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Vaccini

Feti nei barili: una storia che sparirà immediatamente

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Avrete sentito la storia dei feti trovati ieri in un barile a Granarolo, in provincia di Bologna.

 

Un ragazzo che recupera ferro vecchio e altri materiali nelle industrie si reca presso un capannone per eseguire una raccolta. Gli viene detto di portare via anche dei bidoni gialli, sono una quarantina, tutti accatastati lungo un muro, tra altri rifiuti. Il suo compito sarebbe di «smaltirli da qualche parte». Lui ne apre uno: è pieno di un liquido di colore verde. Dentro vi galleggia un feto umano.

 

Il ragazzo si spaventa. Filma la situazione, poi chiama la polizia.

 

Lo scoop è de Il Resto del Carlino. Il procuratore capo parla di  storia «tutta da verificare». Il sindaco non commenta.

«La formaldeide viene utilizzata solo nei casi, molto rari e peraltro non previsti nelle strutture bolognesi, in cui i corpi vengano donati alla scienza per scopi di ricerca»

 

La notizia si diffonde. Si aggancia anche l’edizione bolognese di Repubblica che racconta che «sono stati ascoltati alcuni dipendenti del policlinico Sant’Orsola, per esempio, per capire come funzioni lo smaltimento dei rifiuti biologici provenienti dagli ospedali».

 

Al Sant’Orsola del resto di feti ed embrioni se ne intendono, c’è un bel servizio di Fisiopatologia della Riproduzione, cioè procreazione medicalmente assistita, cioè riproduzione artificiale, cioè bambini in provetta – ricordiamo anche il record mondiale, quando il dottor Flamigni creò nel 1987 sperimentò la prima gravidanza extracorporea, facendo attecchire un embrione in un utero asportato e tenuto in vita… ma stiamo divagando.

 

«Tuttavia, è emerso che solitamente i resti umani vengono cremati, e che nel caso di bimbi che non sono nati vivi il corpo viene messo a disposizione delle famiglie per l’eventuale inumazione». Non siamo sicuri che qui il giornale parli di feti abortiti, però pazienza.

 

E così il mistero rimane: «La formaldeide viene utilizzata solo nei casi, molto rari e peraltro non previsti nelle strutture bolognesi, in cui i corpi vengano donati alla scienza per scopi di ricerca. Tra l’altro, esistono registri specifici in cui vengono annotate tutte le operazioni di questo genere. E ovviamente, di questi resti non c’è traccia» continua Repubblica.

 

Insomma, un bell’enigma, anzi, un vero giallo – perché di mezzo ci sono dei morti.

 

Più tardi Il Resto del Carlino torna alla carica con più informazioni: «la polizia prova a risalire agli anelli di questo percorso: i feti – conservati all’interno di una dozzina di bidoni gialli con l’etichetta del simbolo dei rifiuti biologici speciali – proverrebbero da una struttura universitaria, una biblioteca di anatomia, che con ogni probabilità li conservava per motivi di studio e di ricerca».

Ci si può quindi tenere dei feti per ricerca? C’è un qualche registro da compilare? È possibile smaltirli così?

 

Ah sì? Ci si può quindi tenere dei feti per ricerca? C’è un qualche registro da compilare? È possibile smaltirli così?

 

Comincia a prendere forma una storia: un’azienda di traslochi anni fa avrebbe fatto un sgombero, e dimenticato in quel capannone i bidoni contenenti piccoli esseri umani… Il rettore dichiara subito che stanno «conducendo le opportune verifiche interne », offre il pieno sostegno alle forze dell’ordine.

 

Al TG regionale Emilia-Romagna, secondo sempre il Carlino, sarebbe andata in onda anche la testimonianza del titolare, «è tutto regolare, è roba di un museo, non c’è nulla di nascosto… Sono lì in magazzino da non so quanti anni e se avessi voluto liberarmene lo avrei fatto da tempo».

 

Esistono musei con feti in formaldeide? Sarebbe strano, perché sappiamo esservi polemiche infuocate per quelle mostre che mostrano cadaveri plastinati, in Italia è all’estero.

 

Museo, università… non è dato sapere. Forse non importa nemmeno.

 

Perché «l’ipotesi di reato per cui si procede sarebbe lo smaltimento illegale di rifiuti biologici». Per lo meno al momento.

Dov’è la dignità di quegli esseri umani finiti in un barile, e prima ancora umiliati chissà in che modo?

 

Non si fa menzione, almeno per il momento, della quantità di leggi che l’ordinamento ha riguardo ai cadaveri: per esempio, l’articolo 410 Codice Penale, il «vilipendio di cadavere». Oppure l’art. 412, l’Occultamento di cadavere». Art. 413, «uso illegittimo di cadavere». Interessante, quest’ultimo: «Chiunque disseziona o altrimenti adopera un cadavere, o una parte di esso, a scopi scientifici o didattici, in casi non consentiti dalla legge, è punito con la reclusione fino a sei mesi o con la multa fino a lire cinquemila». Sembrebbe il caso, sperando che la multa non sia fatta con il cambio euro-lira del 2002, sarebbero circa €2,50.

