Big Pharma
Il lato oscuro di AstraZeneca
Il drastico stop subito in tutta Europa dalla Big Pharma anglosvedese sta colpendo l’opinione pubblica continentale. Dalla quale, come sempre, sono tenute lontane le domande fontamentali – perfino le più semplici.
Dall’opinione pubblica, come sempre, sono tenute lontane le domande fontamentali – perfino le più semplici
Per esempio: cos’è AstraZeneca? Cosa ha fatto nel passato recente? Quale track record per i suoi farmaci e per i suoi esperimenti? Per cosa era finita sui giornali internazionali e nostrani?
Renovatio 21 ne aveva accennato un anno fa, quando ci parve che l’evento grottesco organizzato dal governo Conte 2 a Villa Pamphilj – gli infausti, ridicoli «Stati Generali« – altro non fosse che il lancio del vaccino come unico orizzonte d’attesa dell’intera narrazione pandemica.
C’era all’epoca, la sensazione che in Italia e in Europa qualcuno spingesse per il vaccino oxoniano, forse per cointeressenze brevettuali che hanno imprese italiane molto immischiate con la politica. La trasmissione Report ha fatto nomi e cognomi degli onorevoli «amici» di quell’azienda e avrebbe anche scoperto che il brevetto principale (il virus della scimmia che serve da «vettore» per questo farmaco) in realtà non è in mani italiane, ma svizzere – quantomeno da un punto di vista societario.
Cos’è AstraZeneca? Cosa ha fatto nel passato recente? Quale track record per i suoi farmaci e per i suoi esperimenti? Per cosa era finita sui giornali internazionali e nostrani?
La verità è che scavando anche molto meno di quanto fanno le inchieste di Report emergono controversie a bizzeffe. Anche e soprattutto, come indicato negli ultimi casi riportati qui sotto, controversie italiane.
Vaccino HPV e Nobel
Nel 2008 AstraZeneca fu indagata dall’unità anticorruzione della polizia svedese per un presunto grave conflitto di interessi con l’assegnazione del premio Nobel al virologo tedesco Harald zur Hausen studioso del virus del papilloma umano (HPV). Ciò avrebbe rappresentato un conflitto di interessi dovuto al fatto che essa ha tra i propri prodotti due vaccini anti HPV.
2008 AstraZeneca è indagata dalla polizia svedese per un presunto conflitto di interessi con l’assegnazione del premio Nobel ad uno studioso del virus del papilloma umano (HPV)
«Due figure chiave della commissione di selezione hanno infatti forti legami con la casa farmaceutica. Che, guarda caso, ha forti interessi nella produzione del vaccino contro l’HPV» scrisse La Stampa.
«Non si può negare però che l’AstraZeneca abbia degli interessi strettamente legati al lavoro svolto da Harald zur Hausen. Nel 2007, infatti, la multinazionale con sede a Londra ha acquistato una società che produce un componente essenziale per la realizzazione del vaccino contro il virus HPV – vaccino che viene poi realizzato da società terze» continuava il quotidiano torinese. AstraZeneca si disse estranea alle vicende.
Antipsicotico con frode
Nell’aprile del 2010 AstraZeneca trovò l’accordo in una causa legale USA da 520 milioni di dollari per liquidare le accuse secondo cui la società aveva frodato Medicare, Medicaid e altri programmi di assistenza sanitaria finanziati dal governo americano. Il processo era relativo alle pratiche di marketing e promozionali per un antipsicotico atipico di successo prodotto da AstraZeneca, il Seroquel.
2010: AstraZeneca paga 520 milioni di dollari per aver indirizzato la sua commercializzazione illegale dell’antipsicotico Seroquel verso i medici che in genere non trattano la schizofrenia o il disturbo bipolare
Secondo l’accordo transattivo, AstraZeneca ha indirizzato la sua commercializzazione illegale dell’antipsicotico Seroquel verso i medici che in genere non trattano la schizofrenia o il disturbo bipolare, come i medici che curano gli anziani, i medici di base, i medici pediatrici e adolescenti e in strutture e carceri a tempo determinato . Nel marzo 2011, AstraZeneca ha sistemato la causa negli Stati Uniti per un totale di $ 68,5 milioni da dividere in 38 stati.
