Controllo delle nascite
Vaccini e infertilità, una storia reale
Vaccini creati per sterilizzare le donne – senza alcun consenso.
Miriadi di ragazze africane, divenute d’improvviso infertili, dopo un’iniezione di antitetanica promossa dal governo kenyota e dagli enti sanitari globali. Un incubo, un capitolo scioccante del libro della Necrocultura, dove, molto apertamente, i vaccini si dimostrano strumenti di morte.
Sapevamo di questa storia. Renovatio 21, varie volte, ne ha parlato. Però vederla raccontata per la prima volta dai protagonisti mette i brividi. Soprattutto, se pensiamo che si tratta solo della punta dell’iceberg: il programma di vaccinazione per il tetano che in verità segretamente sterilizzava le donne è probabilmente stato ripetuto da altre parti.
Di più: è inevitabile pensare che il Terzo Mondo sia solo un laboratorio di cavie umane per qualcosa che sarà implementato in tutti i Paesi, sviluppati o meno – se non lo è già stato…
Si resta sgomenti a guardare l’ultima fatica audiovisiva di Andrew Wakefield, Infertilità: un’agenda diabolica. Il film, della durata di mezz’ora, è stato realizzato dal dottore noto per lo scandalo farmaceutico del secolo (il saggio che si azzardava a domandarsi si esistesse mai una correlazione tra autismo e vaccino MPR) per la distribuzione di Children’s Health Defense di Robert F. Kennedy jr. Sul sito è disponibile la trascrizione in lingua italiana.
Il mediometraggio lascia parlare chi la storia dei vaccini sterilizzanti la ha vissuta, in dialoghi strazianti e sconvolgenti.
«In qualità di ginecologo, negli ultimi anni abbiamo visto un drammatico aumento del numero di donne che perdono la gravidanza, del numero di donne che vengono qui con minacce di aborto, con emorragie all’inizio della gravidanza. Vediamo anche molte di giovani coppie con problemi di infertilità» dice un medico kenyota.
«Ho visto le lacrime. Hanno perso la loro identità. Si muore dentro».
«Ho avuto un percorso difficile con molti aborti spontanei. Nel primo avevo portato avanti la gravidanza per circa tre settimane. Poi sono rimasta di nuovo incinta e ho portato avanti quella gravidanza per circa quattro settimane» dice una ragazza.
Questa catastrofe ruota attorno ad una molecola, la gonadotropina corionica umana, detta HCG.
L’HCG è il primo segnale che indica alla donna che è incinta. L’HCG dice alle ovaie di produrre un secondo ormone, chiamato progesterone, che sostiene la gravidanza.
Se si creano anticorpi contro l’HCG, il nuovo bambino si sta formando nell’utero della donna viene distrutto come se fosse un batterio o un virus, in modo che il segnale venga completamente perso, e quindi le ovaie non producono progesterone. Quindi, se si hanno livelli sufficientemente elevati di anticorpi anti HCG, la donna diventa di fatto sterile.
«Ma come fa una donna a sviluppare anticorpi contro l’HCG, una malattia autoimmune in cui il corpo attacca se stesso?» si chiede la narratrice del film.
«Questa è la domanda che si sono posti e a cui hanno risposto degli sviluppatori di vaccini che hanno provato a creare un vaccino anti-fertilità per conto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, a partire dall’inizio degli anni ’70. Questo programma di ricerca e sviluppo fu intrapreso in risposta alla percezione di sovrappopolazione».
Si tratta di storia, storia reale. Dal ’72 al ’92, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha finanziato la ricerca e lo sviluppo di un vaccino sterilizzante.
«Si tratta di fatti indiscutibili. L’OMS, attraverso la sua task force sui vaccini per la regolazione della fertilità, ha sostenuto la ricerca su un vaccino sintetico contro la molecola HCG. Per immunizzare una donna dal rimanere incinta o abortire una gravidanza andata a buon fine, gli scienziati hanno scoperto che bastava combinare la subunità beta dell’HCG con il tossoide tetanico utilizzato nel vaccino antitetanico di routine».
