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Il giudice che ha firmato il mandato di perquisizione contro Trump difendeva l’entourage di Epstein

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L’America è ancora scioccata dall’incredibile, inedito raid dell’FBI ai danni dell’ex presidente Donald Trump nella sua magione di Mar-a-Largo in Florida.

 

Non ci sono precedenti storici a una simile decisione, della quale l’amministrazione Biden ha detto di non essere stata informata.

 

Emergono, tuttavia, dettagli inquietanti.

 

Il giudice che ha firmato il mandato di perquisizione è  Bruce E. Reinhart, non un giudice federale, ma un semplice giudice magistrato degli Stati Uniti per il distretto meridionale della Florida.

 

Prima di assumere la sua carica di giudice federale, il Reinhart era un avvocato che rappresentava personale associato al miliardario pedofilo Jeffrey Epstein, poi trovato «suicidato» in un carcere a Nuova York mentre le telecamere di sicurezza stranamente erano fuori uso.

 

Le persone difese dal Reinhart sono quindi implicati nella trama epsteiniana con una vera tratta di esseri umani, nello specifico ragazzi minorenni, sfruttate sessualmente e «date» in offerta a VIP e potenti della politica, della finanza e dello spettacolo che passavano per l’isola di St. James, ribattezzata da certa stampa come pedo-isola.

 

Il Reinhart, da avvocato, ha seguito i casi di Sarah Kellen e Nadia Marcinkova, due signore che lavoravano con Epstein.

 

La Kellen aveva lavorato per Epstein come sua organizzatrice per anni ed è stata citata in una testimonianza di deposizione resa durante il caso di diffamazione tra Virginia Giuffre e Ghislaine Maxwell.

 

La Marcinkova era un membro più importante dell’entourage di Epstein, una belissima ragazza dell’Est Europa che, preso il brevetto, ha perfino prestato servizio come uno dei piloti del suo famigerato aereo soprannominato «Lolita Express», velivolo sul quale Bill Clinton ha volato 26 volte.

 

L’ora giudice Reinhart aveva assunto il ruolo di avvocato di Kellen e Marcinkova una volta che aveva fondato una società di difesa penale dopo aver rassegnato le dimissioni dal suo incarico di procuratore senior nel distretto meridionale della Florida mentre stava negoziando un accordo di non azione penale per Epstein.

 

Reinhart avrebbe ufficialmente iniziato la sua rappresentanza legale dei complici di Epstein pochi giorni dopo aver lasciato la sua posizione di procuratore senior all’interno del distretto.

 

All’epoca delle sue dimissioni, nel 2007, erano seguite controversie. Nel 2013, i procuratori degli Stati Uniti affermarono che «mentre Bruce E. Reinhart era assistente procuratore degli Stati Uniti, ha appreso informazioni riservate e non pubbliche sulla questione di Epstein». Reinhart aveva detto che non vi era niente di improprio.

 

«Se l’associazione di Reinhart con personaggi del calibro di Marcinkova e Kellen rivela qualcosa, è che le macchinazioni interne della rete di traffico di esseri umani di Jeffrey Epstein sopravvivono, anche se lui è morto» scrive Zerohedge.

 

Epstein operava, oltre che a Nuova York, in Florida, Stato in cui è stato per la prima volta condannato nel 2006. Qui, negli anni Novanta, aveva conosciuto Donald Trump. Il rapporto fra i due, malgrado qualche foto e qualche video insieme alle feste, non ha mai spiccato il volo, anzi si parla di una rottura fra i due, forse dovute ad una proprietà immobiliare soffiata.

 

Si dice altresì che Trump abbia collaborato pienamente con le autorità nel caso Epstein, e possiamo ricordare come, in una anticipazione totale di ciò che sarebbe accaduto, da candidato nel 2015-2016, a domanda rispose che Epstein sarebbe divenuto un problema per la campagna elettorale di Hillary Clinton e perfino, aggiunse, per il principe Andrea.

 

La principale accusatrice di Epstein e Maxwell, e del principe Andrea d’Inghilterra, Virginia Giuffre aveva lavorato a Mar-a-Lago ma ha speso solo parole di elogio per quello che allora era il suo datore di lavoro Donald Trump.

 

Trump ancora presidente reagì stranamente alla notizia dell’arresto della Maxwell, facendole durante una conferenza stampa un bizzarro augurio di buona fortuna.

