Autismo
La svolta di Roma. Resoconto della conferenza “Fede, Scienza e Coscienza”
Ieri a Roma c’è stata una svolta.
Una svolta che non ha precedenti storici. Nella Casa Bonus Pastor, si è svolto il convegno «Fede, Scienza e Coscienza – L’utilizzo di feti abortiti per la produzione farmaceutica».
Per i cattolici è una prima assoluta – una parte della Chiesa si apre all’ascolto di questo problema abissale: l’uso di feti abortiti nella ricerca scientifica e nella produzione di farmaci.
La sala era gremita già venti minuti prima dell’inizio. L’evento, come sappiamo, era sold out da giorni.
L’arrivo in sala di Sua Eminenza Cardinale Raymond Leo Burke strappa uno scrosciante ed affettuoso applauso al principe della Chiesa Cattolica Romana.
Vi erano persone di tutte le età: bambini, giovani, giovanissimi, adulti e anche diversi nonni: un pubblico, cioè, di estrazione molto eterogenea.
A presentare e moderare l’incontro il cofondatore e portavoce di Renovatio 21 Cristiano Lugli.
Ad aprire i lavori, un messaggio del Cardinale Burke.
«Spero che il presente incontro possa giovare al bene comune del popolo italiano e di tutti i popoli (…) sappiamo bene che anche il più desiderabile fine non può mai giustificare l’utilizzo di mezzi contrari alla legge morale (…) la questione morale si estende anche agli effetti collaterali del vaccino» ha detto il Cardinale Burke.
«Il nostro incontro di oggi è stato un atto di grande benevolenza e di carità verso la nostra società, verso tutti i nostri fratelli e sorelle affinché tutti noi possiamo avere a nostra disposizione delle misure cautelative necessarie che siano in se stesse anche moralmente giuste, cioè coerenti con il piano di Dio per noi e per tutta la Sua creazione. Che Dio ci benedica e ci dia la sapienza il coraggio di fare sempre il bene e così di servire sempre il bene di tutti i nostri fratelli e sorelle».
È seguito l’intervento di Debi Vinnedge, presidente dell’associazione americana Children of God for Life, che ha tracciato, in modo davvero esauriente, tutta la storia dell’utilizzo di feti abortiti per l’isolamento dei virus e la produzione conseguente dei vaccini attraverso le linee cellulari costruite con materiale organico di questi bambini sacrificati sull’altare di una cosiddetta «scienza».
Sono state offerte informazioni davvero sconvolgenti, incontestabili perché dimostrate attraverso fatti, documenti e citazioni precise e impossibili da contraddire, a meno di scadere nel ridicolo. Le basi eugenetiche dell’uso di feti abortiti sono emerse con chiarezza agghiacciante.
Un silenzio tombale, menti e cuori rapiti da una storia che in Italia non era mai stata raccontata in modo così preciso e dettagliato. Tanti occhi lucidi, dritti verso il tavolo dei relatori, mentre la storia di centinaia di bambini abortiti volontariamente (con buona pace dei Lopalco di turno che vorrebbero cavarsela riducendo i numeri reali e risolvendo il problema dell’inviolabilità della vita umana a calcolino matematico) sfata tutte le falsità che si sono pronunciate su questo tema.
La Dott.ssa Vinnedge ha poi parlato della GlaxoSmithKline, che in America, dopo alcune pressioni, avrebbe prodotto dei vaccini etici, cioè senza linee cellulari di feti abortiti ma con linee animali. Cogliamo l’occasione per ricordare che però, in Italia, la GSK produce il Priorix Tetra – cioè il vaccino MPR – all’interno del quale si trova la linea cellulare MRC-5.
Parrebbe che in USA la parte del cattivo la voglia fare Merck, mentre quelli della GSK si comporterebbero da bravi ragazzi. Come è stato fatto notare alla signora Vinnedge al termine della conferenza, si tratta di una classica tecnica: good cop, bad cop. Poliziotto buono, poliziotto cattivo. Sappiamo esistono, all’interno del mercato farmaceutico, patti più o meno occulti tramite i quali le multinazionali si dividono il mercato, e, par di comprendere, anche i ruoli del film.
Il secondo intervento è stato quello della dottoressa Martina Collotta, medico chirurgo ed esperta di bioetica. Un intervento breve, di cerca venti minuti, per spiegare come avvengono le pratiche di aborto necessarie per ricavare cellule di feto estratte dagli organi venduti alla macchina di morte farmaceutica.
