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Genetica

Il governo italiano finanzia per legge l’ingegneria genetica

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Apprendiamo dalla Gazzetta Ufficiale di mercoledì 15 giugno, anno 163°, numero 138, che è stato ratificato ed è stata data esecuzione all’«Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Centro internazionale per l’ingegneria genetica e la biotecnologia (ICGEB) relativo alle attività del Centro e alla sua sede situata in Italia, con Allegato, fatto a Roma il 21 giugno 2021».

 

«Il Presidente della Repubblica è autorizzato a ratificare l’Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Centro internazionale per l’ingegneria genetica e la biotecnologia (ICGEB) relativo alle attivita’ del Centro e alla sua sede situata in Italia, con Allegato, fatto a Roma il 21 giugno 2021» si legge all’art. 1 della legge promulagata dal Presidente della Repubblica.

 

«Gli immobili di cui all’articolo 2, paragrafo 1, dell’Accordo di cui all’articolo 1 sono messi gratuitamente a disposizione del Centro internazionale per l’ingegneria genetica e la biotecnologia, senza nuovi o maggiori oneri per il bilancio dello Stato» scrive l’art.3.

 

Nel documento è specificato che «la promozione e la creazione di un Centro Internazionale
di Ingegneria Genetica e Biotecnologie di elevata eccellenza» era stato «raccomandato [sic] in particolare durante l’Incontro di Alto Livello tenutosi a Belgrado il 13-17 dicembre 1982».

 

Il riferimento alla capitale serba suona di primo acchito un po’ oscuro. Nel 1982 a Belgrado c’era ancora la Jugoslavia e le bombe NATO del 1999 erano di là da venire. Cercando sugli archivi della rivista Nature, scopriamo che la United Nations Industrial Development Organization (UNIDO), citata dalla Gazzetta Ufficiale,  aveva lì proposto l’idea di un «International Centre for Genetic Engineering and Bio-Technology». L’articolo del 1983 su Nature descrive con le stesse parole la conferenza, un «high-level meeting» (una riunione di «alto livello») tra i rappresentati ufficiali di 35 Paesi. I motivi dell’incontro internazionale erano riassunti all’inizio dell’articolo: «la biotecnologia, forse più di ogni altra area delle scienze applicate, offre nuove soluzioni a vecchi problemi che continuano a tenere molti Paesi nell’era oscura: malattia, fame, sovrappopolazione e la carenza di energia a basso costo».

 

Sulla Gazzetta Ufficiale è di seguito specificato che lo statuto dell’ICGEB è stato fatto «a Madrid il 13 maggio 1983,», che i protocolli sull’ICGEB sono stati «fatti a Vienna il 4 aprile 1984 e a Trieste il 24 ottobre 2007» (i protocolli inoltre «che stabiliscono la Sede del Centro a Trieste, Italia, Nuova Delhi, India e Città del Capo, Sudafrica), che «la Legge Italiana n. 103 del 15 marzo 1986 (…) autorizza la ratifica lo Statuto dell’ICGEB del 1983 ed il Protocollo del 1984».

 

L’ICGEB nel 1994 sotto la direzione del genetista italiano Arturo Falaschi divenne organizzazione internazionale autonoma e ora conta oltre 65 Stati membri in tutte le regioni del mondo. L’ICGEB dispone di tre laboratori con oltre 45 progetti di ricerca in corso in Malattie infettive e non trasmissibili, Biotecnologie mediche, industriali e di biologia vegetale, scrive l’enciclopedia online.

 

Ora, secondo la legge promulgata, «il Governo della Repubblica Italiana (…) intende fornire all’ICGEB i fondi per le sue attività di ricerca e una sede adeguata sul territorio italiano; (…) il Governo si impegna a concedere al Centro tutti i privilegi, le immunità, le esenzioni e le agevolazioni necessari per consentire lo svolgimento delle sue funzioni».

 

Leggiamo inoltre che «il Governo mette i locali a disposizione dell’ICGEB a titolo gratuito» (art. 2, paragrafo 2).

 

«Il Governo si impegna a sostenere le attività del Centro con un contributo annuo di Euro 10.000.000»(art. 3).

 

L’articolo 7 ha per titolo «Inviolabilità del Centro»: Il Centro è inviolabile e le sue proprietà e i suoi beni, ovunque situati e da chiunque detenuti, godono della immunità di giurisdizione» (art.7, paragrafo 1).