 

È possibile evitare di pensare a questi reati forse perché un feto non è un cadavere? Forse perché un feto non è un essere umano? Forse perché il feto non è un cittadino? Forse. Tuttavia da qualche parte anche il feto è tutelato dalla nostre legge: ecco il curator ventris, colui che può essere nominato per tutelare gli interessi di un concepito (art. 643 Codice Civile, «Amministrazione in caso di eredi nascituri»)

«Chiunque disseziona o altrimenti adopera un cadavere, o una parte di esso, a scopi scientifici o didattici, in casi non consentiti dalla legge, è punito con la reclusione fino a sei mesi o con la multa fino a lire cinquemila»  Art. 413 C. P., «uso illegittimo di cadavere»

 

E poi, non ci dimentichiamo la carta dei diritti UE:  art. 1, «Dignità umana»: «La dignità umana è inviolabile. Essa deve essere rispettata e tutelata».

 

Troviamo eco anche nella nostra Costituzione, già più bella del mondo, all’art. 2: «La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo».

 

Dov’è la dignità di quegli esseri umani finiti in un barile, e prima ancora umiliati chissà in che modo?

 

Non ci stupiamo: le costituzioni, leggi potrebbero non valere più nulla, lo abbiamo imparato. Soprattutto, non vale più nulla la legge naturale. Quella legge inviolabile iscritta nel cuore di ogni essere umano, che in natura reagisce dinanzi alla visione di un feto abbandonato in un barile come ha fatto il ragazzo di questa storia: con choc e orrore.

Qualcuno, tuttavia, vuole che a questo orrore noi ci abituiamo

 

Qualcuno, tuttavia, vuole che a questo orrore noi ci abituiamo, come del resto ci sono abituati gli «scienziati» (fidati della scienza!) che con i feti lavorano tutti i giorni, più o meno legalmente squartandoli per esperimenti o per altri scopi, come la produzione di linee cellulare per uso scientifico e farmaceutico: le cellule HEK-293, usate praticamente in tutti i vaccini COVID in circolazione (incluso quello russo), sono state create così.

 

Fu un grosso scandalo, anni fa, quando David Daleiden, un’attivista pro-life, fece scoprire al mondo, grazie a delle telecamere nascoste, che la multinazionale  dell’aborto Planned Parenthood si rivendeva i feti abortiti per enti e società che li utilizzavano per esperimenti ed altro. Una ragazza che divenne informatrice di Daleiden raccontò che al primo giorno di lavoro svenne – e in effetti le immagini che portò con sé sono sconvolgenti. Il collega più esperto le disse di non preoccuparsi, si sarebbe abituata. Doveva semplicemente continuare a sezionare piccoli cervelli, occhi, reni, gambette, polmoni, etc.

 

Ab assuetis non fit passio. Dalle cose abituali non nasce la passione. Ci si può abituare anche allo squartamento di bambini innocenti.

 

Solo che, al momento, non è possibile. Anzi: considerate quanta fatica hanno fatto media, pharma, politica e chiesa cattolica per allontanarvi dall’idea che questo vaccino avesse a che fare con l’aborto. Per la stragrande maggioranza, si tratta di una fake news: né questo né nessun altro vaccino c’entra qualcosa con l’aborto. Una campagna massiva, martellante. Certo, una delle menzogne più plateali mai raccontate, alla faccia dei bugiardini.

 

Facile capire perché: se si scoperchia il barile, come ha fatto il povero ragazzo, è facile che molti restino scioccati. E, magari, cambino idea. Una parte consistente della narrazione pandemica si incrinerebbe. Potrebbe addirittura nascere qualche sospetto: ma se fanno i vaccini con i sacrifici dei feti… cos’altro ci fanno? Cosa? Davvero Biden ha ripristinato l’uso di utilizzo dei feti per «umanizzare» i topo con organi umani?

 

Magari salterebbe fuori la storia delle creme di bellezza, registrata in alcuni libri come «leggenda metropolitana», tuttavia raccontata a chi scrive anche da ricercatori di staminali stranieri.

 

E guardando quel piccolo essere umano morto che galleggia nel liquido, non è che qualcuno può cominciare a pensare che sia legittimo non aver a che fare con niente che sia legato anche solo lontanamente a questa cosa orrenda? Farmaci, prodotti vari, pratiche mediche… trasfusioni di sangue? A Bologna quest’ultimo problema lo hanno affrontato di recente. Mai che la visione del feto che galleggi faccia segnare qualche punto ai maledetti no vax.

 

No, non è possibile, al barile va rimesso il coperchio.

 

Non è tempo di scandalizzare la gente, come faceva un tempo una celebre politica italiana che si vantava di mettere i feti in un barattolo.

