Big Pharma
Quando la cura è la causa: il caso della lingua pelosa verde
Negli anni 60 in Giappone una strana epidemia avrebbe dovuto far scattare l’allarme in tutto il mondo, poiché molto spesso sono proprio le terapie mediche a peggiorare la situazione.
Per Keiko Yamaguchi tutto cominciò con la diarrea. Qualche settimana più tardi sopraggiunse un torpore alle dita dei piedi. Erano i primi mesi del 1967. Un anno più tardi, alla fine del 1968, la giovane ventiduenne Keiko si ritrovò cieca e paralizzata dalla vita in giù.
Si stima che almeno 900 persone persero la vita a causa di questa patologia
In Giappone soltanto, più di 11.000 persone (tra cui Keiko ) furono vittime di una misteriosa epidemia esplosa tra il 1955 e il 1970. Alcuni casi furono denunciati anche in altri Paesi, tra cui Gran Bretagna, Svezia, Messico, India, Australia. Tuttavia l’epidemia colpì soprattutto il Giappone, dove si stima che almeno 900 persone persero la vita a causa di questa patologia che i medici successivamente identificheranno con il nome neuropatia mielo-ottica subacuta (in inglese subacute myelo-optic neuropathy da cui l’acronimo SMON) dove la parola “mielo” deriva dalla parola greca che identifica il midollo spinale, la parola “ottica” fa riferimento alla vista e la parola neuropatia indica una patologia che colpisce i nervi.
Un numero ancora incerto di pazienti invece vide la propria lingua diventare verde e pelosa
Generalmente la malattia inizia con attacchi di vomito e diarrea e con l’avanzare di questa, alcuni pazienti vengono colpiti da cecità e paralisi, proprio come Keiko. Un numero ancora incerto di pazienti invece vide la propria lingua diventare verde e pelosa: sulla lingua, infatti, spuntarono dei peletti verdi (o perlomeno qualcosa che vi somigliava). Per altri il colore verde si manifestò nelle urine.
La patologia non risparmiò nemmeno i membri della famiglia e contagiò anche medici e infermieri che cercarono di curarla. Una stima approssimativa stabilisce che la morte sopraggiunse per una percentuale di pazienti che va dal 5 al 10%.
La morte sopraggiunse per una percentuale di pazienti che va dal 5 al 10%
Che cosa causò l’epidemia? Negli anni ‘60 fu proprio il Giappone, il Paese più colpito, a promuovere numerosi programmi di ricerca per scoprirlo. I dottori pensarono di avere la risposta in pugno quando i ricercatori che stavano studiando i malati di SMON isolarono l’echovirus, conosciuto per essere la causa di problemi intestinali.
Presto però nei pazienti vennero rintracciati altri virus, inclusi il virus Coxakie e l’herpesvirus. La scoperta di quest’ultimo creò un certo entusiasmo, poiché è risaputo che l’herpesvirus colpisce il sistema nervoso. A una a una però tutte queste scoperte furono smentite poiché i ricercatori indipendenti non riuscirono a replicare le scoperte precedenti fatte in laboratorio.
Numerose furono le cause considerate e poi escluse. Nessun agente patogeno dell’acqua potabile fu mai rintracciato. E i pesticidi? Anche questa ipotesi fu scartata quando uno studio rivelò che gli agricoltori affetti da SMON erano meno dei non agricoltori, pur essendo i soggetti a questi maggiormente esposti.
Un farmacologo fece una scoperta rivelatrice: quanto pare la malattia derivava dall’assunzione farmaco: il cliochinolo, un medicinale utilizzato per la cura della dissenteria amebica
L’euforia tornò quando i ricercatori scoprirono che molte vittime avevano assunto due tipologie diverse di antibiotici, anche se sembrava improbabile che due diversi antibiotici potessero entrambi improvvisamente essere la causa della stessa malattia rara. Tuttavia, come notano gli esperti, i pazienti avevano assunto l’antibiotico solo dopo aver manifestato i primi sintomi della SMON.
Più tardi, alla fine del 1970 e tre anni dal respingimento della teoria degli antibiotici, un farmacologo fece una scoperta rivelatrice. A quanto pare i due presunti diversi antibiotici non erano altro che due brand diversi dello stesso farmaco: il cliochinolo, un medicinale utilizzato per la cura della dissenteria amebica o amebiasi. Inoltre fu svelato che la lingua verde pelosa e l’urina verde erano causate dalla dissoluzione del cliochinolo nel corpo dei pazienti. A un mese dalla rivelazione, il cliochinolo venne bandito in Giappone e l’epidemia di SMON, uno dei maggiori disastri farmaceutici della storia, conobbe un’improvvisa battuta d’arresto.