 

La Maxwell, figlia del magnate britannico ma di origine boemo-ebraica Robert Maxwell (tychoon dei media ma anche, dicono, spia atomica israeliana), fu latitante per mesi e mesi. Si fece però riprendere nel dehor di un caffè di Los Angeles mentre leggeva un libro sulle spie morte della CIA.

 

Probabilmente, un messaggio oscuro a qualcuno, un messaggio di impossibile decrittazione per noi comuni mortali.

 

I piani diabolici intorno all’isola dei pedofili e al suo demonio eugeneticoamico di Bill Gates – in effetti stanno continuando anche senza di lui.

 

Come riportato da Renovatio 21, due mesi fa in Arkansas è stato trovato impiccato e sparato al petto con un fucile Mark Middleton, consigliere di Clinton legato alla storia di Epstein.

 

Il socio francese di Epstein Jean-Luc Brunel è stato trovato impiccato in cella a inizio anno.

 

 

 

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Trovato cadavere fuori dalla villa di Obama

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Un corpo è stato trovato nell’acqua fuori dalla tenuta dell’ex presidente degli Stati Uniti Barack Obama. Il caso, dopo ore di incertezza, sembra essersi risolto celermente.

 

La polizia del Massachusetts ha annunciato lunedì che il cadavere era del sous chef dell’ex presidente, Tafari Campbell. Secondo quanto riferito, il 43enne afroamericano è annegato mentre faceva paddleboarding.

 

«Tafari era una parte amata della nostra famiglia”, hanno detto Barack e Michelle Obama in una dichiarazione rilasciata ieri sera. La coppia presidenziale ha incontrato il sous chef alla Casa Bianca e gli hanno chiesto di rimanere al loro servizio dopo aver lasciato nel 2017. «Da allora ha fatto parte delle nostre vite e i nostri cuori sono spezzati che se ne sia andato».

 

Una chiamata al 911 dalla tenuta di Obama ha detto che un maschio adulto era scomparso sott’acqua nell’Edgartown Great Pond, sul lato sud dell’isola, intorno alle 19:45 di domenica. L’uomo è stato descritto come afroamericano, vestito di nero ma senza giubbotto di salvataggio. La polizia ha classificato la chiamata come «possibile annegamento».

 

La ricerca alla fine ha coinvolto la polizia di stato del Massachusetts, la guardia costiera degli Stati Uniti, Edgartown Fire e il dipartimento dello sceriffo della contea di Dukes. I vigili del fuoco hanno setacciato la costa di Turkeyland Cove mentre la polizia andava di porta in porta. Tuttavia, le uniche cose recuperate domenica sono state una tavola da paddle e un cappello.

 

Quando la ricerca è ripresa lunedì mattina, il corpo è stato finalmente trovato utilizzando un sonar a scansione laterale montato su una barca della polizia ambientale del Massachusetts. La polizia ha detto di aver localizzato i resti a circa 30 metri dalla riva, a una profondità di circa 2,5 metri, appena fuori dalla tenuta di Obama a Turkeyland Cove.

 

La polizia ha detto che un altro paddle boarder aveva osservato l’uomo scivolare sott’acqua. La sua identità non è stata rivelata.

 

Martha’s Vineyard e la vicina Chappaquiddick Island sono le mete estive preferite di ricchi americani e celebrità.

 

Obama, incurante del global warming e dell’innalzamento da lui predicato, ha acquistato la villa sul lungomare di 640 metri quadrati con sette camere da letto che si affaccia su Turkeyland Cove nel 2019, per quasi 12 milioni di dollari.

 

La tenuta è stata al centro dell’attenzione anche per un festone di compleanno organizzato dall’ex presidente durante la pandemia, che causò la bellezza di 74 positivi al COVID. Le immagini uscite dal party mostrano l’ex presidente che ballava con varie celebrità invitate senza distanziamento e senza mascherina.

 

Come riportato da Renovatio 21, la scorsa settimana il fratellastro kenyota ha rilanciato l’insinuazione che gira da decenni sul fatto che Obama sia in realtà omosessuale.

 

La famiglia di Obama, ritengono alcuni, sarebbe legata alla CIA e ai servizi di Intelligence cha la precedettero da generazioni. Il giornalista investigativo Wayne Madsen ritiene che Obama sia in realtà una creatura della CIA, costruita per essere piazzata alla presidenza. La madre cooperante giramondo (che porta il figlio piccolo in zone di guerra come l’Indonesia e il Pakistan), secondo la ricostruzione del giornalista, sarebbe stata nei servizi americani, come probabilmente anche i nonni materni, coinvolti anche in banche che finanziavano gli alleati americani nel Pacifico come Chiang Kai-Scek.