Psicofarmaco e suicidio
Il farmaco antipsicotico Seroquel nel 2004 fu al centro di un’altra controversia, quando Dan Markingson, un partecipante ad una ricerca dell’Università del Minnesota, si suicidò mentre mentre era parte di uno studio farmaceutico sponsorizzato dall’industria confrontando tre antipsicotici atipici approvati dalla FDA: Seroquel (quetiapina), Zyprexa (olanzapina) e Risperdal (risperidone).
2004: un partecipante ad una ricerca dell’Università del Minnesota, si suicidò mentre mentre era parte di uno studio sullo psicofarmaco antipsicotico Seroquel. Lo studio era progettato e finanziato da AstraZeneca, il produttore di Seroquel
Lo studio fu progettato e finanziato da AstraZeneca, il produttore di Seroquel, e richiedeva che 400 soggetti avessero vissuto il loro primo episodio psicotico per somministrare uno dei tre farmaci per un anno. «I ricercatori hanno scoperto che il suicida era in cura con Seroquel, il farmaco prodotto dallo sponsor dello studio, AstraZeneca» scrive Mother Jones.
L’articolo Mother Jones intitolato «La Corruzione mortale dei test clinici» raccontò il caso chiedendosi: «Quando rischi la vita e gli arti per testare un farmaco, stai aiutando la scienza o Big Pharma?».
Dirigenti evasori e molestatori sessuali
1996: 79 dinne accusano tre dirigenti di Astra USA di molestie sessuali. Il CEO Bildman viene accusato di evasione fiscale.
L’amministratore delegato di Astra USA (poi confluita in AstraZeneca) fino al 1996, Lars Bildman, poi denunciato dalla stessa azienda, fu accusato di evasione fiscale per 1 milioni di dollari nonché di molestie sessuali: il 13 maggio 1996, sulla stampa apparve il caso di ben 79 donne che dicevano di essere state molestate da tre dirigenti di Astra negli USA, tra cui il CEO Lars Bildman.
La società arrivò a pagare 9,8 milioni di dollari per chiudere la causa per molestie sessuali.
Nexium
Nel 2007, Marcia Angell, ex caporedattore del New England Journal of Medicine e docente di medicina sociale presso la Harvard Medical School, ha dichiarato al settimanale tedesco Stern (in un articolo intitolato «Come l’industria manipola i medici e inganna i pazienti»), che gli scienziati di AstraZeneca avevano travisato le loro ricerche sull’efficienza del farmaco Nexium, un medicinale contro il reflusso gastrico che risulta essere il farmaco più venduto da AstraZeneca.
2007: il settimanale tedesco Stern parla del caso del farmaco Nexium in un articolo intitolato «Come l’industria manipola i medici e inganna i pazienti»
La dottoressa Angel sostiene che «invece di usare dosi presumibilmente comparabili [di ciascun farmaco], gli scienziati dell’azienda hanno usato Nexium in dosi più elevate. Hanno confrontato Nexium 20 e 40 mg con Prilosec 20 mg. Con le carte contrassegnate in questo modo, Nexium sembrava un miglioramento – che tuttavia era solo piccolo e mostrato solo in due dei tre studi».
«Il Nexium (esomeprazolo) secondo gli autori è “in cima alla lista” dei farmaci che sono commercializzati dalle aziende farmaceutiche direttamente ai medici, che ricevono doni in denaro e/o beni quando prescrivono il farmaco in questione. Questo comportamento della AstraZenenca, ha comportato per il sistema sanitario pubblico tedesco un supplemento di spesa di 139,50 milioni di dollari rispetto all’utilizzo del “vecchio” omeprazolo che aveva il brevetto scaduto» scrive Wikipedia citando Stern.
2010: la multinazionale accetta di pagare una multa di 505 milioni di sterline per un la questione fiscale del trasferimento a paesi con regimi fiscali più favorevoli
Multa milionaria per trasferimento fiscale
Nel 2010, scrive il quotidiano britannico Guardian, la multinazionale accetta di pagare una multa di 505 milioni di sterline per un la questione fiscale del trasferimento a paesi con regimi fiscali più favorevoli. Il meccanismo è noto come transfer pricing.