 

Al paragrafo seguente viene descritta una sorta di extraterritorialità del centro per l’ingegneria genetica, che gode di una sovranità specifica: «Nessun funzionario del Governo o chiunque eserciti una pubblica funzione sul territorio della Repubblica Italiana può entrare nella sede del Centro per esercitarvi le proprie funzioni senza il consenso del Direttore e alle condizioni approvate dal Direttore»

 

Non solo gli spazi del Centro mondiale per la bioingegneria saranno inviolabili: lo saranno, per legge, anche i suoi contenuti.

 

«Gli archivi del Centro, e in generale tutti i documenti e i materiali messi a disposizione, appartenenti al Centro o utilizzati dal Centro, ovunque situati in Italia e da chiunque detenuti, sono inviolabili».

 

Il Centro gode pure di sovranità monetaria: «L’ICGEB ha il diritto di detenere valuta nazionale o estera ed altre risorse finanziarie, e di gestire conti correnti bancari in qualsiasi valuta, senza essere soggetto alle leggi e ai regolamenti che disciplinano il controllo dei cambi e le questioni correlate» (art. 10, paragrafo 1).

 

«L’ICGEB ha il diritto di trasferire liberamente fondi in valuta nazionale o estera verso, da e all’interno dell’Italia, e di convertire tali risorse liberamente in altre valute al tasso di cambio più favorevole nel momento della conversione» (art. 10, paragrafo 2).

 

L’articolo 11 prevede l’«esenzione da imposte, dazi, restrizioni all’importazione o all’esportazione».

 

L’articolo 12 riguarda l’immunità di giurisdizione dei funzionari del Centro «per gli atti da essi compiuti in veste ufficiale (parole e scritti comprese)[sic]» nonché l’«esenzione da qualsiasi imposta sugli stipendi e
sugli emolumenti versati dall’ICGEB»; inoltre, i funzionari godranno di «esenzione per se stessi, per i propri familiari e per il proprio personale domestico dalle disposizioni che limitano l’immigrazione e dalle formalità di registrazione degli stranieri» (art. 12, paragrafo 1.e)

 

Non ci è chiaro se l’«esenzione per se stessi nei casi di lavoro ufficiale da qualsiasi restrizione alla circolazione e ai viaggi all’interno dell’Italia» (art. 12, paragrafo 1.f) di cui godrà il personale ICGEB sia un annuncio di lasciapassare speciale in caso di lockdown.

 

L’articolo 15 definisce ancora meglio il tema dell’immunità. «rappresentanti degli Stati Membri, insieme ai loro supplenti, consiglieri, esperti tecnici e segretari delle delegazioni, che partecipano alle riunioni del Comitato dei Governatori e del Consiglio dei Consiglieri scientifici dell’ICGEB godono, senza alcun pregiudizio rispetto ad ogni altro privilegio o immunità di cui possano beneficiare» di «(a) immunità da arresto o detenzione; (b) immunità di giurisdizione per le parole dette o scritte e per tutti gli atti compiuti nell’esercizio delle loro funzioni ufficiali; tale immunità di giurisdizione continuerà ad essere accordata anche se le persone interessate non dovessero più essere impegnate nell’esercizio di tali funzioni; (c) inviolabilità di tutte le carte, documenti e materiale ufficiale; (d) il diritto di fare uso di codici e di ricevere documenti o corrispondenza per corriere o plichi sigillati» (art. 15, paragrafo 1).

 

I rappresentanti degli Stati Membri hanno inoltre «le stesse immunità e agevolazioni per i loro bagagli personali concesse ai funzionari di rango comparabile in servizio presso missioni diplomatiche» (art. 15, paragrafo 1.g)

 

Leggiamo infine che «presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale».

 

In pratica, l’Italia è divenuta la base di un centro di bioingegneria pensato da consessi mondialisti almeno 40 anni fa, un centro dotato di un’extraterritorialità piuttosto spinta epperò finanziato da milionate e milionate del contribuente italiano, un centro che si vuole «inviolabile» nel suo spazio e nei suoi documenti, che può per legge custodire segreti pure cifrati.

 

Come sia saltato in mente di farlo ora, quando nell’aria ci sono ancora gli esperimenti Gain of Function del laboratorio di Wuhan, non è chiaro.

 

Tuttavia, è in Gazzetta Ufficiale.

