Eugenetica
Quello che Mussolini non ha capito: il dominio della Cultura della Morte
L’uccisione del dittatore e l’esposizione del cadavere (suo e perfino della sua amante) al pubblico ludibrio sono l’atto sacrificale su cui di fatto tenta di porre le sue basi la Repubblica Italiana: le basi storiche, le basi morali, financo le basi spirituali.
La Repubblica, nata pochi anni dopo grazie al telecomando di James Jesus Angleton, tra i primi fondatori della CIA e capo dei servizi americani per le cose italiane (tra cui, lo sbarco in Sicilia grazie alla mafia, probabilmente la creazione della DC, etc.) poggiava necessariamente su questa pornografia del tirannicidio fotograta dal padre di Oliviero Toscani: le immagini di Mussolini, Petacci, Bombacci, Pavolini e Starace appesi a testa in giù in Piazzale Loreto dovevano, in teoria non solo per i comunisti ma per tutti, come lo start della nuova civiltà Repubblicana Italiana: «democrazia», «Costituzione», «diritti», e abbiamo visto dove siamo finiti.
L’uccisione del dittatore e l’esposizione del cadavere (suo e perfino della sua amante) al pubblico ludibrio sono l’atto sacrificale su cui di fatto tenta di porre le sue basi la Repubblica Italiana: le basi storiche, le basi morali, financo le basi spirituali
Gli aspetti antropologici e mitologici di questo rito non sono mai stati indagati a fondo. Così come pure mai si è sentita voce in Italia che si permettesse di costruire un discorso sulla totale aberrazione morale e giuridica della cosa: l’ex capo di Stato è giustiziato mentre tenta di fuggire, senza processo né, nemmeno, che la fucilazione fosse un atto pubblico – solo il corpo privo di vita viene mostrato al popolo, a cui veniva offerta la catarsi inedita della carne morte del re cattivo. Nell’antichità, esisteva la gogna: il reprobo veniva sottoposto, da vivo, alla furia del popolo. A Mussolini questa antica usanza è stata risparmiata: vuoi mai che trovasse il modo di parlare, e magari dire delle cose scomode per Churchill e la Casa Bianca. Era meglio fare come con Rommel, che si dice stesse trattando la resa senza Hitler, una situazione da incubo – più che per la dittatura tedesca, per gli alleati – e poi imprimere nell’immaginario profondo del nuovo Stato italiano questa immagine di morte.
Dalla marcia su Roma sono passati, l’anno prossimo, cento anni. La figura di Mussolini è ancora viva, e la sua discendenza è in politica, talvolta facendo danni – eccezionale la nipote del testosteronico dittatore con il mascellone che plaude al disegno di legge contro la omotransfobia.
Mussolini, che era stato giornalista e agitatore socialista, ha lasciato scritto, e detto, tanto.
Non è il capitale, non è il danaro ad essere in gioco. Non è nemmeno la terra, lo spazio, la geopolitica che interessa ai potenti dell’universo, oggi come allora. Ai principi di questo mondo interessa la distruzione dell’uomo. La sua umiliazione, il suo controllo, la sua riduzione
Escono ciclicamente suoi discorsi o sue previsioni sul mondo che bene si attaglierebbero alla situazione presente. Ricorderete lo scandalo quando iniziò a circolare un anno fa, con l’innesto sulla pandemia, una citazione sulla Cina meritevole di attenzione: «Nei prossimi decenni i cinesi invaderanno il mondo con prodotti a basso costo e le epidemie che coltivano al loro interno». La condivisero su Facebook in vari, tra cui un calciatore. Lo scandalo fu immediato, con un coro di vergini PD a urlare indignate all’apologia del fascismo (unico grande limite morale dello Stato Italiano nato, come dicevamo, dalla necropornografia di Piazzale Loreto – il tutto mentre il loro partito stava piazzando la Nazione sotto coprifuoco, divieti di libera associazione, divieti di spostamento, divieti di libera espressione, la sospensione dei diritti fondamentali tutti.
Un’altra citazione da Mussolini circola ora su Facebook. Abbiamo cercato di rintracciarne la fonte, non l’abbiamo trovata. Tuttavia chi conosce l’arlecchinesca evoluzione ideologica di Mussolini non può trovarla errata.
