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Droga

Danno l’Ecstasy ai veterani

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Il farmaco noto con il nome di strada Ecstasy, chiamato anche teneramente «Molly», potrebbe rappresentare un trattamento promettente per il disturbo da stress post-traumatico (DPTS), dice un nuovo studio.

 

La ricerca pubblicata martedì sulla rivista britannica The Lancet Psychiatry ha rilevato che dopo due sessioni di psicoterapia con la droga dei party, ufficialmente conosciuta come MDMA, la maggioranza di 26 veterani di combattimento con DPTS cronico (che non erano stati aiutati dai metodi tradizionali) ha visto riduzioni drammatiche nei sintomi.

 

I miglioramenti sono stati così impnenti che il 68% dei pazienti non soddisfaceva più i criteri clinici per il DPTS. I pazienti che assumono il farmaco hanno anche sperimentato miglioramenti netti nel sonno e sono diventati più «coscienziosi», dice lo studio.

 

I risultati, che rispecchiano recenti analoghi studi su piccola scala basati su questa droga illegale, arrivano mentre quest’estate l’MDMA sta per entrare in grandi studi di Fase 3.

 

Sulla base dei risultati precedenti, la Food and Drug Administration (FDA) ha fornito lo status di breakthrough therapy all’MDMA, status che potrebbe accelerarne l’approvazione. Se studi su larga scala possono replicare i risultati di sicurezza ed efficacia, il farmaco potrebbe essere approvato per uso legale entro il 2021.

Il farmaco potrebbe essere approvato per uso legale entro il 2021.

 

Il New York Times, che sembra entusiasta della prospettiva, ha raccolto alcune gioiose testimonianze:

«Sono stato finalmente in grado di elaborare tutte le cose oscure che sono accadute», ha detto in un’intervista Nicholas Blackston, 32 anni, un partecipante allo studio che era stato un mitragliere dei Marines in Iraq. «Sono riuscito a perdonare me stesso. Era come una spazzata pulita».

Insomma: l’MDMA meglio della religione.

 

«Nessuno torna a casa con una bottiglia di Ecstasy» frena il quotidiano di New York alla domanda su come funzionerà la terapia.

L’MDMA meglio della religione

 

«Se approvato dal FDA, l’MDMA sarebbe amministrato solo da un terapista autorizzato. In primo luogo, un paziente passa attraverso tre sessioni di psicoterapia. Nella quarta sessione, il paziente prende una pillola. Dopo aver preso il farmaco, il paziente giace su un futon tra candele e fiori freschi, ascoltando musica. Due terapeuti – una donna, un maschio – siedono al fianco del paziente come guida. Quella sessione dura otto ore. “Li incoraggiamo a mettere da parte tutte le aspettative e l’agenda e ad essere aperti. Le esperienze tendono ad essere molto individuali “, ha affermato il dott. Michael Mithoefer, uno dei principali ricercatori».

 

Il quadretto New Age, che stride un po’ con i demoni che si portano dietro i militari spediti ad uccidere e morire in guerre ingiuste in Iraq e Afghanistan, pare la soluzione definitiva ai problemi dei veterani, che come noto sono malvisti dalla popolazione generale americana perché spesso coinvolti in violenze domestiche quando non in vere e proprie sparatorie.

La psicodroga in pratica toglie alla società americana un problema che il suo complesso militare industriale ha creato e immesso, come una scoria, nel suo corpo.

 

La psicodroga in pratica toglie alla società americana un problema che il suo complesso militare industriale ha creato e immesso, come una scoria, nel suo corpo.

 

L’MDMA è un  farmaco in grado di inondare il cervello di ormoni e neurotrasmettitori che evocano sentimenti di fiducia e benessere. I ricercatori dicono che questo consente ai pazienti di riesaminare i ricordi traumatici.

 

Nella psicoterapia di follow-up, i pazienti elaborano le emozioni e le intuizioni sollevate durante la sessione MDMA. L’attuale protocollo prevede che i pazienti assumano l’MDMA due o tre volte, ciascuno a distanza di un mese, intervallati da psicoterapia.