 

È tempo di rasserenare il pubblico. Va tutto bene, rimettete il coperchio, presto. Non pensateci. Si tratta di roba scientifica, dell’università. Fidatevi della scienza. Non bisogna fare tante domande.

 

E poi erano davvero esseri umani?

 

In un Paese che garantisce l’aborto come un diritto, non lo erano. Quindi, secondo una logica utilitaristica (ed ecologica: gli scarti si riutilizzano!), sarebbero tranquillamente utilizzabili per ogni sorta di esperimento. Non essendo umani, non sono coperti dalle leggi che tutelano la dignità umana. In realtà, non sono neppure cadaveri.

 

Voi capite: nessuno ha davvero voglia di cominciare a fare questo discorso, soprattutto ora. Davvero nessuno: nemmeno le femministe  e gli abortisti più radicali. Anche perché lo schifo organolettico di questa storia è enorme.

Nel 2017 si correva il rischio che il vaccino ritirasse fuori la questione dei feti morti. Nel 2022 si rischia che i feti morti ritirino fuori la questione dei vaccini

 

Soprattutto, è l’autorità che non ha intenzione di dover discutere di questa cosa. Né lo Stato, né la Chiesa hanno intenzione di riaprire questa pagina, che dovettero affrontare già nel 2017 con la legge Lorenzin che implica un vaccino che contiene (sì, contiene, materialmente, non c’entra l’uso nei test: è nelle fiale e poi nei corpi dei vostri figli) cellule di feto abortito, le MRC-5. Noi c’eravamo, e ricordiamo bene con che fatica tentarono di chiudere il discorso, con quante balle, con che insistenza.

 

Nel 2017 si correva il rischio che il vaccino ritirasse fuori la questione dei feti morti. Nel 2022 si rischia che i feti morti ritirino fuori la questione dei vaccini.

 

Per cui facciamo una scommessa: questa storia sparirà con velocità impressionante. Si inabisserà, non ne sapremo più niente, puf. Coperchio, coperchio.

 

Già un po’ lo presentiamo nell’aria: nessuno si sta ponendo le vere domande – a cosa servivano quei feti? Perché venivano conservati? Dove sono nati? Perché sono stati abbandonati? Perché sono stati smaltiti? Quanti erano? Quali pratiche hanno subito? L’uso dei feti sta continuando anche oggi nelle stesse strutture da cui provengono i bidoni?

 

Non so, non percepiamo, a leggere i primi articoli, questa voglia di grande inchiesta, con rivelazioni sconvolgenti almeno quanto la scena descritta in apertura.

Perché a questo punto nemmeno voi, come il feto nel barile, siete esseri umani.

 

Niente da vedere. Circolare.

 

Una storia che sparirà in fretta, verrà accantonata e dimenticata come il feto nel barile. O forse anche peggio: la storia potrebbe fare la fine dei feti abortiti con la pillola RU486, che in genere, invece che nella formaldeide, finiscono nel gabinetto di casa, e di qui alle fogne, dove saranno i festosi banchetti di ratti, pesci e anfibi della situazione.

 

Schifo vero? È la realtà, è il fondamento di prodotti che definiscono la nostra vita – qualche estremista potrebbe dirvi che il vostro green pass certifica che siete passati sopra al problema.

 

Quei bambini morti sono la concrezione della «libertà» assicurata dalla legge, protetta da quelle stesse persone che vi hanno impedito di uscire di casa per mesi e che ora non vi permettono di andare a lavoro, dove i cani magari possono entrare e voi no.

 

Perché a questo punto nemmeno voi, come il feto nel barile, siete esseri umani.

 

 

Roberto Dal Bosco

 

 

 

 

 

 

Gravidanza

Molte donne incinte sono state costrette a vaccinarsi contro il COVID. Ecco cosa è successo

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Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health DefenseLe opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.

 

 

I contenuti del vaccino COVID-19 vengono biodistribuiti nel flusso sanguigno in poche ore e attraversano «tutte le barriere fisiologiche, tra cui la barriera materno-placentare-fetale e le barriere ematoencefaliche sia nella madre che nel feto», spiega l’esperto di medicina materno-fetale, Dr. James Thorp.

 

 

Mentre un normale vaccino deve essere sottoposto a 10-12 anni di sperimentazioni prima di essere rilasciato, durante la pandemia le vaccinazioni COVID-19 sono state rese disponibili al pubblico solo 10 mesi dopo lo sviluppo, per gentile concessione di un’autorizzazione all’uso di emergenza.

 

Anche le donne incinte sono state sottoposte alle iniezioni e in molti casi sono state obbligate a riceverle.

 

«La spinta di questi vaccini sperimentali COVID-19 a livello globale è la più grande violazione dell’etica medica nella storia della medicina, forse dell’umanità», ha detto a Tucker Carlson il dottor James Thorp, esperto di medicina materno-fetale.