Si dice che alla fine della sua vita, quando la guerra era persa, Mussolini profetò che l’Unione Sovietica – per la quale negli anni non aveva dimostrato sempre antipatia, anzi – sarebbe arrivato presto il tempo dello scontro con l’anglocapitalismo all’epoca suo alleato contro l’Asse. Mussolini, lo sappiamo, negli anni aveva finito per apprezzare Lenin e per esaltare il bolscevismo che era riuscito a mettere radice in Russia resistendo, a suo dire, al modello Occidentale. Esattamente quello che progettò e implementò Mussolini con l’Italia corporativa, imperiale, fascista.
Il numero dei vostri simili, oggi in Occidente e domani nel Terzo Mondo magari con programmi più disinibitamente invasivi, è in calo abissale: le donne rifiutano la gravidanza, gli uomini stanno divenendo biologicamente sterili, le pratiche non fertili sono incoraggiate, la mancanza di discendenza diviene un valore, mentre in India e in Africa e in altri Paesi meno fortunati già testano la sterilizzazione involontaria della popolazione, magari con certi vaccini
La citazione circola. Vi sono diverse figure, con consistente seguito frescone, che la stanno buttando lì da anni: il problema è il capitalismo, il turbocapitalismo, il capitale, la finanza, etc. Lo stato in cui è piombato il mondo pandemico è dovuto a questo. Quindi, anche se si è marxisti, bisogna dare ragione a Mussolini: egli aveva previsto tutto, l’ascesa delle potenze capitaliste avrebbe stritolato il mondo. Crediamo che pensare in questo modo sia profondamente sbagliato – e non perché apprezziamo le forze più o meno occulte del capitale globale, anzi: perché significa mancare completamente il bersaglio, significa guardare il dito invece della luna, significa essere quindi un po’ idioti, utili idioti di un disegno più grande, perfino di Mussolini e della II guerra mondiale.
Non è il capitale, non è il danaro ad essere in gioco. Non è nemmeno la terra, lo spazio, la geopolitica che interessa ai potenti dell’universo, oggi come allora.
Ai principi di questo mondo interessa la distruzione dell’uomo. La sua umiliazione, il suo controllo, la sua riduzione. Non stiamo facendo filosofia: quello che diciamo è sotto gli occhi di tutti, in ispecie negli ultimi due anni. La vostra stessa esistenza naturale (la vostra sovranità biologica, ci ostiniamo a chiamarla su Renovatio 21) è calpestata.
Il vostro corpo, e perfino il vostro pensiero, è esposto alla possibilità di essere controllato elettronicamente, ubiquamente, continuamente, in modi che Orwell non aveva previsto, ma che la Cina comunista, modello per tanta politica attuale, sta realizzando con dovizia.
E il numero dei vostri simili, oggi in Occidente e domani nel Terzo Mondo magari con programmi più disinibitamente invasivi, è in calo abissale: le donne rifiutano la gravidanza, gli uomini stanno divenendo biologicamente sterili, le pratiche non fertili sono incoraggiate, la mancanza di discendenza diviene un valore, mentre in India e in Africa e in altri Paesi meno fortunati già testano la sterilizzazione involontaria della popolazione, magari con certi vaccini di cui hanno parlato sommessamente le cronache.
È la Necrocultura il fine ultimo del nemico nella lotta sulla dimensione degli uomini
L’obbiettivo non è, come nelle guerre che abbiamo conosciuto prima, il dominio dell’economia (i soldi, se vogliono, per loro se li stampano) e nemmeno il dominio della geografia (ricordate quando c’erano invasioni, trincee, etc.) – il fine è il dominio dell’umanità stessa, nella sua biologia e nel suo spirito. Mussolini questo non poteva davvero capirlo: è l’avvento della Cultura della Morte l’unico vero obiettivo delle grandi potenze che muovono la Storia.
È la Necrocultura il fine ultimo del nemico nella lotta sulla dimensione degli uomini.
