- Infine il Venezuela ha iniziato una distribuzione massiccia del Carvativir, farmaco ricavato dal timo, che produce risultati altrettanto spettacolari. Google e Facebook (e inizialmente anche Twitter) censurano ogni informazione sull’argomento, con zelo pari a quello con cui The Lancet ha tentato di screditare l’idrossiclorochina.
Epidemie
COVID-19: il fallimento dell’approccio occidentale
Renovatio 21 pubblica questo articolo di Réseau Voltaire. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.
L’epidemia di Covid-19 colpisce il mondo intero, ma la mortalità oscilla dallo 0,0003% in Cina allo 0,016 negli Stati Uniti, dove quindi è 50 volte superiore. La differenza può essere spiegata da particolarità genetiche, ma anche, e soprattutto, dal diverso approccio sanitario: l’Occidente non è più la culla della Ragione e della Scienza.
Un anno fa l’epidemia arrivava in Occidente attraverso l’Italia. Oggi, sebbene conosciamo qualcosa di più di questo virus, gli Occidentali insistono ad affrontarlo in modo erroneo.
Secondo la definizione europea della vita, i virus sono esseri viventi; secondo la definizione anglosassone della vita, i virus sono semplici meccanismi. Una differenza culturale che conduce a comportamenti diversi: per gli anglosassoni i virus devono essere distrutti; per gli europei – almeno fino allo scorso anno – ci si deve adattare ai virus
1 – Cos’è un virus?
La Scienza è per definizione universale: osserva e formula ipotesi per spiegare fenomeni. Tuttavia si esprime in lingue e culture diverse, che, a non conoscerne le specificità, sono fonte di malintesi.
Secondo la definizione europea della vita, i virus sono esseri viventi; secondo la definizione anglosassone della vita, i virus sono semplici meccanismi. Una differenza culturale che conduce a comportamenti diversi: per gli anglosassoni i virus devono essere distrutti; per gli europei – almeno fino allo scorso anno – ci si deve adattare ai virus.
Non sostengo che una concezione sia superiore all’altra, né che gli uni e gli altri non siano capaci di agire in modo diverso da quello indotto dalla loro cultura. Dico semplicemente che ciascuno affronta il mondo nel modo che gli è peculiare. Dobbiamo sforzarci di capire gli altri e possiamo farlo solo se siamo nella giusta disposizione mentale.
L’Occidente è sicuramente un insieme politico più o meno omogeneo, tuttavia è formato da almeno due culture, molto diverse fra loro. Sebbene i media cerchino incessantemente di minimizzare queste differenze, noi dobbiamo sempre tenerne conto.
Se pensiamo che i virus siano esseri viventi, dobbiamo paragonarli ai parassiti: cercano infatti di sopravvivere sfruttando il proprio ospite, ma soprattutto cercano di non ucciderlo, perché morirebbero con lui. Cercano di adattarsi alla specie che li ospita modificandosi, fino a raggiungere un modo per abitarla senza ucciderla. Le varianti del COVID-19 non sono perciò «cavalieri dell’Apocalisse», sono buonissime notizie, in linea con l’evoluzione delle specie.
Il principio del confinamento di popolazioni sane è stato prescritto nel 2004 dal segretario alla Difesa statunitense, Donald Rumsfeld. Non già per combattere una malattia, ma per provocare una ribellione di massa e militarizzare le società occidentali
Il principio del confinamento di popolazioni sane è stato prescritto nel 2004 dal segretario alla Difesa statunitense, Donald Rumsfeld. Non già per combattere una malattia, ma per provocare una ribellione di massa e militarizzare le società occidentali (1).
Il confinamento è stato diffuso in Europa dal dottor Richard Hatchett, all’epoca consigliere del Pentagono, oggi presidente della CEPI (Coalition for Epidemic Preparedness Innovations). È stato Hatchett a inventare l’espressione «siamo in guerra!» a proposito del COVID-19, frase in seguito ripresa dal presidente Macron.