 

Thorp e colleghi hanno pubblicato uno studio di preprint che ha rilevato rischi sorprendenti per le donne in gravidanza che hanno ricevuto le iniezioni, insieme ai loro bambini non ancora nati.

 

I risultati sono stati così disastrosi che i ricercatori hanno concluso che le donne in gravidanza non dovrebbero ricevere vaccini COVID-19 fino al completamento di ulteriori ricerche.

 

I ricercatori hanno spiegato:

 

«Si consiglia una moratoria mondiale sull’uso dei vaccini COVID-19 in gravidanza fino a quando gli studi prospettici randomizzati non documenteranno la sicurezza in gravidanza e il follow-up a lungo termine nella prole».

 

Vaccini COVID legati a un rischio 27 volte maggiore di aborto spontaneo

Thorp e colleghi hanno utilizzato i dati del Vaccine Adverse Events Reporting System (VAERS) dei Centers for Disease Control and Prevention (CDC) per valutare gli eventi avversi vissuti dalle donne in età riproduttiva dopo aver ricevuto un vaccino COVID-19, rispetto alla ricezione di un vaccino antinfluenzale.

 

Rispetto al vaccino antinfluenzale, i vaccini COVID-19 sono stati associati a un aumento significativo degli eventi avversi (AE), tra cui:

 

  • Anomalie mestruali
  • Aborto
  • Anomalie cromosomiche fetali
  • Malformazione fetale
  • Igroma cistico fetale
  • Disturbi cardiaci fetali
  • Aritmia fetale
  • Arresto cardiaco fetale
  • Malperfusione vascolare fetale
  • Anomalie della crescita fetale
  • Sorveglianza fetale anormale
  • Trombosi placentare fetale
  • Riduzione del fluido amniotico
  • Morte fetale/natimortalità

 

I ricercatori hanno osservato:

 

«Quando normalizzati in base al tempo disponibile, alle dosi date o alle persone ricevute, tutti gli eventi avversi del vaccino COVID-19 superano di gran lunga il segnale di sicurezza su tutte le soglie riconosciute… La gravidanza e le anomalie mestruali sono significativamente più frequenti dopo le vaccinazioni COVID-19 rispetto a quelle influenzali».

 

In particolare, i dati hanno rivelato un rischio 27 volte più elevato di aborto spontaneo e un rischio più che doppio di esiti fetali avversi in sei diverse categorie, secondo l’internista e cardiologo certificato Dr. Peter McCullough.

 

Le infermiere sono diffidate dal parlare?

I problemi hanno iniziato ad apparire poco dopo che sono stati lanciati i vaccini COVID-19, con un’e-mail trapelata da un grande ospedale della California inviata in avvertimento a 200 infermieri.

 

L’e-mail, del settembre 2022, conteneva come oggetto «Gestione della morte», che si riferiva a un aumento dei nati morti e delle morti fetali.

 

Un servizio TCW della giornalista Sally Beck ha condiviso il contenuto dell’e-mail, che recitava:

 

«Sembra che l’aumento dei pazienti deceduti [bambini] che stiamo vedendo continuerà. Ci sono stati 22 decessi [nati morti e morti fetali] ad agosto [2022], il che equivale al numero record di decessi nel luglio 2021, e finora a settembre [2022] ce ne sono stati 7 ed è solo l’ottavo giorno del mese».

 

Beck riferisce che a un’infermiera, Michelle Gershman, che lavora nel reparto neonatale, è stato negato il bonus perché ha parlato dell’aumento delle morti fetali.

 

«Avevamo un decesso fetale al mese. Poi è salito a uno o due a settimana», ha detto Gershman.

 

 

«La sua esperienza, e l’esperienza dei medici che lavorano con donne in gravidanza, è contraria all’osservazione e ai consigli ufficiali sicuri ed efficaci, ma nessuno era libero di parlare a causa di una diffida imposta nel settembre 2021 dall’American Board of Obstetrics and Gynecology (ACOG)» ha raccontato la Beck.

 

«All’inizio del lancio, nel dicembre 2020, le donne incinte che erano operatrici sanitarie o ritenute a rischio di COVID hanno iniziato a ricevere le iniezioni. A maggio 2021, il vaccino veniva raccomandato a tutte le donne americane in gravidanza, nonostante nessuno dei produttori di vaccini avesse completato i rapporti di tossicologia riproduttiva negli animali e nessuno avesse iniziato studi clinici su donne in gravidanza».

 

«Due mesi dopo, gli ospedali hanno notato un enorme aumento di aborti spontanei, nati morti, nascite pretermine, complicazioni della gravidanza e anomalie mestruali».

 

I vaccini COVID dovrebbero essere di categoria X

Secondo McCullough, l’mRNA dei vaccini COVID-19 circola nel corpo per 28 giorni o più e la proteina spike può innescare coagulazione, sanguinamento e danni ai tessuti.