A questo punto, qualcuno è pure uscito dalla sala in lacrime, sconvolto e stravolto da un male di cui forse non conosceva la portata, semplicemente perché nessuno, nemmeno le tanto impegnate associazioni pro-life italiane, si era mai preso la briga di spiegarlo davvero.
«Queste pratiche sono terribili, perché i feti devono essere sani, ed estratti con metodiche disumane per non danneggiare i tessuti che poi serviranno per le linee cellulari. Servono alternative etiche contro questa grave immoralità»
«Queste pratiche sono terribili, perché i feti devono essere sani, ed estratti con metodiche disumane per non danneggiare i tessuti che poi serviranno per le linee cellulari. Servono alternative etiche contro questa grave immoralità. Il documento del 2017 della Pontificia Accademia per la Vita è allucinante, perché non tiene conto di cosa sia davvero la cooperazione al male» ha detto la dottoressa Collotta, che ha fatto il sacrificio di partecipare alla conferenza pur essendo oramai prossima a partorire.
Proprio oggi ci è pervenuta la mail di una mamma che ci ha scritto: «Buonasera, ieri pomeriggio siamo stati presenti alla Vostra conferenza, e io ho pianto quando la Dott.ssa Collotta parlava delle metodologie di aborto». Signora, le assicuriamo che lei non è sola.
Un applauso senza fine ha accompagnato la conclusione del breve ma potente intervento della Dott.ssa Collotta, che ha lasciato poi il posto al dottor Stefano Montanari, ricercatore e direttore del laboratorio Nanodiagnostics di Modena.
«Io sono qui come scienziato, ma anche come uomo della strada che non può fare a meno di porsi e porre qualche domanda davanti a queste gravi questioni» ha detto il dottor Montanari.
«Se quello dei feti abortiti è un problema per i cristiani e per i cattolici – ha proseguito il ricercatore modenese – bisognerebbe però anche capire come mai musulmani ed ebrei tacciano sulla notevole presenza di gelatine di maiale nei vaccini. Molti, o meglio dire quasi tutti i vaccini, contengono gelatine di maiale. Gli estremisti islamici, per uccidere il nemico, intingono solitamente le pallottole dentro al sangue di maiale. Lo fanno perché, una volta che la pallottola raggiunge l’avversario e lo uccide, il sangue di maiale – considerata la cosa più impura che ci possa essere per un musulmano – secondo il credo islamico negherà l’accesso in paradiso di questo nemico. Come mai, allora, tutto questo silenzio sulle tracce di maiale che vengono inoculate a milioni di bambini musulmani? E come si spiega anche il silenzio degli ebrei su questo tema, per loro che considerano il maiale come altrettanto impuro e proibito? Se fino ad ora hanno scherzato sulle loro ragioni religiose, allora diciamocelo apertamente. Se però le cose stanno così, allora siamo di fronte ad un’incoerenza quanto meno aberrante».
Al termine del suo intervento, accompagnato da un lungo e caloroso applauso, il Cardinale Burke si è alzato in piedi per ringraziare personalmente Montanari, che con grande rispetto e stima, ha baciato l’anello dell’Eminenza. Segno, questo, di una possibile, onesta, rispettosa e veritiera collaborazione fra Fede e Scienza.
È stato poi il turno della dottoressa Theresa Deisher, una delle più importanti ricercatrici al mondo sul tema della presenza di DNA esterno nei vaccini, causa probabile dell’aumento esponenziale del cancro infantile e giovanile, nonché dello spettro autistico. Inutile sottolineare la ricchezza delle informazioni che la dottoressa Deisher ha fornito a tutti presenti e a tutti gli spettatori a casa che hanno seguito la diretta streaming.
Infine, il fondatore di Renovatio 21 Roberto Dal Bosco ha ricordato brevemente come tutti questi temi – aborto, vaccini, eutanasia, fecondazione in vitro, predazione degli organi – siano in verità tutti elementi di un unico assalto alla dignità umana, un assalto che ci interroga sulla necessaria riformulazione dello Stato e del suo apparato sanitario.
Negli ultimi minuti, fra la commozione di tanti, c’è stata la benedizione che Sua Eminenza, Cardinale Raymond Leo Burke, ha voluto dare al convegno, alla nostra battaglia etica e a tutti i presenti in sala.
A conclusione di tutto questo, possiamo dire di aver ottenuto un grande risultato, che speriamo possa essere un punto di partenza importante su cui continuare ora la nostra battaglia.