L’epidemia di SMON, uno dei maggiori disastri farmaceutici della storia
Sembra che l’epidemia colpì in particolar modo il Giappone in parte perché il farmaco veniva utilizzato di routine per curare non solo la dissenteria, ma anche per prevenire la diarrea del viaggiatore e varie forme di disturbi addominali. E anche perché i medici giapponesi erano soliti prescrivere il farmaco con dosi più elevate e per periodi di assunzione più lunghi di quanto non fosse abitualmente fatto negli altri Paesi.
Altra idea abbastanza convincente era l’illusione che la SMON fosse contagiosa. Infatti, famigliari, dottori e infermieri, pensando di proteggersi, assumevano a loro volta il farmaco quando questo veniva somministrato ai loro cari con disturbi addominali e con diarrea che poi contraevano di conseguenza la SMON, causandosi inavvertitamente da soli la malattia che tanto temevano. Il risultato dell’epidemia in apparenza rese la SMON una malattia infettiva. In soldoni, quella che sembrava essere la cura per la SMON ne era in realtà la sua stessa causa.
I famigliari, dottori e infermieri, pensando di proteggersi, assumevano a loro volta il farmaco quando questo veniva somministrato ai loro cari con disturbi addominali e con diarrea che poi contraevano di conseguenza la SMON, causandosi inavvertitamente da soli la malattia che tanto temevano. Il risultato dell’epidemia in apparenza rese la SMON una malattia infettiva
Sono pochi i dottori a conoscenza della storia della SMON e forse sono ancora meno quelli che utilizzano lo slogan «cura o causa». Eppure oggi il fenomeno è più rilevante che mai. Uno studio pubblicato l’anno scorso sostiene l’ipotesi che oggi la terza causa di morte negli USA sia l’intervento medico, inclusi problemi legati ai farmaci soggetti a prescrizione e all’impianto di dispositivi medici, che vanno dallo stent cardiaco alla protesi dell’anca e ai dispositivi contraccettivi.
Si scoprì che il colore verde dell’urina del paziente era causato dalla dissoluzione del cliochinolo nel corpo dei pazienti.

Il pigmento nell’urina di un paziente SMON è risultato essere il farmaco clioquinolo anti-diarrea, dissolto dal metabolismo del corpo
Gli esempi abbondano praticamente in tutte le specializzazioni, dalla cardiologia alla psichiatria e alla cura del cancro. Jerome Hoffman, professore emerito di medicina alla UCLA (University of California, Los Angeles), afferma che non è un fatto sorprendente: poiché i farmaci e i dispositivi medici puntano ai sistemi alterati del corpo, è molto facile sbagliare e peggiorare il disturbo.
In soldoni, quella che sembrava essere la cura per la SMON ne era in realtà la sua stessa causa.
Pochi dottori sono a conoscenza della SMON. Forse sono ancora meno quelli che usano lo slogan «cura o causa». Eppure oggi il fenomeno è più rilevante che mai.
Negli anni ‘80 e ‘90, per esempio, i pazienti venivano ampiamente curati con medicinali per il ritmo cardiaco in modo da evitare che i battiti irregolari, chiamati contrazioni ventricolari premature (CVP), scatenassero una fibrillazione ventricolare mortale.
Un farmaco può correggere le Contrazioni Premature Ventricolari ma uccidere il paziente: come un vecchio detto ricorda, l’operazione è riuscita
I medicinali andavano molto bene per ridurre i battiti irregolari e i dottori li avevano prescritti a molti credendo di salvare delle vite. Ma nel 1989, la sperimentazione clinica per la soppressione dell’aritmia cardiaca, in sigla CAST, sponsorizzata dagli Istituti Nazionali di Sanità, aveva dimostrato che, sebbene i medicinali annullavano effettivamente le CPV (Contrazioni Premature Ventricolari), quando queste comparivano, era molto più probabile che scatenassero fibrillazioni ventricolari mortali. I pazienti trattati avevano 3,6 volte la stessa possibilità di morire dei pazienti ai quali era stato somministrato un placebo.
Il farmaco può correggere le CPV ma uccidere il paziente: come un vecchio detto ricorda, l’operazione è riuscita, ma il paziente è deceduto. Il problema era rimasto invisibile per più di un decennio perché i dottori sostenevano che quando un paziente moriva improvvisamente fosse a causa delle condizioni del cuore e non per la cura che loro avevano prescritto.