 

Anno pandemico 2022: la bioingegneria mondialista è ospitata e pagata dall’Italia, per legge.

 

 

 

 

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Animali

Tecnologia DNA usata per trovare i padroni dei cani che sporcano le strade

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Per risolvere il problema della cacca di cane lasciata su strade e marciapiedi, il sindaco della piccola cittadina francese di Béziers, Robert Ménard, ha istituito una politica in base alla quale i cani che camminano per le strade principali devono avere il loro DNA archiviato presso il governo locale.

 

I cittadini dovranno portare con sé i «passaporti» per cani per dimostrare di aver rispettato la legge di censimento genetico dei quadrupedi. Se viene trovata in strada una cacca di cane, la città sarà autorizzata a testarla per scoprire quale cane è stato; conseguentemente, il proprietario sarà costretto a pagare per la pulizia.

 

Dopo un periodo di grazia di due mesi, in cui le autorità cercheranno di informare i proprietari di cani della nuova politica, coloro che non hanno il passaporto genetico del proprio cane saranno multati di 38 euro.

 

Se gli escrementi ritrovati dalle autorità vengono ricondotte a un determinato cane, al proprietario verrà addebitata una bolletta per il servizio di pulizia comunale del valore di 122 euro.

 

Le autorità di Béziers sperano che la minaccia di una multa contribuirà a ridurre il tempo e il denaro che gli operatori sanitari spendono per raccogliere le feci dei cani nelle strade, cosa che hanno fatto, secondo il decreto comunale, 25.607 volte nel 2020, 39.847 volte nel 2021 e 21.313 volte al 30 novembre 2022. Ogni anno, la città spende 80.000 euro per raccogliere le deiezioni dei canidi, afferma il decreto.

 

Vi sarebbero ancora, tuttavia, dubbi sull’implementazione del sistema di biosorveglianza scatologica cinofila. La città ha in programma di lanciare un bando per assumere un laboratorio per testare i campioni dei cani; il comune non sa ancora quanto saranno accurati i risultati del test del DNA o quanto sarà costoso il processo.

 

Per incentivare i proprietari di cani, la città organizzerà test del DNA gratuiti per i cani a settembre, dove i proprietari possono inviare campioni di saliva dei loro cani e ricevere il documento, ha detto il sindaco Ménard. I proprietari di cani possono anche rivolgersi ai loro veterinari.

 

Ménard, 80 anni, ha una carriera nel giornalismo e nella pubblicistica: è, tra le altre cose, cofondatore di Reporter Sans Frontières (RSF). Allontanatosi dalle idee di sinistra nutrite in passato, è divenuto sindaco della cittadina occitana di Béziers con il sostegno del Front National e di altri movimenti della destra francese. Al momento non risultano anagrammi fatti pubblicamente sul suo cognome.

 

L’attuale sindaco ha proposto per la prima volta l’idea di test genetici per i cani nel 2016, ed è stata approvata dal consiglio comunale. Ma il voto è stato respinto da un tribunale di Montpellier a seguito di una sfida del «sous-préfet», il «sotto-prefetto», ossia il rappresentante dello stato francese in una particolare località, che avrebbe affermato che vi sarebbe una violazione delle libertà personali, riporta la radio locale France Bleu Hérault.

 

Ménard ha perfezionato la sua proposta e ha depositato nuovamente un decreto municipale a maggio. Nessuno lo ha contestato entro il periodo di due mesi stabilito per i ricorsi legali e la politica è entrata quindi in vigore la scorsa settimana.

 

Il Ménardo non è il solo a ricorrere a misure estreme per affrontare questo particolare problema: politiche simili sono state implementate da gruppi di proprietari di case e da altre città, tra cui Tel Aviv in Israele e Valencia in Spagna, dove le autorità affermano che la minaccia di multe ha contribuito ad affrontare il problema delle feci canine e non solo negli spazi pubblici.

 

A Valencia, ricorda il sindaco francese, vi è stata una riduzione del 90% della cacca di cane in strada dopo l’implementazione di una legge di questo tipo.

 

L’operazione non è priva di meriti anche riguardo la Sanità pubblica. «Le feci di cane lasciate per strada possono rappresentare un rischio per la salute pubblica perché contengono microrganismi, inclusi batteri resistenti agli antibiotici, che possono diffondersi ad altri animali e alle persone, a volte causando malattie» scrive il Washington Post.