 

A causa di questa e di altre preoccupazioni, afferma che, in modo prudente, le iniezioni di COVID-19 dovrebbero ricevere la designazione «Categoria X» durante la gravidanza, il che significa che «il rischio dell’uso del farmaco nelle donne in gravidanza supera chiaramente ogni possibile beneficio. Il farmaco è controindicato nelle donne che sono o potrebbero rimanere incinte».

 

Sfortunatamente, i funzionari sanitari negli Stati Uniti continuano ad affermare la sua sicurezza, anche per popolazioni fragili come questa, come hanno fatto fin dall’inizio.

 

«Incredibilmente, nella primissima settimana di vaccinazione di massa nel dicembre del 2020», ha scritto McCullough, «i notiziari hanno raffigurato madri incinte ben intenzionate a cui sono state iniettate nanoparticelle lipidiche sintetiche intrecciate con mRNA di lunga durata codificante per la proteina Spike dell’Istituto di virologia di Wuhan».

 

Lo studio di Thorp ha anche riferito che i dati di Pfizer hanno mostrato che i contenuti delle iniezioni di COVID-19 vengono biodistribuiti nel flusso sanguigno in poche ore e attraversano «tutte le barriere fisiologiche tra cui la barriera materno-placentare-fetale e le barriere ematoencefaliche sia nella madre che nel feto».

 

Uno studio separato sta, infatti, esaminando l’utilizzo di nanoparticelle lipidiche ionizzabili (LPN) come quelle utilizzate come piattaforme di rilascio di mRNA nelle iniezioni di COVID-19, come strumenti per somministrare farmaci alla placenta, perché sono così efficaci nel raggiungerla.

 

«Gli LNP migliorano la stabilità dell’mRNA, il tempo di circolazione, l’assorbimento cellulare e la consegna preferenziale a tessuti specifici rispetto all’mRNA senza piattaforma portante», hanno scritto i ricercatori.

 

Ma lo studio contiene alcuni dati preoccupanti, che sono stati condivisi su Twitter:

 

I funzionari sanitari hanno affermato che i vaccini COVID-19 sono sicuri ed efficaci per le donne in gravidanza sulla base di uno studio di 42 giorni di Pfizer che ha coinvolto 44 ratti.

 

Inoltre, lo studio sui ratti Pfizer-BioNTech ha rivelato che l’iniezione ha più che raddoppiato l’incidenza della perdita preimpianto e ha anche portato a una bassa incidenza di malformazioni della bocca/mascella, gastroschisi (un difetto alla nascita della parete addominale) e anomalie nell’arco aortico destro e nelle vertebre cervicali nei feti.

 

«In quello studio il tasso di perdita fetale è RADDOPPIATO (dal 4,2% al 9,8%) ma ha avuto un impatto limitato sul numero complessivo di feti», ha twittato Jikkyleaks, condividendo il grafico sopra.

 

Il tweet continua:

 

«È così che queste informazioni vengono nascoste. Quella singola diapositiva avrebbe dovuto essere sufficiente a richiedere molte più indagini, perché mostrava meno feti in OGNI GRUPPO».

 

Scioccante calo dei tassi di natalità dopo i vaccini Covid

I tassi di natalità in vari Paesi europei sono diminuiti significativamente alla fine del 2021, mesi dopo che i vaccini COVID-19 sono stati ampiamente utilizzati.

 

I dati, compilati da un team di ricercatori europei, hanno rilevato cali dei tassi di natalità in tutti i Paesi studiati, tra cui:

 

  • Germania
  • Austria
  • Svizzera
  • Francia
  • Belgio
  • Paesi Bassi
  • Danimarca
  • Estonia
  • Finlandia
  • Lettonia
  • Lituania
  • Svezia
  • Portogallo
  • Spagna
  • Repubblica Ceca
  • Ungheria
  • Polonia
  • Romania
  • Slovenia
  • Islanda
  • Irlanda del Nord
  • Montenegro
  • Serbia

 

Il team ha spiegato:

 

«Prima di tutto va notato che ogni singolo paese europeo esaminato mostra un calo mensile dei tassi di natalità fino a oltre il 10% rispetto agli ultimi tre anni. Si può dimostrare che questo segnale molto allarmante non può essere spiegato da infezioni COVID-19.

 

«Tuttavia, si può stabilire una chiara correlazione temporale con l’incidenza delle vaccinazioni COVID nella fascia di età di uomini e donne tra i 18 e i 49 anni. Pertanto, devono essere richieste analisi statistiche e mediche approfondite».

 

Il calo dei tassi di natalità variava da un minimo dell’1,3% in Francia a un massimo del 19% in Romania.

 

Sette Paesi hanno registrato un calo del tasso di natalità superiore al 10%, mentre 15 paesi hanno registrato un calo superiore al 4%. Si diceva che il calo della Svizzera avesse superato il calo verificatosi dalla prima guerra mondiale, dalla seconda guerra mondiale, dalla Grande Depressione e dal rilascio di contraccettivi orali.