Uno studio storico sul Prozac per curare la depressione negli adolescenti, aveva scoperto che in generale aumentava i comportamenti suicidi – mentre il suo reale compito era di prevenirli
In un altro caso di «cura o causa», uno studio storico sul Prozac per curare la depressione negli adolescenti, aveva scoperto che in generale aumentava i comportamenti suicidi – mentre il suo reale compito era di prevenirli. Nello studio, il 15% degli adolescenti depressi curati con il Prozac ha tentato il suicidio, contro il 6% curato con la psicoterapia e l’11% curato con farmaci placebo. Questi numeri non sono stati resi pubblici da Eli Lilly, il produttore, il ricercatore capo, che dichiarava che il Prozac fosse «il grande vincitore» tra i farmaci per la cura degli adolescenti depressi. I medici, ignari che il farmaco potesse aumentare il tasso di suicidi, spesso aumentavano il dosaggio quando i pazienti diventavano più depressi durante il trattamento, pensando che la causa fosse proprio la depressione e non la cura.
Ricerche condotte su altri farmaci della stessa classe del Prozac, inibitore selettivo della ricaptazione della serotonina, o SSRI, hanno mostrato problemi simili.
Vi sono molti altri casi del fenomeno «cura o causa»: stent cardiaci che hanno causato coaguli nelle arterie coronarie; defibrillatori-pacemaker impiantati che si sono inceppati o che hanno sbagliato ad attivarsi, causando ritmi cardiaci mortali; stimolatori del nervo vago per curare l’epilessia che hanno invece portato al suo aumento.
Vi sono molti altri casi del fenomeno «cura o causa»: stent cardiaci che hanno causato coaguli nelle arterie coronarie; defibrillatori-pacemaker impiantati che si sono inceppati o che hanno sbagliato ad attivarsi, causando ritmi cardiaci mortali; stimolatori del nervo vago per curare l’epilessia che hanno invece portato al suo aumento.
Una delle lezioni della SMON è il pericolo degli incentivi finanziari perversi. I medici giapponesi erano stati pagati per ogni prescrizione che facevano, una pratica considerata non etica nella maggior parte degli altri paesi. I medici, in alcune prefetture del Giappone, possono ancora vendere medicinali ai loro pazienti. Per forza prescrivevano così alte dosi di clioquinol per periodi prolungati.
Più della metà dei dottori negli Stati Uniti riceve somme di denaro o altri benefici dalla Big Pharma e dai produttori di dispositivi medici. Le cifre possono essere esorbitanti: alcuni dottori hanno ricevuto decine di milioni di dollari per impiantare certi dispositivi o per promuovere determinati farmaci.
Questa influenza ha però un costo sulle persone che sono esposte a trattamenti pericolosi. Un gruppo no profit, l’Institute for Safe Medication Practices, ha condotto uno studio per quantificare le conseguenze negative dei farmaci e ha concluso che i medicinali prescritti sono «uno dei pericoli più rilevanti per la salute dell’uomo che dipende dall’attività umana».
Una delle lezioni della SMON è il pericolo degli incentivi finanziari perversi. I medici giapponesi erano stati pagati per ogni prescrizione che facevano
Con l’aumento del complesso industriale-medico e i suoi ingenti profitti, il settore ha un interesse personale nell’incolpare la malattia del paziente per i risultati negativi e non i loro stessi prodotti.
Le affermazioni dell’industria farmaceutica spesso ingannano sia dottori che pazienti. Ciba-Geigy, il principale produttore del cliochinolo, affermava che il medicinale era sicuro perché non poteva essere assorbito nel sistema circolatorio dall’intestino. Eppure, le documentazioni di un caso contro l’azienda mostrano che Ciba-Geigy era consapevole da anni degli effetti pericolosi del farmaco.
Più della metà dei dottori negli Stati Uniti riceve somme di denaro o altri benefici dalla Big Pharma e dai produttori di dispositivi medici
All’inizio del 1944, gli inventori del cliochinolo dichiararono che il farmaco sarebbe dovuto essere rigidamente controllato e limitato a 10-14 giorni di somministrazione. Nel 1965, dopo che un veterinario svizzero pubblicò dei documenti in cui cani a cui era stato somministrato il clioochinolo avevano sviluppato attacchi epilettici e morirono, Ciba si era limitato a dichiarare che il farmaco non dovrebbe essere somministrato agli animali.
Con l’aumento del complesso industriale-medico e i suoi ingenti profitti, il settore ha un interesse personale nell’incolpare la malattia del paziente per i risultati negativi e non i loro stessi prodotti.