Quindi, durante questi programmi di vaccinazione. non solo la donna sviluppava anticorpi contro il tetano, ma anche anticorpi contro l’HCG, compreso quello prodotto dal suo stesso corpo.
Apprendiamo che in passato, nonostante l’entusiasmo delle élite del Terzo Mondo, i programmi di questo tipo erano saltati. In molti avevano compreso che come «una campagna di vaccini contro la fertilità potesse essere camuffata come un programma per il vaccino antitetanico».
«In particolare, la Lega delle donne cattoliche delle Filippine aveva ottenuto un ordine del tribunale per stoppare il programma dell’UNICEF contro la fertilità che utilizzava il vaccino antitetanico addizionato con HCG».
Tuttavia, a metà anni Novanta, ecco che ci riprovano in Kenya: l’OMS pianifica una campagna di vaccino antitetanico nelle donne keniote in età fertile. Il dottor Karanja, un medico che aveva capito tutto (anche grazie ad un’imbeccata ricevuta ad un convegno a Houston sulla presenza di programmi di sterilizzazione in vari Paesi camuffati da vaccinazioni antitetaniche convince i leader della Chiesa cattolica, un grande fornitore di assistenza sanitaria, a chiedere che i vaccini vengano testati per l’HCG.
In risposta, senza fornire spiegazioni, l’OMS abbandona la campagna.
Ma non è finita. D’un tratto, 19 anni dopo, l’OMS riesuma l’operazione. A differenza del caso del 1995, questa volta c’è la benedizione del governo keniota. Nell’ottobre di quell’anno fu avviato un programma contro il tetano neonatale.
Ne esce un calendario vaccinale fraudolento fino alla follia.
«Il vaccino anticoncezionale può produrre sterilità, ma bisogna fare più iniezioni» dice un esperto sentito da Wakefield. «Ce ne vogliono circa cinque per essere davvero efficaci, distanziate di circa sei mesi. È interessante notare che i vaccini antitetanici possono essere fatti ogni cinque anni, o forse 10 anni. Non è necessaria un’iniezione ogni sei mesi, e di certo non ne servono cinque
La Chiesa cattolica, a questo punto, prende in mano la situazione, e ordina dei test su vaccini impiegati nella campagna vaccinale antitetanica 2014..
A Nairobi, tre laboratori indipendenti analizzano campioni di fiale del vaccino antitetanico dell’OMS utilizzato nel marzo 2014. VI sono, evidenti, tracce di HCG. A ottobre i medici cattolici analizzano altre sei fiale, in sei diversi laboratori accreditati. La Beta-HCG viene trovata nella metà dei campioni.
I vescovi a questo punto chiedono l’immediata sospensione del programma vaccinale. «Chiediamo alla nostra gente di non partecipare, e a non lasciarsi influenzare da ciò che sta accadendo senza una chiara informazione» dice un vescovo in una conferenza pubblica. I prelati kenyoti hanno compreso il gioco satanico dei vaccini, e pure la propaganda infame che li circonda.
Il governo del Kenya, imbarazzato dall’eco mondiale della storia, istituisce un comitato di esperti per testare i vaccini, con tre componenti scelti del governo e tre nominati dai vescovi cattolici. Si decide di testare i nove vaccini già testati. Si decide pure di andare a prendere alcuni campioni dal deposito di vaccini antitetanici del governo.
Il governo, a quanto risulta, fa pressioni sui laboratori perché dichiarino i vaccini sicuri. Le fiale che vengono dai magazzini governativi sono immacolate, anche se appartengono magari a lotti dove in precedenza è stata trovata l’HCG. Tutte le fiale già risultate positive, lo sono una seconda volta.
«L’OMS era estremamente arrabbiata. Non si va mai, ripeto, non si va mai contro l’OMS qui in Africa» dice un dottore intervistato. La campagna OMS di incoraggiamento delle madri a fare il vaccino per il tetano continua.