Eppure, i nemici «anglocapitalisti» erano gli stessi di oggi. Hitler può aver perso la guerra, ma i suoi finanziatori americani (sui soldoni di Wall Street per favorire l’ascesa dei nazisti c’è oramai una letteratura solida) l’hanno vinta, e hanno conservato, anzi ampliato, le stesse idee eugenetiche alle quali Hitler aveva attinto – perché il Fuehrer, più che di Mussolini, fu allievo dell’eugenetica americana finanziata e distribuita ovunque da famiglie della morte come i Rockefeller, i quali furono gli stessi che ad un certo punto, con i loro think tank e la loro immane, continua influenza sulla Casa Bianca, gli mossero guerra.
Non è visibile, per chi pensa ancora con le categorie ideologiche pubbliche dell’Ottocento o del Novecento, il cambio del paradigma già avvenuto. Non siamo più in una fase espansiva dell’essere (la produzione dell’acciaio dei sovietici, il Lebensraum dei nazisti, il natalismo dei fascismi, il consumismo delle democrazie liberali) ma in una fase di contrazione programmata, forzata. Meno figli, meno lavoro, meno esseri umani: decrescita
Quello che non ha capito nessuno, né i dittatori romagnoli né i moderni intellettuali del dissenso, è proprio questo: tutto ciò che sta accadendo segue un piano ordinatissimo per la cancellazione dell’Imago Dei, cioè della vita umana.
Soprattutto, non è visibile, per chi pensa ancora con le categorie ideologiche pubbliche dell’Ottocento o del Novecento, il cambio del paradigma già avvenuto. Non siamo più in una fase espansiva dell’essere (la produzione dell’acciaio dei sovietici, il Lebensraum dei nazisti, il natalismo dei fascismi, il consumismo delle democrazie liberali) ma in una fase di contrazione programmata, forzata. Meno figli, meno lavoro, meno esseri umani: decrescita.
Lo aveva compreso lucidamente, già quasi cinquanta anni fa, Gianni Collu – un uomo che mi manca davvero tantissmo. Aveva scritto un libro che si intitolava Apocalisse e Rivoluzione, che cominciava, dentro l’alveo della tradizione marxista, a dire proprio questo: era per lui ovvio che il mito espansivo della Rivoluzione era finito, quello che chiedevano i poteri del mondo era invece l’avvio verso una contrazione terminale del sistema, in pratica un’apocalisse. Il libro uscì nel 1973. Di lì a poco vi sarebbero stati gli anni Ottanta, il «riflusso», il riassorbimento degli ardori politici della gioventù, le leggi sull’aborto in tutto il mondo, la morte definitiva della religione, l’individualismo e l’edonismo divenuti uniche guide per il consorzio umano.
No, Mussolini non poteva arrivare a capirlo. Figuriamoci un politico di oggi: dovrebbe, per esempio, saper distinguere tra il bene e il male, e nessuno ci pare in grado di farlo, anzi abbiamo idea che per la classe politica sia proibito, forse scartano alla base coloro che sanno farlo – altrimenti non ci troveremo nella nostra situazione.
Mussolini non poteva capire che è l’ascesa del biopotere il vero verso della Storia; i suoi oppositori nemmeno: anzi, ora sono divenuti kapò di qualcosa di molto peggiore del fascismo, il biofascismo: tutti i tuoi diritti sono sospesi, perfino il lavoro, la censura è operata su tutti i livelli, ogni libertà, perfino quella di spostamento, perfino quella di vedere i famigliari, è distrutta
Mussolini non poteva capire che è l’ascesa del biopotere il vero verso della Storia; i suoi oppositori nemmeno: anzi, ora sono divenuti kapò di qualcosa di molto peggiore del fascismo, il biofascismo: tutti i tuoi diritti sono sospesi, perfino il lavoro (vacca sacra sovietica messa nel primo articolo della Costituzione come una insegna al neon del PCI) ti è impedito.
La censura è operata su tutti i livelli, ogni libertà, perfino quella di spostamento, perfino quella di vedere i famigliari, è distrutta.
E adesso, tutti belli imbavagliati e chiusi in casa, o guardati a vista da Polizia e Carabinieri perché siete usciti, festeggiate pure il 25 aprile – oppure non festeggiatelo, perché vi piace Mussolini e quindi borbottate ed elucubrate, sempre imbavagliati e prigionieri dello Stato.