Negli Stati Uniti, l’influenza dell’industria farmaceutica su quello che i medici e il pubblico credono riguardo ai farmaci e ai dispositivi medici è scesa esponenzialmente, poiché quasi tutte le ricerche sono ora condotte dalle aziende e le ricerche effettivamente indipendenti non esistono più.
Nel 1997, la sponsorizzazione dell’industria ha fornito il 29% dei finanziamenti per ricerche cliniche e non cliniche. Le stime oggi affermano che la percentuale è aumentata a circa il 60%. Anche la ricerca «più indipendente», come quella condotta dagli Istituti Nazionali di Salute, è ora «associata» a un’azienda, rendendo la nostra dipendenza da loro quasi totale.
Arginare l’onda di interventi medici che possono provocare più danni che bene richiederà una profonda valutazione dei casi «cura o causa» – e la volontà di fermare la dipendenza da azienda farmaceutica che perversamente promuove.
Fonte: Undark
Big Pharma
Tornado distrugge impianto della Pfizer
Un tornado ieri ha squarciato un enorme impianto farmaceutico Pfizer nella Carolina del Nord, USA, spargendo «50.000 pallet di medicinali» in tutta la proprietà. Lo riportano diverse testate americane.
Pfizer ha dichiarato al media locale ABC 11 che un tornado ha danneggiato il suo spazio di produzione di Rocky Mount che si trova su 100 ettari nella parte orientale della Carolina del Nord.
«Stiamo valutando la situazione per determinare l’impatto sulla produzione (…) I nostri pensieri sono con i nostri colleghi, i nostri pazienti e la comunità mentre ricostruiamo da questo incidente meteorologico», ha affermato la società.
Secondo il sito web dell’azienda, l’impianto di Rocky Mount è «uno dei più grandi impianti di iniettabili al mondo».
Pfizer building destroyed by a tornado in North Carolina. 50,000 pallets of medicines destroyed.????
????
— Wall Street Silver (@WallStreetSilv) July 19, 2023
«In questa struttura viene prodotta un’ampia gamma di prodotti, tra cui anestesia, analgesia, terapeutici, antinfettivi e bloccanti neuromuscolari. Questi prodotti sono disponibili in presentazioni di piccolo volume, come fiale, fiale e siringhe, e presentazioni di grande volume, come sacche IV e flaconi semirigidi» è scritto.
Un dipendente Pfizer ha detto ad ABC 11 che il tornado ha devastato la struttura per 60-90 secondi. Ha detto che il tornado sembrava «come se fosse esplosa una bomba».
L’azienda è sotto i riflettori non solo per essere il principale produttore del vaccino COVID nella forma di siero genico sperimentale a mRNA – con i relativi profitti e le polemiche sugli esperimenti con virus mutanti portati alla luce dagli scoop di Project Veritas.
Il CEO di Pfizer Albert Bourla, solitamente taciturno con i giornalisti che lo incontrano per strada a Davos e poco propenso a farsi vedere al Parlamento Europeo che lo chiama a testimoniare, ha recentemente firmato una lettera con altri 200 dirigenti di Big Pharma a favore della liberalizzazione della pillola per l’aborto.
Pfizer ha inoltre assunto Lady Gaga come testimonial.
Nessuna delle mosse sopracitate mosse sembra aver portato fortuna, almeno per quanto riguarda improvvise catastrofi meteorologiche che si concentrano su siti di produzione.
Immagine da Twitter
Alimentazione
Famosi farmaci dimagranti sotto inchiesta per collegamento a pensieri suicidi
Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.
I regolatori europei stanno rivedendo diversi popolari farmaci dimagranti come Ozempic per aver indotto pensieri suicidi tra alcuni utenti. Diversi farmaci dimagranti hanno una storia di legami con ideazione suicidaria e altri effetti collaterali, alcuni gravi.
I regolatori europei stanno rivedendo diversi popolari farmaci dimagranti come Ozempic per aver indotto pensieri suicidi tra alcuni utenti, secondo un servizio della BBC News.
L’agenzia di sorveglianza della salute islandese ha prima segnalato il problema, segnalando almeno due episodi di pensieri suicidi legati a Ozempic e Saxenda di Novo Nordisk e un caso di ideazione di autolesionismo a Saxenda.
L’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) sta indagando sui rapporti.