A questo punto, OMS e UNICEF – pazzesco – accusano la Chiesa cattolica di mentire, di «diffondere disinformazione». Di più: il ministro va in TV e accenna alla possibilità che i cattolici abbiano loro contaminato di HCG le fialette risultate positive.
Per i medici che avevano sostenuto la causa, parte la persecuzione. Ecco ordini del tribunale che proibiscono ai medici di parlare di vaccini, in quanto le loro parole «sono un pericolo» per il Paese. Ecco la reazione dell’Ordine dei Medici locale. Cose che oggidì conosciamo bene.
Uno di questi medici, il dottor Karanja, il 29 aprile 2021 viene ucciso, ufficialmente dal COVID. La sua storia ricorda non poco Il giardiniere tenace di John LeCarré.
Il dottor Karanja aveva un messaggio netto per tutti noi:
«Quando avranno finito con l’Africa, verranno a prendere voi. Tenete pronti i vostri figli. Verranno per loro e verranno per voi».
Il lettore di Renovatio 21 sa a cosa siamo dinanzi: un programma di spopolamento attuato con ferrea volontà e infinita disponibilità di capitale e di influenza.
Il lettore di Renovatio 21 sa bene chi è in grado di esprimere questo rarissimo, impossibile mix di danaro e potenza politica globale.
Il nome lo fa il film stesso, dopo i titoli di coda, quando si intervista un dottore americano.
«Da tempo sono preoccupato per Bill Gates. Il primo contatto che ho avuto con il suo programma è stato ad una sessione della Società Americana di Ginecologia Pediatrica e dell’Adolescenza. L’ospite d’onore era Malcolm Potts, dell’Università di Berkeley in California. Era il capo della International Planned Parenthood Federation. Era un consulente di Bill Gates. Era al corrente di ciò che Bill Gates stava facendo. Immaginate, eravamo seduti a una sessione di discussione, e lui si vantava del successo del loro programma in Africa».
«Organizzavano feste a base di Depo-Provera ogni mese, con ogni sorta di pompon, perline e regali alle ragazze di 12 anni, come occasione per iniettare loro il Depo-Provera, che assicura l’infertilità di quelle giovani donne tribali nonché la fine dei loro normali cicli riproduttivi per tutto il tempo in cui erano sotto Depo-Provera, e, nella maggior parte dei casi, ben oltre».
«Ho visto moltissimi casi in cui il Depo-Provera ha causato infertilità permanente».
«È difficile credere che queste ragazze africane sapessero cosa stesse accadendo loro, perché molte di loro non avevano neanche avuto cicli riproduttivi abbastanza a lungo da sapere cosa sia la normalità».
«Naturalmente, le giovani non sono state messe al corrente del fatto che questo le avrebbe private dei loro cicli riproduttivi e della loro fertilità non solo per mesi, ma per anni, e che avrebbe portato a osteoporosi precoce, obesità, depressione e altre gravi conseguenze. In pratica si sta togliendo la salute riproduttiva a una donna».
«Il lavoro che stavano facendo in Africa era sotto l’egida della Fondazione Gates. Col senno di poi, mi ha preoccupato allora, e mi preoccupa ancora di più ora che vediamo quello che è successo con il vaccino Gardasil, e potenzialmente con altri vaccini più recenti».
Fast forward ai nostri giorni, l’era della siringa mRNA.
Questo sito vi ha parlato dal primo momento dei dubbi su vaccino e fertilità femminile, cosa per cui siamo stati immediatamente fact-checkati ed esposti al pubblico ludibrio persino in siti dell’Università. Ora non sono solo conosciute, e ammesse, le alterazioni al ciclo. Da qualche giorno è divenuto chiaro come l’infertilità da vaccino COVID possa colpire gli uomini.
Come siamo arrivati fin qui?