Se si concepiscono i virus come esseri viventi, non si può dare credito nemmeno ai modelli epidemiologici del professor Neil Ferguson, dell’Imperial College of London, e dei suoi discepoli, come Simon Cauchemez del Consiglio scientifico dell’Eliseo. Per definizione, lo sviluppo di nessun essere vivente è esponenziale. Ogni specie si autoregola in funzione del proprio ambiente. Tracciare la curva dell’inizio di un’epidemia ed estrapolarla è un’assurdità intellettuale. Il professor Ferguson predice da una vita catastrofi che non si sono mai avverate (2).
2 – Cosa fare di fronte a un’epidemia?
Storicamente tutte le epidemie sono state combattute con successo attraverso un mix di misure d’isolamento dei malati e d’incremento dell’igiene.
Se si concepiscono i virus come esseri viventi, non si può dare credito nemmeno ai modelli epidemiologici del professor Neil Ferguson, dell’Imperial College of London. Per definizione, lo sviluppo di nessun essere vivente è esponenziale
Se l’epidemia è virale, l’igiene non serve a combattere il virus, ma a contrastare le malattie batteriologiche che si sviluppano nei contagiati. Per esempio, l’influenza spagnola, che imperversò negli anni 1918-1920, è stata una malattia virale. Si trattava di un virus benigno, ma nel contesto della prima guerra mondiale le pessime condizioni igieniche consentirono lo sviluppo di malattie batteriche opportuniste che uccisero milioni di persone.
Da un punto di vista medico, l’isolamento non può che riguardare i malati. Storicamente non è mai accaduto che, per combattere una malattia, si siano isolati individui sani. In nessuna parte del mondo troverete un libro di medicina, scritto prima del 2020, che prenda in considerazione misure di questo genere.
L’isolamento cui si ricorre oggi non è né una misura sanitaria né politica: è una misura amministrativa. Non ha lo scopo di ridurre il numero di malati, ma di diluire i contagi nel tempo, per non congestionare gli ospedali. È un modo per compensare la cattiva gestione delle istituzioni sanitarie. Nella maggior parte dei casi le epidemie durano tre anni. Nel caso del COVID-19 la durata naturale sarà prolungata della durata amministrativa dei confinamenti.
Da un punto di vista medico, l’isolamento non può che riguardare i malati. Storicamente non è mai accaduto che, per combattere una malattia, si siano isolati individui sani. In nessuna parte del mondo troverete un libro di medicina, scritto prima del 2020, che prenda in considerazione misure di questo genere
Gli isolamenti disposti in Cina non avevano motivazioni mediche. Furono un intervento del potere centrale per rimediare agli errori dei poteri locali, nel contesto della teoria cinese del «mandato celeste» (3).
L’uso da parte della popolazione sana di mascherine chirurgiche non è mai stato efficace nella lotta contro un virus respiratorio. Infatti, fino al COVID-19 nessuno dei virus respiratori conosciuti si trasmette attraverso le goccioline, ma per aerosol. Soltanto le maschere a gas sono efficaci. Naturalmente è possibile che il COVID-19 sia la prima manifestazione di un nuovo genere di virus, è un’ipotesi sicuramente razionale, ma molto poco ragionevole (4). Era stata presa in considerazione per il COVID-2 (la SARS), ma è stata poi accantonata.
È importante sottolineare che nel 2003-2004 il COVID-2 non ha colpito soltanto l’Asia, ma anche l’Occidente. Si è trattato di un’epidemia, alla stregua del COVID-19 del 2020-21. Oggi la SARS viene curata con l’interferone-alfa e con inibitori di proteasi. Non esiste vaccino.
3 – Si può curare una malattia che non si conosce?
Anche se non si conosce un virus, si può e si deve sempre curarne i sintomi. Non soltanto per ridurre le sofferenze dei malati: è anche la condizione per imparare a conoscere la malattia.
Nella maggior parte dei casi le epidemie durano tre anni. Nel caso del COVID-19 la durata naturale sarà prolungata della durata amministrativa dei confinamenti
I responsabili politici occidentali hanno scelto di non curare il COVID-19 e di investire tutto sui vaccini. Una decisione che va contro il giuramento d’Ippocrate che i medici occidentali si sono impegnati a rispettare.
