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Epidemie

Emilia-Romagna, plasmaterapia, burocrazia

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L’Emilia-Romagna è stata certamente una delle regioni più coinvolte nella gestione sanitaria dettata dal picco epidemico di Covid-19. 

 

Dopo Codogno (Lombardia) e Vo’ Euganeo (Veneto) si può dire che il disastro più grosso, nonostante il palese tentativo di insabbiarlo, sia avvenuto a Piacenza, coinvolgendo poi pian piano le altre province adiacenti — prima Parma, poi Reggio Emilia, poi ancora Modena fino ad arrivare in Romagna. Alla fine anche il Commissario all’emergenza Coronavirus, Sergio Venturi, ha dovuto ammettere che provincia piacentina ha «affrontato l’ondata di piena senza avere purtroppo ancora tutte le misure di distanziamento e le ulteriori misure di blocchi produttivi che sono stati progressivamente stabiliti». 

 

Del dramma emiliano-romagnolo pare quasi non se ne voglia parlare più di tanto, evitando persino di prendere in considerazione gli sconvolgenti dati a proposito delle RSA

Tuttavia del dramma emiliano-romagnolo pare quasi non se ne voglia parlare più di tanto, evitando persino di prendere in considerazione gli sconvolgenti dati a proposito delle RSA e, quindi, della gestione a livello regionale: il 57,7% dei pazienti deceduti nelle case di cura dell’Emilia-Romagna nei tre mesi di epidemia italiana sono morti a causa del COVID-19. La tanto citata Lombardia è seconda all’Emilia con il 53,4% dei decessi causa Coronavirus tra i pazienti delle residenze per anziani.

 

Prima in classifica fra le province più colpite a livello di decessi nelle RSA causa Sars-Cov-2 troviamo Bergamo — in generale la provincia più colpita di tutte come tasso di mortalità complessivo —, ma al secondo posto non troviamo né Lodi né Brescia né Milano: troviamo Reggio Emilia.

 

Il 57,7% dei pazienti deceduti nelle case di cura dell’Emilia-Romagna nei tre mesi di epidemia italiana sono morti a causa del COVID-19. La tanto citata Lombardia è seconda all’Emilia con il 53,4% dei decessi causa Coronavirus tra i pazienti delle residenze per anziani

Su Renovatio 21 ci siamo già chiesti se per caso sarà avviato un commissariamento anche in questa Regione, se non altro per trovare risposte a questi dati tragici e riguardanti una fetta di popolazione assai fragile, già sufficientemente compromessa dalla necessità di dover passare l’ultimo atto della propria vita lontana dai propri affetti e dalle proprie cose.

 

Abbiamo tuttavia il vago sospetto che l’Emilia-Romagna ne uscirà fuori immacolata, anzi, saltano fuori addirittura voci di un Bonaccini papabile futuro premier. Santi subito, insomma, per buona pace dei dati di mortalità — certamente sottostimati — circa i poveri anziani residenti in luoghi in cui, invece che essere protetti, ci hanno lasciato le penne.

 

Oltre al danno, poi, anche la beffa: qualcuno sta pensando di intervenire seriamente a livello regionale per contenere il disastro propagato all’interno delle residenze per anziani, ancora in totale emergenza? A noi pare di no, considerando che le chiacchiere non curano le persone dal COVID.

 

Sarebbe interessante sapere quanti anziani sono stati seriamente curati all’interno di queste strutture, quando sono stati fatti i primi tamponi e, perché no, quali misure di prevenzione sono state messe in atto e con quanto anticipo. E poi le linee guida: le linee guida delle aziende sanitarie locali — e quindi regionali — sono state efficaci? 

 

In questi giorni la Regione ha dato notizia di essersi messa al lavoro sul fronte di ricerca per la terapia con il plasma iperimmune, sulla quale, ci tengono a dire con convinzione annunciandone la notizia, «allo stato attuale non esistono evidenze scientifiche conclusive che ne dimostrino la comprata efficacia». 