L’EMA ha affermato che indagherà sui farmaci dimagranti che contengono semaglutide o liraglutide, ma che potrebbe espandere la sonda ad altri farmaci della stessa classe, noti come agonisti del recettore del GLP-1, ha detto un portavoce alla BBC.
Gli agonisti del recettore del GLP-1 originariamente erano usati per trattare il diabete di tipo 2, ma ora sono in fase di sviluppo per trattare l’obesità.
L’ultimo farmaco dimagrante di Novo Nordisk, Wegovy, usa anche semaglutide, e Eli Lilly, Amgen e Pfizer stanno sviluppando agonisti del recettore del GLP-1.
I farmaci in esame portano un ampio elenco di effetti collaterali. Nell’etichettatura degli Stati Uniti, le informazioni sul prodotto elencano i pensieri di suicidio come un possibile effetto collaterale , ma le informazioni sul prodotto dell’Unione Europea no.
Questa revisione è stata annunciata poche settimane dopo che l’ EMA ha lanciato un segnale di sicurezza contro il cancro alla tiroide per diversi farmaci nella classe GLP-1, inclusi i prodotti semaglutide di Novo e i farmaci dimagranti prodotti da AstraZeneca e Sanofi.
Il prezzo delle azioni di Novo Nordisk è sceso del 2,25% questa mattina dopo un calo simile lunedì dopo la notizia dell’indagine dell’EMA. Anche il prezzo delle azioni di Eli Lilly è sceso di quasi il 2,3%.
I farmaci per la perdita di peso hanno una storia di collegamenti con l’ideazione suicidaria
Novo Nordisk ha affermato in una dichiarazione che prende molto sul serio tutte le segnalazioni di eventi avversi derivanti dall’uso dei suoi farmaci, che la sicurezza del paziente è una priorità assoluta e che non ha trovato alcuna «associazione causale» tra pensieri suicidi e farmaci.
Commentando l’indagine dell’EMA, un portavoce della Food and Drug Administration (FDA) statunitense ha dichiarato a Bloomberg News: «se vengono identificati segnali di sicurezza appena identificati, la FDA determinerà quali azioni sono appropriate dopo un esame approfondito del corpus di prove».
Il portavoce ha affermato che gli studi clinici per Wegovy non supportano un aumento del rischio di ideazione suicidaria, ma gli studi clinici per altri farmaci dimagranti sì.
Secondo il Dashboard pubblico del sistema di segnalazione degli eventi avversi (FAERS) della FDA, dal 2018 ci sono state almeno 60 segnalazioni di ideazione suicidaria da parte di pazienti trattati con semaglutide o dei loro operatori sanitari, ha riferito Reuters. Ha altresì riferito che negli studi clinici per Ozempic e Saxenda, Novo Nordisk ha escluso le persone con una storia di disturbi psichiatrici o recente comportamento suicida.
La CNN ha riferito che negli studi clinici per Saxenda per adulti, nove persone su 3.300 che assumevano il farmaco hanno riportato ideazione suicidaria, rispetto a due su oltre 1.900 che hanno ricevuto un placebo.
Un adulto che prendeva il Saxenda ha tentato il suicidio, dicono le informazioni sulla prescrizione. Negli studi clinici pediatrici, uno dei 125 che assumevano Saxenda è morto per suicidio. Le informazioni sulla prescrizione dicono «non c’erano informazioni sufficienti per stabilire una relazione causale con Saxenda».
In effetti, la questione dei pensieri suicidi legati ai farmaci dimagranti è stata un grosso ostacolo alla capacità dell’industria farmaceutica di sviluppare redditizi farmaci dimagranti.
Un precedente farmaco dimagrante – Acomplia (rimonabant) di Sanofi – è stato ritirato dai mercati europei perché causava idee suicide. Non ha mai ottenuto l’approvazione negli Stati Uniti.
Anche le pillole dimagranti Contrave di Currax Pharmaceuticals e Qsymia di Vivus, approvate negli Stati Uniti rispettivamente nel 2014 e nel 2012, riportano avvertenze sulle loro etichette sull’aumento del rischio di pensieri suicidari.
La mania di Wegovy sta rallentando?
Da quando la FDA ha approvato Wegovy, il farmaco è diventato una sensazione, con celebrità e influencer dei social media che condividono regolarmente foto prima e dopo su Instagram e TikTok. Questa esposizione sta contribuendo ad alimentare un nuovo enorme mercato della droga che potrebbe valere 100 miliardi di dollari all’anno per i produttori di farmaci, con la maggior parte dei profitti che vanno ai primi leader Novo Nordisk ed Eli Lilly.