 

Secondo alcuni osservatori, bisognerebbe indagare sulla questione del coro della Trinity United Church of Christ, la chiesa che Obama frequentava quando viveva a Chicago. Donald Young, il maestro del coro, fu trovato crivellato di colpi di arma da fuoco nel suo appartamento il giorno di Natale del 2007. Sulla questione vi sono speculazioni assai selvagge da parte dei nemici dell’Obama.

 

 

 

 

 

Immagine screenshot da YouTube

 

 

 

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Gli UFO hanno «un vero impatto» sui piloti miltari: para il capo della sicurezza nazionale USA

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Il Pentagono torna a parlare apertamente di UFO.

 

In vista di un’importante udienza che si terrà alla Camera USA la prossima settimana, il coordinatore del Consiglio di Sicurezza Nazionale John Kirby ha detto ai giornalisti martedì scorso che gli UFO stanno avendo un «impatto reale» sulla capacità di operare dei piloti dell’aeronautica americana.

 

«Non avremmo creato un’organizzazione al Pentagono per analizzare e cercare di raccogliere e coordinare il modo in cui vengono segnalati questi avvistamenti se non l’avessimo preso sul serio», ha detto Kirby rispondendo a una domanda su quelli che ora chiamano UAP, «fenomeni aerei non identificati».

 

«Voglio dire, alcuni di questi fenomeni che conosciamo hanno già avuto un impatto sui nostri intervalli di addestramento perché, sai, quando i piloti provano ad addestrarsi in aria e vedono queste cose, non sono sicuri di cosa siano e può avere un impatto sulla loro capacità di perfezionare le loro abilità. Quindi hanno già avuto un impatto», ha detto Kirby, ammettendo che i militari non sanno «cosa siano». Si tratta della stessa conclusione dichiarata due anni fa dal senatore repubblicano Marco Rubio.

 

«Ora non stiamo dicendo cosa sono o cosa non sono, stiamo dicendo che c’è qualcosa che i nostri piloti stanno vedendo, stiamo dicendo che ha avuto un effetto su alcune delle nostre operazioni di addestramento, e quindi vogliamo arrivare fino in fondo. Vogliamo capirlo meglio», ha aggiunto Kirby.

 

 

Annunciando l’imminente udienza sulla questione, il rappresentante repubblicano del Tennessee Tim Burchett ha twittato «We’re done with the cover-ups», cioè «Non ne possiamo più degli insabbiamenti».

 

L’annuncio è arrivato sulla scia dei senatori democratici Chuck Schumer e Mike Rounds che hanno presentato un emendamento al National Defense Authorization Act che imporrebbe di «portare la presunzione di divulgazione» ai documenti governativi relativi agli UAP.

 

Schumer ha detto che «è da tempo che [gli americani] ottengono delle risposte (…) Il pubblico americano ha il diritto di conoscere tecnologie di origini sconosciute, intelligenza non umana e fenomeni inspiegabili».

 

L’udienza al Congresso arriva dopo i presunti abbattimenti di UFO da parte di caccia americani ad inizio anno, dove si sospetta tuttavia si trattasse di palloni-spia cinesi o palloni-sonda amatoriali di gruppi scientifici dilettantistici.

 

Il sospetto è che, come sembrerebbe succedere negli ultimi tempi, l’amministrazione Biden tiri fuori storie sugli alieni per distrarre la popolazione da questioni più scottanti: l’aumento insostenibile dei costi energetici, lo strapotere della Cina negli USA e forse ora la partenza di una guerra cinetica diretta tra USA-NATO e Russia.

 

Come riportato da Renovatio 21, un militare americano ha rivelato due mesi fa l’esistenza di un programma di recupero di relitti UFO da parte delle autorità di Washington. È altresì vero che due anni fa il Congresso USA doveva approvare un disegno di legge per il finanziamento della retroingegneria di tecnologia aliena.

 

Ad ogni modo, il giornalista TV Tucker Carlson, che nei suoi ultimi mesi di lavoro a Fox News aveva cominciato ad indagare seriamente sul tema UFO, ha raccontato di aver intervistato un medico dell’esercito che ha curato piloti dell’aviazione USA colpiti da malattia da radiazione dopo «incontri» aerei con gli UFO. Il dottore in questione avrebbe rappresentato i soldati feriti dagli UFO anche nel processo per i danni subiti.