 

Quindi, proseguono, «in attesa che i protocolli clinici regionali in corso possano definire quanto questo approccio terapeutico migliori la prognosi dei pazienti affetti da forme gravi di infezioni da SARS-CoV-2, la Regione ha aderito allo studio nazionale – chiamato “Tsunami” e messo a punto da Aifa e Istituto Superiore di sanità – sull’efficacia della terapia con plasma in pazienti con polmonite dovuta al virus».

 

Difficile non far caso al fatto che mentre la gente muore, o comunque versa in condizioni cliniche gravi, qui il mantra imperante sia «evidenze scientifiche». 

 

Le stesse «evidenze scientifiche» non sono però interessate a nessuno quando è stato il momento di agire con farmaci giammai testati per far fronte al COVID, rivelatisi poi, in un secondo momento, non solo inutili ed inefficaci ma altresì dannosi, e in alcuni casi persino ritirati

Perché per il plasma iperimmune tutti vogliono «evidenze scientifiche»? 

 

Perché per il plasma iperimmune tutti vogliono «evidenze scientifiche»? 

 

Il Direttore del centro nazionale del sangue, Giancarlo Liumbruno, ha espresso soddisfazione per l’adesione dell’Emilia-Romagna alla ricerca “Tsunami”, precisando che lo studio ha tutti i requisiti necessari «per fornire prove scientifiche robuste che finora ancora non abbiamo».

 

Frattanto il Centro regionale sangue e l’Agenzia sanitaria e sociale, in accordo con l’assessorato, hanno predisposto un protocollo di studio per valutare la fattibilità di un percorso regionale di produzione di plasma da pazienti che hanno contratto l’infezione COVID-19. 

Se non ci fossero state Mantova e Pavia, chi avrebbe inviato due sacche di plasma a Palermo per tentare di salvare una donna incinta (e quindi anche il bambino che porta in grembo) appena rientrata da Londra in gravi condizioni a causa del Nuovo Coronavirus?

 

L’obiettivo sarebbe quello di capire quale potrebbe essere la reale capacità produttiva di plasma iperimmune da parte della Rete Trasfusionale Regionale. A partire dall’identificazione attraverso uno studio di fattibilità, di chi, tra i soggetti infettati e guariti dal COVID-19, può essere considerato idoneo a diventare un possibile donatore di «plasma iperimmune».

 

Ora, nessuno vuole qui negare che occorrano inevitabilmente diversi passaggi per giungere alle certezze mediche, ma voi vi immaginate se all’Ospedale Carlo Poma di Mantova il Dott. De Donno e tutto lo staff, compreso l’Ospedale San Matteo di Pavia, avessero aspettato tutto questo tempo? I 48 pazienti che versavano in gravi condizioni, salvati attraverso il plasma, ora sarebbero presumibilmente morti e non potrebbero raccontarcelo.

 

Non c’era tempo. Perché ogni minuto perso sarebbe potuto costare una vita umana. Se non ci fossero state Mantova e Pavia, chi avrebbe inviato due sacche di plasma a Palermo per tentare di salvare una donna incinta (e quindi anche il bambino che porta in grembo) appena rientrata da Londra in gravi condizioni a causa del Nuovo Coronavirus

 

Ci chiediamo ancora una volta: perché molti farmaci dalla dubbia efficacia o comunque testati pochissimo sono stati quasi subito autorizzati e per il plasma, invece, nonostante la certezza sulla sicurezza, tutto diventa così complesso e burocraticizzato?

 

Il protocollo del Dott. De Donno ha funzionato, su tutti i 48 pazienti testati. Non è forse una assoluta evidenza pratica, questa? Possibile che in Emilia-Romagna, come purtroppo in altre regioni, non sia ancora possibile donare il plasma che si è dimostrato strumento efficace, sicuro, gratuito e solidale per salvare vite o migliorare le condizioni di molti pazienti? 

