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Epidemie

Test sierologici, immunità e false speranze

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La tanto sognata «Fase 2» — lo sappiamo — è un disastro da ogni punto di vista. L’ultimo DPCM, decretando in maniera del tutto incostituzionale che alcuni esercizi potranno riaprire — forse — soltanto a giugno, è riuscito a scontentare tutti, condannando al fallimento  pressoché certo migliaia e migliaia di attività – e quindi  alla rovina di migliaia e migliaia famiglie,.

 

D’altronde non ci si poteva aspettare di meglio da chi ha deciso di affidare la ripartenza del Paese ai Colao e agli Arcuri, i quali per cercare di capire il tasso di immunità nazionale hanno puntato tutto sul tracciamento delle persone attraverso una app e sui test sierologici 

 

Per meglio comprendere a che punto siamo arrivati, vorrei soffermarmi un attimo, come già fatto in passato, sui tanto dibattuti test sierologici,.

I test rapidi basati sull’identificazione di anticorpi IgM e IgG, anticorpi indispensabili per capire se si è entrati in contatto con il nCoV, non possono in alcun modo sostituire il test molecolare basato sull’identificazione di RNA virale dai tamponi nasofaringei

 

Partiamo fugando ogni dubbio: i test sierologici sono analisi del sangue, tramite prelievo al braccio o una goccia di sangue dal polpastrello (stesso procedimento utilizzato per lo stick glicemico), in grado di determinare se una persona è entrata in contatto con SARS-CoV-2. 

 

Precisiamo, quindi, che non si tratta affatto di test diagnostici in grado di dimostrare se la persona è affetta da COVID-19. Allo stato attuale dell’evoluzione tecnologica, i test rapidi basati sull’identificazione di anticorpi IgM e IgG, anticorpi indispensabili per capire se si è entrati in contatto con il nCoV, non possono in alcun modo sostituire il test molecolare basato sull’identificazione di RNA virale dai tamponi nasofaringei, secondo gli stessi protocolli indicati dall’OMS — dove viene peraltro specificato che per il loro uso nell’attività diagnostica d’infezione in atto da SARS-CoV-2 siano indispensabili ulteriori evidenze sia per dimostrare loro performance, sia per dimostrare la loro utilità operativa. 

 

La realtà è che sul tema dell’immunità nessuno ci ha realmente capito nulla ma tutti continuano a parlarne a caso. A parte il Dott. Andrea Crisanti, che ha almeno avuto l’umiltà di ammettere che non esiste ancora alcuna comprovata evidenza scientifica per quanto concerne il tasso dei livelli anticorpali, risultando precoce e persino inutile parlare, ad oggi, di immunità e di vaccino.

 

La realtà è che sul tema dell’immunità nessuno ci ha realmente capito nulla ma tutti continuano a parlarne a caso. A parte il Dott. Andrea Crisanti, che ha almeno avuto l’umiltà di ammettere che non esiste ancora alcuna comprovata evidenza scientifica per quanto concerne il tasso dei livelli anticorpali

Facendo altresì riferimento ad una circolare del Ministero della Salute, anche la stessa Regione Emilia-Romagna, in prima linea per sottoporre tutti gli operatori sanitari ai test sierologici, in una comunicazione di qualche giorno fa ha ammesso che «al momento attuale le conoscenze in merito alla risposta immunitaria da infezione da virus SARS- CoV-2 non sono consolidate».

 

Nonostante questo, abbiamo assistito nelle scorse ore al lancio di coriandoli da parte dei tanti scienziati da salotto per l’arrivo dello studio cinese condotto da alcuni ricercatori dalla Chongqing Medical University e pubblicato su Nature Medicine, il quale confermerebbe che a 19 giorni dai sintomi il 100% dei pazienti esaminati (285) avevano sviluppato le IgG contro Sars-CoV-2. Epperò con livelli diversi.

 

Roberto Burioni, twittando la lieta notizia che potrebbe fungere da incoraggiamento per l’individuazione di un vaccino (musica per le orecchie dei siringaioli che albergano i «comitati scientifici»), inciampa proprio sul tema delle quantità variabili di produzione di anticorpi:

 

«Seppure in quantità variabili i pazienti guariti da Covid-19 producono anticorpi contro il virus. Questo è bene perché rende affidabile la diagnosi sierologica e, se gli anticorpi fossero proteggenti, promette bene per l’immunità».