«AstraZeneca dichiarò che che realizza oltre il 70% dei suoi profitti all’estero e paga le tasse necessarie all’estero – scrive il Guardian – Tuttavia, la divisione americana di AstraZeneca fu ominata nel 2004 come una delle 30 società coinvolte in un piano di elusione fiscale venduto dalla società statunitense KPMG. Si stima che il regime sia costato alle autorità fiscali statunitensi, che lo hanno definito “abusivo”, con entrate perse di quasi 1 miliardo di sterline».
2014: i PM di Milano rinviano a giudizio 23 manager e consiglieri o ex consiglieri di amministrazione delle multinazionali Pfizer e AstraZeneca con l’accusa di concorso in bancarotta fraudolenta
Caso Marvecs Italia
Nel 2014 i pm di Milano Gaetano Ruta e Luigi Orsi rinviano a giudizio 23 manager e consiglieri o ex consiglieri di amministrazione delle multinazionali Pfizer e AstraZeneca con l’accusa di concorso in bancarotta fraudolenta. Le indagini avevano riguardato a cessione di rami di azienda da parte di AstraZeneca e Pfizer alla società Marvecspharma Service Srl, poi fallita.
AstraZeneca ed un’altra società avrebbero ceduto a Marvecs 91 lavoratori, ai quali, secondo l’accusa, Marvecs non avrebbe versato somme relative al TFR dei lavoratori.
2007 : presso il Senato della Repubblica Italiana viene fatta un’interrogazione riguardo alla situazione economica della Marvecs
Secondo la nota della Guardia di Finanza riportata da Reuters essa era «una società priva dell’adeguata autonomia patrimoniale, delle capacità organizzative e della strategia di mercato idonea ad impiegare produttivamente la forza lavoro ceduta».
«È stato accertato che, nell’imminenza del fallimento, sono stati distratti alcuni asset (marchi e beni) a danno della fallita e in favore di una società riconducibile sempre agli stessi indagati» aggiungevano le Fiamme Gialle.
Già nel 2007 presso il Senato della Repubblica Italiana fosse stata fatta un’interrogazione riguardo alla situazione economica della Marvecs. Nel 2010 venne fatta un’interpellanza parlamentare a riguardo da parte dell’onorevole Scilipoti.
2015 il ciclista Fabio Taborre risultò positivo al test antidoping per il farmaco vietato FG-4592. Il farmaco è stato sviluppato congiuntamente da FibroGen e AstraZeneca.
Doping ciclistico italiano
Nel luglio 2015, il ciclista Fabio Taborre risultò positivo al test antidoping per il farmaco vietato FG-4592 in un controllo fuori gara. Come scrive La Gazzetta dello Sport, FG-4592 (Roxadustat) era allo stadio di studio clinico di fase 3 e non era stato ancora commercializzato. Il farmaco è stato sviluppato congiuntamente da FibroGen e AstraZeneca.
L’FG-4592 viene assunto per via orale e stimola la produzione naturale di EPO in modo simile all’allenamento in quota.
2013: il presidente della commissione antitrust italiana Gnella relazione annuale presentata al Parlamento stigmatizza il comportamento dominante di alcune multinazionali farmaceutiche tra cui l’AstraZeneca
Antitrust
Nel 2013, il presidente della commissione antitrust italiana Giovanni Pitruzzella, nella relazione annuale presentata al Parlamento, stigmatizzò il comportamento dominante di alcune multinazionali farmaceutiche tra cui l’AstraZeneca.
«La Commissione [Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, ndr] ha richiamato l’attenzione sui pregiudizi alla concorrenza che si possono instaurare in questo mercato attraverso il regulatory gaming, prima con un’indagine conoscitiva e poi con la decisione sul caso AstraZeneca, in cui è venuto in rilievo proprio l’abuso di posizione dominante di un’impresa che sfruttava le pieghe della regolazione per mantenere abusivamente una posizione di esclusiva. La decisione è stata confermata dalla Corte di Giustizia nel dicembre 2012».
Tutte queste storie qui riportate sono pubbliche. Vi sono articoli di giornali e (almeno, al momento) pagine di Wikipedia sull’argomento.
Abbiamo impressione che, in questa tragica avventura del vaccino sperimentale, ci sarà tanto, tantissimo da scrivere. Ma ci chiediamo: chi vorrà farlo?
Abbiamo impressione che, in questa tragica avventura del vaccino sperimentale, ci sarà tanto, tantissimo da scrivere.
Ma ci chiediamo: chi vorrà farlo?