 

«Il solo l’MDMA o la terapia da sole non sembrano altrettanto efficaci – dice il dottor Mithoefer –L’MDMA sembra agire da catalizzatore che consente la guarigione».

 

Cosa dicono i primi pazienti a riguardo?
«In realtà ero in grado di perdonarmi», dice Nigel McCourry, 36 anni, un veterano della Marina che è stato schierato nel 2004 a Falluja, in Iraq, le cui esperienze rispecchiavano quelle di altri tre pazienti intervistati.

 

McCourry tornò a casa dopo una guerra incapace di sfuggire alle scene di un’esplosione che lo aveva quasi ucciso e perseguitato dal ricordo di due giovani ragazze che aveva accidentalmente ucciso in uno scontro a fuoco. Ha lottato per dormire. Ha bevuto per dimenticare. La rabbia ha eroso la maggior parte delle sue relazioni. Ha cercato aiuto in un ospedale dedicato ai veterani, ma non ha potuto abbassare la guardia abbastanza da beneficiare della psicoterapia standard. Una manciata di farmaci pensati per aiutare a farlo sentire come uno zombi, e li ha abbandonati. Stava pensando al suicidio quando ha provato l’MDMA.

 

«Quando ha preso il via, è stato come un’illuminazione Ho potuto vedere tutte queste cose dal combattimento che avevo paura di guardare prima, e avevo una prospettiva completamente nuova. Ho rivissuto le parti di me che avevo perso. Mi sono reso conto di aver visto me stesso come un mostro, e sono stato in grado di iniziare a provare compassione per me stesso. È stato un punto di svolta e per il prossimo anno ho continuato a migliorare».

 

Il risultato iniziale, in breve, non è molto diverso da quello di chiunque si affacci all’Ecstasy. I drogati di strada, o i drogati dei techno-rave, lo fanno anche loro per evadere da una situazione personale orrenda. Appunto, una guerra interiore.

Il risultato iniziale, in breve, non è molto diverso da quello di chiunque si affacci all’Ecstasy. I drogati di strada, o i drogati dei techno-rave, lo fanno anche loro per evadere da una situazione personale orrenda. Appunto, una guerra interiore.

 

La terapia con questa droga funziona davvero?
«Questa è una domanda aperta» ammette il NYT.

 

Le prove su larga scala, che comprenderanno fino a 300 partecipanti in 14 siti, potrebbero non essere in grado di replicare il successo delle prove precedenti, che erano limitate a poche decine di pazienti.

 

Altri ricercatori, incuriositi dai risultati, stanno iniziando i loro studi sulla terapia MDMA, incluso il Dipartimento americano per gli affari dei veterani.

 

La narrativa che la stampa e la medicina stanno mettendo in atto sulla questione prevede, come nel caso dei vaccini, l’idea che all’MDMA non vi sia alternativa.

La narrativa che la stampa e la medicina stanno mettendo in atto sulla questione prevede, come nel caso dei vaccini, l’idea che all’MDMA non vi sia alternativ

Lo sostiene il Dott. John Krystal, che dirige la Divisione Neuroscienze presso il Dipartimento del Centro nazionale per gli affari dei veterani per il DSPT. Ha descritto l’attuale mancanza di terapia efficace come «una crisi».

 

«Il problema è che non abbiamo molti trattamenti e quello che abbiamo non funziona così bene»

 

Solo circa un veterano di combattimento su tre con DTSP viene trattato in modo efficace, afferma il dottore che propone l’Ecstasy ai soldati.

 

I medici spesso usano una combinazione di farmaci off-label per provare a gestire gli incubi dei pazienti, i flashback e la depressione, ma i farmaci non fanno nulla per trattare la condizione sottostante e possono avere effetti collaterali negativi.

 

L’idea che deve passare è che la psicoterapia ha anche dei limiti. Sebbene molti pazienti la trovino utile, altri la trovano troppo traumatico o inefficace e rinunciano alla terapia. In alcuni studi, i tassi di abbandono sono stati pari al 40%.