Sappiate, semplicemente, che, a differenza della II Guerra Mondiale, questa guerra non è finita: andrà avanti, anche dopo che avrete realizzato che siete proprio voi – i vostri corpi, le vostre anime – l’obbiettivo di questo conflitto totale sempre più evidente.
Sappiate, semplicemente, che, a differenza della II Guerra Mondiale, questa guerra non è finita: andrà avanti, anche dopo che avrete realizzato che siete proprio voi – i vostri corpi, le vostre anime – l’obbiettivo di questo conflitto totale sempre più evidente
La guerra non finirà, anche perché c’è chi non si rassegnerà mai, e combatterà sino a che il Signore della Vita darà loro la forza di farlo.
Roberto Dal Bosco
Eugenetica
Impazzita per l’eugenetica: dramma in Spagna
Renovatio 21 traduce questo articolo di Bioedge.
L’eugenetica con la tecnologia di riproduzione assistita non è nuova. Francis Galton, cugino di Charles Darwin, ideò schemi per creare esseri umani superiori e inferiori senza l’assistenza del DNA o delle piastre di Petri. L’eugenetica era un tema importante nelle scienze sociali dell’inizio del XX secolo.
Una delle storie più straordinarie sul periodo di massimo splendore dell’eugenetica viene, sorprendentemente, dalla Spagna degli anni ’30, dove una donna era impazzita per la sua passione per il perfezionamento della razza umana. Aveva creato la prole perfetta e poi l’ha uccisa. Il dramma è stato ripreso attraverso un’affiliata spagnola di Amazon Prime.
La storia di Aurora Rodriguez e di sua figlia Hildegart è ben nota in Spagna, ma non nel mondo anglosassone.
Aurora è nata nel 1879, figlia di un importante politico liberale e massone a Madrid. Femminista e socialista, divenne ossessionata dalla creazione di un bambino perfetto.
Come semplice «collaboratore fisiologico» ha scelto un uomo intelligente che non avrebbe mai potuto reclamare suo figlio: un prete militare (che si è rivelato essere un molestatore di bambini).
Progettava di creare «la donna più perfetta che, come statua umana, fosse il canone, la misura dell’umanità e il redentore finale».
Sua figlia, Hildegart Leocadia Georgina Hermenegilda María del Pilar Rodríguez Carballeira, è nata nel 1914. (Hildegart, credeva Aurora, dove significare giardino della saggezza.) Quando Hildegart aveva due anni, stava leggendo, a tre poteva tenere una penna e scrivere una lettera, e a quattro anni sapeva suonare il piano.
All’età di dieci anni parlava tedesco, francese, inglese, italiano, portoghese e latino oltre allo spagnolo. Ha iniziato i suoi studi universitari a 13 anni. Sua madre l’ha istruita sul femminismo e Hildegart ha scritto decine di articoli e saggi sulla riforma sessuale e sociale. I media chiamavano la 18enne La virgen roja, la vergine rossa. Fece amicizia con alcuni dei più importanti sessuologi dell’epoca, tra cui Havelock Ellis e Magnus Hirschfeld. HG Wells la invitò a lavorare con lui a Londra, cosa che dispiacque ad Aurora, che era consapevole della sua reputazione di predatore sessuale spudorato.
Tuttavia, Hildegart si allontanò gradualmente da sua madre. Era diventata sentimentalmente coinvolta con un giovane socialista ed era disincantata dal marxismo. Aurora si lamentava di aver messo al mondo sua figlia per migliorare la condizione delle donne, non della società.
Il culmine del conflitto familiare arrivò il 9 giugno 1933. Aurora prese una rivoltella e sparò a sua figlia tre volte alla testa e una volta al cuore. Poi si è consegnata alla polizia.
«Lo scultore, dopo aver scoperto la minima imperfezione nella sua opera, la distrugge», ha spiegato al suo processo. È morta dietro le sbarre, trascorrendo la maggior parte del suo tempo in un ospedale psichiatrico.
Un film spagnolo, Hildegart, diretto da Paula Ortiz, uscirà il prossimo anno. Nel cast Najwa Nimri e Alba Planas nei panni di Aurora e Hildegart. Viene promosso come una miscela di «dramma storico, romanticismo, thriller e un tocco di vero crimine».