Immagine d’archivio
Big Pharma
Tornado distrugge impianto della Pfizer
Un tornado ieri ha squarciato un enorme impianto farmaceutico Pfizer nella Carolina del Nord, USA, spargendo «50.000 pallet di medicinali» in tutta la proprietà. Lo riportano diverse testate americane.
Pfizer ha dichiarato al media locale ABC 11 che un tornado ha danneggiato il suo spazio di produzione di Rocky Mount che si trova su 100 ettari nella parte orientale della Carolina del Nord.
«Stiamo valutando la situazione per determinare l’impatto sulla produzione (…) I nostri pensieri sono con i nostri colleghi, i nostri pazienti e la comunità mentre ricostruiamo da questo incidente meteorologico», ha affermato la società.
Secondo il sito web dell’azienda, l’impianto di Rocky Mount è «uno dei più grandi impianti di iniettabili al mondo».
Pfizer building destroyed by a tornado in North Carolina. 50,000 pallets of medicines destroyed.????
????
— Wall Street Silver (@WallStreetSilv) July 19, 2023
«In questa struttura viene prodotta un’ampia gamma di prodotti, tra cui anestesia, analgesia, terapeutici, antinfettivi e bloccanti neuromuscolari. Questi prodotti sono disponibili in presentazioni di piccolo volume, come fiale, fiale e siringhe, e presentazioni di grande volume, come sacche IV e flaconi semirigidi» è scritto.
Un dipendente Pfizer ha detto ad ABC 11 che il tornado ha devastato la struttura per 60-90 secondi. Ha detto che il tornado sembrava «come se fosse esplosa una bomba».
L’azienda è sotto i riflettori non solo per essere il principale produttore del vaccino COVID nella forma di siero genico sperimentale a mRNA – con i relativi profitti e le polemiche sugli esperimenti con virus mutanti portati alla luce dagli scoop di Project Veritas.
Il CEO di Pfizer Albert Bourla, solitamente taciturno con i giornalisti che lo incontrano per strada a Davos e poco propenso a farsi vedere al Parlamento Europeo che lo chiama a testimoniare, ha recentemente firmato una lettera con altri 200 dirigenti di Big Pharma a favore della liberalizzazione della pillola per l’aborto.
Pfizer ha inoltre assunto Lady Gaga come testimonial.
Nessuna delle mosse sopracitate mosse sembra aver portato fortuna, almeno per quanto riguarda improvvise catastrofi meteorologiche che si concentrano su siti di produzione.
Immagine da Twitter
Alimentazione
Famosi farmaci dimagranti sotto inchiesta per collegamento a pensieri suicidi
Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.
I regolatori europei stanno rivedendo diversi popolari farmaci dimagranti come Ozempic per aver indotto pensieri suicidi tra alcuni utenti. Diversi farmaci dimagranti hanno una storia di legami con ideazione suicidaria e altri effetti collaterali, alcuni gravi.
I regolatori europei stanno rivedendo diversi popolari farmaci dimagranti come Ozempic per aver indotto pensieri suicidi tra alcuni utenti, secondo un servizio della BBC News.
L’agenzia di sorveglianza della salute islandese ha prima segnalato il problema, segnalando almeno due episodi di pensieri suicidi legati a Ozempic e Saxenda di Novo Nordisk e un caso di ideazione di autolesionismo a Saxenda.
L’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) sta indagando sui rapporti.
L’EMA ha affermato che indagherà sui farmaci dimagranti che contengono semaglutide o liraglutide, ma che potrebbe espandere la sonda ad altri farmaci della stessa classe, noti come agonisti del recettore del GLP-1, ha detto un portavoce alla BBC.
Gli agonisti del recettore del GLP-1 originariamente erano usati per trattare il diabete di tipo 2, ma ora sono in fase di sviluppo per trattare l’obesità.
L’ultimo farmaco dimagrante di Novo Nordisk, Wegovy, usa anche semaglutide, e Eli Lilly, Amgen e Pfizer stanno sviluppando agonisti del recettore del GLP-1.
I farmaci in esame portano un ampio elenco di effetti collaterali. Nell’etichettatura degli Stati Uniti, le informazioni sul prodotto elencano i pensieri di suicidio come un possibile effetto collaterale , ma le informazioni sul prodotto dell’Unione Europea no.