 

Non è stata trovata alcuna connessione tra il calo dei tassi di natalità e le infezioni o i ricoveri per COVID-19, con il team che ha osservato:

 

«Le reazioni avverse relative agli organi riproduttivi femminili e i risultati dello studio relativi alla fertilità maschile indicano un’interpretazione causale dell’associazione tra declino delle nascite e vaccinazioni Covid-19».

 

I vaccini COVID influenzano i cicli mestruali

Non è noto in che modo le iniezioni di COVID-19 influenzino la salute riproduttiva negli uomini e nelle donne.

 

Ad esempio, The Vaccine Reaction ha riportato:

 

«Ad oggi, l’inserto del produttore per i vaccini COVID approvati dalla FDA afferma esplicitamente che non è stato testato per il potenziale di compromettere la fertilità maschile».

 

Tuttavia, i dati sull’infertilità negli Stati Uniti dopo il lancio dei vaccini COVID non sono disponibili.

 

Nel frattempo, le donne di tutto il mondo hanno segnalato cambiamenti nei loro cicli mestruali in seguito alle iniezioni di COVID-19 e i funzionari sanitari hanno in gran parte ignorato i rapporti o li hanno etichettati come aneddotici.

 

Ma uno studio pubblicato su Obstetrics & Gynecology — e finanziato dal National Institute of Child Health and Human Development e dal National Institutes of Health Office of Research on Women’ s Health — conferma un’associazione tra la durata del ciclo mestruale e le vaccinazioni COVID-19.

 

Gli studi clinici per i vaccini COVID-19 non hanno raccolto dati sui cicli mestruali dopo l’iniezione e il VAERS non raccoglie attivamente nemmeno le informazioni sul ciclo mestruale, rendendo difficile determinare inizialmente se le iniezioni stavano avendo un effetto.

 

I rapporti aneddotici sui social media, tuttavia, sono numerosi e, secondo lo studio, «suggeriscono che i disturbi mestruali sono molto più comuni».

 

Lo studio di Obstetrics & Gynecology ha coinvolto 3.959 individui di età compresa tra i 18 e i 45 anni. Coloro che non avevano ricevuto il vaccino COVID-19 non hanno notato cambiamenti significativi nel ciclo 4 durante lo studio rispetto ai primi tre cicli.

 

Tuttavia, coloro che hanno ricevuto i vaccini COVID-19 presentavano cicli mestruali più lunghi quando hanno ricevuto le iniezioni.

 

I cicli più lunghi sono stati notati per entrambe le dosi dell’iniezione, con un aumento di 0,71 giorni dopo la prima dose e un aumento di 0,91 giorni dopo la seconda dose.

 

Rilevate modifiche del ciclo di otto giorni o più

Le diminuzioni complessive sono state descritte come clinicamente non significative.

 

Tuttavia, alcune donne, in particolare quelle che hanno ricevuto due iniezioni nello stesso ciclo mestruale, hanno mostrato cambiamenti significativi, tra cui un aumento di due giorni della durata del ciclo e, in alcuni casi, cambiamenti nella durata del ciclo di otto giorni o più.

 

Considerando che un ciclo mestruale regolare è «un segno evidente di salute e fertilità», qualsiasi cambiamento potrebbe avere importanti conseguenze.

 

Inoltre, il team ha osservato«Rimangono domande su altri possibili cambiamenti nei cicli mestruali, come sintomi mestruali, sanguinamento non programmato e cambiamenti nella qualità e nella quantità del sanguinamento mestruale».

 

Nel loro insieme, i legami con l’aborto spontaneo, i cambiamenti riproduttivi e il calo dei tassi di natalità sollevano importanti bandiere rosse sulla sicurezza delle iniezioni di COVID-19 per le persone in età riproduttiva.

 

Pertanto, il team di ricerca europeo ha fatto eco a Thorp nel chiedere una moratoria sulle vaccinazioni COVID-19 per le donne in gravidanza e ha fatto un ulteriore passo avanti suggerendo una sospensione per tutti gli individui in età riproduttiva:

 

«Data la notevole rilevanza individuale e sociale del legame tra campagne di vaccinazione e calo dei tassi di natalità, dovrebbe essere richiesta l’immediata sospensione della vaccinazione COVID-19 per tutte le persone in età fertile e riproduttiva».

 

 

 

Pubblicato originariamente da Mercola.

 

Le opinioni espresse in questo articolo sono quelle degli autori e non riflettono necessariamente le opinioni di Children’s Health Defense.

 

© 15 maggio 2023, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.

 

Le opinioni espresse in questo articolo sono quelle degli autori e non riflettono necessariamente le opinioni di Children’s Health Defense.