 

 

 

 

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Spunta la massoneria nel Qatargate che scuote Bruxelles. Altri lontani misteri mostruosi tornano alla mente

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Squadra e compasso spuntano nel Qatargate, lo scandalo sulla presunta corruzione di figure di Bruxelles da parte del Qatar. La massoneria entra di prepotenza nella vicenda che ha scosso l’Unione Europea, portando ad arresti e clamorose rivelazioni. Lo riporta il Corriere della Sera.

 

È un fulmine a ciel sereno anche per noi: in teoria sapevamo che erano coinvolti eurodeputati di vario rango, ex eurodeputati, assistenti europarlamentari, varie figure dell’eurosottobosco – tutti gravitanti, per qualche motivo, attorno al Partito Socialista Europeo, il grande contenitore comunitario di tutti i partiti simil-PD degli Stati dell’Unione.

 

Erano emerse, in questi mesi, storie su funzionari arabi e diplomatici maghrebini – trame che si dipanavano nel cuore dell’Europa, in Africa e in Medio Oriente. Ma la massoneria? No, in molti non l’hanno vista arrivare. E invece è arrivata.

 

«Un intreccio inestricabile lega politica, imprenditoria e giustizia in Belgio all’ombra dell’inchiesta Qatargate. È in questo scenario (…) che una settimana fa matura la decisione del giudice istruttore Michel Claise di astenersi dalla guida delle indagini che a dicembre hanno fatto tremare il Parlamento europeo» scrive il Corriere.

 

Il magistrato lascia il caso. Perché? Nella decisione del Claise entrerebbe, apparentemente, un’eurodeputata belga, la Maria «Marie» Arena, già ministro per il governo belga e ora europarlamentare del PSE eletta nella circoscrizione francofona del Paese.

 

«Considerato un paladino della lotta alla corruzione, in un’ intervista al quotidiano di Bruxelles Le Soir, che lo celebrava anche per la sua attività di scrittore di gialli ed in cui affermava che a causa della corruzione la democrazia “è fottuta”, il giudice Claise è stato costretto ad astenersi dall’inchiesta che lo ha reso famoso nel mondo dopo che è emerso che suo figlio è da anni in società con il figlio di Maria Arena in un’azienda che commercializza prodotti di libera vendita derivati dalla cannabis».

 

«Arena è la europarlamentare dei Socialisti coinvolta nel Qatagrate strettissima amica di Antonio Panzeri, l’ex eurodeputato PD e poi Articolo 1 [il partito di Roberto Speranza, ndr] considerato il collettore delle ipotetiche tangenti arrivate in contanti da Qatar e Marocco per condizionare l’attività del Parlamento europeo» spiega il Corriere.

 

Il giornale di via Solferino, i cui i vertici un tempo furono legati alla P2, non si tira indietro rispetto alla scottante faccenda che sta saltando fuori.

 

«Claise è un orgoglioso massone. Nella stessa intervista a Le Soir ha raccontato di essere entrato nella massoneria 35 anni fa quando si avviava all’avvocatura nello studio legale del suo “maestro” Guy Uyttendaele, famoso avvocato di Bruxelles scomparso, al quale fu introdotto dopo la laurea dal figlio Marc, cui era legato da una profonda amicizia».

 

Il Corsera va a fondo nella ricerca:

 

«Secondo il quotidiano online Moustique di Bruxells, Uyttendaele era a sua volta un massone. Ora il figlio Marc, nonostante l’amicizia con Claise che 20 anni fa è diventato giudice, è uno dei difensori di Panzeri che dopo meno di due mesi dall’arresto si è pentito accordandosi con la Procura per un solo anno di carcere ai domiciliari di cui quasi 8 mesi già scontati. “Essere massone non mi limita, sono libero”, dichiarò Claise».

 

In pratica, il giudice delle indagini e l’avvocato dell’indagato, pare di capire, sono più che conoscenti: sono fratelli, nel senso che ambedue sono affiliati alla framassoneria.