 

La terapia con l’MDMA non è nuova. L’MDMA è una droga illegale e non è mai stata approvata per nessun uso da parte del FDA Ma per circa un decennio prima fu messo fuori legge nel 1985, fu usato come aiuto in psicoterapia, specialmente sulla costa occidentale USA.

 

A quel tempo, gli accademici cominciavano a sostenere che esso e altri farmaci psichedelici potevano essere un utile alleato in psicoterapia. L’idea non è riuscita a ottenere la trazione quindi, ma ora un certo numero di prestigiosi ricercatori stanno studiando i potenziali usi terapeutici di LSD, psilocibina (cioè i funghi allucinogeni) e MDMA.

 

E ora la domanda più succulenta. Chi c’è dietro questi studi?

 

Dicono che non ci sia Big Pharma. La ricerca è organizzata da una organizzazione no-profit denominata Associazione Multidisciplinare per gli Studi Psichedelici, o MAPS, creata nel 1986 poco dopo la messa al bando dell’MDMA. La MAPS si batte per la legalizzazione di molte sostanze psicotropiche. Shawn Hailey, ricchissimo transessuale magnate dei conduttori, servì nel board dell’organizzazione sino alla sua morte (2011), lasciando alla causa diversi milioni di euro. La MAPS pare essere coinvolta anche nei movimenti pro-droga finanziati dall’immancabile George Soros.

La ricerca è organizzata dalla organizzazione no-profit  MAPS. La MAPS pare essere coinvolta anche nei movimenti pro-droga finanziati dall’immancabile George Soros.

 

«Nessun altro avrebbe toccato la materia, quindi abbiamo dovuto farlo noi», dice il fondatore di MAPS, Rick Doblin, che ha un dottorato in politica pubblica da Harvard e ha fatto legalizzare l’MDMA per il lavoro della sua vita. Doblin è continuatore degli studi sulle droghe psichedeliche dello psichiatra spacciatore criminale Timothy Leary ed è allievo dello psichiatra boemo Stanislav Grof, che già decenni fa studiava l’uso della LSD in psicoterapia.

 

Anche l’LSD sta affrontando un grande revival, grazie alla cultura del micro-dosing, un trend che in Silicon Valley sta prendendo piede: per combattere ansia e depressione si prendono micro-dosi del potentissimo allucinogeno. La bestsellerista Ayelet, moglie dell’acclamato romanziere Michael Chabon, è il pubblico volto di questa tendenza.

Anche l’LSD sta affrontando un grande revival, grazie alla cultura del micro-dosing

 

Si prevede che le prove di Fase 3 di sperimentazione del farmaco  costeranno $ 27 milioni.

 

Da dove proviene il denaro?
Sono, ovviamente, tutte donazioni. E provengono da una strana e variegatissima serie di fonti. David Bronner, il CEO vegano della multinazionale Dr. Bronner’s Magic Soaps ed evangelista inesausto dell’uso degli psichedelici, ha dato 5 milioni di dollari.

Nello strano mix di finanziatori c’è pure la famiglia di arciconservatori Mercer (sostenitori di Trump) e il defunto Richard Rockefeller, più un animo denominato Pine che ha donato 5 milioni di dollari in Bitcoin

 

Ma nel mix c’è pure la famiglia di arciconservatori Mercer, che di solito finanzia istituzioni di destra, tra cui Cambridge Analytica (l’azienda di raccolta e analisi data appena fallita dopo le rivelazioni nel suo ruolo riguardo alla profilazione via Facebook dell’elettorato nelle presidenziali 2016 che portartono alla Casa Bianca Donald Trump) e Breitbart News (il sito diretto dall’ex consigliere e capo della campagna elettorale Steve Bannon, sito considerato uno dei motori principali dell’elezione di Trump, con un traffico internet superiore a quello del Washington Post); il defunto, anche lui immancabile, Richard Rockefeller.