Qual è la morale di questa storia di un vero Frankenstein spagnolo che distrugge la sua amata creazione? Forse è che, a differenza del Creatore della Bibbia, è improbabile che i creatori umani accettino la libertà delle loro creazioni.
Michael Cook
Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.
Eugenetica
Epstein reloaded: FTX considerava l’acquisto di un’isola per condurvi esperimenti eugenetici su esseri umani
Una nuova causa intentata contro Bankman-Fried, CEO del banco di criptovalute FTX esploso l’anno scorso, sta producendo rivelazioni sui programmi «spesso fuorvianti e talvolta distopici» perseguiti dal braccio no profit di FTX chiamato FTX Foundation.
Un promemoria suggerirebbe che Bankman-Fried e suo fratello Gabriel avessero persino discusso dell’acquisto di una piccola nazione insulare chiamata Nauru, in Micronesia, per costruirvi un bunker.
L’obiettivo sarebbe quello di utilizzare il luogo nel caso in cui la popolazione mondiale venisse mai ridotta «dal 50% al 99,99%», quando aiuterà a ripopolare la Terra. L’isola nel Pacifico sarebbe anche servita come «laboratorio» per sviluppare «una regolamentazione sensata intorno al miglioramento genetico umano».
«Probabilmente ci sono anche altre cose che è utile fare con un Paese sovrano», si legge nel promemoria, in un turbine di tracotanza senza confine, dove le Nazioni sono piegate ai giovani miliardari informatici e ai loro folli progetti.
I vari concetti caritatevoli di Bankman-Fried erano strettamente legati all’«altruismo effettivo», un movimento filosofico che cerca di massimizzare il profitto al fine di massimizzare il vantaggio per gli altri nella società usando la ragione e l’evidenza. Si tratta di un movimento nato dal pensiero ultra-utilitarista del filosofo australiano Peter Singer, già noto per le sue posizioni animaliste e il suo pensiero sull’infanticidio. L’effective altruism ha trovato molto seguito in Silicon Valley, dove i giovani startupper si concedono anche questo orizzonte idealista, dove le ricchezze che genereranno saranno giustificate dalla filantropia che porranno in essere.
In pratica, l’ex enfant prodige delle crypto sosteneva, anche in video ampiamente diffusi su YouTube, di far passare l’idea che per lui fare più soldi possibile sarebbe servito a trasferire tale ricchezza ad altri, partiti politici compresi – come noto, Bankman-Fried era il più grande donatore del Partito Democratico USA dopo George Soros, ed è emerso che aveva fatto mettere una voce a bilancio riguardo la sconfitta di Donald Trump.
La realtà, tuttavia, non proprio «effettivamente altruistica», è che Bankman-Fried è stato accusato di essersi riempito le tasche con milioni di dollari in pagamenti personali, e i suoi sforzi di beneficenza suonano come uno scherzo.
Secondo l’ultima causa intentata contro l’amministratore delegato, la FTX Foundation «serviva a ben poco scopo se non quello di aumentare la statura pubblica degli imputati». La fondazione ha sovvenzionato una varietà di progetti di discutibile utilità, tra cui 300.000 dollari per qualcuno per scrivere un libro sui modi per capire «le funzioni di utilità degli esseri umani». Ha anche distribuito ben 400.000 dollari a qualcuno per animare i video di YouTube per spiegare il concetto di altruismo effettivo, compresi i video sul concetto ufologico di «grabby aliens», ossia la teoria per cui una civiltà extraterrestre arriva ad impedire lo sviluppo tecnologico di altre civiltà nella sua sfera di influenza.
Come riportato da Renovatio 21, è emerso che FTX potrebbe aver finanziato anche studi che ritenevano che i trattamenti COVID a base di ivermectina e idrossiclorochina non erano efficaci.
Bankman-Fried si è dichiarato non colpevole di frode e attende il processo entro la fine dell’anno. È fuori di galera: qualcuno ha pagato i 250 milioni di dollari di cauzione per farlo uscire subito, e non è chiaro chi sia e da dove provenga tanto danaro. Il ragazzo è figlio di professori che hanno un certo peso nel Partito Democratico, ma la cifra è insostenibile anche per loro, che hanno impegnato la casa, che va ad aggiungersi ai 250 mila dollari messi da due professori di Stanford: pare quindi che sia stata usata una gabola legale per raccogliere solo una parte della cauzione, che è probabilmente la più alta mai richiesta da un giudice americano, ed è pure stata pagata.