 

«In Belgio i magistrati possono appartenere alla massoneria a differenza che in Italia dove l’iscrizione può portare a provvedimenti disciplinari» spiega ancora il Corriere. «Ora che ha fatto il passo indietro, sui media belgi compaiono retroscena, (…) secondo il quale Claise “ben prima” delle dimissioni per conflitto di interessi avrebbe “subito un’osservazione” da un altro “massone della sua loggia” che gli avrebbe fatto capire che “stava facendo troppo per coprire Arena”, con la quale si sarebbe anche “incontrato più volte” in Parlamento tra il 2015 e il 2017».

 

Sono accuse pesantissime, ricavate, a quanto si dice, da materiale open source che sta comparendo sui giornali belgi.

 

Ecco che il giornale milanese trova il coraggio di andare avanti a dipingerci il quadretto della Bruxelles occulta.

 

«È massone anche l’ex primo ministro socialista Elio Di Rupo originario di Mons come Arena, considerata destinata a raccogliere la sua eredità politica».

 

Ma si va oltre. In questo racconto fratelli massoni, ci sono legami di sangue veri.

 

«Arena ha divorziato da Olivier Lemaire, padre del giovane socio del figlio di Claise, il quale ha sposato l’attuale ministra degli esteri del Belgio, Hadja Lahibib. Curiosamente, il 14 novembre Lahibib ha incontrato il ministro del lavoro del Qatar Al Marri il quale (…) è ritenuto il pagatore delle tangenti attraverso la ONG Fight Impunity di Panzeri, che aveva incontrato il 10 ottobre in un hotel di Bruxelles. “Abbiamo discusso di diritti umani, inclusi quelli delle donne e LGBTQIA+. Ho confermato che il Belgio riconosce che i significativi progressi del Qatar” twittò la ministra».

 

L’intreccio è da vertigine. L’idea è quella che l’élite bruxellita è davvero piccola, sia per quanto riguarda il governo belga che per quanto riguarda la UE.

 

Il centro della scena, insomma, ora se lo prende questa Arena. Panzeri ha patteggiato ed è andato ai domiciliari. I tremendi sospetti che lambivano vari europarlamentari anche nel PD paiono riassorbiti.

 

È il discorso che fa anche la (bellissima, stupenda) ex vice presidente greca dell’Europarlamento Eva Kaili, che è rimasta in carcere mesi senza vedere la figlia piccola. Parlando con il Corriere, la Kaili «si chiedeva come mai la Arena, pur coinvolta nelle indagini, “non ha avuto problemi” e se fosse “protetta da un’immunità speciale”».

 

«Si dice che Claise voglia entrare in politica dopo la pensione a inizio 2024» scrive ancora il Corsera.

 

In molti sottolineano l’abbondanza massonica a Bruxelles – che ricordiamo che, oltre ad essere la capitale del Belgio, lo è anche della UE e della NATO.

 

Tuttavia a questione della Arena erede politica di Di Rupo sblocca altri ricordi, distantissimi per tempo e per natura della questione.

 

Oltre che essere apertamente massone, il Di Rupo, nel 1996 durante un’intervista si dichiarò omosessuale. «Sì e allora?» rispose alla domanda secca del giornalista se fosse gay. Diventò uno dei primi politici belgi, ed europei, a fare il cosiddetto coming out.

 

Il contesto della rivelazione è però triste e spaventoso: si trattava di un’intervista riguardante gli orrori di Marc Dutroux, detto il mostro di Marcinelle. Come noto, si tratta di un pedofilo pedopornografo assassino e stupratore seriale, sospettato di essere parte di una rete di pedofili più estesa.

 

Dutroux rapì, violentò e uccise quantità di bambine dagli 8 ai 17 anni. Due solo sopravvissero alle sevizie: le altre furono ammazzate o lasciate morire di stenti. Lo shock, quando la faccenda venne a galla, fu immane.

 

Anche le indagini di questo caso da parte delle autorità belghe furono, come dire, controverse: sempre ricordando che si trattava di un uomo che era già stato in galera nel 1987, per scontare, misteriosamente, molto meno dei 13 anni e mezzo che gli furono inflitti.

 

Nel 1995, la madre di Dutroux scrisse una lettera alle autorità dichiarando di sapere che Dutroux aveva rapito due ragazzine e le teneva a casa sua.

 

Dopo che due bimbe furono rapite nel giugno 1995, la polizia impiegò 14 mesi per arrestare Dutroux, sebbene fosse stato uno dei principali sospettati fin dall’inizio, avendo già commesso crimini simili. Durante la ricerca delle due piccole, la polizia visitò la casa di Dutroux, dove queste erano prigioniere, due volte, il 13 e il 19 dicembre 1995, ma incredibilmente senza trovarle.