 

Perché molti farmaci dalla dubbia efficacia o comunque testati pochissimo sono stati quasi subito autorizzati e per il plasma, invece, nonostante la certezza sulla sicurezza, tutto diventa così complesso e burocraticizzato?

Cosa stiamo aspettando, visto che non siamo nemmeno sicuri che gli anticorpi dei convalescenti dureranno in eterno? Aspettiamo che molte persone non possano più donare? 

 

Per esperienza personale e diretta posso dire che molti miei colleghi sanitari guariti dal COVID, non riuscendo ad andare a Mantova, non hanno potuto donare perché nelle proprie province le linee guida sulla donazione non erano ancora chiare. Una volta tornati a lavoro, i sanitari — particolarmente quelli ancora a contatto con pazienti-Covid — non possono più donare. Fine del gioco. 

 

Cosa stiamo aspettando, visto che non siamo nemmeno sicuri che gli anticorpi dei convalescenti dureranno in eterno? Aspettiamo che molte persone non possano più donare? 

Pensate quante opportunità perse, quante possibilità buttate per rendere conto al burocratismo delle «evidenze scientifiche».

 

Pensate a quanti anziani che versano ancora in condizioni tutt’altro che buone nelle RSA potrebbero essere probabilmente salvati. 

 

L’Azienda Socio Sanitaria Territoriale di Mantova ha già messo in atto un protocollo specifico per le residenze per anziani Green Park, che coinvolgerà 120 ospiti e pronto ad essere allargato o ampliato ad altre collaborazioni. 

Posso dire che molti miei colleghi sanitari guariti dal COVID, non riuscendo ad andare a Mantova, non hanno potuto donare perché nelle proprie province le linee guida sulla donazione non erano ancora chiare

 

In Emilia-Romagna — dove ci si guarda bene dal citare anche solo lontanamente Mantova e Pavia e, vade retro, non sia mai, il Dott. Giuseppe De Donno — cosa stanno aspettando?  

 

Noi, purtroppo, una vaga idea ce l’abbiamo.

 

 

Cristiano Lugli

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Epidemie

Riappare l’ameba mangia-cervello

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Un residente dello Stato americano della Georgia è morto per una rara infezione causata dal protozoo Naegleria fowleri, noto colloquialmente come «ameba mangia-cervello».

 

Si tratta della terza persona a morire negli Stati Uniti quest’anno a causa della creatura microscopica, che pare diffondersi sempre più a Nord.

 

Il Dipartimento della Sanità Pubblica della Georgia ha confermato venerdì che l’infezione da ameba Naegleria fowleri è stata la causa della morte del cittadino georgiano il cui nome, età e sesso sono stati nascosti.

 

«Un residente della Georgia è morto per infezione da Naegleria fowleri, una rara infezione che distrugge il tessuto cerebrale, causando gonfiore del cervello e di solito la morte», ha detto l’agenzia sanitaria dello Stato. «L’individuo è stato probabilmente infettato mentre nuotava in un lago o in uno stagno d’acqua dolce in Georgia».

 

Non solo è il terzo caso segnalato di morte correlata a Naegleria fowleri quest’anno negli Stati Uniti, ma il sesto in Georgia dal 1962 – abbiamo, dunque un’impennata nell’ultimo anno nello Stato, mentre a livello nazionale parrebbero esserci stati, sempre dal 1962, 154 casi.

 

A marzo, un uomo in Florida era morto a causa dell’infezione dopo averla probabilmente acquisita usando l’acqua del rubinetto per lavarsi i seni nasali.

 

«L’ameba è presente in natura e non esiste un test ambientale di routine per Naegleria fowleri nei corpi idrici; e poiché è molto comune nell’ambiente, i livelli delle amebe che si trovano naturalmente non possono essere controllati», hanno detto i funzionari sanitari americani. «La posizione e il numero di amebe nell’acqua possono variare nel tempo all’interno dello stesso specchio d’acqua».