Tante cose assurde, inquietanti, viscide sono emerse: ad esempio il traffico di criptovalute verso il governo ucraino nel bel mezzo della guerra, oppure il fatto che il gruppo dirigente di FTX vivesse insieme in una casa alle Bahamas dove si accoppiavano allegramente fra loro in nome del loro credo utilitarista «poliamoroso».
Tuttavia non è della vicenda giudiziaria, con i suoi risvolti finanziari, politici e geopolitici che vogliamo parlare.
Ci sembra più interessante, e ovviamente meno battuto dai giornalisti, il versante antropologico: l’oligarcato dei miliardari oscuri tende a mostrare alcuni pattern riconoscibili.
Il primo è quello dell’isola privata. Gli oligarchi dei nostri anni non si accontentano di palazzi, castelli, torri: vogliono un pezzo di terra in mezzo al mare, e il motivo è piuttosto semplice da comprendere – vogliono essere totalmente liberi di procedere con le loro gozzoviglie, senza aver di mezzo l’autorità dello Stato, sguardi indiscreti, lacci e lacciuoli delle leggi umane.
Nella loro sfida al creato, i miliardari comprano ed arredano isole intere per farne luoghi dove essi sono come dèi. Il caso di Epstein è il più noto: oltre al palazzo a Manhattan (avuto dal magnate di Victoria Secret Lex Wexner a un prezzo non logico), un ranch in New Mexico (dove contava di piazzare le sue ragazzine inseminate da suoi amici accademici cervelloni), appartamenti a Parigi e tenute in Florida, Epstein si era costruito un suo paradiso alle Isole Vergini americane, San Giacomo piccolo, meglio conosciuta ora come «Epstein Island», o «Pedo-island».
Qui, tra ospiti che andavano dall’ex presidente USA Bill Clinton, all’ex premier israeliano Ehud Barak al fisico tetraplegico Stephen Hawking, tra orge con minorenni e sistemi di telecamere che riprendevano chissà quanta parte dello spazio, Epstein poteva indulgere nel suo progetto di essere, sicut dei.
Qui emerge il secondo pattern che troviamo anche sia nel caso Epstein che nel caso Bankman-Fried – che pare davvero, da questo punto di vista, un Epstein reloaded, un Epstein ricaricato. Stiamo parlando dell’eugenetica.
È incredibile come anche qui, con una figura teoricamente lontana da Epstein per età, cultura, personalità (ma non per simpatie partitiche…) salti fuori l’eugenetica come progetto attivo da proporre su un’isola.
Come riportato da Renovatio 21, Epstein – il cui interesse per l’eugenetica era forse condiviso con l’amico Bill Gates – era andato oltre, arrivando a proporre alle stesse autorità delle Isole Vergini americane un progetto di utilizzo di bambini locali, possibilmente nello spettro autistico, per lavorare ad una startup di raccolta di dati genetici. Erano gli anni 2000 e, sì, Epstein era estremamente avanti con il discorso…
I ricchissimi oligarchi, quindi, comprano isole per farci esperimenti eugenetici. Materialmente. Anche in questo frangente, bisogna ammettere, la realtà segue il copione scritto da un grande aedo del Nuovo Ordine Mondiale, H.G. Wells (1866-1946), che nel 1896 nel romanzo L’isola del dottor Moreau (conosciuto in Italia anche come L’isola delle Bestie o L’isola del terrore) aveva parlato di esperimenti di miglioramento della specie realizzati da uno scienziato in un’isola in mezzo al mare. (Il film tratto dal libro di fini anni Novanta non era memorabile, ma lo era decisamente l’interpretazione di Marlon Brando nel ruolo dello scienziato pazzo).
Infine, quanto all’idea di usare l’isola in funzione di una possibile riduzione totale della popolazione terrestre – per una catastrofe? Per un programma? – la memoria va ad un piccolo caso politico italiano di oramai dieci fa.