Questa revisione è stata annunciata poche settimane dopo che l’ EMA ha lanciato un segnale di sicurezza contro il cancro alla tiroide per diversi farmaci nella classe GLP-1, inclusi i prodotti semaglutide di Novo e i farmaci dimagranti prodotti da AstraZeneca e Sanofi.
Il prezzo delle azioni di Novo Nordisk è sceso del 2,25% questa mattina dopo un calo simile lunedì dopo la notizia dell’indagine dell’EMA. Anche il prezzo delle azioni di Eli Lilly è sceso di quasi il 2,3%.
I farmaci per la perdita di peso hanno una storia di collegamenti con l’ideazione suicidaria
Novo Nordisk ha affermato in una dichiarazione che prende molto sul serio tutte le segnalazioni di eventi avversi derivanti dall’uso dei suoi farmaci, che la sicurezza del paziente è una priorità assoluta e che non ha trovato alcuna «associazione causale» tra pensieri suicidi e farmaci.
Commentando l’indagine dell’EMA, un portavoce della Food and Drug Administration (FDA) statunitense ha dichiarato a Bloomberg News: «se vengono identificati segnali di sicurezza appena identificati, la FDA determinerà quali azioni sono appropriate dopo un esame approfondito del corpus di prove».
Il portavoce ha affermato che gli studi clinici per Wegovy non supportano un aumento del rischio di ideazione suicidaria, ma gli studi clinici per altri farmaci dimagranti sì.
Secondo il Dashboard pubblico del sistema di segnalazione degli eventi avversi (FAERS) della FDA, dal 2018 ci sono state almeno 60 segnalazioni di ideazione suicidaria da parte di pazienti trattati con semaglutide o dei loro operatori sanitari, ha riferito Reuters. Ha altresì riferito che negli studi clinici per Ozempic e Saxenda, Novo Nordisk ha escluso le persone con una storia di disturbi psichiatrici o recente comportamento suicida.
La CNN ha riferito che negli studi clinici per Saxenda per adulti, nove persone su 3.300 che assumevano il farmaco hanno riportato ideazione suicidaria, rispetto a due su oltre 1.900 che hanno ricevuto un placebo.
Un adulto che prendeva il Saxenda ha tentato il suicidio, dicono le informazioni sulla prescrizione. Negli studi clinici pediatrici, uno dei 125 che assumevano Saxenda è morto per suicidio. Le informazioni sulla prescrizione dicono «non c’erano informazioni sufficienti per stabilire una relazione causale con Saxenda».
In effetti, la questione dei pensieri suicidi legati ai farmaci dimagranti è stata un grosso ostacolo alla capacità dell’industria farmaceutica di sviluppare redditizi farmaci dimagranti.
Un precedente farmaco dimagrante – Acomplia (rimonabant) di Sanofi – è stato ritirato dai mercati europei perché causava idee suicide. Non ha mai ottenuto l’approvazione negli Stati Uniti.
Anche le pillole dimagranti Contrave di Currax Pharmaceuticals e Qsymia di Vivus, approvate negli Stati Uniti rispettivamente nel 2014 e nel 2012, riportano avvertenze sulle loro etichette sull’aumento del rischio di pensieri suicidari.
La mania di Wegovy sta rallentando?
Da quando la FDA ha approvato Wegovy, il farmaco è diventato una sensazione, con celebrità e influencer dei social media che condividono regolarmente foto prima e dopo su Instagram e TikTok. Questa esposizione sta contribuendo ad alimentare un nuovo enorme mercato della droga che potrebbe valere 100 miliardi di dollari all’anno per i produttori di farmaci, con la maggior parte dei profitti che vanno ai primi leader Novo Nordisk ed Eli Lilly.
I farmaci iniettabili settimanalmente sono disponibili solo su prescrizione medica, ma sono molto richiesti tra coloro che cercano di perdere peso .
I farmaci hanno causato una sostanziale perdita di peso negli studi clinici . Gli utenti possono pagare più di 1.300 dollari al mese per i farmaci, che spesso non sono coperti da assicurazione.
Wegovy sarebbe così popolare negli Stati Uniti che ci sarebbero carenze, inducendo i pazienti a rivolgersi ad altri prodotti farmaceutici – come Ozempic di Novo Nordisk – che possono essere utilizzati off-label per la perdita di peso e che sono diventati altrettanto popolari.