 

Questo significa ingannare le aspettative, perché il problema non è lo sviluppo di anticorpi, ma quanti se ne sviluppano e quanto la loro efficacia sia attualmente affidabile. 

 

Il problema non è lo sviluppo di anticorpi, ma quanti se ne sviluppano e quanto la loro efficacia sia attualmente affidabile

A contrastare poi l’ottimismo per un solo studio, vi sono le analisi condotte dalla Fudan University su 175 pazienti dimessi dall’ospedale di Shanghai e ritenuti guariti dall’infezione. 

 

Secondo quanto affermato da questi altri ricercatori cinesi, in circa un terzo dei soggetti la resistenza al coronavirus risulterebbe molto scarsa, mentre in altri pazienti addirittura non vi sarebbe alcuna traccia di immunizzazione.

 

Questo significherebbe che tra quei guariti ci possono essere soggetti capaci di infettarsi per una seconda volta. I ricercatori ammettevano la preoccupazione soprattutto per lo scarso sviluppo di anticorpi registrato nei giovani che hanno manifestato sintomi lievi: i titoli anticorpali più bassi sono stati rilevati nella fascia di età fra i 15 e i 39 anni, mentre quelli più alti in quella 60-85. 

 

Ricerca dell’Università di Fudan: in circa un terzo dei soggetti la resistenza al coronavirus risulterebbe molto scarsa, mentre in altri pazienti addirittura non vi sarebbe alcuna traccia di immunizzazione

Questo significherebbe avere in ogni caso una finestra larghissima di popolazione presumibilmente priva della copertura da qualsivoglia immunità.

 

Nel mentre però l’azienda farmaceutica americana Abbott, che ha appena vinto il bando indetto dal governo per la fornitura dei test sierologici nel nostro Paese, ha in programma di fornire gratis un primo lotto di 150.000 kit disponibile dal 4 maggio e promettendo l’arrivo di 4 milioni di test entro la fine del prossimo mese.

 

Il nuovo test, secondo quanto garantisce l’azienda farmaceutica americana, avrebbe dimostrato specificità e sensibilità superiori al 99% 14 giorni o più dopo l’insorgenza dei sintomi.

 

Allo stesso tempo la Abbott ha voluto precisare che «l’affidabilità di questi test non è mai al 100% (ossia che non generino mai falsi negativi né falsi positivi) e soprattutto che non c’è alcuna certezza scientifica che le persone che siano venute in contatto con il nuovo coronavirus abbiano poi sviluppato gli anticorpi».

Questo significherebbe che tra quei guariti ci possono essere soggetti capaci di infettarsi per una seconda volta

 

Se è vero che la sensibilità superiore al 90% voluta dal nostro governo di geniacci sembrerebbe essere stata ampiamente raggiunta dai test della Abbott, si deve però sempre tenere presente che un responso negativo potrebbe venire da un soggetto che solo recentemente si è contagiato — è il cosiddetto «effetto finestra negativa» — e che per ovvie ragioni non ha ancora sviluppato anticorpi, motivo per il quale, come già detto, se i suddetti test non saranno affiancati a tamponi di massa serviranno probabilmente a poco, nonostante l’ipotetico alto grado di sensibilità di quelli messi a disposizione dai vincitori del bando.

 

Le immunoglobuline, cioè i famosi IgM, iniziano solitamente a comparire nel sangue dopo sette giorni dall’attacco del virus: ciò vuol dire che tanto dipenderà dal periodo in cui molti di questi test saranno effettuati. Il loro valore dovrebbe invece scendere dopo la terza settimana dal contagio.

 

Le immunoglobuline G, invece, cioè le famose IgG, cominciano a comparire nel sangue dalla seconda settimana dopo l’infezione.

Qualsiasi saranno gli esiti dei milioni di test, essi fino a prova contraria non varranno  come patente di immunità o come salvacondotto perché, come già convenuto, non esistono ancora sufficienti evidenze

 

In ogni caso, qualsiasi saranno gli esiti dei milioni di test, essi fino a prova contraria non varranno  come patente di immunità o come salvacondotto perché, come già convenuto, non esistono ancora sufficienti evidenze. 

 

In poche parole e per concludere: la famosa «Fase 2», oltre ad essere affidata ad incompetenti scelti da altri incompetenti, sarà all’insegna di un app di dubbia legittimità e a test di dubbia efficacia e validità. 

 

Si salvi chi può.