Secondo i Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC), l’ameba è «termofila», nel senso che ama gli ambienti caldi, ma non è mai stata trovata in acqua salata. La sua predilezione per il calore significa che in genere non si trova nelle parti più fredde del mondo, compresi gli Stati Uniti settentrionali.

 

Negli ultimi anni, sono stati riscontrati casi più a Nord, anche in Minnesota, dove gli inverni possono essere brutalmente freddi. Uno studio del 2021 della Cleveland Clinic ha monitorato il costante spostamento dell’ameba verso Nord dalla fine degli anni ’70.

 

L’infezione è rara e non può avvenire per ingestione dell’ameba o per diffusione da persona a persona; accade solo quando l’ameba entra in contatto con il naso. Se l’infezione prende piede, progredisce rapidamente, provocando forti mal di testa, febbre, nausea e vomito tra i cinque ei 12 giorni di infezione, che progrediranno fino a torcicollo, convulsioni e coma.

 

La morte è il risultato quasi inevitabile, con solo quattro casi confermati su 154 sopravvissuti all’infezione dal 1962. Il decesso dell’infetto avviene in genere solo cinque giorni dopo l’insorgenza dei sintomi.

 

La causa del rapido deterioramento è l’ameba, un piccolo organismo unicellulare, che si nutre del tessuto cerebrale della vittima.

 

Come riportato da Renovatio 21, nel 2022 un cittadino del Missouri e un bambino del Nebraska sono stati ammazzati dall’ameba mangia-cervello.

 

Le amebe mangiatrici di cervello, che sono organismi unicellulari, di solito prosperano in laghi, fiumi, canali e stagni caldi d’acqua dolce, sebbene possano essere presenti anche nel suolo. Entrano nel corpo attraverso il naso e da lì poi si spostano nel cervello. Il CDC ritiene che le persone di solito si infettano mentre nuotano nei laghi e nei fiumi.

 

Uno studio del CDC pubblicato nel 2020, ha rilevato che cinque dei sei casi di meningoencefalite amebica primaria (PAM), come viene chiamata l’infezione cerebrale causata da Naegleria fowleri, si sono verificati durante o dopo il 2010.

 

Come riportato da Renovatio 21, due mesi fa è emersa la rilevazioni di vibrio vulnificus, cioè di un tipo di batteri «carnivori», nelle spiagge della Florida.

 

Negli ultimi 15 anni, una malattia neurodegenerativa estremamente rara che mangia il cervello umano lasciando buchi è diventata sempre più comune in Giappone, ma il caso PAM statunitense sembra molto diverso.

 

Prioni sarebbero stati invece alla base di un’epidemia di cervi-zombie nel 2019.

 

 

 

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Epidemie

Fauci denunciato dal senatore Paul

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Il senatore Rand Paul ha presentato una denuncia penale al Dipartimento di giustizia, affermando che Anthony Fauci ha mentito mentre era sotto giuramento riguardo alla ricerca sul guadagno di funzioni a Wuhan finanziata dal NIH di Fauci.

 

Il senatore Paul ha inoltrato copie degli scambi di e-mail del 2020 che mostrano Fauci che conferma di sapere che «gli scienziati dell’Università di Wuhan sono noti per aver lavorato a esperimenti di guadagno di funzione».

 

L’e-mail che Fauci ha inviato all’allora ispettore generale del Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani Garrett Grisby, cita una conversazione che Fauci ha avuto con «scienziati altamente credibili», che «erano preoccupati per il fatto che dopo aver visto le sequenze di diversi isolati del nCov c’erano mutazioni nel virus che sarebbe stato molto insolito essersi evolute naturalmente nei pipistrelli e c’era il sospetto che questa mutazione fosse stata inserita intenzionalmente».

 

 

«Dopo una lunga discussione, alcuni degli scienziati si sono sentiti più fortemente su questa possibilità, ma altri due la pensavano diversamente. Ritenevano che fosse del tutto concepibile che questo potesse essersi evoluto naturalmente anche se queste mutazioni non erano mai state viste prima in un virus di pipistrello», ha scritto Fauci.