I farmaci iniettabili settimanalmente sono disponibili solo su prescrizione medica, ma sono molto richiesti tra coloro che cercano di perdere peso .
I farmaci hanno causato una sostanziale perdita di peso negli studi clinici . Gli utenti possono pagare più di 1.300 dollari al mese per i farmaci, che spesso non sono coperti da assicurazione.
Wegovy sarebbe così popolare negli Stati Uniti che ci sarebbero carenze, inducendo i pazienti a rivolgersi ad altri prodotti farmaceutici – come Ozempic di Novo Nordisk – che possono essere utilizzati off-label per la perdita di peso e che sono diventati altrettanto popolari.
Mentre Saxenda e Wegovy sono entrambi approvati e autorizzati per la perdita di peso nel Regno Unito, Wegovy non è ancora disponibile, anche se i medici in Inghilterra potrebbero iniziare a offrirlo ad alcuni pazienti come parte di un programma pilota biennale del Servizio Sanitario Nazionale, ha annunciato il governo in Giugno.
I produttori di farmaci non sono gli unici a trarre profitto dai farmaci dimagranti. Le società di telemedicina sono sorte offrendo una prescrizione online per i farmaci in soli 15 minuti.
Aziende come Ro e Calibrate hanno lanciato servizi di telemedicina dedicati alla prescrizione di Wegovy e Ozempic e hanno pubblicato annunci per i loro servizi in luoghi come New York City.
Anche alcune spa mediche statunitensi e farmacie specializzate hanno inseguito i profitti, presumibilmente producendo farmaci di imitazione con semaglutide come ingrediente attivo. Novo Nordisk ha intentato causa contro di loro.
Questi farmaci non sono fatti per un uso a breve termine. Gli studi dimostrano che quando le persone smettono di prenderli, riguadagnano gran parte del peso perso o potenzialmente aumentano di peso ancora di più. La maggior parte delle persone che iniziano a prendere i farmaci e vogliono che gli effetti durino dovranno continuare a prenderli a lungo termine.
Ma i recenti dati sulle affermazioni delle farmacie mostrano che la maggior parte delle persone che iniziano a prendere Wegovy smette di prenderlo entro un anno, alcune a causa degli effetti collaterali e altre a causa dell’alto costo dei farmaci.
Altri effetti collaterali noti di Semaglutide
Oltre alle preoccupazioni per l’ideazione suicidaria e i pensieri di autolesionismo, stanno diventando evidenti anche il cancro al pancreas e altri effetti avversi legati alla semaglutide.
Uno studio che utilizza i dati di EudraVigilance , il sistema europeo per l’analisi delle reazioni avverse ai farmaci, ha rilevato un’elevata prevalenza di disturbi gastrointestinali tra gli utenti.
Sono stati segnalati anche disturbi metabolici, nutrizionali, oculari, renali, urinari e cardiaci.
C’era un aumentato rischio di retinopatia diabetica. Gli studi suggeriscono anche che l’uso di semaglutide può portare a eventi avversi ai reni.
Oltre al cancro alla tiroide, i ricercatori hanno sollevato preoccupazioni sul potenziale rischio di carcinoma pancreatico associato al farmaco.
Uno studio su 25.617 persone ha anche scoperto che l’uso di agonisti del recettore del GLP-1 produce un aumento di 3,5 volte del tasso di ostruzione intestinale.
I farmaci comportano anche rischi seri e poco discussi per le donne incinte , ha riferito The Defender.
La FDA avverte che l’uso dovrebbe essere interrotto almeno due mesi prima della gravidanza perché il corpo impiega così tanto tempo per eliminare il farmaco.
Nessuno dei due farmaci è stato studiato nelle donne in gravidanza negli studi clinici. Ma negli studi sugli animali, quando ratti, conigli e scimmie sono stati trattati con farmaci semaglutide iniettabili, hanno sperimentato un aumento dei tassi di aborto spontaneo e la loro prole è nata più piccola e ha avuto tassi più elevati di difetti alla nascita.
Brenda Baletti
Phd.
Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.
Arte
La catastrofe farmaceutica degli oppioidi. Renovatio 21 recensisce Dopesick
Dopesick – Dichiarazione di dipendenza (in streaming su Disney+, Stars Original) è una serie corale che racconta la catastrofe della dipendenza da oppiacei che ha sconvolto gli Stati Uniti. In particolare a partire dalla diffusione del farmaco OxyContin e, a cascata, dell’ondata di dolore, degrado, violenza e morte che ne è scaturita.
