cui l’eutanasia busserà. Lo sapete anche voi.
Lo abbiamo detto già nel lontano settembre 2017, in quella che fu forse la prima (o al massimo la seconda) conferenza pubblica di Renovatio 21. Era un incontro pubblico a Reggio Emilia organizzato da Cristiano Lugli con una dottoressa e un avvocato sul tema caldo di cui giorni: l’obbligo vaccinale per i nostri figli – la famosa «legge Lorenzin», che ha impedito a tanti bambini non vaccinati di frequentare le scuole materne, praticamente un test per quanto sarebbe successo tre anni dopo con sieri mRNA e green pass.
«Abbiamo visto che eliminano completamente i down, perché la loro è una vita indegna di essere vissuta» dicevo indicando il caso dell’Islanda down-free. «E una vita indegna di essere vissuta, va eliminata… voi pensate che sia impossibile? Il re cattolico del Belgio nel 2014 ha firmato una legge per cui si può fare l’eutanasia del bambino, basta che il bambino sia “consenziente”… l’eutanasia infantile è arrivata… qualcuno lo chiama aborto post-natale».
Andavo oltre, e parlavo del caso di Charlie Gard, il bambino lasciato morire della Sanità inglese, e del suo messaggio, e cioè il «pensare che si possono ammazzare i bambini anche già nati… i bambini danneggiati si possono ammazzare».
«Quindi io mi chiedo, e sono conscio della forza di questa mia domanda: quanti anni ci vorranno prima che i bambini autistici finiranno in questo calderone?»
Ricordo il gelo che scese nella sala. Da persona che lavora con i teatri, so percepire la temperatura di una sala. Lì era precipitato tutto sottozero all’istante, al punto che mi fermai prima ancora di finire la frase.
Stavo dicendo proprio questo: che, ad un certo punto, i bambini danneggiati da vaccino – i casi di autismo che tanti genitori, medici e attivisti imputano all’inoculazione – verranno in un futuro prossimo eutanatizzati dallo stesso Stato che li produce con le leggi per l’obbligo vaccinale.
Nemmeno io, che pure lo pensavo, mi ero reso conto dell’immane mostruosità della questione. Dicendolo ad una platea di genitori realizzavo la portata di questa prospettiva prossima. Erano sconvolti loro, ero sconvolto anche io – come padre, sono parte di risonanze anche paradossali, con i miei pensieri che possono venire amplificati, e rimandatimi indietro, da altre anime che devono a costo della vita difendere i loro piccoli come devo farlo io.
Il tema è proprio questo: la perversione della genitorialità. Perché l’eutanasia infantile offre una infame, orrenda via di scampo a molti genitori che, oggettivamente, hanno avuto la vita devastata dallo spettro autistico del figlio. Esasperati, estenuati, i genitori arrivano al punto di dichiarare la loro stessa vita, piagata dalle urla, dalla testa sbattuta sul muro, da tanti pensieri, come «indegna di essere vissuta».
Ecco che lo Stato moderno, lo Stato della Necrocultura, ti offre la sua mano sterminatrice: uccidi tuo figlio, è legale. Quindi, è giusto.
Pensaci: starai meglio, dopo – e magari starà meglio lui, finito nel paradiso dell’eutanasia, o nel niente cosmico che è sempre meglio delle notti insonni, di una vita che sarà sempre dipendente da badanti.
Capite il disegno del principe di questo mondo: non gli basta ferire e uccidere – vuole che a farlo siano gli uomini stessi, i genitori che ammazzano i loro figli, gli Stati stessi divenuti macchine di morte. È l’inversione, la perversione finale della società umana ridotta a insieme di assassinii atroci.
«Quanto prima che arrivi da noi?», chiedevo nella conferenza.
Ecco, ci stiamo arrivando. Gli olandesi sono solo avanti di due passi, o poco più.
Preparatevi a difendere la vostra prole da una ferocia che mai avreste voluto immaginare.
Roberto Dal Bosco