Una battaglia che ha però bisogno di tutti voi: della vostra voglia di combattere, delle vostre forze e anche dei vostri pianti.
State con noi.
Avanti.
Per la difesa dei nostri figli, per la difesa della Vita Umana, per superare le rovine e ricostruire questo 21° secolo.
La redazione di Renovatio 21
Autismo
Bizzarro attacco contro Kennedy: promuove «il brutto messaggio che essere autistici è un male»
Sembra chiaro che la maggior parte dei genitori di bambini autistici in America ama i figli e vede un grande valore nelle loro attività e nei loro pensieri.
Sembra anche chiaro che anche la maggior parte di questi genitori preferirebbe che i propri figli potessero vivere liberi dagli effetti dell’autismo e che sia stato trovato un modo per impedire che l’autismo si sviluppi in altri bambini.
Questo è buon senso.
Ma, quando le persone nei media sono alla ricerca di qualsiasi base per infangare Robert F. Kennedy, Jr. e la sua campagna presidenziale, la sua dedizione all’obiettivo normalmente percepito come ammirevole di cercare di ridurre la prevalenza dell’autismo è distorta dagli oppositori in una prospettiva viziosa.
L’editorialista di MSNBC Eric Garcia ha scritto nell’editoriale di domenica incentrato su Kennedy che «il punto cruciale di la sua affermazione infondata che i vaccini causano l’autismo è il brutto messaggio che essere autistici è un male».
Notate il linguaggio che usa Garcia. Non scrive che Kennedy dice che le persone con autismo sono persone cattive. Tuttavia, è proprio questa lettura errata che darebbe senso alla designazione di «brutto messaggio». Quello che abbiamo qui è un’assurdità che molti lettori fisseranno nelle loro menti in una condanna di Kennedy per qualcosa che l’autore non ha affermato e non ha offerto alcuna prova a sostegno.
Lavorare per prevenire l’autismo è un’attività radicata nella promozione della felicità e della salute umana.
Se è condannabile come un «brutto messaggio», sembrerebbe che le persone che lavorano per prevenire il cancro, gli attacchi di cuore, l’Alzheimer e altri gravi problemi medici debbano essere condannate allo stesso modo.
Kennedy è candidato alla presidenza, quindi è giusto che venga criticato.
Ma, gente dei media, potete almeno mantenere le critiche razionali e non radicate nell’inganno?
Ron Paul
Articolo previamente apparso sul sito del Ron Paul Institute for Peace and Prosperity, ripubblicato secondo le indicazioni.
Immagine screenshot da YouTube
Autismo
Uomo risolve il Cubo di Rubik in tre secondi
Un 21enne ha stracciato il record mondiale risolvendo il Cubo di Rubik in tre secondi.
Il giovane Max Park è riuscito nella sua impresa durante una competizione chiamata Pride at Long Beach 2023 World Cube Association Competition, una manifestazione tenuta in California nell’ambito del mese dell’Orgoglio LGBT, che, evidentemente, ha straripato anche nel mondo dei cubi colorati.
La soluzione del cubo è stata data dal Park in 3,134 secondi totali.
Come si vede dal video, i movimenti delle sue mani sono così veloci da non poter essere leggibili nel filmato.
Il Park è già un grande nome nei circoli di speedcubing e detiene record mondiali per il tempo più veloce per risolvere cubi più grandi, inclusi i cubi 4x4x4, 5x5x5, 6x6x6 e 7x7x7.
Dietro al Park è arrivato un concorrente cinese, tale Yusheng Du, che nel 2018 aveva fatto registrare un tempo di 3,47.
Secondo il profilo del Park sul Guinness dei primati, i genitori del ragazzo californiano lo hanno introdotto al mondo dei Cubi di Rubik per migliorare le sue capacità motorie dopo che gli era stato diagnosticato l’autismo in giovane età. I signori Park asseriscono che oltre alle capacità motorie, il figlio grazie a queste competizioni ha guadagnato notevolmente anche in capacità relazionali.
A latere va notato come studi parlino di crescenti prove riguardo una correlazione tra autismo e transgender – la cui bandiera, nella versione modificata ormai in uso perfino in Vaticano del drappo arcobalenato, è inserita nel logo della manifestazione del Cubo a Long Beach.
Prima di passare alla chirurgia di mutilazione sessuale e agli steroidi dati in tenera età, che sia il caso di far provare ai bambini nello spettro autistico il Cubo di Rubik?