Questo sito vi ha parlato del programma di Gates, tra cene con ultramiliardari (Soros, gli immancabili Rockefeller) e finanziamenti-monstre a Planned Parenthood, dipanato nei decenni.
L’uomo che parlava solo di sovrappopolazione (con un padre che serviva nel board della multinazionale dell’aborto) improvvisamente si mette a parlare di vaccini…
Ora dovrebbe esservi un po’ più chiaro il disegno infernale dietro a tutto questo.
È oscuro, è pazzesco, è – come dice il titolo del film – diabolico.
Soprattutto, è un piano che stiamo subendo tutti, in cui siamo dentro fino al collo.
Il dottor Karanja presumeva che sarebbero passati dall’Africa all’Europa. Ebbene, lo hanno fatto, devastando il vecchio continente più di quanto non abbiano fatto con le donne africane.
Non manca molto alla rivelazione. Sarà mostruoso. E si è svolto tutto sotto i nostri occhi.
Lo diciamo nella tristezza e nella speranza: per alcuni di noi, per chi ha capito per tempo, per chi ha saputo ascoltare, riflettere, soffrire, mantenere il sangue puro, non è troppo tardi.
Questo, credetici, è già tantissimo. È tutto.
Roberto Dal Bosco
Immagine screenshot dal film
Controllo delle nascite
«La verginità è un costrutto sociale patriarcale»: nuova pubblicità di Planned Parenthood
La multinazionale dell’aborto Planned Parenthood ha twittato la settimana scorsa un’immagine di uno dei suoi cartelloni pubblicitari con recante un messaggio preciso: «La verginità è un costrutto sociale».
Nella didascalia, è aggiunto che la verginità è un’idea «patriarcale», dannosa per tutti.
«L’idea della verginità deriva da modi di pensare obsoleti – diciamoci la verità, patriarcali – che fanno male a tutti», ha twittato giovedì il più grande fornitore di aborti del pianeta.
The idea of virginity comes from outdated — let's be real, patriarchal— ways of thinking that hurts everyone. ???? pic.twitter.com/QYmNbEZzbw
— Planned Parenthood (@PPFA) June 29, 2023
Alcuni commentatori hanno suggerito che Planned Parenthood considera nel loro migliore interesse commerciale promuovere la perdita della verginità – ossia il sesso precoce – per poi procedere agli aborti che sono il suo core business. Si tratterebbe, quindi, di un’astuta strategia di marketing a lungo termine.
«Sappiamo che hai bisogno della promiscuità per fare soldi. È disgustoso», ha commentato la giornalista Jessica O’Donnell.
«Strano come un’organizzazione chiamata “genitorialità pianificata” (presumibilmente per sostenere che le persone diventino genitori solo quando lo pianificano) twitti qualcosa che sembra suggerire che l’astensione dal sesso derivi da un modo di pensare patriarcale che ferisce tutti», ha osservato Matt Antar, presidente finanziario del New York Young Republican Club.
La promiscuità sessuale, favorita dalla catastrofica introduzione della pillola e del libero aborto, ha demolito il fondamento della società occidentale – la famiglia.
Proponendosi come liberazione, la cosiddetta rivoluzione sessuale ha invece creato schiavi infelici, in ambo i sessi.
La meccanica sociale del disastro ha più livelli. La ragazza che non arriva vergine al matrimonio (perché bisogna divertirsi, semmai poi farlo solo se si trova «quello giusto») è portata a generare un attaccamento emotivo per tipi di uomini che hanno magari capacità di attrazione, ma che non hanno intenzione di impegnarsi, come invece, ad un certo punto, spesso vuole fare la donna.
Tale tipo di uomo, cresciuto in un mondo in cui è naturale non sposarsi, prendono il rapporto giocosamente, finendo quindi per trattare la donna come un oggetto, e di qui ai maltrattamenti.
Il risultato è uno sconquasso senza fine, e una serie infinita di donne senza figli che hanno fatto collassare il tasso di natalità.