Si tratta di un tema che altre volte abbiamo trattato su Mondoserie – in apparenza, uno potrebbe dire, anche troppo spesso. Tuttavia, siamo dinanzi alla questione principale della società americana, un trauma iniziato circa venti anni fa (come la serie dettaglia benissimo) e ancora lungi dall’essere finito.
Lo scorso novembre il CDC, l’ente per le epidemie USA, ha dichiarato che le morti di overdose sono a circa 100 mila l’anno – e crediamo che si tratti di una cifra per difetto. Secondo l’ente, le morti per overdose sono «accelerate» durante la pandemia, raggiungendo livelli record. Secondo i dati di fine anno, nella città di San Francisco – una città oramai letteralmente invasa da homeless drogati che stanno spingendo gli abitanti a fuggire – le morti per overdose sono il triplo delle morti attribuite al COVID.
Come è iniziato questo disastro?
Gli otto episodi di Dopesick hanno il pregio di raccontarlo piuttosto bene.
Grande affresco della catastrofe
Tratto dal libro Dopesick: Dealers, Doctors and the Drug Company that Addicted America dell’editorialista del New York Times Beth Macy, la storia si concentra sull’epicentro iniziale della catastrofe. Ossia gli Appalachi, le zone montuose dove, prima delle delocalizzazioni cinesi, minatori e operai metallurgici creavano la spina dorsale dell’America materiale.
Lavoratori rigorosi, chiusi in piccole cittadine, spesso unite dalla religione e dal senso di paese dove tutti conoscono tutti.
In miniera e in fabbrica qualcuno si può far male – e da qui la necessità, magari, di una terapia antidolorifica. Cosa compresa perfettamente dalla famiglia Sackler, l’altro grande quadro che Dopesick riesce a mostrarci.
I Sackler sono miliardari farmaceutici. La generazione precedente, guidata dallo «zio» Arthur M. Sackler, portò un loro farmaco, il Valium – anche conosciuto come Diazepam – ad essere il primo negli USA a superare i 100 milioni di dollari di vendite (valore del denaro del 1971), facendo un uso ossessivo di campagne di marketing allore inedite per il settore.
I Sackler hanno donato milioni e milioni di dollari in filantropia artistica, ed è possibile vederli nella serie nei loro consigli di amministrazione ambientati nelle stanze del Metropolitan Museum adattate per il bisogno, in scene dove lo sfarzo si impasta con l’odio strisciante che provano l’uno per l’altro.
Il centro della nuova generazione è Richard Sackler, qui interpretato con intensità da Michael Stuhlbarg, che rende un personaggio diabolico e autistico al contempo. Richard Sackler vuole scalare la società di famiglia, ma tutti lo disprezzano. Vuole, in cuor suo, superare zio Arthur, e portare la società ad un livello superiore. Magari, addirittura, uscire dal mercato americano.
Tutto questo con un prodotto sul quale sta puntando ogni cosa: l’OxyContin, un oppioide a rilascio temporizzato, con il quale può sostituire il farmaco precedente il cui brevetto è scaduto.
L’impero del male dei filantropi Sackler
La sua campagna è senza sosta: penetra l’ente regolatore del farmaco, l’FDA, probabilmente corrompendola dal di dentro (fa scrivere le avvertenze del prodotto da un membro dell’ente che poi assume), poi parte con una campagna di marketing massiva, istruendo un esercito di rappresentanti a cui è tolto ogni scrupolo a convincere i dottori della superiorità dell’OxyContin.
Richard Sackler riuscirà in molti dei suoi intenti. La società di famiglia, la Purdue Pharma, ammasserà quantità mai viste di danaro. Prenderà il comando dell’azienda in barba al padre che non crede in lui e all’altro zio che lo disprezza. I Sackler, si dirà, ad un certo punto possono dirsi praticamente la famiglia più ricca della Nazione, forse perfino più dei Rockefeller.
Il prezzo: milioni di vite americane distrutte, rovinate e perfino uccise in modo terrificante.
Ogni singolo americano, viene mostrato nelle 8 puntate di Dopesick, diviene a rischio di diventare – magari per un mal di schiena o un mal di denti! – un tossicodipendente. E quindi di finire nel vortice che questo comporta: dolore, follia, crimine. Disoccupazione, ruberie, prostituzione, tragedie famigliari. E ancora, dolore, dolore, e disperazione.
Il caso più drammatico qui mostrato – un caso vero – è quello del dottor Samuel Finnix, dipinto magistralmente da Michael Keaton. Il dottor Finnix, per decenni medico della comunità operaia degli Appalachi, viene convinto da un giovane rappresentante farmaceutico a prescrivere l’OxyContin. Aprendo, di fatto, le porte dell’Inferno per tutta la sua amata cittadina.