Naturalmente molti medici occidentali continuano a seguire quel che la loro deontologia prescrive, ma in modo il più possibile discreto per evitare minacce di sanzioni dell’ordine professionale, nonché amministrative.
In Paesi non-occidentali sono invece somministrati con successo diversi trattamenti farmacologici:
- Dall’inizio del 2020, vale a dire prima che l’epidemia scoppiasse in Occidente, Cuba ha verificato che in alcuni casi i malati possono essere curati e guariti con piccole dosi d’interferone Alfa 2B ricombinato (IFNrec). A febbraio 2021 la Cina ha costruito una fabbrica per produrre su larga scala il farmaco cubano e lo sta utilizzando per alcune tipologie di malati (5).
I responsabili politici occidentali hanno scelto di non curare il COVID-19 e di investire tutto sui vaccini. Una decisione che va contro il giuramento d’Ippocrate che i medici occidentali si sono impegnati a rispettare
- La Cina ha utilizzato anche un farmaco contro la malaria, il fosfato di clorochina. Basandosi sull’esperienza cinese, il professor Didier Raoult ha utilizzato l’idrossiclorochina, di cui è uno dei migliori specialisti al mondo: farmaco utilizzato con successo in numerosi Paesi, con buona pace delle grottesche fake news di The Lancet e di altri media dominanti, secondo cui questo farmaco banale, somministrato a miliardi di persone, sarebbe un veleno mortale.
- Gli Stati che hanno fatto una scelta contraria a quella degli Occidentali, ossia privilegiato le cure rispetto ai vaccini, hanno collettivamente messo a punto un cocktail di farmaci a basso costo (fra cui l’idrossiclorochina e l’ivermectina) che cura in maniera poderosa il COVID (si veda il riquadro). I risultati sono così spettacolari che gli Occidentali mettono in dubbio i dati pubblicati, innanzitutto quelli della Cina.

Estratto di un documento confidenziale svizzero. I farmaci citati possono essere venduti con nomi diversi nei diversi Paesi.
1) L’auto-sorveglianza si fa a domicilio, con un ossimetro che, applicato al dito medio, serve a misurare più volte al giorno la saturazione di ossigeno nel sangue. Un abbassamento della saturazione a <92%, accompagnato da una frequenza respiratoria elevata, >30 al minuto, è sintomo di una grave infezione di COVID-19, che richiede l’ospedalizzazione; la quale tuttavia può essere evitata con l’aiuto di una farmacoterapia precoce. A questo fine, dopo aver consultato un medico/Spitex [servizio di assistenza e cura domiciliare svizzero, ndt], il paziente assume immediatamente a domicilio i seguenti farmaci sperimentati:
2) Farmaci:
a. Low-molecular-weight-heparin (LMWH) 0.6ml, due volte al giorno con iniezione sottocutanea, per prevenire la formazione di coaguli.
b. Ivermectine 0.2 mg/kg di massa corporea, i giorni 1 e 3, per ridurre la presenza virale.
c. Hydroxychlorichina (HCQ): cominciare con 400 mg. Proseguire con 3x200mg: impedisce la penetrazione cellulare del virus. Durata della terapia: da 7 a 10 giorni.
d. Zithromax 500mg il 1° giorno, 250mg i giorni successivi; rafforza l’effetto dell’HCQ.
e. Zinco 50mg al giorno: rafforza l’effetto dell’HCQ/Zithromax.
f. Vitamina D3 4000 IU al giorno.
g. Vitamina C 2x500mg al giorno.
h. Celebrex 200mg, massimo 400 mg al giorno.
i. Famotidina 20mg-40mg al giorno (gastroprotettore).
3) Osservazioni:
a. È fondamentale iniziare precocemente il trattamento farmacologico, quando il virus non ha ancora agito/distrutto molto.
b. L’inizio della terapia deve avvenire sotto sorveglianza medica.
c. Gli steroidi (dexamethasone e altri) non sono indicati nella fase iniziale della replicazione virale perché addirittura la favoriscono. Gli steroidi sono indicati quando è necessaria l’ossigenoterapia, il che comporta in genere l’ospedalizzazione.
d. Se, grazie al trattamento, i pazienti sintomatici non presentano sintomi durante la prima settimana (ossia nel periodo di replicazione virale), si può supporre che la temuta tempesta citochinica sarà evitata e quindi non sarà necessaria l’ospedalizzazione.