 

«Le ragioni di ciascuna parte dell’argomento sono troppo complicate per occupartene», ha scritto Fauci.

 

Il senatore ha ripetutamente promesso di smascherare il ruolo di Fauci nell’insabbiamento delle origini del COVID.

 

Il senatore Paul è noto per i suoi scontri con Fauci durante la pandemia, arrivando a dire che  l’infettivologo «potrebbe essere il responsabile dell’intera pandemia».

 

Tre mesi fa il senatore aveva «grigliato» l’amministratore delegato di Moderna Stephane Bancel in un’audizione di una Commissione del Senato sui farmaci, facendo rivelazioni che hanno portato Paul a dire che non vaccinerebbe i suoi figli contro il COVID.

 

Rand Paul è medico oftalmologo e figlio dell’ex senatore, medico anche lui ma specializzato in ginecologia, Ron Paul, inesausto e sincero eroe delle cause libertario-conservatrici in USA.

 

Paul il mese scorso non si è fatto problemi ad attaccare anche Bill Gates definendolo «il più grande finanziatore della ricerca di virus nelle caverne per portarli nelle grandi città»

 

Come riportato da Renovatio 21, nel frattempo una nuova iniziativa sui vaccini per coronavirus di Gates e Fauci ha ricevuto un finanziamento da 5 miliardi di dollari dall’amministrazione Biden.

 

Mentre le trame dietro l’operato di Fauci vengono rovinosamente a galla, l’Italia continua grottescamente a premiare il dottore plenipotenziario pandemico: a giugno l’uomo era a Siena (provincia dove peraltro sono siti alcuni stabilimenti di produzione vaccinale) per ricevere una laurea ad honorem.

 

Nel maggio 2021, l’ambasciatore italiano negli USA, Armando Varricchio, aveva insignito il Fauci dell’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

 

 

 

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Armi biologiche

Vaccino per l’antrace approvato nonostante la mancanza di informazioni pubblicamente disponibili su test e ingredienti

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Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.

 

 

Il vaccino, Cyfendus, è approvato per l’uso dopo l’esposizione sospetta o confermata al Bacillus anthracis, noto anche come antrace, ma deve essere somministrato insieme ad altri farmaci antibatterici.

 

 

Giovedì la Food and Drug Administration (FDA) statunitense ha approvato un vaccino contro l’antrace per adulti di età compresa tra 18 e 65 anni, secondo Emergent BioSolutions, il produttore del vaccino.

 

Il vaccino, Cyfendus, è approvato per l’uso dopo un’esposizione sospetta o confermata al Bacillus anthracis, noto anche come antrace, ma deve essere somministrato insieme ad altri farmaci antibatterici, ha riferito Reuters.

 

Emergent ha affermato di aver consegnato Cyfendus al Dipartimento della salute e dei servizi umani (HHS) degli Stati Uniti dal 2019, in base allo stato di autorizzazione all’uso pre-emergenza

 

L’efficacia di Cyfendus per la profilassi post-esposizione è stata testata solo su animali.

 

La dottoressa Meryl Nass, esperta di bioterrorismo e antrace, ha dichiarato a The Defender di essere scettica sul fatto che il vaccino offra nuovi sostanziali benefici per la salute.

 

«Data la storia dei numerosi fallimenti dell’azienda e la mancanza di adeguati test di sicurezza o efficacia dei precedenti vaccini contro l’antrace, ci si possono solo aspettare problemi», ha detto Nass.

 

«Il fatto che non ci sia un’etichetta disponibile, non ci siano informazioni su come è stato testato, quale placebo è stato usato, eccetera – tutto ciò aumenta la costernazione e la preoccupazione che le persone dovrebbero avere riguardo al valore di questo prodotto», ha aggiunto Nass.