Le donne che hanno concepito con questo tipo di uomo, diseducato alla cavalleria dalla disponibilità della donna, e che decidono di non gettare il bambino nella fornace dell’aborto, si trovano quindi a crescere, spesse volte, il figlio da sole, perché l’uomo (come aveva fatto magari suo padre…) sparisce, non si rivela un compagno affidabile, un padre solido per il bambino.
La mancanza di figura paterna e la superpresenza di quella materna, secondo alcune teorie psicologiche, può generare, portare, quindi, il bambino all’omosessualità.
Vedete quale filiera di immane devastazione sociale si apre de-nobiltando la verginità, invertendo – satanicamente – la virtù con il vizio….
Nicholas Wolfinger, un sociologo dell’Università dello Utah, ha scoperto che negli USA coloro «hanno sempre e solo dormito con i loro coniugi hanno maggiori probabilità di riferire di essere in un matrimonio “molto felice”». La percentuale di coloro che riportano la stessa cosa diminuisce significativamente per un solo partner sessuale in più, e gradualmente si riduce complessivamente con l’aumentare del numero di partner.
Wolfinger ha anche «scoperto che anche le donne con zero o un precedente partner sessuale prima del matrimonio avevano meno probabilità di divorziare, mentre quelle con 10 o più erano divorziavano con più probabilità».
In particolare, le spose vergini avevano una possibilità di divorzio molto inferiore rispetto alle altre: «solo il 6% dei loro matrimoni si è sciolto entro cinque anni, rispetto al 20% per la maggior parte delle persone».
Non è un caso, insomma, se la cultura occidentale – anche al di fuori del Cristianesimo, va detto – ha sempre riverito la figura della vergine.
Immagine da Twitter
Controllo delle nascite
Il pronatalismo continua a incuriosire i media
Renovatio 21 traduce questo articolo di Bioedge.
La nozione di pronatalismo – incoraggiare, non scoraggiare, la crescita della popolazione – non ha avuto una buona stampa negli ultimi decenni, soprattutto con i timori della sovrappopolazione e del riscaldamento globale. Ma negli ultimi mesi una giovane coppia americana, Simone e Malcolm Collins, che sono «evangelist» pro-natalisti, sta apparendo ovunque nei media.
L’anno scorso, Business Insider ha pubblicato un lungo profilo; seguito dal New York Post a gennaio e dal London Telegraph ad aprile.
Forse «evangelism» è la metafora sbagliata, perché la coppia hipster Collins non è affatto religiosa. Il loro motto non è «sii fecondo e moltiplicati» ma «moltiplicazione o estinzione». Osservano l’ingrigimento e la contrazione delle popolazioni in tutto il mondo e sostengono che il mondo ha bisogno di soluzioni creative per il collasso della fertilità globale.
Il loro sito web, pronatalist.org, spiega le loro principali preoccupazioni riguardo al calo della popolazione: «il declino della popolazione causerà i seguenti problemi nonostante l’immigrazione, l’automazione e la tecnologia per l’estensione della vita».
- Il crollo di molte città (devoluzione in uno stato simile a Detroit)
- Il declino del comportamento prosociale (compresa l’uguaglianza di genere, la tolleranza per la diversità, l’attivismo climatico, etc.)
- Il potenziale crollo dei mercati finanziari (fine delle aspettative di continuo aumento medio del valore)
- Un evento di estinzione di massa culturale con la scomparsa di molte culture (ad esempio coreani, giapponesi, giainisti, parsi, emiratini, tanka, macanesi, taiwanesi, italiani, etc.)
Sono stati criticati come eugenetisti perché vogliono usare la tecnologia riproduttiva per creare i «migliori» embrioni.
C’è molto da apprezzare o molto da odiare nella loro visione del futuro. E ora, non sorprende, stanno ricevendo qualche contrasto.