In Occidente, dove ci si rifiuta di curare i malati, l’unica soluzione parrebbe la vaccinazione dell’intera popolazione. Potenti lobby farmaceutiche spingono all’uso massiccio di vaccini costosi, invece che di farmaci a buon mercato, nonché necessari a un numero di persone mille volte inferiore
4 – Come finirà questa epidemia?
Nei Paesi che adottano le risposte sanitarie che ho esposto, il COVID-19 sussiste, ma l’epidemia è finita. I vaccini sono proposti soltanto alle persone molto esposte al contagio.
In Occidente, dove ci si rifiuta di curare i malati, l’unica soluzione parrebbe la vaccinazione dell’intera popolazione. Potenti lobby farmaceutiche spingono all’uso massiccio di vaccini costosi, invece che di farmaci a buon mercato, nonché necessari a un numero di persone mille volte inferiore. Si assiste perciò a una disastrosa rivalità fra Stati per accaparrarsi le dosi di vaccino disponibili, a danno degli alleati.
Per quattrocento anni l’Occidente ha seguito la Ragione, divenendo l’araldo della Scienza. Oggi vi ha rinunciato. Vanta ancora grandi scienziati – come il professor Didier Raoult – nonché un progresso tecnico – come dimostrano i vaccini a RNA messaggero – ma non possiede più il rigore necessario al ragionamento scientifico.
Bisogna anche distinguere fra le regioni dell’Occidente: i Paesi anglosassoni (Regno Unito e Stati Uniti) sono stati in grado di produrre vaccini a RNA messaggero, non invece l’Unione Europea, che ha smarrito la propria capacità inventiva.
Per quattrocento anni l’Occidente ha seguito la Ragione, divenendo l’araldo della Scienza. Oggi vi ha rinunciato
Il centro del mondo si è spostato.
Thierry Meyssan
NOTE
1) «Il COVID-19 e l’Alba Rossa», di Thierry Meyssan, Traduzione Rachele Marmetti, Rete Voltaire, 28 aprile 2020.
2) «COVID-19: Neil Ferguson, il Lyssenko liberale», di Thierry Meyssan, Traduzione Rachele Marmetti, Rete Voltaire, 19 aprile 2020.
3) «COVID-19: propaganda e manipolazione», di Thierry Meyssan, Traduzione Rachele Marmetti, Rete Voltaire, 21 marzo 2020.
4) «Paura e assurdità di fronte alla pandemia», di Thierry Meyssan, Traduzione Rachele Marmetti, Rete Voltaire, 7 aprile 2020.
5) «Il mondo dopo la pandemia», di Thierry Meyssan, Traduzione Rachele Marmetti, Rete Voltaire, 17 marzo 2020.
Articolo ripubblicato su licenza Creative Commons CC BY-NC-ND
Fonte: «Covid-19: il fallimento dell’approccio occidentale», di Thierry Meyssan, Traduzione Rachele Marmetti, Rete Voltaire, 30 marzo 2021.
Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.
Epidemie
Riappare l’ameba mangia-cervello
Un residente dello Stato americano della Georgia è morto per una rara infezione causata dal protozoo Naegleria fowleri, noto colloquialmente come «ameba mangia-cervello».
Si tratta della terza persona a morire negli Stati Uniti quest’anno a causa della creatura microscopica, che pare diffondersi sempre più a Nord.
Il Dipartimento della Sanità Pubblica della Georgia ha confermato venerdì che l’infezione da ameba Naegleria fowleri è stata la causa della morte del cittadino georgiano il cui nome, età e sesso sono stati nascosti.
«Un residente della Georgia è morto per infezione da Naegleria fowleri, una rara infezione che distrugge il tessuto cerebrale, causando gonfiore del cervello e di solito la morte», ha detto l’agenzia sanitaria dello Stato. «L’individuo è stato probabilmente infettato mentre nuotava in un lago o in uno stagno d’acqua dolce in Georgia».