 

 

 

Cristiano Lugli 

 

 

 

 

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Epidemie

Riappare l’ameba mangia-cervello

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Un residente dello Stato americano della Georgia è morto per una rara infezione causata dal protozoo Naegleria fowleri, noto colloquialmente come «ameba mangia-cervello».

 

Si tratta della terza persona a morire negli Stati Uniti quest’anno a causa della creatura microscopica, che pare diffondersi sempre più a Nord.

 

Il Dipartimento della Sanità Pubblica della Georgia ha confermato venerdì che l’infezione da ameba Naegleria fowleri è stata la causa della morte del cittadino georgiano il cui nome, età e sesso sono stati nascosti.

 

«Un residente della Georgia è morto per infezione da Naegleria fowleri, una rara infezione che distrugge il tessuto cerebrale, causando gonfiore del cervello e di solito la morte», ha detto l’agenzia sanitaria dello Stato. «L’individuo è stato probabilmente infettato mentre nuotava in un lago o in uno stagno d’acqua dolce in Georgia».

 

Non solo è il terzo caso segnalato di morte correlata a Naegleria fowleri quest’anno negli Stati Uniti, ma il sesto in Georgia dal 1962 – abbiamo, dunque un’impennata nell’ultimo anno nello Stato, mentre a livello nazionale parrebbero esserci stati, sempre dal 1962, 154 casi.

 

A marzo, un uomo in Florida era morto a causa dell’infezione dopo averla probabilmente acquisita usando l’acqua del rubinetto per lavarsi i seni nasali.

 

«L’ameba è presente in natura e non esiste un test ambientale di routine per Naegleria fowleri nei corpi idrici; e poiché è molto comune nell’ambiente, i livelli delle amebe che si trovano naturalmente non possono essere controllati», hanno detto i funzionari sanitari americani. «La posizione e il numero di amebe nell’acqua possono variare nel tempo all’interno dello stesso specchio d’acqua».

Secondo i Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC), l’ameba è «termofila», nel senso che ama gli ambienti caldi, ma non è mai stata trovata in acqua salata. La sua predilezione per il calore significa che in genere non si trova nelle parti più fredde del mondo, compresi gli Stati Uniti settentrionali.

 

Negli ultimi anni, sono stati riscontrati casi più a Nord, anche in Minnesota, dove gli inverni possono essere brutalmente freddi. Uno studio del 2021 della Cleveland Clinic ha monitorato il costante spostamento dell’ameba verso Nord dalla fine degli anni ’70.

 

L’infezione è rara e non può avvenire per ingestione dell’ameba o per diffusione da persona a persona; accade solo quando l’ameba entra in contatto con il naso. Se l’infezione prende piede, progredisce rapidamente, provocando forti mal di testa, febbre, nausea e vomito tra i cinque ei 12 giorni di infezione, che progrediranno fino a torcicollo, convulsioni e coma.

 

La morte è il risultato quasi inevitabile, con solo quattro casi confermati su 154 sopravvissuti all’infezione dal 1962. Il decesso dell’infetto avviene in genere solo cinque giorni dopo l’insorgenza dei sintomi.

 

La causa del rapido deterioramento è l’ameba, un piccolo organismo unicellulare, che si nutre del tessuto cerebrale della vittima.

 

Come riportato da Renovatio 21, nel 2022 un cittadino del Missouri e un bambino del Nebraska sono stati ammazzati dall’ameba mangia-cervello.

 

Le amebe mangiatrici di cervello, che sono organismi unicellulari, di solito prosperano in laghi, fiumi, canali e stagni caldi d’acqua dolce, sebbene possano essere presenti anche nel suolo. Entrano nel corpo attraverso il naso e da lì poi si spostano nel cervello. Il CDC ritiene che le persone di solito si infettano mentre nuotano nei laghi e nei fiumi.

 

Uno studio del CDC pubblicato nel 2020, ha rilevato che cinque dei sei casi di meningoencefalite amebica primaria (PAM), come viene chiamata l’infezione cerebrale causata da Naegleria fowleri, si sono verificati durante o dopo il 2010.

 

Come riportato da Renovatio 21, due mesi fa è emersa la rilevazioni di vibrio vulnificus, cioè di un tipo di batteri «carnivori», nelle spiagge della Florida.

 

Negli ultimi 15 anni, una malattia neurodegenerativa estremamente rara che mangia il cervello umano lasciando buchi è diventata sempre più comune in Giappone, ma il caso PAM statunitense sembra molto diverso.