Mentre Saxenda e Wegovy sono entrambi approvati e autorizzati per la perdita di peso nel Regno Unito, Wegovy non è ancora disponibile, anche se i medici in Inghilterra potrebbero iniziare a offrirlo ad alcuni pazienti come parte di un programma pilota biennale del Servizio Sanitario Nazionale, ha annunciato il governo in Giugno.
I produttori di farmaci non sono gli unici a trarre profitto dai farmaci dimagranti. Le società di telemedicina sono sorte offrendo una prescrizione online per i farmaci in soli 15 minuti.
Aziende come Ro e Calibrate hanno lanciato servizi di telemedicina dedicati alla prescrizione di Wegovy e Ozempic e hanno pubblicato annunci per i loro servizi in luoghi come New York City.
Anche alcune spa mediche statunitensi e farmacie specializzate hanno inseguito i profitti, presumibilmente producendo farmaci di imitazione con semaglutide come ingrediente attivo. Novo Nordisk ha intentato causa contro di loro.
Questi farmaci non sono fatti per un uso a breve termine. Gli studi dimostrano che quando le persone smettono di prenderli, riguadagnano gran parte del peso perso o potenzialmente aumentano di peso ancora di più. La maggior parte delle persone che iniziano a prendere i farmaci e vogliono che gli effetti durino dovranno continuare a prenderli a lungo termine.
Ma i recenti dati sulle affermazioni delle farmacie mostrano che la maggior parte delle persone che iniziano a prendere Wegovy smette di prenderlo entro un anno, alcune a causa degli effetti collaterali e altre a causa dell’alto costo dei farmaci.
Altri effetti collaterali noti di Semaglutide
Oltre alle preoccupazioni per l’ideazione suicidaria e i pensieri di autolesionismo, stanno diventando evidenti anche il cancro al pancreas e altri effetti avversi legati alla semaglutide.
Uno studio che utilizza i dati di EudraVigilance , il sistema europeo per l’analisi delle reazioni avverse ai farmaci, ha rilevato un’elevata prevalenza di disturbi gastrointestinali tra gli utenti.
Sono stati segnalati anche disturbi metabolici, nutrizionali, oculari, renali, urinari e cardiaci.
C’era un aumentato rischio di retinopatia diabetica. Gli studi suggeriscono anche che l’uso di semaglutide può portare a eventi avversi ai reni.
Oltre al cancro alla tiroide, i ricercatori hanno sollevato preoccupazioni sul potenziale rischio di carcinoma pancreatico associato al farmaco.
Uno studio su 25.617 persone ha anche scoperto che l’uso di agonisti del recettore del GLP-1 produce un aumento di 3,5 volte del tasso di ostruzione intestinale.
I farmaci comportano anche rischi seri e poco discussi per le donne incinte , ha riferito The Defender.
La FDA avverte che l’uso dovrebbe essere interrotto almeno due mesi prima della gravidanza perché il corpo impiega così tanto tempo per eliminare il farmaco.
Nessuno dei due farmaci è stato studiato nelle donne in gravidanza negli studi clinici. Ma negli studi sugli animali, quando ratti, conigli e scimmie sono stati trattati con farmaci semaglutide iniettabili, hanno sperimentato un aumento dei tassi di aborto spontaneo e la loro prole è nata più piccola e ha avuto tassi più elevati di difetti alla nascita.
Brenda Baletti
Phd.
Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.
Arte
La catastrofe farmaceutica degli oppioidi. Renovatio 21 recensisce Dopesick
Dopesick – Dichiarazione di dipendenza (in streaming su Disney+, Stars Original) è una serie corale che racconta la catastrofe della dipendenza da oppiacei che ha sconvolto gli Stati Uniti. In particolare a partire dalla diffusione del farmaco OxyContin e, a cascata, dell’ondata di dolore, degrado, violenza e morte che ne è scaturita.
Si tratta di un tema che altre volte abbiamo trattato su Mondoserie – in apparenza, uno potrebbe dire, anche troppo spesso. Tuttavia, siamo dinanzi alla questione principale della società americana, un trauma iniziato circa venti anni fa (come la serie dettaglia benissimo) e ancora lungi dall’essere finito.