 

Più un uomo del mistero, anzi del crypto-mistero: un donatore anonimo noto solo come Pine, che ha trasferito $ 5 milioni in Bitcoin.

L’uso dei soldati come carne da cannone non solo per la guerra, ma anche per la sperimentazione e l’intossicazione legale psicofarmaceutica dovrebbe di per sé dare un segno del crollo della civiltà occidentale: invece che onorare i sacrifici dei militari, la società li spreme in guerre dementi e poi li elimina sedandoli con droghe sempre più pesanti.

 

Dunque, chi incassa se MDMA diventa legale?
Parrebbe che all’inizio la MAPS godrà di tutti i guadagni. L’MDMA è stato originariamente brevettato dal colosso farmaceutico Merck nel 1912, ma non è mai stato commercializzato. Il brevetto è scaduto. L’FDA concede una sorta di «esclusività dati» temporanea a gruppi che mostrano nuovi usi per farmaci con brevetti scaduti. Ciò darebbe a MAPS. un monopolio quinquennale negli Stati Uniti, dopo di che altre società potrebbero seguire.

 

MAPS prevede di trasferire le vendite a una società a scopo di lucro, che poi riconducono i soldi alla ricerca clinica sull’uso di MDMA con altri disturbi.

 

L’uso dei soldati come carne da cannone non solo per la guerra, ma anche per la sperimentazione e l’intossicazione legale psicofarmaceutica dovrebbe di per sé dare un segno del crollo della civiltà occidentale: invece che onorare i sacrifici dei militari, la società li spreme in guerre dementi e poi li elimina sedandoli con droghe sempre più pesanti.

 

Non sarà l’ultima sperimentazione in cui saranno coinvolti i militari: l’Esercito, ad esempio, paga loro la crioconservazione di sperma e ovuli, in modo tale da consentire alla famiglia militare una prole prodotta in provetta nel caso vengano feriti ai genitali.

 

Siamo pronti a scommettere che i primi a cui sarà offerto gratuitamente il bambino geneticamente modificato (con la tecnica nota come CRISPR-CAS9) saranno proprio i soldati, che diverranno così allevatori di quei super-soldatini geneticamente migliorati (sulla carta) che da sempre sono nei sogni delle forze armate, e non solo di quelle di Hitler.

 

Sono cose che tratteremo in un altro articolo.

 

 

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Droga

Atleti «potenziati» da droghe, verso le Olimpiadi del doping

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Renovatio 21 traduce questo articolo di Bioedge.

 

 

Marion Jones. Lance Armstrong. Ben Johnson. Tim Montgomery. Svetlana Podobedova. L’elenco degli atleti che sono stati privati ​​​​delle medaglie d’oro perché hanno usato droghe per migliorare le prestazioni potrebbe continuare all’infinito. Uno degli sport per spettatori ai Giochi Olimpici è rimanere aggiornati su quali atleti sono stati squalificati e su come sono sfuggiti al rilevamento.

 

Ma cosa succederebbe se le Olimpiadi permettessero ai concorrenti di assumere droghe? Stiamo per scoprirlo.

 

Una coalizione di atleti olimpici, medici e scienziati ha annunciato la creazione degli Enhanced Games [«Giochi potenziati», ndt], un rivale dei Giochi Olimpici che celebrerà il meglio dell’umanità e della scienza. Sarà il primo evento sportivo internazionale senza test antidroga.

 

«Dopo aver partecipato a tre Olimpiadi, so in prima persona che tutti i meravigliosi risultati del Movimento Olimpico sono a rischio a causa dell’eccessiva politicizzazione della burocrazia olimpica», afferma Brett Fraser, un nuotatore delle Isole Cayman, che ha aderito il gruppo ribelle come Chief Athletes Officer.

 

«Crediamo che la scienza sia reale e abbia un ruolo importante nel sostenere la prosperità umana», afferma Aron D’Souza, un noto avvocato nato in Australia e residente a Londra, che è la mente dietro gli Enhanced Games. «Non c’è modo migliore per evidenziare la centralità della scienza nel nostro mondo moderno che negli sport d’élite».