 

Prioni sarebbero stati invece alla base di un’epidemia di cervi-zombie nel 2019.

 

 

 

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Epidemie

Fauci denunciato dal senatore Paul

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Il senatore Rand Paul ha presentato una denuncia penale al Dipartimento di giustizia, affermando che Anthony Fauci ha mentito mentre era sotto giuramento riguardo alla ricerca sul guadagno di funzioni a Wuhan finanziata dal NIH di Fauci.

 

Il senatore Paul ha inoltrato copie degli scambi di e-mail del 2020 che mostrano Fauci che conferma di sapere che «gli scienziati dell’Università di Wuhan sono noti per aver lavorato a esperimenti di guadagno di funzione».

 

L’e-mail che Fauci ha inviato all’allora ispettore generale del Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani Garrett Grisby, cita una conversazione che Fauci ha avuto con «scienziati altamente credibili», che «erano preoccupati per il fatto che dopo aver visto le sequenze di diversi isolati del nCov c’erano mutazioni nel virus che sarebbe stato molto insolito essersi evolute naturalmente nei pipistrelli e c’era il sospetto che questa mutazione fosse stata inserita intenzionalmente».

 

 

«Dopo una lunga discussione, alcuni degli scienziati si sono sentiti più fortemente su questa possibilità, ma altri due la pensavano diversamente. Ritenevano che fosse del tutto concepibile che questo potesse essersi evoluto naturalmente anche se queste mutazioni non erano mai state viste prima in un virus di pipistrello», ha scritto Fauci.

 

«Le ragioni di ciascuna parte dell’argomento sono troppo complicate per occupartene», ha scritto Fauci.

 

Il senatore ha ripetutamente promesso di smascherare il ruolo di Fauci nell’insabbiamento delle origini del COVID.

 

Il senatore Paul è noto per i suoi scontri con Fauci durante la pandemia, arrivando a dire che  l’infettivologo «potrebbe essere il responsabile dell’intera pandemia».

 

Tre mesi fa il senatore aveva «grigliato» l’amministratore delegato di Moderna Stephane Bancel in un’audizione di una Commissione del Senato sui farmaci, facendo rivelazioni che hanno portato Paul a dire che non vaccinerebbe i suoi figli contro il COVID.

 

Rand Paul è medico oftalmologo e figlio dell’ex senatore, medico anche lui ma specializzato in ginecologia, Ron Paul, inesausto e sincero eroe delle cause libertario-conservatrici in USA.

 

Paul il mese scorso non si è fatto problemi ad attaccare anche Bill Gates definendolo «il più grande finanziatore della ricerca di virus nelle caverne per portarli nelle grandi città»

 

Come riportato da Renovatio 21, nel frattempo una nuova iniziativa sui vaccini per coronavirus di Gates e Fauci ha ricevuto un finanziamento da 5 miliardi di dollari dall’amministrazione Biden.

 

Mentre le trame dietro l’operato di Fauci vengono rovinosamente a galla, l’Italia continua grottescamente a premiare il dottore plenipotenziario pandemico: a giugno l’uomo era a Siena (provincia dove peraltro sono siti alcuni stabilimenti di produzione vaccinale) per ricevere una laurea ad honorem.

 

Nel maggio 2021, l’ambasciatore italiano negli USA, Armando Varricchio, aveva insignito il Fauci dell’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

 

 

 

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Armi biologiche

Vaccino per l’antrace approvato nonostante la mancanza di informazioni pubblicamente disponibili su test e ingredienti

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Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.

 

 

Il vaccino, Cyfendus, è approvato per l’uso dopo l’esposizione sospetta o confermata al Bacillus anthracis, noto anche come antrace, ma deve essere somministrato insieme ad altri farmaci antibatterici.

 

 

Giovedì la Food and Drug Administration (FDA) statunitense ha approvato un vaccino contro l’antrace per adulti di età compresa tra 18 e 65 anni, secondo Emergent BioSolutions, il produttore del vaccino.

 

Il vaccino, Cyfendus, è approvato per l’uso dopo un’esposizione sospetta o confermata al Bacillus anthracis, noto anche come antrace, ma deve essere somministrato insieme ad altri farmaci antibatterici, ha riferito Reuters.