Non solo è il terzo caso segnalato di morte correlata a Naegleria fowleri quest’anno negli Stati Uniti, ma il sesto in Georgia dal 1962 – abbiamo, dunque un’impennata nell’ultimo anno nello Stato, mentre a livello nazionale parrebbero esserci stati, sempre dal 1962, 154 casi.
A marzo, un uomo in Florida era morto a causa dell’infezione dopo averla probabilmente acquisita usando l’acqua del rubinetto per lavarsi i seni nasali.
«L’ameba è presente in natura e non esiste un test ambientale di routine per Naegleria fowleri nei corpi idrici; e poiché è molto comune nell’ambiente, i livelli delle amebe che si trovano naturalmente non possono essere controllati», hanno detto i funzionari sanitari americani. «La posizione e il numero di amebe nell’acqua possono variare nel tempo all’interno dello stesso specchio d’acqua».
Secondo i Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC), l’ameba è «termofila», nel senso che ama gli ambienti caldi, ma non è mai stata trovata in acqua salata. La sua predilezione per il calore significa che in genere non si trova nelle parti più fredde del mondo, compresi gli Stati Uniti settentrionali.
Negli ultimi anni, sono stati riscontrati casi più a Nord, anche in Minnesota, dove gli inverni possono essere brutalmente freddi. Uno studio del 2021 della Cleveland Clinic ha monitorato il costante spostamento dell’ameba verso Nord dalla fine degli anni ’70.
L’infezione è rara e non può avvenire per ingestione dell’ameba o per diffusione da persona a persona; accade solo quando l’ameba entra in contatto con il naso. Se l’infezione prende piede, progredisce rapidamente, provocando forti mal di testa, febbre, nausea e vomito tra i cinque ei 12 giorni di infezione, che progrediranno fino a torcicollo, convulsioni e coma.
La morte è il risultato quasi inevitabile, con solo quattro casi confermati su 154 sopravvissuti all’infezione dal 1962. Il decesso dell’infetto avviene in genere solo cinque giorni dopo l’insorgenza dei sintomi.
La causa del rapido deterioramento è l’ameba, un piccolo organismo unicellulare, che si nutre del tessuto cerebrale della vittima.
Come riportato da Renovatio 21, nel 2022 un cittadino del Missouri e un bambino del Nebraska sono stati ammazzati dall’ameba mangia-cervello.
Le amebe mangiatrici di cervello, che sono organismi unicellulari, di solito prosperano in laghi, fiumi, canali e stagni caldi d’acqua dolce, sebbene possano essere presenti anche nel suolo. Entrano nel corpo attraverso il naso e da lì poi si spostano nel cervello. Il CDC ritiene che le persone di solito si infettano mentre nuotano nei laghi e nei fiumi.
Uno studio del CDC pubblicato nel 2020, ha rilevato che cinque dei sei casi di meningoencefalite amebica primaria (PAM), come viene chiamata l’infezione cerebrale causata da Naegleria fowleri, si sono verificati durante o dopo il 2010.
Come riportato da Renovatio 21, due mesi fa è emersa la rilevazioni di vibrio vulnificus, cioè di un tipo di batteri «carnivori», nelle spiagge della Florida.
Negli ultimi 15 anni, una malattia neurodegenerativa estremamente rara che mangia il cervello umano lasciando buchi è diventata sempre più comune in Giappone, ma il caso PAM statunitense sembra molto diverso.
Prioni sarebbero stati invece alla base di un’epidemia di cervi-zombie nel 2019.
Epidemie
Fauci denunciato dal senatore Paul
Il senatore Rand Paul ha presentato una denuncia penale al Dipartimento di giustizia, affermando che Anthony Fauci ha mentito mentre era sotto giuramento riguardo alla ricerca sul guadagno di funzioni a Wuhan finanziata dal NIH di Fauci.
Il senatore Paul ha inoltrato copie degli scambi di e-mail del 2020 che mostrano Fauci che conferma di sapere che «gli scienziati dell’Università di Wuhan sono noti per aver lavorato a esperimenti di guadagno di funzione».