Immagine screenshot da YouTube
Autismo
Eutanasia per autismo e disabilità intellettuale: i medici olandesi sono troppo disposti a sopprimerei pazienti?
Renovatio 21 traduce questo articolo di Bioedge.
L’eutanasia legalizzata e il suicidio assistito porteranno a morti inutili a causa di un pregiudizio abile contro la disabilità intellettiva e l’autismo? I registri dei comitati olandesi di revisione dell’eutanasia (Regionale Toetsingscommissies Euthanasie, RTE) forniscono una ricca fonte di dati per rispondere a domande come questa.
Dopo averne esaminate alcune, quattro ricercatori britannici e olandesi ritengono che la risposta potrebbe essere sì. Concludono, in un articolo su BJPsych Open, che «l’esame del sostegno sociale per la sofferenza associata alla disabilità permanente e i dibattiti sull’accettabilità di questi fattori come motivi per la concessione di EAS sono di importanza internazionale». [EAS sta per Euthanasia assisted suicide, «eutanasia con suicidio assistito», ndt]
Tra il 2012 e il 2021, le RTE olandesi hanno ricevuto 59.996 segnalazioni di eutanasia dai medici. Di questi, 927 riepiloghi di casi sono in un database aperto per mostrare come i medici e i comitati hanno preso le loro decisioni.
Da questo numero esiguo, i ricercatori hanno studiato 39 casi clinici: 15 persone con disabilità intellettiva, 20 con disturbo dello spettro autistico e 4 con disabilità intellettiva e ASD.
I rapporti non sono di facile lettura: si trattava di persone le cui vite erano complicate e difficili. Ma la loro sofferenza era insopportabile e non c’era alcuna prospettiva di miglioramento?
Nei loro rapporti EAS, i medici olandesi devono spiegare in cosa consisteva la sofferenza, perché erano convinti che fosse insopportabile e come fossero giunti alla conclusione che non vi fosse alcuna prospettiva di miglioramento.
Studiando attentamente questi 39 casi, i ricercatori sono giunti ad alcune conclusioni inquietanti.
- I legami familiari di queste persone erano deboli o inesistenti. Oltre tre quarti dei pazienti hanno descritto la solitudine o l’isolamento sociale come una delle principali cause di sofferenza.
- Per più della metà dei pazienti, la difficoltà nell’affrontare la vita o il mondo (spesso descritta come mancanza di resilienza) ha contribuito in modo determinante alla loro richiesta di Eutanasia con suicidio assistito.
- Strategie di coping rigide, necessità di attenersi alla routine, difficoltà nel considerare alternative e comportamenti compulsivi erano una delle principali cause di sofferenza.
- L’ipersensibilità agli stimoli è stata notata in circa un quarto dei pazienti.
I ricercatori hanno concluso: «l’accettazione di questi come criteri per porre fine alla vita potrebbe riflettere un tacito avallo del fallimento della società nell’inclusione delle persone nello spettro autistico o con disabilità intellettiva e un fallimento nel garantire che le risorse e le competenze siano disponibili per aiutare le persone ad affrontare le sfide società e vita quotidiana presente».
Continuano dicendo:
«La legge olandese richiede che l’EAS sia consentito solo nei casi in cui la sofferenza abbia una base medica. Ciò solleva vere domande sull’accettazione di fattori come la “difficoltà nell’affrontare circostanze mutevoli” come ragioni per l’EAS, in quanto questi sono associati a disabilità permanente piuttosto che a una condizione medica acquisita».
«Il messaggio implicito comunicato ai pazienti nell’accogliere le richieste EAS sulla base della disabilità intellettiva o della sofferenza correlata all’ASD è che tali condizioni sono davvero senza speranza. Ciò è preoccupante, così come il rischio che l’opzione EAS ostacoli gli investimenti in trattamenti appropriati e cambiamenti sociali».
Una caratteristica interessante di questi casi è che spesso il medico di famiglia del paziente rifiutava la richiesta di eutanasia. Quindi, nel 69% dei casi, un medico del Expertisecentrum Euthanasie (Centro di esperienza eutanatica) ha svolto il lavoro.
Questo è un gruppo privato i cui medici hanno una visione molto ampia dell’ammissibilità all’eutanasia. È iniziato come un progetto della NVVE, la società olandese per il diritto alla morte.
Michael Cook
Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

