 

Emergent ha affermato di aver consegnato Cyfendus al Dipartimento della salute e dei servizi umani (HHS) degli Stati Uniti dal 2019, in base allo stato di autorizzazione all’uso pre-emergenza

 

L’efficacia di Cyfendus per la profilassi post-esposizione è stata testata solo su animali.

 

La dottoressa Meryl Nass, esperta di bioterrorismo e antrace, ha dichiarato a The Defender di essere scettica sul fatto che il vaccino offra nuovi sostanziali benefici per la salute.

 

«Data la storia dei numerosi fallimenti dell’azienda e la mancanza di adeguati test di sicurezza o efficacia dei precedenti vaccini contro l’antrace, ci si possono solo aspettare problemi», ha detto Nass.

 

«Il fatto che non ci sia un’etichetta disponibile, non ci siano informazioni su come è stato testato, quale placebo è stato usato, eccetera – tutto ciò aumenta la costernazione e la preoccupazione che le persone dovrebbero avere riguardo al valore di questo prodotto», ha aggiunto Nass.

 

Emergent ha affermato che il farmaco è in fase di sviluppo da 20 anni in collaborazione con la Defense Advanced Research Projects Agency (DARPA), la Biomedical Advanced Research and Development Authority (BARDA) e il National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID), precedentemente diretto dal dottor Anthony Fauci.

 

Paul Williams, vicepresidente senior di Emergent, ha affermato che l’antrace «rimane una minaccia alla sicurezza nazionale ad alta priorità».

 

Cyfendus è composto dal vaccino contro l’antrace adsorbito (AVA) di Emergent, commercializzato come Biothrax, più un adiuvante aggiuntivo, il cui nome non è stato rivelato dalla società.

 

Cyfendus viene somministrato in due dosi nell’arco di 14 giorni per suscitare una risposta immunitaria che la società ha affermato: «può essere particolarmente importante in risposta a un’emergenza sanitaria pubblica su larga scala che coinvolge l’antrace».

 

Nass ha detto che durante la paura dell’antrace del 2001, quando i politici e le organizzazioni dei media in tutto il paese hanno ricevuto l’antrace per posta, cinque persone sono morte, ma «tutti quelli che hanno preso gli antibiotici in anticipo non hanno contratto l’antrace e nessuno di loro è morto».

 

«Quindi», ha detto Nass, «gli antibiotici hanno funzionato». Nass ha sottolineato che dopo l’esposizione all’antrace, è necessario un trattamento immediato, non per il periodo di tempo più lungo necessario affinché un vaccino funzioni.

 

«Il fatto che sia necessario somministrarlo insieme agli antibiotici», ha detto Nass, «che è quello che dovresti avere quando sei esposto all’antrace, solleva la domanda: quali benefici aggiuntivi otterrai da questo vaccino? Non lo so».

 

Le azioni di Emergent hanno guadagnato il 16,2% nel trading pre-mercato dopo aver annunciato l’approvazione della FDA.

 

L’analista di benchmark Robert Wasserman ha affermato che l’approvazione fornisce “maggiori garanzie” che la società raggiungerà i suoi guadagni previsti per il 2023 di 260-280 milioni di dollari, ha riferito Bloomberg Law.

 

Il picco dei prezzi arriva sulla scia di «alcuni anni difficili», finanziariamente per l’azienda, ha riferito FiercePharma.

 

La società, fondata nel 1998 come appaltatore governativo BioPort per distribuire e produrre il vaccino contro l’antrace per le forze armate statunitensi, ha raggiunto il suo apice finanziario all’inizio della pandemia dopo aver ottenuto lucrosi contratti per la produzione di vaccini Johnson & Johnson e AstraZeneca COVID- 19.

 

Ma un rapporto del Congresso nel 2021 ha rivelato che la società ha nascosto probabili problemi di contaminazione nello stabilimento agli ispettori della FDA e alla fine ha dovuto distruggere 400 milioni di dosi di vaccino, il che ha portato il prezzo delle sue azioni a scendere da 133 a 7 dollari.

 

Storia del vaccino contro l’antrace

Il vaccino contro l’antrace è stato sviluppato e in uso limitato nelle forze armate dal 1970.

 

Biothrax è stato prodotto da Emergent dal 2002. Prima dell’annuncio di giovedì, era l’unico vaccino contro l’antrace autorizzato per l’uomo negli Stati Uniti.

