Eventi
Predazione, conferenza di Renovatio 21 a Milano
Ricordiamo l’importantissimo evento che si terrà sabato 8 giugno 2019: la conferenza «Trapianti a cuore battente: donazione o predazione?».
Questa volta saremo a Milano, presso una sala del Centro Pastorale Ambrosiano in via Sant’Antonio 5 alle ore 15:45.
La location dell’evento si trova a 5 minuti a piedi dal Duomo e dalla relativa fermata della metropolitana (linea rossa), oltre che alla fermata Missori (linea gialla).
Avremo come relatore d’eccezione il Prof. Dott. Rocco Maruotti, Primario Chirurgo Professore a.c. Università di Milano. Già Vice Presidente dell’ ICS International College of Surgeons, Chicago, co-editore di importanti riviste scientifiche internazionali.
Parleremo di espianto di organi a cuore battente: atto di amore, come spesso viene definito e, quindi, «donazione», oppure predazione?
Una tematica bioetica, medica e morale di cui si parla davvero troppo poco, anche alla luce delle nuove richieste per la carta d’identità elettronica.
Porteremo a galla importantissime verità, nude e crude, che probabilmente vi scioccheranno ma per le quali, alla fine, forse ci ringrazierete.
Tutto questo lo faremo attraverso uno dei massimi esperti al mondo su questa tematica, e che ha toccato con mano – nella professione e nella vita familiare – la barbarie della Necrocultura dilagante.
Vi aspettiamo.
Prenotazioni
I posti disponibili sono limitati
Eventi
Renovatio 21 alla Tabarrata Nazionale 2023
Renovatio 21 parteciperà alla Tabarrata Nazionale 2023 che si terrà sabato 4 febbraio a Bassano del Grappa.
Si tratta del più potente raduno in Italia – quindi, nel mondo – degli amanti del miglior soprabito dell’universo. Se non sapete cos’è un tabarro, ci dispiace per voi. Potete rimediare, tuttavia, venendo a vederne diecine e diecine indossati da un esercito di personaggi che si troverà alle 16:00 sul Ponte Vecchio, detto Ponte degli Alpini, a Bassano.
Il tabarro è un oggetto le cui radici si perdono nei secoli. Secondo il libro Tabarro. Storia di cavalieri, dame e sognatori, sarebbe un derivato delle tuniche degli antichi. La realtà è che un tabarro lo aveva probabilmente il nonno, il bisnonno, del lettore. Anzi: non è improbabile che un tabarro sia a casa vostra, nascosto, dimenticato in un armadio o in una soffitta da decadi e decadi. Se è così, sappiate che c’è caso che sia anche perfettamente conservato. Ad una conferenza emiliana di Renovatio 21 del tardo 2019, capitò al tavolo un signore che aveva un tabarro che diceva essere in famiglia da sempre. Guardammo l’etichetta: c’era scritto «1907».
Bisogna quindi dire il fondatore di Renovatio 21 Roberto Dal Bosco è presidente della Civiltà del Tabarro: ecco spiegato questo articolo, e certi riferimenti che potreste aver letto qui e là in questi anni.
In realtà, tra l’universo del tabarro e quello di Renovatio 21 pare esserci non solo un’identità cosmica di fondo (la tradizione, la distinzione, il primato della realtà sul conformismo) ma anche una comunanza nel destino.
Alcuni di voi sanno che chiusero la pagina Facebook di Renovatio 21, e la cosa finì in tribunale. Poco dopo, cosa di cui pochi sono al corrente, chiusero anche la pagina della Civiltà del Tabarro. Ambedue, come potete vedere, grazie alla giustizia sono state riaperte.
Tuttavia, qualcosa ancora non torna.
Lo scrittore Camillo Langone è il vate del tabarro, nonché il creatore delle prime Tabarrate a Parma (2016) e Casalmaggiore (2017). Camillo quest’anno non potrà esserci. Tuttavia, a favore dei suoi tanti follower tabarristi e filotabarristi, aveva pubblicato su Facebook la locandina dell’evento di quest’anno. La piattaforma la ha censurata.
Proprio così. «Il tuo post viola i nostri Standard della community, pertanto è visibile solo a te».
I social mi hanno censurato molti quadri ma coi tabarri si sono sempre mostrati tolleranti. Fino a oggi. Ah, le liberaldemocrazie… pic.twitter.com/PXvG69G5AJ
— Camillo Langone (@CamilloLangone) January 30, 2023
Sarebbe da non credere, se non conoscessimo bene la tragedia dell’ora presente.
Non è una barzelletta l’idea che anche l’uomo in tabarro può essere ritenuto passibile di essere rimosso dal discorso pubblico. Il tabarrismo come sovversione: in un mondo che ci vuole completamente sottomessi, in un mondo in cui conta solo la massa vaccina, non si tratta più di uno scherzo. Può metterti le braghe strappate, puoi indossare gli orrori gender degli stilisti infelici, puoi vestirti in modo indecente: il conformismo della degradazione, che ti è imposto dal potere, te lo consente.