 

Emergent ha affermato che il farmaco è in fase di sviluppo da 20 anni in collaborazione con la Defense Advanced Research Projects Agency (DARPA), la Biomedical Advanced Research and Development Authority (BARDA) e il National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID), precedentemente diretto dal dottor Anthony Fauci.

 

Paul Williams, vicepresidente senior di Emergent, ha affermato che l’antrace «rimane una minaccia alla sicurezza nazionale ad alta priorità».

 

Cyfendus è composto dal vaccino contro l’antrace adsorbito (AVA) di Emergent, commercializzato come Biothrax, più un adiuvante aggiuntivo, il cui nome non è stato rivelato dalla società.

 

Cyfendus viene somministrato in due dosi nell’arco di 14 giorni per suscitare una risposta immunitaria che la società ha affermato: «può essere particolarmente importante in risposta a un’emergenza sanitaria pubblica su larga scala che coinvolge l’antrace».

 

Nass ha detto che durante la paura dell’antrace del 2001, quando i politici e le organizzazioni dei media in tutto il paese hanno ricevuto l’antrace per posta, cinque persone sono morte, ma «tutti quelli che hanno preso gli antibiotici in anticipo non hanno contratto l’antrace e nessuno di loro è morto».

 

«Quindi», ha detto Nass, «gli antibiotici hanno funzionato». Nass ha sottolineato che dopo l’esposizione all’antrace, è necessario un trattamento immediato, non per il periodo di tempo più lungo necessario affinché un vaccino funzioni.

 

«Il fatto che sia necessario somministrarlo insieme agli antibiotici», ha detto Nass, «che è quello che dovresti avere quando sei esposto all’antrace, solleva la domanda: quali benefici aggiuntivi otterrai da questo vaccino? Non lo so».

 

Le azioni di Emergent hanno guadagnato il 16,2% nel trading pre-mercato dopo aver annunciato l’approvazione della FDA.

 

L’analista di benchmark Robert Wasserman ha affermato che l’approvazione fornisce “maggiori garanzie” che la società raggiungerà i suoi guadagni previsti per il 2023 di 260-280 milioni di dollari, ha riferito Bloomberg Law.

 

Il picco dei prezzi arriva sulla scia di «alcuni anni difficili», finanziariamente per l’azienda, ha riferito FiercePharma.

 

La società, fondata nel 1998 come appaltatore governativo BioPort per distribuire e produrre il vaccino contro l’antrace per le forze armate statunitensi, ha raggiunto il suo apice finanziario all’inizio della pandemia dopo aver ottenuto lucrosi contratti per la produzione di vaccini Johnson & Johnson e AstraZeneca COVID- 19.

 

Ma un rapporto del Congresso nel 2021 ha rivelato che la società ha nascosto probabili problemi di contaminazione nello stabilimento agli ispettori della FDA e alla fine ha dovuto distruggere 400 milioni di dosi di vaccino, il che ha portato il prezzo delle sue azioni a scendere da 133 a 7 dollari.

 

Storia del vaccino contro l’antrace

Il vaccino contro l’antrace è stato sviluppato e in uso limitato nelle forze armate dal 1970.

 

Biothrax è stato prodotto da Emergent dal 2002. Prima dell’annuncio di giovedì, era l’unico vaccino contro l’antrace autorizzato per l’uomo negli Stati Uniti.

 

Nass ha spiegato che nel 1997, il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti (DOD) ha reso obbligatorio il vaccino come parte del programma di immunizzazione del vaccino contro l’antrace (AVIP) per tutti i 2,5 milioni di membri del servizio militare, inclusi il personale in servizio attivo e di riserva e gli appaltatori civili.

 

Il DOD ha implementato il programma di vaccinazione di massa nel 1998.

 

Le segnalazioni di reazioni avverse e dissenso da parte dei membri del servizio hanno portato a udienze del Congresso e all’inizio del 2000, il Comitato per la riforma del governo della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti ha raccomandato di interrompere il programma obbligatorio, sebbene non sia stato ufficialmente interrotto.