Un recente post sul blog nel Journal of Medical Ethics sostiene che i Collins e l’intero movimento pronatalista sono una follia. Un medico del Texas, Richard B. Gibson, si concentra su quello che considera «un problema fondamentale con il pronatalismo (…) è una soluzione individualistica a un presunto “problema” che richiede un’azione sistemica e globale».
Il suo punto è che le persone non hanno figli perché il cambiamento climatico rende il futuro triste e l’insicurezza finanziaria rende quasi impossibile essere genitori. «Quindi sembra comprensibile che crescere un figlio sembri inutile di fronte a tutto questo e molto altro».
Conclude dicendo che «ciò di cui c’è bisogno non sono le cosiddette “élite” che ci dicono che dobbiamo iniziare a darci da fare, ma un’azione radicale per rendere l’avere figli finanziariamente fattibile ed eticamente responsabile nel contesto ambientale. Senza questi aggiustamenti fondamentali, nessuna quantità di lusinghe per assumersi la responsabilità del declino della popolazione raggiungerà effettivamente il risultato desiderato dal pronatalista».
La cosa interessante della confutazione del pronatalismo da parte del dottor Gibson è che non nega che il declino della fertilità e la diminuzione della popolazione siano problemi reali. Cinquant’anni fa, furono ridicolizzati.
Michael Cook
Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.
Contraccezione
Il primo vaccino anticoncezionale è in fase di studio clinico
Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.
Piuttosto che interrompere il ciclo mestruale, come fanno le forme ormonali di controllo delle nascite, il vaccino utilizza il sistema immunitario per prevenire la gravidanza bloccando la fecondazione.
Il primo vaccino contraccettivo dell’umanità è già in sperimentazione clinica, secondo un articolo pubblicato questa settimana su The Atlantic.
La giornalista Katherine J. Wu, Ph.D., ha descritto il vaccino, come previsto dal suo sviluppatore, il professor Gursaran Pran Talwar, affermando che sarebbe:
«Una nuova forma di contraccezione che potrebbe bloccare la gravidanza senza i soliti compromessi: un intervento a lunga durata d’azione ma reversibile; economico, discreto e facile da amministrare; meno invasivo di un dispositivo intrauterino e più conveniente di una pillola quotidiana».
«Salterebbe effetti collaterali disordinati, a volte pericolosi, come aumento di peso, sbalzi d’umore e coaguli di sangue e ictus rari ma rischiosi. Incarnerebbe il tipo di modello “impostalo e dimenticalo” che è diventato un gold standard per la salute».
Piuttosto che interrompere il ciclo mestruale, come fanno le forme ormonali di controllo delle nascite, il vaccino utilizza il sistema immunitario per prevenire la gravidanza bloccando la fecondazione.
Talwar ha sviluppato per la prima volta il vaccino e ne ha brevettato una versione all’inizio degli anni ’90. Quella versione, pensata per essere efficace per due anni prima che sia necessario un richiamo, è stata segnalata come «efficace quasi al 100%».
Talwar, ex direttore dell’Istituto nazionale indiano di immunologia, ha detto a Wu di aver sviluppato il vaccino perché conosceva donne in India che stavano lottando per nutrire famiglie numerose, ma non erano soddisfatte delle forme di contraccezione esistenti.
Ha detto che voleva fare qualcosa, «privo di tutti i problemi», quindi ha creato un vaccino che neutralizzerebbe l’ ormone della gonadotropina corionica umana (hCG), noto come «l’ormone della gravidanza» perché è necessario per l’impianto degli ovuli fecondati.
Ma Brian Hooker, Ph.D., PE, chief scientific officer per Children’s Health Defense, ha affermato che un tale vaccino non ha solo problemi: «è un’idea assolutamente orribile».
«Molto può andare storto “immunizzando” una donna con hCG identico all’ormone che produce, o uomini con proteine dello sperma per attaccare il proprio sperma nel sito di produzione» ha detto Hooker a The Defender.