Lo scorso novembre il CDC, l’ente per le epidemie USA, ha dichiarato che le morti di overdose sono a circa 100 mila l’anno – e crediamo che si tratti di una cifra per difetto. Secondo l’ente, le morti per overdose sono «accelerate» durante la pandemia, raggiungendo livelli record. Secondo i dati di fine anno, nella città di San Francisco – una città oramai letteralmente invasa da homeless drogati che stanno spingendo gli abitanti a fuggire – le morti per overdose sono il triplo delle morti attribuite al COVID.
Come è iniziato questo disastro?
Gli otto episodi di Dopesick hanno il pregio di raccontarlo piuttosto bene.
Grande affresco della catastrofe
Tratto dal libro Dopesick: Dealers, Doctors and the Drug Company that Addicted America dell’editorialista del New York Times Beth Macy, la storia si concentra sull’epicentro iniziale della catastrofe. Ossia gli Appalachi, le zone montuose dove, prima delle delocalizzazioni cinesi, minatori e operai metallurgici creavano la spina dorsale dell’America materiale.
Lavoratori rigorosi, chiusi in piccole cittadine, spesso unite dalla religione e dal senso di paese dove tutti conoscono tutti.
In miniera e in fabbrica qualcuno si può far male – e da qui la necessità, magari, di una terapia antidolorifica. Cosa compresa perfettamente dalla famiglia Sackler, l’altro grande quadro che Dopesick riesce a mostrarci.
I Sackler sono miliardari farmaceutici. La generazione precedente, guidata dallo «zio» Arthur M. Sackler, portò un loro farmaco, il Valium – anche conosciuto come Diazepam – ad essere il primo negli USA a superare i 100 milioni di dollari di vendite (valore del denaro del 1971), facendo un uso ossessivo di campagne di marketing allore inedite per il settore.
I Sackler hanno donato milioni e milioni di dollari in filantropia artistica, ed è possibile vederli nella serie nei loro consigli di amministrazione ambientati nelle stanze del Metropolitan Museum adattate per il bisogno, in scene dove lo sfarzo si impasta con l’odio strisciante che provano l’uno per l’altro.
Il centro della nuova generazione è Richard Sackler, qui interpretato con intensità da Michael Stuhlbarg, che rende un personaggio diabolico e autistico al contempo. Richard Sackler vuole scalare la società di famiglia, ma tutti lo disprezzano. Vuole, in cuor suo, superare zio Arthur, e portare la società ad un livello superiore. Magari, addirittura, uscire dal mercato americano.
Tutto questo con un prodotto sul quale sta puntando ogni cosa: l’OxyContin, un oppioide a rilascio temporizzato, con il quale può sostituire il farmaco precedente il cui brevetto è scaduto.
L’impero del male dei filantropi Sackler
La sua campagna è senza sosta: penetra l’ente regolatore del farmaco, l’FDA, probabilmente corrompendola dal di dentro (fa scrivere le avvertenze del prodotto da un membro dell’ente che poi assume), poi parte con una campagna di marketing massiva, istruendo un esercito di rappresentanti a cui è tolto ogni scrupolo a convincere i dottori della superiorità dell’OxyContin.
Richard Sackler riuscirà in molti dei suoi intenti. La società di famiglia, la Purdue Pharma, ammasserà quantità mai viste di danaro. Prenderà il comando dell’azienda in barba al padre che non crede in lui e all’altro zio che lo disprezza. I Sackler, si dirà, ad un certo punto possono dirsi praticamente la famiglia più ricca della Nazione, forse perfino più dei Rockefeller.
Il prezzo: milioni di vite americane distrutte, rovinate e perfino uccise in modo terrificante.
Ogni singolo americano, viene mostrato nelle 8 puntate di Dopesick, diviene a rischio di diventare – magari per un mal di schiena o un mal di denti! – un tossicodipendente. E quindi di finire nel vortice che questo comporta: dolore, follia, crimine. Disoccupazione, ruberie, prostituzione, tragedie famigliari. E ancora, dolore, dolore, e disperazione.
Il caso più drammatico qui mostrato – un caso vero – è quello del dottor Samuel Finnix, dipinto magistralmente da Michael Keaton. Il dottor Finnix, per decenni medico della comunità operaia degli Appalachi, viene convinto da un giovane rappresentante farmaceutico a prescrivere l’OxyContin. Aprendo, di fatto, le porte dell’Inferno per tutta la sua amata cittadina.