 

Nass ha spiegato che nel 1997, il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti (DOD) ha reso obbligatorio il vaccino come parte del programma di immunizzazione del vaccino contro l’antrace (AVIP) per tutti i 2,5 milioni di membri del servizio militare, inclusi il personale in servizio attivo e di riserva e gli appaltatori civili.

 

Il DOD ha implementato il programma di vaccinazione di massa nel 1998.

 

Le segnalazioni di reazioni avverse e dissenso da parte dei membri del servizio hanno portato a udienze del Congresso e all’inizio del 2000, il Comitato per la riforma del governo della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti ha raccomandato di interrompere il programma obbligatorio, sebbene non sia stato ufficialmente interrotto.

 

Nel 2000, più di 500.000 membri del servizio avevano ricevuto almeno una dose del vaccino, progettato per essere somministrato in sei dosi.

 

L’impianto in cui il governo ha prodotto il vaccino contro l’antrace ha dovuto affrontare una serie di problemi normativi ed è stato chiuso nel 1997, secondo Nass.

 

BioPort lo ha acquisito dal Michigan Biologic Products Institute di proprietà statale nel 1998 e lo ha ricostruito, ma non è stato autorizzato dalla FDA a produrre il vaccino. Quindi per un periodo i vaccini non erano disponibili.

 

Quindi, a partire dal 18 settembre 2001 – una settimana dopo gli attacchi dell’11 settembre – quando gli americani erano in uno stato di paura o di accresciuta preoccupazione, i media iniziarono a riferire che una forma sofisticata, armata e mortale di antrace era stata inviata per posta a numerose testate giornalistiche e politici americani.

 

Nuove lettere continuarono ad apparire nelle sei settimane successive ei media e il governo lasciarono intendere che fossero in qualche modo collegate agli attacchi dell’11 settembre.

 

Successivamente, i media e figure come John McCain hanno collegato l’antrace a Saddam Hussein in Iraq. Nel 2008, l’FBI ha accusato lo scienziato dell’esercito americano Bruce Ivins di essere responsabile degli attacchi, sebbene Ivins si sia tolto la vita prima che potesse essere perseguito e le affermazioni dell’FBI sono ampiamente messe in dubbio.

 

ProPublica, McClatchy e PBS Frontline, che hanno svolto le proprie indagini, hanno messo in dubbio le prove dell’FBI.

 

Anche il Government Office of Accountability (GAO) e le National Academies of Science hanno scoperto che l’FBI non disponeva di dati a sostegno delle sue affermazioni.

 

Ma il clamore creato dalle lettere all’antrace ha spinto il pubblico americano a sostenere una legislazione draconiana come il Patriot Act, ha sostenuto il dottor Joseph Mercola.

 

È diventata anche la principale giustificazione per continuare a produrre il vaccino e somministrarlo alle persone di servizio, ha scritto Pam Long su The Defender.

 

Nel 2002, poco dopo che la FDA ha approvato il nuovo impianto di vaccini di BioPort, il GAO ha emesso un rapporto al Congresso sull’AVIP.

 

Il rapporto ha elencato un numero significativo di reazioni avverse al vaccino – più del doppio del tasso riportato dal produttore – insieme all’esodo di massa di piloti militari e altro prezioso personale militare che ha rifiutato il mandato.

 

Ha anche notato che le reazioni avverse all’antrace erano molto simili ai sintomi della sindrome della Guerra del Golfo e che molti veterani hanno segnalato il vaccino come causa di questa malattia, che hanno anche riportato nelle udienze del Congresso, secondo Nass.

 

Dal 2000 al 2018, il mandato militare contro l’antrace è stato contestato più volte in tribunale per mancanza di approvazione e licenza della FDA e per mancanza di provata efficacia contro l’inalazione fatale di antrace.

 

Durante questo periodo, il DOD ha limitato il vaccino contro l’antrace a un gruppo più piccolo di “truppe a rischio” e ha interrotto e ripreso il programma diverse volte.

 

Prima del 2001, il DOD ha concluso che gli agenti biologici come l’antrace non erano una minaccia per le vittime di massa a causa del numero limitato di Paesi con l’esperienza e la sofisticazione necessarie per armare e diffondere l’antrace.

 

Secondo un’indagine della giornalista investigativo Whitney Webb, gli attacchi all’antrace del 2001 hanno anche salvato Emergent Biosolutions, poi BioPort, da rovina finanziaria.

 

 

Brenda Baletti

Phd.

 

 

© 21 luglio 2023, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.

 

 

Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

 

 

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