 

«Sappiamo tutti che l’uso di sostanze che migliorano le prestazioni nello sport è un segreto di Pulcinella. Il modo più sicuro per livellare il campo di gioco è consentire agli atleti di utilizzare apertamente la scienza per raggiungere il loro pieno potenziale», ha affermato D’Souza.

 

Gli Enhanced Games pagheranno anche gli atleti di successo e costruiranno l’infrastruttura sportiva senza gravare sui contribuenti.

 

In un’intervista al blog Triathlonish, D’Souza ha spiegato la sua filosofia:

 

«In definitiva, gli atleti sono adulti con consenso libero e informato e dovrebbero essere in grado di fare ciò che vogliono con il proprio corpo. Il mio corpo la mia scelta, il tuo corpo la tua scelta».

 

«Non credo che nessun governo o federazione sportiva paternalistica dovrebbe prendere questa decisione per i singoli. Dovremmo prendere noi stessi tali decisioni in base alle nostre tolleranze e soglie di rischio individuali».

 

«Penso che cancelleremo i record del mondo. Vedremo di cosa sono capaci gli esseri umani e sarà un momento di svolta nella storia dell’umanità: una nuova generazione di supereroi».

 

«Vai al cinema oggi. I film più popolari sono i film sui supereroi e questo è letteralmente ciò di cui tratta il nostro movimento, usando la scienza e il meglio dell’umanità e una dose di coraggio per vedere quanto possiamo diventare grandi».

 

«Le Olimpiadi riguardano il passato, gli dei greci e il mondo naturale. Non penso che sia più quello che vogliono i consumatori o gli atleti. Penso che abbiamo una narrativa molto migliore per adattarsi a questo mondo moderno e guidato dalla tecnologia».

 

E ha dichiarato a The Guardian che è anche una sfida morale all’ordine costituito:

 

«Sono un uomo gay e così tanto sulla costruzione di questo movimento mi fa pensare alla storia e all’accettazione delle persone LGBT nella comunità più ampia», ha detto. «Ripensate a 50 anni fa, essere un uomo gay era come essere un uomo “potenziato” oggi. È stigmatizzato, è emarginato, è illegale in un certo senso. Cosa è cambiato? Bene, l’orgoglio è successo. Un movimento di persone, una rivoluzione di persone che si sono mobilitate attorno a un’idea di accettazione».

 

 

Michael Cook

 

 

 

Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

 

 

 

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Animali

Squali strafatti di cocaina minacciano gli oceani

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Gli squali al largo della costa della Florida potrebbero consumare cocaina gettata nell’oceano dai trafficanti di droga, hanno scoperto i ricercatori statunitensi. Questo è quanto emerge dopo che la Guardia Costiera degli Stati Uniti afferma di aver sequestrato fino a 6.400 chilogrammi di cocaina nel Mar dei Caraibi e nell’Oceano Atlantico nell’ultimo mese.

 

I ricercatori che lavorano alla prossima serie TV di Discovery Channel «Cocaine Sharks» hanno dichiarato al sito LiveScience di aver scoperto che alcuni squali si sono comportati in modo strano nell’area e hanno condotto una serie di esperimenti sugli squali al largo delle Florida Keys, dove secondo quanto riferito i pescatori si sono imbattuti in pescecani tossicodipendenti.

 

Il biologo marino Tom Hird e lo scienziato ambientale dell’Università della Florida Tracy Fanara affermano che durante un’immersione hanno visto un grande squalo martello – una specie che evita regolarmente gli umani – caricare direttamente la squadra mentre nuotava di traverso.

 

Un altro squalo è stato osservato nuotare continuamente in cerchi stretti mentre apparentemente era fissato su qualcosa che in realtà non c’era.

 

Gli scienziati hanno anche condotto un test in cui hanno messo in acqua un finto cigno accanto a un pacco di dimensioni e aspetto simili a un pacco di cocaina che sarebbe stata gettata nell’oceano dai trafficanti di droga. Con sorpresa del ricercatore, gli squali non hanno attaccato i cigni e invece si sono diretti direttamente verso le il pacco di cocaina, cercando di morderle. Uno squalo ha persino afferrato l’intera confezione e ha nuotato via portandosela dietro («uso personale»?).