 

Traduzione di Alessandra Boni

 

Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

 

 

 

 

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Reazioni avverse

Danno cardiaco subclinico più diffuso di quanto si pensasse dopo la vaccinazione mRNA: nuovo studio

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Il danno al cuore è più comune di quanto si pensasse dopo aver ricevuto il booster COVID-19 a base di mRNA, indica un nuovo studio. Lo riporta la testata statunitense Epoch Times.

 

Un operatore sanitario su 35 in un ospedale svizzero aveva segni di lesioni cardiache associate al vaccino mRNA hanno scoperto i ricercatori.

 

«L’aumento dei marcatori di danno miocardico associato alla vaccinazione di richiamo mRNA si è verificato in circa una persona su 35 (2,8%), un’incidenza maggiore di quella stimata nelle meta-analisi dei casi ospedalizzati con miocardite (incidenza stimata 0,0035%) dopo il secondo vaccinazione», hanno scritto gli studiosi nel documento, pubblicato dall’European Journal of Heart Failure.

 

In una popolazione generalmente sana, il livello sarebbe di circa l’1%, hanno detto i ricercatori.

 

Il gruppo che ha sperimentato gli effetti avversi è stato seguito per soli 30 giorni e la metà aveva ancora livelli insolitamente alti di troponina cardiaca T ad alta sensibilità, un indicatore di danno cardiaco subclinico, al follow-up.

 

Le implicazioni a lungo termine dello studio rimangono poco chiare poiché poche ricerche hanno monitorato nel tempo le persone con lesioni cardiache dopo la vaccinazione con RNA messaggero, che è noto per causare miocardite e altre forme di danno cardiaco.

 

«Secondo le attuali conoscenze, il muscolo cardiaco non può rigenerarsi, o solo in misura molto limitata nel migliore dei casi. Quindi è possibile che ripetute vaccinazioni di richiamo ogni anno possano causare danni moderati alle cellule del muscolo cardiaco», ha affermato in una nota il professore dell’ospedale universitario di Basilea Christian Muller, cardiologo e ricercatore capo.

 

Nessuno dei pazienti ha manifestato un evento cardiaco avverso maggiore, come insufficienza cardiaca, entro 30 giorni dalla vaccinazione di richiamo e nessuno ha avuto alterazioni dell’elettrocardiogramma.

 

Alle persone con livelli elevati è stato consigliato di evitare un intenso esercizio fisico, che potrebbe aver mitigato problemi più gravi, hanno detto i ricercatori.

 

I ricercatori hanno ipotizzato che l’incidenza di lesioni cardiache associate al vaccino fosse più diffusa di quanto si pensasse in precedenza a seguito della vaccinazione di richiamo dell’RNA messaggero a causa della mancanza di sintomi o di sintomi lievi, definendo la lesione come un forte aumento della troponina T cardiaca ad alta sensibilità il terzo giorno dopo la vaccinazione senza evidenza di una causa alternativa.

 

I livelli di troponina cardiaca dovevano raggiungere il limite superiore della norma, 8,9 nanogrammi per litro nelle donne e 15,5 nanogrammi per litro negli uomini.

 

A tutti i lavoratori dell’ospedale universitario di Basilea programmati per ricevere un richiamo di siero mRNA per la prima volta è stata offerta la possibilità di partecipare allo studio, a meno che non abbiano avuto un evento cardiaco o siano stati sottoposti a intervento chirurgico al cuore entro 30 giorni dalla vaccinazione. I lavoratori hanno ricevuto un richiamo, che è la metà del livello di dosaggio delle iniezioni della serie primaria, dal 10 dicembre 2021 al 10 febbraio 2022. La coorte è risultata essere di 777 lavoratori, di cui 540 donne. L’età media era di 37 anni.

 

Tra i partecipanti, 40 avevano livelli elevati di troponina cardiaca. Cause alternative sono state identificate in 18. Per gli altri 22, i ricercatori hanno determinato che avevano «lesioni miocardiche associate al vaccino». L’età media dei 22 era 46. Tutti tranne due erano donne, rendendo la percentuale di donne con livelli elevati superiore alla percentuale di uomini (3,7% contro 0,8%), che contrasta con la maggior parte della letteratura precedente sulla miocardite indotta da vaccino. Ciò potrebbe derivare dal fatto che le donne fanno una dose di vaccino più elevata per peso corporeo, hanno detto i ricercatori.

 

I livelli basali non sono stati registrati perché la task force COVID-19 dell’ospedale e i ricercatori hanno deciso che lo studio «dovrebbe interferire il meno possibile con la motivazione del personale ospedaliero a ottenere la prima vaccinazione di richiamo mRNA e la logistica della stessa vaccinazione di richiamo».

 

Nessuna delle persone con marcatori elevati aveva una storia di malattie cardiache. Mentre la metà manifestava sintomi, la maggior parte dei sintomi erano aspecifici come la febbre. Due partecipanti soffrivano di dolore toracico. E due, secondo la definizione del caso della Brighton Collaboration, probabilmente soffrivano di miocardite.