 

La domanda che si deve fare il lettore di Renovatio 21, tuttavia, e di portata più vasta: l’incubo del totalitarismo genetico passa anche dalla cacca del vostro cane? Oppure parte proprio da essa?

 

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Cina

Lo scienziato delle supergemelle cinesi CRISPR è tornato. Vuole curare, guarda un po’, l’Alzheimer

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Lo scienziato cinese che è stato al centro dello scandalo globale per aver alterato i geni di due bambine con la bioingegneria CRISPR vuole utilizzare una tecnica simile per prevenire il morbo di Alzheimer.

 

He Jiankui, che nel 2018 ha sconvolto il mondo annunciando di aver alterato i geni degli embrioni per renderli resistenti all’HIV, propone ora di verificare se una particolare mutazione genetica conferisca protezione contro la causa più comune di demenza.

 

Secondo quanto riporta TIME, nessun embrione umano verrebbe impiantato per creare una gravidanza nello studio e il procedimento sarà prima testato su un topo, secondo un post sul suo account Twitter alla fine della scorsa settimana.

 

Non è chiaro come procederà l’esperimento poiché sono richiesti permessi governativi e approvazioni etiche, e il biofisico, scarcerato non da moltissimo tempo, sta scontando un divieto permanente di lavorare nella tecnologia riproduttiva.

 

He sostiene che la mutazione genetica che propone di introdurre negli embrioni ridurrà la formazione di una placca nel cervello che è il segno distintivo dell’Alzheimer.

 

Ma perché il dottor He si interessa ora di Alzheimer? Centinaia di miliardi di dollari sono stati spesi dai produttori di farmaci di tutto il mondo per cercare di curare l’Alzheimer, ma al momento non esiste una cura per la malattia.

 

La malattia degenerativa, che coinvolge una fetta sempre maggiore della popolazione senile, è quindi la buona causa ideale per continuare a forzare i labili limiti bioetici della bioingegneria umana.

 

Di fatto, l’aiuto dei vecchi dipinge gli studi di ingegneria genetica sull’uomo come cavallereschi generosi, lontani dall’eugenetica pura del caso delle supergemelle prodotte in laboratorio dal cinese nel 2018. Di un terzo bambino bioingegnerizzato da He si parla poco e si sa ancora meno. In generale, non è noto il destino e lo stato di salute dei bambini-CRISPR creati in laboratorio dallo scienziato cinese.

 

Il dottor He è recentemente riemerso in Cina per creare un nuovo laboratorio dopo il suo rilascio dal carcere nel 2022, quando ha scontato una pena detentiva di tre anni per il suo precedente esperimento. Quel lavoro è stato denunciato come un uso irresponsabile di una tecnologia i cui effetti a lungo termine sono poco conosciuti.

 

Si tratta, tuttavia, di grande ipocrisia scientifica internazionale, unita all’orrendo opportunismo e alle mire eugenetiche dello Stato del Partito Comunista Cinese.

 

Molti scienziati, anche tra i grandi accademici di prestigiosi atenei americani, sapevano cosa stava facendo He, che ne aveva pure parlato pochi mesi prima ad un convegno mondiale.

 

La maggior parte dei Paesi, inclusa la Cina, vieta l’alterazione dei geni negli embrioni umani poiché i cambiamenti potrebbero essere trasmessi alle generazioni future con conseguenze potenzialmente indesiderate. Tuttavia in Cina si è stranamente cominciato a parlare di linee guida sui bambini bioingegnerizzati.

 

Come riportato da Renovato 21, He si è fatto intervistare lungamente pochi mesi fa, e non è chiaro se abbia dei rimorsi.

 

Per ottenere il risultato sbandierato al mondo – ovvero due gemelline con l’immunità all’AIDS, una cosa da Nobel – è stata scelta la via della eliminazione di un particolare gene, chiamato CCR5. Tuttavia, è stato notato il taglio del CCR5 provocherebbe, quali «effetti collaterali», un incremento delle capacità di recupero del cervello colpito da ictus e, verosimilmente, anche delle potenzialità di successo scolastico.

 

In pratica, si tratta già di super-bambini: a livello immunitario e, sulla carta, cognitivo. Si trattava, cioè, di pura eugenetica.