 

Nel 2000, più di 500.000 membri del servizio avevano ricevuto almeno una dose del vaccino, progettato per essere somministrato in sei dosi.

 

L’impianto in cui il governo ha prodotto il vaccino contro l’antrace ha dovuto affrontare una serie di problemi normativi ed è stato chiuso nel 1997, secondo Nass.

 

BioPort lo ha acquisito dal Michigan Biologic Products Institute di proprietà statale nel 1998 e lo ha ricostruito, ma non è stato autorizzato dalla FDA a produrre il vaccino. Quindi per un periodo i vaccini non erano disponibili.

 

Quindi, a partire dal 18 settembre 2001 – una settimana dopo gli attacchi dell’11 settembre – quando gli americani erano in uno stato di paura o di accresciuta preoccupazione, i media iniziarono a riferire che una forma sofisticata, armata e mortale di antrace era stata inviata per posta a numerose testate giornalistiche e politici americani.

 

Nuove lettere continuarono ad apparire nelle sei settimane successive ei media e il governo lasciarono intendere che fossero in qualche modo collegate agli attacchi dell’11 settembre.

 

Successivamente, i media e figure come John McCain hanno collegato l’antrace a Saddam Hussein in Iraq. Nel 2008, l’FBI ha accusato lo scienziato dell’esercito americano Bruce Ivins di essere responsabile degli attacchi, sebbene Ivins si sia tolto la vita prima che potesse essere perseguito e le affermazioni dell’FBI sono ampiamente messe in dubbio.

 

ProPublica, McClatchy e PBS Frontline, che hanno svolto le proprie indagini, hanno messo in dubbio le prove dell’FBI.

 

Anche il Government Office of Accountability (GAO) e le National Academies of Science hanno scoperto che l’FBI non disponeva di dati a sostegno delle sue affermazioni.

 

Ma il clamore creato dalle lettere all’antrace ha spinto il pubblico americano a sostenere una legislazione draconiana come il Patriot Act, ha sostenuto il dottor Joseph Mercola.

 

È diventata anche la principale giustificazione per continuare a produrre il vaccino e somministrarlo alle persone di servizio, ha scritto Pam Long su The Defender.

 

Nel 2002, poco dopo che la FDA ha approvato il nuovo impianto di vaccini di BioPort, il GAO ha emesso un rapporto al Congresso sull’AVIP.

 

Il rapporto ha elencato un numero significativo di reazioni avverse al vaccino – più del doppio del tasso riportato dal produttore – insieme all’esodo di massa di piloti militari e altro prezioso personale militare che ha rifiutato il mandato.

 

Ha anche notato che le reazioni avverse all’antrace erano molto simili ai sintomi della sindrome della Guerra del Golfo e che molti veterani hanno segnalato il vaccino come causa di questa malattia, che hanno anche riportato nelle udienze del Congresso, secondo Nass.

 

Dal 2000 al 2018, il mandato militare contro l’antrace è stato contestato più volte in tribunale per mancanza di approvazione e licenza della FDA e per mancanza di provata efficacia contro l’inalazione fatale di antrace.

 

Durante questo periodo, il DOD ha limitato il vaccino contro l’antrace a un gruppo più piccolo di “truppe a rischio” e ha interrotto e ripreso il programma diverse volte.

 

Prima del 2001, il DOD ha concluso che gli agenti biologici come l’antrace non erano una minaccia per le vittime di massa a causa del numero limitato di Paesi con l’esperienza e la sofisticazione necessarie per armare e diffondere l’antrace.

 

Secondo un’indagine della giornalista investigativo Whitney Webb, gli attacchi all’antrace del 2001 hanno anche salvato Emergent Biosolutions, poi BioPort, da rovina finanziaria.

 

 

Brenda Baletti

Phd.

 

 

© 21 luglio 2023, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.

 

 

Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

 

 

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