Non ti è consentito, invece, avvolgerti di un’eleganza millenaria. Non ti è consentito essere l’uomo che era tuo nonno. Non ti è consentito agire concretamente ciò che ti è stato tramandato. Non ti è consentito il bello, il buono, il giusto. Vabbè. Sapete come stan le cose. Non tediamoci.
Torniamo alla Tabarrata Nazionale, dove tutti questi brutti pensieri non avranno cittadinanza – perché si tratta di un ritrovo di amici e personaggioni, dove si sorride e si ride, dove lo stare in compagnia è tutto, dove non si parla di politica o di altre disgrazie, ma si vive felici avvolti da strati di bellezza e spensieratezza.
Dopo il ritrovo alle 16 sul Ponte degli Alpini, seguirà, nella Sala Tolio (via Jacopo da Ponte, 37) la conferenza «Lineamenti di Civiltà del Tabarro», dove interverranno, oltre al presidente Roberto Dal Bosco, anche il tesoriere Corrado Beldì, nonché il vero re-iniziatore di questa tradizione, l’infinitamente signorile Sandro Albano Zara, unico, grande maestro del tabarro moderno – cioè, del tabarro eterno.
Alla cena non sappiamo se ci sarà posto, ma vale la pena di trovare. Non è impossibile, infine, che il manipolo più irriducibile dei tabarristi non vada avanti sino a notte fonde a conquistare le strade della cittadina veneta. Alle altre Tabarrate, di solito, va così.
Aspettiamo tutti, in ispecie i simpatizzanti e i curiosi: vi sarà la possibilità, anche per i non-ancora-tabarristi, di provare dei tabarri, e di farsi ritrarre dal M° Silvano Pupella, che per l’occasione allestirà un set fotografico.
Fra i tabarristi vi è un detto: «se ha le maniche, non scalda il cuore».
Venite a scaldare il vostro.
Eventi
Video della processione di riparazione di Reggio Emilia
La cronaca della processione di Reggio Emilia del 2 luglio in riparazione contro le parate LGBT mostra, oltre che la cerimonia, anche i volti e la motivazione dei partecipanti.
È possibile sentire anche brani del fervorino di Don Daniele Di Sorco, FSSPX.
Al minuto 6:27 è brevemente intervistato Cristiano Lugli, organizzatore del Comitato Beata Giovanna Scopelli e co-fondatore di Renovatio 21.
Il video è curato dal canale YouTube Cronache di Cielo e Terra.
Immagine screenshot da YouTube
Eventi
Immagini dalla processione di riparazione di Reggio Emilia
La Processione in riparazione del gay Pride a Reggio Emilia si è compiuta con un enorme afflusso di fedeli.
La Processione si è snodata per la città in preghiera, occupando uno spazio tale che non era possibile dalla testa vedere la fine, e viceversa.
Un totale stimato di 400 persone, in un pomeriggio rovente a Reggio Emilia, hanno pregato per riparare agli scandali e alle blasfemie dei cosiddetti «gay pride». I fedeli sono accorsi da tutta Italia: da Milano, dall’Umbria, dalla Toscana, da Roma, da Como, oltre che dalle vicine Modena e Bologna. Dal Veneto è arrivato un intero pullman.
Quattro i sacerdoti della cerimonia : oltre ad un sacerdote reggiano, uno da Rimini, uno dal Veneto e uno dal Lazio.
Gli stendardi, la recita del Santo Rosario è il canto delle Litanie dei Santi in latino, hanno riportato la religione cattolica laddove deve stare: nelle strade, nei vicoli, davanti alle chiese, ovvero in tutti i luoghi in cui la nuova religione mondialista non vuole che stia Gesù Cristo.
La Processione si è conclusa davanti al Duomo della città con la recita dell’atto di riparazione. Al termine di tutto, circa 200 fedeli si sono recati all’interno del Duomo per omaggiare la patrona del Comitato, la Beata Giovanna Scopelli le cui spoglie riposano dentro alla Cattedrale reggiana.
«Dal punto di vista soprannaturale — dichiara Cristiano Lugli, portavoce del Comitato «Beata Giovanna Scopelli» e cofondatore di Renovatio 21 — questo è un trionfo. Ma anche da un punto di vista materiale: nessuno si immaginava così tanta gente. Centinaia e centinaia di persone che, in piena estate, sono venuti fin qui spinti dal desiderio di riparare le blasfemie che ci stanno infliggendo».
«Questo ci fa capire che il dissenso rispetto a quanto sta accadendo si fa sempre più forte. Così come sempre più forte è la spinta per un ritorno alla vera Fede cattolica, ai culti di sempre e alla volontà di rivedere trionfare il Regno Sociale di Nostro Signore Gesù Cristo. La Processione di Reggio ne è segno incontrovertibile».
Ecco alcune immagini della cerimonia.
