 

Gli scienziati hanno anche condotto un esperimento in cui hanno realizzato una palla esca con polvere di pesce altamente concentrata, che ha innescato una scarica di dopamina negli squali simile a un colpo di cocaina. Quando gli animali hanno mangiato la polvere, i ricercatori dicono di averli visti diventare completamente selvaggi.

 

“Penso che abbiamo un potenziale scenario di come potrebbe essere se si desse cocaina agli squali”, ha detto Hird. «Abbiamo dato loro quella che penso sia la prossima cosa migliore. Gli ha incendiato il cervello. È stato pazzesco».

 

Il team ha anche lanciato false confezioni di cocaina da un aereo per simulare un lancio di droga nella vita reale e ha scoperto che più specie di squali si sono trasferite all’istante sui pacchi.

 

I biologi hanno ammesso, tuttavia, che la loro ricerca deve ancora dimostrare che gli squali stiano effettivamente consumando cocaina, affermando che «non abbiamo idea di cosa la cocaina potrebbe fare allo squalo».

 

Tuttavia, Hird ha espresso la speranza che la messa in onda della serie di documentari possa portare a ulteriori ricerche sulla questione, nonché su come altri prodotti farmaceutici influenzano la vita marina.

 

Negli USA dal 1988 esiste una sorta di tradizione televisiva, la cosiddetta «Shark Week», una settimana in cui il palinsesto del famoso canale Discovery è interamente dedicato ai pescecani. Difficile pensare che dopo quasi 40 anni non abbiano un po’ esaurito i contenuti possibili.

 

La pornostar Stormy Daniels sostiene di aver avuto un rapporto con Donald Trump durante mentre in TV passava la Shark Week, e di aver sentito il presidente dire che odia gli squali e che dovrebbero sparire. Si tratta quindi di una promessa che, divenuto tecnicamente l’uomo più potente della terra, egli non ha mantenuto.

 

Di recente il tema degli animali drogati ha preso piede anche grazie ad un film, Cocainorso, che narra la storia di un plantigrado che trova anche lui pacchi di cocaina abbandonati da aerei di trafficanti, divenendo cattivissimo. Dicono si tratti di una storia vera, ma a quanto sembra il grizzly, che di fatto si pappò la cocaina, non andò in giro ad ammazzare la gente, ma morì sul posto strafatto di polvere bianca.

 

Invece che i pescecani che potrebbero diventare cocainomani, pensiamo, piuttosto, a pesci alterati dalle droghe di cui invece abbiamo certezza: come riportato da Renovatio 21, i pesci dei fiumi sono sessualmente alterati dalla pillola anticoncezionale e mentalmente modificati dagli psicofarmaci – cioè sostanze che gli umani consumano in abbondanza e poi espellono con la pipì che finisce nei fiumi.

 

Vi sarebbe infatti nei fiumi e in mare, a causa della pillola – che è uno steroide sessuale – un’epidemia di pesci transessuali, mentre secondo uno studio dell’Università di Lund l’uso umano di psicodroghe legalizzate SSRI sta rendendo i pesci dei fiumi «nervosi e codardi».

 

 

 

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Droga

Psicofarmaci usati come droghe da sballo: i giovani lo hanno capito, le istituzioni no

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Nel 2022 quasi 300 mila ragazzini hanno assunto psicofarmaci senza ricetta, con un record assoluto in Toscana. La maggior parte dei consumatori è femmine.

 

Uno studio del CNR, citato dal quotidiano milanese La Verità, riporta che il 10,8% della popolazione tra i 15 e i 19 anni consuma psicofarmaci per «uso ricreativo».