 

Come riportato da Renovatio 21, la Cina è stata accusata ufficialmente dall’Intelligence USA di star procedendo ad un programma di supersoldati, militari creati in laboratorio per dare il massimo rendimento in guerra. Nelle scorse settimane è emerso uno studio che potrebbe rendere future truppe cinesi ingegnerizzate geneticamente resistenti alle radiazioni.

 

La Cina ha messo in piedi regolamenti bioetici per i bimbi cinesi geneticamente modificati con lo Stato che emana leggi cosmetiche sul caso, ma, come riportato, il Partito Comunista Cinese era decisamente implicato nei progetti di He, usandolo poi come capro espiatorio e al contempo avvantaggiandosi nella grande corsa mondiale per la bioingegneria umana.

 

Il CRISPR, la tecnica di editing genetico di precisione usato da He, ha portato le sue scopritrici principalmente accreditata (Jennifer Doudna e Jennifer Charpentier) a vincere il premio Nobel. La Doudna, nel suo libro Code Breakers e nella sua attuale carriera di ricercatrice e divulgatrice della sua tecnica, ha espresso dubbi sull’uso umano del CRISPR, anche se senza troppo convinzione, ci viene da dire.

 

È lo stesso tipo di diniego lieve che abbiamo sentito in Bill Gates, che ha investito milioni e milioni del CRISPR, e ce lo ha fatto sapere tramite un video in cui celebra il libro della Doudna e per estensione la bioingegneria, cercando, alla fine, di mettere un paletto riguardo la modifica genomica dell’essere umano, ma senza troppa enfasi.

 

Nel frattempo l’OMS ha dato un mezzo sì all’editing del genoma umano, mentre le cliniche di riproduzione artificiale (con affitto di utero incluso) in Ucraina stavano cercando di iniziare a vendere bambini ingegnerizzati geneticamente (sì, l’Ucraina, proprio lei).

 

Il CRISPR si candida ad essere la porta attraverso cui tutta la vita del pianeta – dai vegetali, agli animali, agli umani – dovrà passare.

 

 

 

 

Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia

 

 

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CRISPR

La Cina verso eserciti di supersoldati geneticamente modificati resistenti alle radiazioni

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Un team di scienziati medici militari in Cina ha affermato lo scorso marzo di aver inserito un gene di tardigrado a nelle cellule staminali embrionali umane e di aver aumentato significativamente la resistenza di queste cellule alle radiazioni. Lo ha riportato il giornale di Hong Kong South China Morning Post.

 

I tardigradi sono esseri microscopici invertebrati detti anche estremofili, per la loro capacità di sopravvivere in condizioni estreme. Diffusi su tutto il pianeta e capaci di resistere per periodo molto lunghi in stato di congelamento o disseccamento, sono riscontrabili in Antartide come negli abissi degli Oceani e pure in Himalaya a 6000 metri.

 

«Il team cinese dietro l’esperimento sui geni degli animali estremofili afferma che potrebbe portare a super soldati che sopravvivono al fallout nucleare» scrive il quotidiano di Hong Kongo.

 

Il progetto è stato presentato per la prima volta su una rivista di scienze mediche militari in lingua cinese e sta guadagnando sempre più attenzione e interesse da parte dei media all’interno della comunità scientifica, ma sta anche sollevando seri dilemmi etici, nonostante l’esperimento sia difeso dai suoi supervisori come «totalmente legale».

 

Secondo i dettagli, gli scienziati militari affermano di aver «inserito con successo un gene del microscopico orso d’acqua nelle cellule staminali embrionali umane e di aver aumentato significativamente la resistenza di queste cellule alle radiazioni».

 

I ricercatori «hanno detto che il successo in questo esperimento senza precedenti potrebbe portare a soldati super resistenti che potrebbero sopravvivere alla ricaduta radioattiva», scrive il SCMP. L’iniziativa prevedeva l’introduzione sperimentale nel DNA umano (utilizzando cellule embrionali) di un gene chiave trovato nei tardigradi. Il gene in questione conferisce alla microscopica creatura una rara resistenza alle radiazioni e ad altri effetti ambientali estremi.

 

Gli scienziati hanno a lungo considerato che i tardigradi possano custodire segreti genetici che un giorno potrebbero essere la chiave per la sopravvivenza e la longevità umana. Il minuscolo animale a otto zampe «sono in grado di sopravvivere in una pentola di acqua bollente, sul fondo di una trincea sottomarina o anche nel vuoto freddo e oscuro dello spazio» scrive il giornale. «Ad agosto, un veicolo spaziale israeliano che trasportava tardigradi come parte di un esperimento scientifico si è schiantato sulla luna e gli scienziati ritengono che potrebbero essere sopravvissuti».