«La grande domanda che mi viene in mente è “reversibilità”. È molto difficile disattivare una risposta immunitaria completa di cellule B di memoria dopo che è stata attivata. La mia paura è che molti rimarrebbero sterili in modo permanente da questo tipo di vaccino».
«Inoltre, i problemi posti da questa tecnologia legata all’autoimmunità sono una miriade».
«In sostanza, convincendo il corpo ad attaccare le proteine umane, si mettono anche i tessuti umani, inclusi gli organi riproduttivi principalmente vitali, nella linea di tiro per molti processi infiammatori duri associati a una risposta immunitaria».
«Questa è una cattiva idea!»
Anche Mary Lou Singleton, ostetrica e infermiera di famiglia, ha sollevato problemi di sicurezza.
«Questo sarebbe il primo vaccino progettato per provocare una risposta immunitaria contro un processo corporeo normale e sano» ha detto a The Defender.
«Come tutti gli organismi viventi che si riproducono sessualmente, il corpo umano è organizzato attorno al nostro potenziale riproduttivo».
«Non abbiamo idea di quali possano essere le conseguenze a lungo termine della programmazione del sistema immunitario per attaccare la parte del nostro corpo che sostiene la gravidanza precoce, ma sappiamo che la storia della medicina è piena di conseguenze indesiderate».
L’articolo dell’Atlantic non si concentrava sui possibili rischi per la salute. Invece, ha pubblicizzato la sperimentazione clinica del vaccino di Talwar et al. del 1994, in cui solo 1 donna su 119 nello studio è rimasta incinta.
I limiti, ha detto Wu, sono nel fatto che sebbene non siano rimaste incinte, circa il 20% delle donne non ha prodotto la quantità soglia di anticorpi per il successo della sperimentazione. Questo sarebbe considerato sufficientemente efficace per un vaccino regolare, ha scritto Wu, ma per la contraccezione le aspettative sono più alte.
Un’altra limitazione che ha notato è che una serie di tre iniezioni potrebbe essere «ingombrante».
Ma, ha scritto, «c’è qualche motivo per pensare che questi problemi non siano insormontabili», perché gli immunocontraccettivi sono stati usati per decenni dagli scienziati della fauna selvatica per prevenire le gravidanze «come alternativa più umana all’abbattimento».
L’immunocontraccezione è stata utilizzata principalmente su animali in cattività, ma è stata anche utilizzata per il controllo della popolazione di alcune specie selvatiche come cervi dalla coda bianca, cavalli selvaggi, bisonti ed elefanti, secondo la Humane Society degli Stati Uniti.
La dottoressa Julie Levy, esperta di malattie infettive feline presso l’Università della Florida, che ha lavorato sugli immunocontraccettivi negli animali, ha descritto la sfida di creare un efficace vaccino contraccettivo come «cercare di immunizzare un animale contro se stesso».
Wu ha anche affermato che il vaccino hCG ha «incontrato alcuni problemi di tollerabilità», in quanto alcune donne sviluppano «noduli indolori ma prominenti», il che, secondo lei, indica che gli adiuvanti nel vaccino «stimolano un po’ troppo il sistema immunitario».
Ciò significa che gli scienziati dovranno «armeggiare con il dosaggio o gli ingredienti», prima che il vaccino sia pronto, ha scritto.
Ma ha sostenuto che questo vaccino è importante perché potrebbe colmare evidenti lacune nel mercato dei contraccettivi.
«Quasi la metà delle gravidanze nel mondo non sono pianificate» e l’accesso alla contraccezione esistente è «incoerente, iniquo e ancora ostacolato da stigma e disinformazione», ha affermato.
Attingendo a un’intervista con Debanjana Choudhuri, direttore dei programmi e dei partenariati presso la Fondazione indiana per i servizi di salute riproduttiva, Wu ha aggiunto:
«Una contraccezione temporanea, confezionata in un vaccino super sicuro, potrebbe offrire comodità e privacy, con potenziale attrattiva per i giovani abitanti delle città, che sono già stati entusiasti dei contraccettivi iniettabili e potrebbero non preoccuparsi di ricevere potenziamenti».