L’e-mail che Fauci ha inviato all’allora ispettore generale del Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani Garrett Grisby, cita una conversazione che Fauci ha avuto con «scienziati altamente credibili», che «erano preoccupati per il fatto che dopo aver visto le sequenze di diversi isolati del nCov c’erano mutazioni nel virus che sarebbe stato molto insolito essersi evolute naturalmente nei pipistrelli e c’era il sospetto che questa mutazione fosse stata inserita intenzionalmente».
This directly contradicts everything he said in committee hearing to me, denying absolutely that they funded any gain of function, and it’s absolutely a lie. That’s why I sent an official criminal referral to the DOJ. https://t.co/Y191SmMiIr
— Rand Paul (@RandPaul) July 29, 2023
«Dopo una lunga discussione, alcuni degli scienziati si sono sentiti più fortemente su questa possibilità, ma altri due la pensavano diversamente. Ritenevano che fosse del tutto concepibile che questo potesse essersi evoluto naturalmente anche se queste mutazioni non erano mai state viste prima in un virus di pipistrello», ha scritto Fauci.
«Le ragioni di ciascuna parte dell’argomento sono troppo complicate per occupartene», ha scritto Fauci.
Il senatore ha ripetutamente promesso di smascherare il ruolo di Fauci nell’insabbiamento delle origini del COVID.
Il senatore Paul è noto per i suoi scontri con Fauci durante la pandemia, arrivando a dire che l’infettivologo «potrebbe essere il responsabile dell’intera pandemia».
Tre mesi fa il senatore aveva «grigliato» l’amministratore delegato di Moderna Stephane Bancel in un’audizione di una Commissione del Senato sui farmaci, facendo rivelazioni che hanno portato Paul a dire che non vaccinerebbe i suoi figli contro il COVID.
Rand Paul è medico oftalmologo e figlio dell’ex senatore, medico anche lui ma specializzato in ginecologia, Ron Paul, inesausto e sincero eroe delle cause libertario-conservatrici in USA.
Paul il mese scorso non si è fatto problemi ad attaccare anche Bill Gates definendolo «il più grande finanziatore della ricerca di virus nelle caverne per portarli nelle grandi città»
Come riportato da Renovatio 21, nel frattempo una nuova iniziativa sui vaccini per coronavirus di Gates e Fauci ha ricevuto un finanziamento da 5 miliardi di dollari dall’amministrazione Biden.
Mentre le trame dietro l’operato di Fauci vengono rovinosamente a galla, l’Italia continua grottescamente a premiare il dottore plenipotenziario pandemico: a giugno l’uomo era a Siena (provincia dove peraltro sono siti alcuni stabilimenti di produzione vaccinale) per ricevere una laurea ad honorem.
Nel maggio 2021, l’ambasciatore italiano negli USA, Armando Varricchio, aveva insignito il Fauci dell’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.
Armi biologiche
Vaccino per l’antrace approvato nonostante la mancanza di informazioni pubblicamente disponibili su test e ingredienti
Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.
Il vaccino, Cyfendus, è approvato per l’uso dopo l’esposizione sospetta o confermata al Bacillus anthracis, noto anche come antrace, ma deve essere somministrato insieme ad altri farmaci antibatterici.
Giovedì la Food and Drug Administration (FDA) statunitense ha approvato un vaccino contro l’antrace per adulti di età compresa tra 18 e 65 anni, secondo Emergent BioSolutions, il produttore del vaccino.
Il vaccino, Cyfendus, è approvato per l’uso dopo un’esposizione sospetta o confermata al Bacillus anthracis, noto anche come antrace, ma deve essere somministrato insieme ad altri farmaci antibatterici, ha riferito Reuters.
Emergent ha affermato di aver consegnato Cyfendus al Dipartimento della salute e dei servizi umani (HHS) degli Stati Uniti dal 2019, in base allo stato di autorizzazione all’uso pre-emergenza
L’efficacia di Cyfendus per la profilassi post-esposizione è stata testata solo su animali.
La dottoressa Meryl Nass, esperta di bioterrorismo e antrace, ha dichiarato a The Defender di essere scettica sul fatto che il vaccino offra nuovi sostanziali benefici per la salute.