 

Dopo aver isolato il gene del tardigrado in grado di produrre proteine ​​simili a scudi in grado di proteggere dalle radiazioni e altri danni, il team cinese ha affermato di aver «trovato un modo per introdurre questo gene nel DNA umano utilizzando CRISPR-Cas9, uno strumento di modifica genetica ora disponibile nella maggior parte dei biolaboratori», scrive il quotidiano di Hongo Kong. «Nel loro esperimento di laboratorio, quasi il 90% delle cellule embrionali umane portatrici del gene tardigrado è sopravvissuto a un’esposizione letale ai raggi X, secondo il team guidato dal professor Yue Wen con il laboratorio di biotecnologia delle radiazioni presso l’Accademia delle scienze militari, Pechino».

 

Il team di scienziati, tuttavia, riconosce alcune enormi «incognite» sul percorso: «l’aggiunta di un gene alieno dell’orso d’acqua nelle cellule embrionali umane potrebbe portare a mutazioni dannose, o addirittura uccidere le cellule a causa del divario genetico tra le due specie, un rischio di cui il team di Yue era a conoscenza, secondo il loro articolo (…) Le proteine ​​​​di schermatura sono “uniche per i tardigradi. La risposta immunitaria dopo l’espressione tra specie è sconosciuta e può portare ad alcuni problemi di sicurezza”».

 

I ricercatori prevedono quindi una possibile applicazione futura della loro tecnica di manipolazione genetica incentrata su esperimenti con le creature estremofile in casi relativi al trattamento della malattia acuta da radiazioni per i primi soccorritori, personale militare o chiunque si trovi vicino a una zona di fallout nucleare, ipotizzando anche l’era del futuro «super soldato» e degli esseri umani geneticamente modificati in grado di sopravvivere all’apocalisse nucleare.

 

Come riportato da Renovatio 21, la Cina – hanno accusato apertamente i funzionari dell’Intelligence americana – sta lavorando alacremente da anni alla produzione di supersoldati geneticamente modificati.

 

Come noto, la Cina, per lo meno pubblicamente, è il primo Paese ad aver impiegato la tecnica di ingegneria genetica CRISPR per il potenziamento degli esseri umani – le famose gemelline eugenetiche del biofisico He Jiankui, le quali sono state prodotte agendo su un gene che le rende immuni all’AIDS e, cosa meno conosciuta, fornisce loro capacità cerebrali superiori.

 

Bizzarramente, un anno fa era emerso come in Cina vi fossero esperti che stanno iniziando a produrre regole sul benessere dei bambini cinesi geneticamente modificati.

 

Il dottor He, nel frattempo, è stato scarcerato, partecipa a documentari e rilascia interviste, mentre le ricerche CRISPR ricevono milionate di dollari – e relativa, grottesca pubblicità personale natalizia – dall’immancabile Bill Gates.

 

L’eugenetica non è una brutta parola in Cina. Yousheng, lemma formato dal carattere 优 (yōu) che significa «eccellente, superiore» e da 生 (shēng) che significa «nascere, far nascere, vivere» – volendo, traduciamo pure come «nascita superiore» o «vita superiore», cioè «supernascita».

 

Come riportato da Renovatio 21, Pechino vuole salvare il tasso di natalità, ora in picchiata nonostante la fine della legge sul figlio unico, facilitando e sovvenzionando la riproduzione artificiale, liberalizzando la provetta persino per le donne single.

 

Chiunque dubiti delle mire eugenetiche della Cina si ricordi il caso del cestista Yao Ming. Già prima delle biotecnologie di manipolazione genica, un’eugenetica sportiva sarebbe stata intentata nel caso dell’altissimo e celeberrimo cestista di Shanghai Yao Mingo. Come scrive il libro Operation Yao Ming, Ming nacque dall’accoppiamento, caldamente incoraggiato dal Politburo, dell’uomo più alto della città con una campionessa di pallacanestro. Il risultato fu eccellente: 2,29 metri di altezza, e carriera nell’NBA.

 

Dallo spilungone dell’NBA, alle supergemelle di He Jiankui agli eserciti di supersoldati radiazione-resistenti, il passo è così lungo, dite?

 

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