Completano l’affresco umano gli sforzi degli inquirenti: Bridget Mayer (Rosario Dawson), amazzone dell’ente antidroga americano FDA, Rick Mountcastle (Peter Sarsgaard) e Randy Ramseyer (John Hoogenakker) dell’ufficio del procuratore della Virginia. Tutti si erano resi conto che al centro della distruzione sociale che stava montando, sensibile già a fine anni Novanta, c’erano l’OxyContin e la Purdue Pharma.
Il potere trasformativo della droga
La storia più tremenda raccontata da Dopesick rimane quella della giovane minatrice Betsy Mallum (Kaitlyn Dever). Che finisce schiava della droga, degli spacciatori, degli approfittatori, della devastazione che porta nella sua casa. E con nessun «programma» che riesca davvero a farla tornare in sé: la sua stessa natura profonda è stata «rewired», «ricablata». Trasformata.
Perché questo è quello che la crisi degli oppioidi fa: trasforma. Il dottore diventa un drogato, la ragazzina una ladra prostituta, il veterano un trafficante, la casalinga una barbona. Mentre i miliardari diventano ancora più ricchi.
Quella di Dopesick non è una visione gioiosa, né catartica: perché questa storia non è ancora finita. Anzi: la pandemia, come dicevamo sopra, ha peggiorato le cose.
Per chi volesse approfondire, HBO ha fatto uscire qualche mese fa una miniserie documentaria in due puntate, Crime of The Century, che va ancora più a fondo. Facendo i nomi di tutte le altre aziende coinvolte (alcune, ora, fanno i vaccini COVID). E mostrando la portata di questa industria di morte, arrivata a far coltivare il papavero ai contadini della Tasmania, tanta era la necessità degli ingredienti per gli oppioidi.
E in Italia?
Guardando la serie, seduto comodo in Italia, uno non può che finire per chiedersi: e da noi?
Un giornalista italiano, Filippo Facci, è praticamente l’unica voce del Paese che ha cominciato a parlarne. Perché stava capitando a lui.
«Nel giugno 2020 subii un intervento chirurgico molto invasivo, con una travagliata convalescenza che prevedeva l’assunzione di antidolorifici oppioidi od oppiacei: OxyContin, Targin, Depalgos. ossicodone, tramadolo eccetera (…) si comprano in farmacia con la ricetta, o in qualche modo anche senza. I medici italiani ci vanno cauti, ma alla fine il dosaggio te lo fai da solo, a seconda del male che senti».
«Lo scrivente – continua Facci – nell’ arco di soli 15 giorni, divenne un drogato a tutti gli effetti, un dipendente da oppioidi come ne muoiono 50mila all’anno negli Stati Uniti, dove hanno superato le vittime annue di incidenti automobilistici o di armi da fuoco, dove il numero di overdose dal 2006 al 2016 ha superato quello di tutti gli americani morti nelle due guerre mondiali (…). La maggioranza era gente assolutamente normale, che aveva iniziato con ordinarie prescrizioni e poi era passata a cercare su internet, infine dagli spacciatori. Siccome le pillole costano, i più poveri talvolta passano al morfinoide più economico: l’eroina».
Facci scrive di esserne uscito «velocemente, pur con spaventosa fatica: e questo, ripeto, per soli 15 giorni di assunzione. Ci ripenso ogni volta che trovo la fila in farmacia, tutti coi loro ticket, rivolti verso la neo santità del camice bianco».
Istituzioni malvagie
Dalla serie sono lasciate fuori varie ramificazioni della crisi degli oppioidi – per esempio l’ascesa del fentanyl, la droga che uccise Prince: un’eroina cinquanta volte più potente, quindi più letale. Nonché il ruolo della Cina Popolare (che si prende una vendetta contro una popolazione anglo dopo le umilianti Guerre dell’Oppio) e dei cartelli del narcotraffico messicano.
È il fattore umano il centro del racconto di Dopesick. E come esso possa finire stritolato da un mastodonte cieco e genocida, fatto di istituzioni pubbliche e private, ospedali e case farmaceutiche, enti regolatori e famiglie multimiliardarie.
La tragedia degli uomini schiacciati dalle istituzioni malvagie.
Questo può succedere ovunque. Questo succede ovunque.
Articolo previamente apparso su Mondoserie.it
Immagine screenshot da YouTube