«Data la storia dei numerosi fallimenti dell’azienda e la mancanza di adeguati test di sicurezza o efficacia dei precedenti vaccini contro l’antrace, ci si possono solo aspettare problemi», ha detto Nass.
«Il fatto che non ci sia un’etichetta disponibile, non ci siano informazioni su come è stato testato, quale placebo è stato usato, eccetera – tutto ciò aumenta la costernazione e la preoccupazione che le persone dovrebbero avere riguardo al valore di questo prodotto», ha aggiunto Nass.
Emergent ha affermato che il farmaco è in fase di sviluppo da 20 anni in collaborazione con la Defense Advanced Research Projects Agency (DARPA), la Biomedical Advanced Research and Development Authority (BARDA) e il National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID), precedentemente diretto dal dottor Anthony Fauci.
Paul Williams, vicepresidente senior di Emergent, ha affermato che l’antrace «rimane una minaccia alla sicurezza nazionale ad alta priorità».
Cyfendus è composto dal vaccino contro l’antrace adsorbito (AVA) di Emergent, commercializzato come Biothrax, più un adiuvante aggiuntivo, il cui nome non è stato rivelato dalla società.
Cyfendus viene somministrato in due dosi nell’arco di 14 giorni per suscitare una risposta immunitaria che la società ha affermato: «può essere particolarmente importante in risposta a un’emergenza sanitaria pubblica su larga scala che coinvolge l’antrace».
Nass ha detto che durante la paura dell’antrace del 2001, quando i politici e le organizzazioni dei media in tutto il paese hanno ricevuto l’antrace per posta, cinque persone sono morte, ma «tutti quelli che hanno preso gli antibiotici in anticipo non hanno contratto l’antrace e nessuno di loro è morto».
«Quindi», ha detto Nass, «gli antibiotici hanno funzionato». Nass ha sottolineato che dopo l’esposizione all’antrace, è necessario un trattamento immediato, non per il periodo di tempo più lungo necessario affinché un vaccino funzioni.
«Il fatto che sia necessario somministrarlo insieme agli antibiotici», ha detto Nass, «che è quello che dovresti avere quando sei esposto all’antrace, solleva la domanda: quali benefici aggiuntivi otterrai da questo vaccino? Non lo so».
Le azioni di Emergent hanno guadagnato il 16,2% nel trading pre-mercato dopo aver annunciato l’approvazione della FDA.
L’analista di benchmark Robert Wasserman ha affermato che l’approvazione fornisce “maggiori garanzie” che la società raggiungerà i suoi guadagni previsti per il 2023 di 260-280 milioni di dollari, ha riferito Bloomberg Law.
Il picco dei prezzi arriva sulla scia di «alcuni anni difficili», finanziariamente per l’azienda, ha riferito FiercePharma.
La società, fondata nel 1998 come appaltatore governativo BioPort per distribuire e produrre il vaccino contro l’antrace per le forze armate statunitensi, ha raggiunto il suo apice finanziario all’inizio della pandemia dopo aver ottenuto lucrosi contratti per la produzione di vaccini Johnson & Johnson e AstraZeneca COVID- 19.
Ma un rapporto del Congresso nel 2021 ha rivelato che la società ha nascosto probabili problemi di contaminazione nello stabilimento agli ispettori della FDA e alla fine ha dovuto distruggere 400 milioni di dosi di vaccino, il che ha portato il prezzo delle sue azioni a scendere da 133 a 7 dollari.
Storia del vaccino contro l’antrace
Il vaccino contro l’antrace è stato sviluppato e in uso limitato nelle forze armate dal 1970.
Biothrax è stato prodotto da Emergent dal 2002. Prima dell’annuncio di giovedì, era l’unico vaccino contro l’antrace autorizzato per l’uomo negli Stati Uniti.
Nass ha spiegato che nel 1997, il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti (DOD) ha reso obbligatorio il vaccino come parte del programma di immunizzazione del vaccino contro l’antrace (AVIP) per tutti i 2,5 milioni di membri del servizio militare, inclusi il personale in servizio attivo e di riserva e gli appaltatori civili.