 

Non si tratta, quindi, di droghe da prescrizione usate per curare disturbi emotivi, ma veri e propri «psicofarmaci dello sballo» spesso miscelati appositamente con altre droghe o con l’alcool per ampliarne l’effetto stupefacente: benziodiazepine, cannabis, energy drink, sono ingredienti di «cocktail» psicoattivi di cui i farmaci da farmacia sono un elemento fondamentale.

 

Si tratta di una tendenza in crescita: il consumo di psicofarmaci senza ricetta tra i giovani era dell’11,3%, con una pausa negli anni successivi che includevano i mesi di lockdown, dove tuttavia come noto è aumentata la prescrizione di tali droghe farmaceutiche.  Oggi la tendenza è aumentata: farebbe uso illegale di psicodroghe legalizzate un giovane su 10.

 

Secondo quanto riportato, la tipologia degli psicofarmaci più utilizzati è quella delle droghe per dormire (5%), quella dei farmaci per l’umore e le diete (1,7%) e per l’aumento dell’attenzione (1,2%). I farmaci SPM («senza prescrizione medica») sarebbero consumati più da ragazze (10,8%) che da ragazzi (4,9%), con il Centro Italia divenuto zona con più alto livello di consumo (50,4 dosi ogni mille abitanti al giorno; al Nord sono 46,9, al sud 37,7). Con 66 dosi per mille abitanti al dì la regione Toscana è in cima alla classifica, mentre in fondo con 35 dosi troviamo Campania e Basilicata.

 

Il 42% dei giovani si rifornirebbe negli armadietti di casa, visto che in Italia le quantità prescritte e quelle vendute non sono sempre corrispondenti, lasciando quindi grandi quantità di farmaci inutilizzati nelle case delle famiglie italiane. Il 28% dei ragazzi ammette invece di cercare gli psicofarmaci su internet, dove si è creato un vero e proprio mercato nero delle psicodroghe legalizzate, a riprova del loro aspetto fondamentale nella cultura dello sballo.

 

In più casi di presunti stupri recenti è emersa la circolazione di psicofarmaci tra gli interessati: nel caso della presunta violenza carnale consumatasi a Capodanno 2020 a Primavalle (Roma), secondo una chat letta in aula di tribunale, una quattordicenne scriveva: «le pasticche di Xanax e Rivotril ve le regalo, tanto è Capodanno. Le ho portate da casa, senza dire altro», riporta La Verità.

 

Come riportato da Renovatio 21, tracce di vari psicofarmaci unite all’uso di cocaina e cannabis (ma non di GHB, droga dello stupro) sarebbero state trovate nel sangue della ragazza che accusa il figlio del presidente del Senato La Russa di averla violentata dopo una serata in discoteca: in particolare si è parlato dell’ansiolitico Xanax e dello psicofarmaco SSRI fluoxetina, una sostanza nota con il nome commerciale di Prozac.

 

Apprendiamo sempre dal quotidiano milanese che in un recente congresso di addetti ai lavori psicofarmaceutici questi si sarebbero «affrettati a spiegare che gli psicofarmaci, “assieme ad un percorso terapeutico a 360 gradi, sono fondamentali per curare le malattie mentali anche nei giovani e giovanissimi”». Insomma, giù le mani dalle pasticche psicoattive diffuse congiuntamente da Big Pharma e dallo Stato.

 

«I giovani che un tempo ricorrevano alle droghe dello sballo più tradizionali (cocaina, cannabis e anfetamine) hanno spostato l’attenzione sugli psicofarmaci, certamente perché sono più facilmente disponibili e meno costosi, ma anche perché, essendo legali, non sono percepiti come droghe» scrive La Verità.

 

Vogliamo aggiungere che se i ragazzi cercano gli psicofarmaci come droghe è perché essi lo sono: cioè, danno effetto alla mente esattamente paragonabili a quelli delle droghe illegalizzate.

 

I giovani cioè hanno capito che gli psicofarmaci sono potenti droghe psicotrope in grado di alterare pesantemente il cervello: le istituzioni invece, no, non lo hanno ancora capito. E non è possibile sapere quanti stipendi siano pagati per continuare a non comprenderlo.

 

 

 

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