Completano l’affresco umano gli sforzi degli inquirenti: Bridget Mayer (Rosario Dawson), amazzone dell’ente antidroga americano FDA, Rick Mountcastle (Peter Sarsgaard) e Randy Ramseyer (John Hoogenakker) dell’ufficio del procuratore della Virginia. Tutti si erano resi conto che al centro della distruzione sociale che stava montando, sensibile già a fine anni Novanta, c’erano l’OxyContin e la Purdue Pharma.
Il potere trasformativo della droga
La storia più tremenda raccontata da Dopesick rimane quella della giovane minatrice Betsy Mallum (Kaitlyn Dever). Che finisce schiava della droga, degli spacciatori, degli approfittatori, della devastazione che porta nella sua casa. E con nessun «programma» che riesca davvero a farla tornare in sé: la sua stessa natura profonda è stata «rewired», «ricablata». Trasformata.
Perché questo è quello che la crisi degli oppioidi fa: trasforma. Il dottore diventa un drogato, la ragazzina una ladra prostituta, il veterano un trafficante, la casalinga una barbona. Mentre i miliardari diventano ancora più ricchi.
Quella di Dopesick non è una visione gioiosa, né catartica: perché questa storia non è ancora finita. Anzi: la pandemia, come dicevamo sopra, ha peggiorato le cose.
Per chi volesse approfondire, HBO ha fatto uscire qualche mese fa una miniserie documentaria in due puntate, Crime of The Century, che va ancora più a fondo. Facendo i nomi di tutte le altre aziende coinvolte (alcune, ora, fanno i vaccini COVID). E mostrando la portata di questa industria di morte, arrivata a far coltivare il papavero ai contadini della Tasmania, tanta era la necessità degli ingredienti per gli oppioidi.
E in Italia?
Guardando la serie, seduto comodo in Italia, uno non può che finire per chiedersi: e da noi?
Un giornalista italiano, Filippo Facci, è praticamente l’unica voce del Paese che ha cominciato a parlarne. Perché stava capitando a lui.
«Nel giugno 2020 subii un intervento chirurgico molto invasivo, con una travagliata convalescenza che prevedeva l’assunzione di antidolorifici oppioidi od oppiacei: OxyContin, Targin, Depalgos. ossicodone, tramadolo eccetera (…) si comprano in farmacia con la ricetta, o in qualche modo anche senza. I medici italiani ci vanno cauti, ma alla fine il dosaggio te lo fai da solo, a seconda del male che senti».
«Lo scrivente – continua Facci – nell’ arco di soli 15 giorni, divenne un drogato a tutti gli effetti, un dipendente da oppioidi come ne muoiono 50mila all’anno negli Stati Uniti, dove hanno superato le vittime annue di incidenti automobilistici o di armi da fuoco, dove il numero di overdose dal 2006 al 2016 ha superato quello di tutti gli americani morti nelle due guerre mondiali (…). La maggioranza era gente assolutamente normale, che aveva iniziato con ordinarie prescrizioni e poi era passata a cercare su internet, infine dagli spacciatori. Siccome le pillole costano, i più poveri talvolta passano al morfinoide più economico: l’eroina».
Facci scrive di esserne uscito «velocemente, pur con spaventosa fatica: e questo, ripeto, per soli 15 giorni di assunzione. Ci ripenso ogni volta che trovo la fila in farmacia, tutti coi loro ticket, rivolti verso la neo santità del camice bianco».
Istituzioni malvagie
Dalla serie sono lasciate fuori varie ramificazioni della crisi degli oppioidi – per esempio l’ascesa del fentanyl, la droga che uccise Prince: un’eroina cinquanta volte più potente, quindi più letale. Nonché il ruolo della Cina Popolare (che si prende una vendetta contro una popolazione anglo dopo le umilianti Guerre dell’Oppio) e dei cartelli del narcotraffico messicano.
È il fattore umano il centro del racconto di Dopesick. E come esso possa finire stritolato da un mastodonte cieco e genocida, fatto di istituzioni pubbliche e private, ospedali e case farmaceutiche, enti regolatori e famiglie multimiliardarie.
La tragedia degli uomini schiacciati dalle istituzioni malvagie.
Questo può succedere ovunque. Questo succede ovunque.
Articolo previamente apparso su Mondoserie.it
Immagine screenshot da YouTube