Il settimanale L’Espresso scrisse che nel clan di Beppe Grillo, fondatore di quello che sarebbe divenuto il primo partito del Paese, vi sarebbe stato un progetto di resort di lusso in Costa Rica chiamato «Ecofeudo».
«Ogni abitazione sarà dotata di un bunker antiatomico fornito di particolari filtri depuratori progettati per difendersi da contaminazioni chimiche, biologiche e batteriologiche» scriveva il sito che promuoveva l’opera «la proprietà, in posizione collinare, è circondata da pendii e si trova a 155 metri sopra il livello del mare. Questa particolare dislocazione è stata pensata per via del global warming che influenza e caratterizza un lento ma continuo aumento del livello del mare»
L’affaire, fatto uscire a ridosso delle elezioni, «Ecofeudo» si sgonfiò presto. Tuttavia a noi fu impossibile non pensare a quanto predicato un celebre video-manifesto prodotto dal cofondatore del M5S Gianroberto Casaleggio: Gaia, the Future of Politics. Lo ricordate? Era quella infografica che parlava di una guerra globale tra blocchi che avrebbe fatto nascere un mondo interamente gestito da una piattaforma informatica, alla quale se non hai accesso «non esisti».
Attorno al minuto 5:00 del video-manifesto, tra immagini di cattedrali cattoliche devastate, si parlava esattamente «uso dei armi batteriologiche» e «innalzamento dei mari di 12 metri» a causa di cambiamenti climatici accelerati.
Anche da altre parti salta fuori questa ossessione per le isole.
Come saprà il lettore, è uscito in queste settimane un film, Sound of Freedom, sul traffico pedofilo dei bambini. Il film, che dobbiamo ancora vagliare per contenuti e ramificazioni sociopolitiche, sta andando alla stragrande, battendo perfino il nuovo Indiana Jones al botteghino. Si racconta che YouTube stia cominciando a togliere la pletora di materiale corollario sulla pellicola caricata: interviste, backstage, pillole varie… In una, che abbiamo fatto in tempo a vedere, il protagonista Jim Caviezel (il Gesù della Passione di Mel Gibson), con voce più suadente e spiritata che mai, diceva solennemente: «non c’è una sola isola di Epstein»…
La mentalità da isola eugenetica forse prescinde dalla latitudine e dai miliardi?
Roberto Dal Bosco
Eugenetica
Sterilizzazione eugenetica, pubblicati i dettagli dell’esperimento giapponese
Renovatio 21 traduce questo articolo di Bioedge.
Il Giappone sta affrontando storie di sterilizzazione forzata ed eugenetica ai sensi di una legge in vigore dal 1948 al 1996.
Un’indagine parlamentare ha rilevato che 24.993 persone sono state sottoposte a questo intervento in Giappone. I più piccoli erano un ragazzo e una ragazza, entrambi di 9 anni, che furono sterilizzati nei primi anni ’60 e nei primi anni ’70.
In base alla legge ora abrogata, un consiglio del governo prefettizio poteva ordinare un intervento chirurgico se l’interessato non poteva acconsentire. Tuttavia il rapporto afferma che in alcuni casi le persone sono state sterilizzate senza seguire i protocolli e senza approvazioni formali. Le autorità sanitarie hanno detto alle autorità locali che l’inganno potrebbe essere tollerato per le persone con malattie ereditarie.
La legge sulla protezione eugenetica è stata approvata all’unanimità nel 1948. L’attuale governo si è scusato per il danno arrecato a molte persone.
Una donna, Junko Iizuka, 77 anni, ha condiviso la sua storia con il Club dei corrispondenti stranieri del Giappone. A 16 anni è stata sterilizzata perché all’epoca viveva in un centro per bambini con disabilità intellettive. Tuttavia, non era disabile. L’operazione le ha rovinato la vita.
«La chirurgia eugenetica mi ha privato di tutti i miei modesti sogni di un matrimonio felice e di figli. Non appena ho detto a mio marito, di cui mi fidavo, che avevo subito un intervento chirurgico che mi rendeva incapace di avere figli, mi ha lasciato e ha chiesto il divorzio», ha detto.
A seguito del trauma ha sofferto di gravi problemi di salute mentale per la maggior parte del resto della sua vita.
Michael Cook
Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.