Il DOD ha implementato il programma di vaccinazione di massa nel 1998.
Le segnalazioni di reazioni avverse e dissenso da parte dei membri del servizio hanno portato a udienze del Congresso e all’inizio del 2000, il Comitato per la riforma del governo della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti ha raccomandato di interrompere il programma obbligatorio, sebbene non sia stato ufficialmente interrotto.
Nel 2000, più di 500.000 membri del servizio avevano ricevuto almeno una dose del vaccino, progettato per essere somministrato in sei dosi.
L’impianto in cui il governo ha prodotto il vaccino contro l’antrace ha dovuto affrontare una serie di problemi normativi ed è stato chiuso nel 1997, secondo Nass.
BioPort lo ha acquisito dal Michigan Biologic Products Institute di proprietà statale nel 1998 e lo ha ricostruito, ma non è stato autorizzato dalla FDA a produrre il vaccino. Quindi per un periodo i vaccini non erano disponibili.
Quindi, a partire dal 18 settembre 2001 – una settimana dopo gli attacchi dell’11 settembre – quando gli americani erano in uno stato di paura o di accresciuta preoccupazione, i media iniziarono a riferire che una forma sofisticata, armata e mortale di antrace era stata inviata per posta a numerose testate giornalistiche e politici americani.
Nuove lettere continuarono ad apparire nelle sei settimane successive ei media e il governo lasciarono intendere che fossero in qualche modo collegate agli attacchi dell’11 settembre.
Successivamente, i media e figure come John McCain hanno collegato l’antrace a Saddam Hussein in Iraq. Nel 2008, l’FBI ha accusato lo scienziato dell’esercito americano Bruce Ivins di essere responsabile degli attacchi, sebbene Ivins si sia tolto la vita prima che potesse essere perseguito e le affermazioni dell’FBI sono ampiamente messe in dubbio.
ProPublica, McClatchy e PBS Frontline, che hanno svolto le proprie indagini, hanno messo in dubbio le prove dell’FBI.
Anche il Government Office of Accountability (GAO) e le National Academies of Science hanno scoperto che l’FBI non disponeva di dati a sostegno delle sue affermazioni.
Ma il clamore creato dalle lettere all’antrace ha spinto il pubblico americano a sostenere una legislazione draconiana come il Patriot Act, ha sostenuto il dottor Joseph Mercola.
È diventata anche la principale giustificazione per continuare a produrre il vaccino e somministrarlo alle persone di servizio, ha scritto Pam Long su The Defender.
Nel 2002, poco dopo che la FDA ha approvato il nuovo impianto di vaccini di BioPort, il GAO ha emesso un rapporto al Congresso sull’AVIP.
Il rapporto ha elencato un numero significativo di reazioni avverse al vaccino – più del doppio del tasso riportato dal produttore – insieme all’esodo di massa di piloti militari e altro prezioso personale militare che ha rifiutato il mandato.
Ha anche notato che le reazioni avverse all’antrace erano molto simili ai sintomi della sindrome della Guerra del Golfo e che molti veterani hanno segnalato il vaccino come causa di questa malattia, che hanno anche riportato nelle udienze del Congresso, secondo Nass.
Dal 2000 al 2018, il mandato militare contro l’antrace è stato contestato più volte in tribunale per mancanza di approvazione e licenza della FDA e per mancanza di provata efficacia contro l’inalazione fatale di antrace.
Durante questo periodo, il DOD ha limitato il vaccino contro l’antrace a un gruppo più piccolo di “truppe a rischio” e ha interrotto e ripreso il programma diverse volte.
Prima del 2001, il DOD ha concluso che gli agenti biologici come l’antrace non erano una minaccia per le vittime di massa a causa del numero limitato di Paesi con l’esperienza e la sofisticazione necessarie per armare e diffondere l’antrace.
Secondo un’indagine della giornalista investigativo Whitney Webb, gli attacchi all’antrace del 2001 hanno anche salvato Emergent Biosolutions, poi BioPort, da rovina finanziaria.
Brenda Baletti
Phd.
Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.