«La cosa più importante è che l’aggiunta di un vaccino al repertorio offre alle persone “un’altra scelta”».
«La gravidanza non è una malattia»
La vera sfida per il lancio di un vaccino anticoncezionale, ha scritto Wu, è che alcuni potrebbero stigmatizzarlo a causa della storia della contraccezione imposta alle donne, in particolare alle povere, alle malate di mente e alle persone di colore, senza il loro consenso o a loro danno.
Sanghamitra Singh, Ph.D., la direttrice Policy and Programs presso la Population Foundation of India, ha detto a Wu che «la gravidanza non è una malattia».
Wu ha ammesso che la vaccinazione contro la gravidanza potrebbe «involontariamente» implicare che la gravidanza è un problema da sradicare e che potrebbe stigmatizzare l’iniezione.
Singleton ha detto che aveva anche preoccupazioni per potenziali abusi.
«Le persone al potere in tutto il mondo continuano a limitare i diritti riproduttivi delle donne attraverso la contraccezione e la sterilizzazione forzate e forzate a lungo termine» ha aggiunto.
«Mentre l’antinatalismo e le preoccupazioni per la sovrappopolazione aumentano tra le classi dominanti, questa tecnologia verrà aggiunta ai programmi di vaccinazione imposti dallo stato per adolescenti, donne immigrate, donne povere o altri gruppi etichettati come “ad alto rischio” per gravidanze indesiderate?»
Wu ha anche ammesso che la somministrazione del vaccino potrebbe «sollevare lo spettro dell’eradicazione della fertilità nelle sottosezioni più vulnerabili della società», perché, secondo Lisa Campo-Engelstein, Ph.D., un bioeticista riproduttivo presso la University of Texas Medical Branch, la facilità di somministrazione potrebbe significare che sarebbe più probabile che venga somministrato senza un consenso pienamente informato.
Questo potrebbe essere un problema, ha sottolineato Wu, nel clima odierno in cui molte persone sono già «poco inclini alle vaccinazioni», soprattutto tra «false accuse secondo cui altre vaccinazioni compromettono la fertilità».
Ma i recenti dati Pfizer ottenuti attraverso le richieste del Freedom of Information Act hanno mostrato un legame tra il vaccino COVID-19 e l’aborto spontaneo e i difetti alla nascita.
Gli studi sugli animali di Pfizer per il vaccino hanno mostrato importanti segnali d’allarme sia per quanto riguarda la perdita di gravidanza che per le anomalie fetali.
I documenti hanno anche rivelato che il produttore di farmaci ha scelto di non seguire la stragrande maggioranza delle gravidanze nelle sperimentazioni umane originali, nonostante gli alti tassi di aborto spontaneo nella minoranza che hanno seguito.
Singleton ha affermato che la questione della sicurezza del vaccino era già difficile da discutere e combinarla con una discussione sulla contraccezione potrebbe sollevare ancora più sfide.
«Come è diventato evidente negli ultimi anni, la società tradizionale non consente alcun dialogo o critica sul tema della sicurezza dei vaccini. È già difficile per le attiviste per la salute delle donne affrontare il tema della sicurezza e degli effetti a lungo termine della contraccezione ormonale» ha dichiarato.
«Combinare le vacche sacre mediche del controllo delle nascite e della contraccezione sembra una ricetta per un intervento medico che nessuno potrà mettere in discussione».
L’articolo di Wu attribuisce il fatto che il vaccino di Talwar abbia fatto pochi progressi dall’inizio degli anni ’90 a «cattivo tempismo». Solo di recente ha ottenuto l’approvazione per eseguire prove sulla sua nuova «ricetta del vaccino». Ma ha riferito che la ricerca sta andando avanti e potrebbe anche essere diretta verso l’immunoterapia per alcuni tumori.
Brenda Baletti
Phd.
Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.