 

È emerso pure che diversi nastri video trovati durante la perquisizione non sono mai stati guardati. Michel Bourlet, l’uomo allora nominato investigatore capo, affermò che alcune delle videocassette erano scomparse e che voleva che fossero tutte recuperate e riviste. L’ufficiale che ha condotto la ricerca è stato successivamente promosso.

 

Nell’ottobre 1996, il giudice Jean-Marc Connerotte fu rimosso dall’inchiesta dalla Corte Suprema a causa delle preoccupazioni sulla sua imparzialità dopo aver partecipato a una cena di raccolta fondi per le famiglie delle vittime.

 

Un altro giudice, Jean-Claude Van Espen, si è dimesso dopo che è venuta alla luce la sua stretta relazione con Michel Nihoul, un uomo d’affari e criminale inizialmente considerato connesso al caso Dutroux, ma poi assolto in tribunale per l’accusa di rapimento di minori. (Fu tuttavia condannato per traffico di droga e associazione a delinquere)

 

Lo spettacolo indegno delle indagini portò ad una manifestazione di protesta che vide 350 mila belgi scendere in piazza nel 1996 nella cosiddetta «marcia Bianca».

 

Nel 1998 Dutroux approfittò di un break della sua guardia e riuscì a fuggire, causando le dimissioni del ministro della Giustizia e del capo della polizia belga. Fu ripreso poco ore dopo. L’indagine sulla fuga portò alla conclusione che, certamente, Dutroux non aveva collegamenti con le alte sfere, come tutti oramai vociferavano.

 

Tuttavia, ai piani inferiori, fu un’ecatombe giudiziaria: almeno sette membri delle forze dell’ordine sono stati arrestati perché sospettati di avere legami con Marc Dutroux.

 

Alla fine diverse famiglie delle vittime hanno boicottato il processo ufficiale, affermando che si trattava di un circo e che non c’erano stati progressi nel caso dalla rimozione del giudice Connerotte. Articoli della stampa di quei giorni affermavano che, prima della sua rimozione, Connerotte era sul punto di rivelare pubblicamente i nomi di funzionari governativi di alto livello che erano stati riconosciuti sulle videocassette di Dutroux – che si dice fossero centinaia.

 

In quel tragico 1996 in cui al Belgio venivano rivelati orrori innominabili, due ministri del governo di Bruxelles furono accusati di essere pedofili – uno di questi era di Rupo, che, in vicende distanti da quelle di Dutroux ma montate sulla stampa negli stessi giorni, fu accusato di rapporti con minori di 16 anni. Articoli sulla questione sono spariti, per esempio sul sito dell’Associated Press: però la cache può resistere.  Le accuse caddero dopo il voto 7 contro 4, della commissione di inchiesta parlamentare belga, che stabiliva il «non luogo a procedere» per le accuse di pedofilia contro il Di Rupo, scagionandolo.

 

Una deputata belga del Front Nouveau de Belgique, Marguerite Bastien, riporta un’intervista di un’agenzia stampa italiana, avrebbe agitato in parlamento una videocassetta pedopornografica che, secondo lei, avrebbe comprovato le trame oscure dell’élite belga. A quanto leggiamo, la cassetta sarebbe stata sequestratata alla parlamentare e «da allora “sepolta nei sotterranei del Parlamento”, insieme a molte altre».

 

Ora si guarda a quelle accuse come una sorta di complotto per destabilizzare il governo belga.

 

Bruxelles è sempre Bruxelles. Una bella città con il suo bel vivere mantenuto dall’abbondanza della burocrazia UE (e NATO…), i plateatici pieni già alle 16 di persone che bevono le boleke, le coppe di birra locale.

 

Poi, abbiamo capito, c’è un lato oscuro, fatto di legami indicibili, di scambi di accuse mostruose, e di un mondo tutto sommato piccolo, con le sue alte cariche imparentate, le sue chiacchiere sui giornaletti che abbaiano, i suoi politichetti immortali, i suoi balletti istituzionali, i suoi misteri che – quando non scoperchiano abissi di orrore – non sono nemmeno neanche troppo profondi e indecifrabili.

 

 

 

 

Immagine di Sean via Flickr pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-NoDerivs 2.0 Generic (CC BY-ND 2.0)

 

 

 

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