 

I ricercatori non sono stati in grado di capire il meccanismo per cui il vaccino danneggia il muscolo cardiaco.

 

Gli autori hanno segnalato alcuni conflitti di interesse, tra cui il dottor Muller che ha riferito di sovvenzioni da produttori di farmaci come Novartis e Roche. Lo studio è stato finanziato dall’Università di Basilea e dall’Ospedale universitario di Basilea.

 

I limiti dello studio includono la mancanza di livelli basali e la mancanza di imaging, nonostante l’imaging sia raccomandato da molti cardiologi in caso di sospetta miocardite indotta da vaccino.

Diversi altri studi prospettici esaminano la miocardite dopo la vaccinazione Pfizer. In Tailandia, i ricercatori hanno scoperto che il 29% di 301 adolescenti ha sviluppato effetti cardiovascolari, incluso dolore al petto, dopo una seconda dose di Pfizer. A sette è stata diagnosticata un’infiammazione cardiaca.

 

Come riportato da Renovatio 21, la scorsa settimana l’esercito americano ha confermato il picco di casi di miocardite con la campagna di vaccinazione delle truppe.

 

La miocardite, che alcuni ritengono che in forma migliore può essere causata anche dall’infezione di COVID-19, è una malattia che può portare alla morte. Casi certificati di morti per miocardite da vaccino mRNA si sono avuti sia tra giovani che tra bambini piccoli.

 

La consapevolezza del ruolo del vaccino nella possibile manifestazione di questa malattia cardiaca, specie nei giovaniè diffusa presso praticamente tutte le istituzioni sanitarie dei Paesi del mondo.

 

Disturbo fino a poco fa abbastanza raro, abbiamo visto incredibili tentativi di normalizzare la miocardite infantile con spot a cartoni animati.

 

Come riportato da Renovatio 21, la miocardite nello sport è oramai un fenomeno impossibile da ignorare.

 

 

 

 

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Salute

Il figlio di Lebron James ha un attacco di cuore durante l’allenamento

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Bronny James, il figlio di 18 anni del giocatore liberale della NBA LeBron James, ha subito un arresto cardiaco ieri durante l’allenamento con la squadra di basket della University of Southern California (USC), secondo TMZ Sports. Non è noto se abbia ricevuto l’iniezione di COVID-19.

 

Secondo quanto riferito, l’atleta è stato portato d’urgenza in un vicino ospedale dopo aver perso i sensi mentre si allenava con la sua squadra maschile lunedì mattina. Una chiamata di emergenza è stata effettuata alle 9:26 di lunedì 24 luglio dal Galen Center dell’USC. Sul posto è arrivata un’ambulanza a sirene spiegate. Il James aveva terminato la scuola a maggio.

 

Un portavoce della famiglia James ha rilasciato una dichiarazione: «ieri mentre si allenava Bronny James ha subito un arresto cardiaco. Il personale medico è stato in grado di curare Bronny e portarlo in ospedale. Ora è in condizioni stabili e non più in terapia intensiva. Chiediamo rispetto e privacy per la famiglia James e aggiorneremo i media quando ci saranno maggiori informazioni».

 

 

La notizia del malore del giovane cestista ha spinto molti sui social media a chiedersi se fosse correlato al vaccino sperimentale COVID, poiché le segnalazioni di atleti professionisti completamente vaccinati che hanno avuto problemi cardiaci e persino la morte sono salite alle stelle negli ultimi anni.

 

Non è noto lo status vaccinale del giovane, tuttavia lo è quello del padre, che nel 2021 ha fatto dichiarazioni a riguardo includendo la sua famiglia: «All’inizio ero scettico … ma ho fatto le mie ricerche», aveva detto davanti alle telecamere, per poi precisare di aver deciso per il vaccino «per la mia famiglia e per i miei amici, ecco perché ho deciso di farlo».

 

 

 

«Non possiamo attribuire tutto al vaccino, ma, per lo stesso motivo, non possiamo attribuire nulla», ha scritto su Twitter Elon Musk. «La miocardite è un noto effetto collaterale. L’unica domanda è se sia raro o comune».

 

 

 

Il problema della miocardite sportiva globale, scoppiato per qualche motivo proprio nel 2021 (statisticamente l’anno con più calciatori morti sul campo), sta continuando.

 

Il Basket aveva visto il caso di Imo Essien, giocatore del prestigioso campionato universitario NCAA, crollato sul parquet in partita.

 

Tuttavia potrebbe trattarsi della punta dell’iceberg. Un ex campione dell’NBA, John Stockton, per anni in forze agli Utah Jazz, ha dichiarato la settimana scorsa che «gli atleti morti a causa del vaccino COVID potrebbero essere migliaia».

 

 

 

 

 

Immagine di Foxlifevisuals via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-ShareAlike 4.0 International (CC BY-SA 4.0)

 

 

 

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