Epidemie
Coronavirus e influenza stagionale: basta scempiaggini
Prima di accingermi a scrivere queste poche righe ho riflettuto a lungo. Sono un illuso, perché penso che le gravidanze delle mamme degli imbecilli a volte lascino tregua, quantomeno nei periodi di quarantena serrata. Pensavo che la stupidaggine de «il COVID-19 è una banale influenza! Ci vogliono manipolare! Prove di totalitarismo!» conoscessero una fine, un limite collegato alla decenza personale.
E invece no, vi è ancora chi va ripetendo queste sciocchezze nonostante l’allucinante situazione negli ospedali e nonostante ciò che i dati riportano.
Smettetela con la cazzata del paragone fra coronavirus ed influenza
Sono costretto a premettere, per chi non lo sapesse, che sono un operatore sanitario e ho quindi quotidianamente informazioni di prima mano che mi pervengono dall’ospedale piazzato al decimo posto in Italia nella classifica «Best hospitals 2020» della rivista Newsweek. La situazione è tutto fuorché rosea, tutto fuorché leggera. I reparti sono imballati, i pazienti intubati sono anche giovani e la gente muore. Male, da sola, in un contesto a cui nessuno vorrebbe avvicinarsi nemmeno solo per sbirciare ciò che succede.
Coronavirus e influenza non sono la stessa cosa, e lo dimostra il fatto che il Sistema Sanitario Nazionale – soprattutto nelle regioni del nord dove i casi di contagio sono maggiori ma dove teoricamente è situata l’eccellenza della sanità italiana – è letteralmente al collasso come mai lo era stato prima.
I reparti sono imballati, i pazienti intubati sono anche giovani e la gente muore
Il sistema per ora regge proprio per il semplice fatto che l’epidemia ha colpito maggiormente le tre regioni in cui l’apparato sanitario, nonostante i danni provocati dai tagli degli ultimi dieci anni e dalla mala gestione del governo (e dei governi passati) continua a resistere, con grande fatica e con uno sforzo encomiabile di tutti gli operatori sanitari. Ma per quanto ancora? Sicuramente per poco, visto che le chiese chiuse diventano obitori aperti e i parcheggi per gli arrivi delle ambulanze in emergenza negli ospedali diventano reparti con tanto di posti letto.
Ma per qualcuno anche questa è fuffa, perché a dimostrarlo sarebbe un articolo del Corriere della Sera risalente al 2018, dove si tratta il tema del collasso dei reparti di rianimazione a causa dell’influenza stagionale.
Il sistema per ora regge proprio per il semplice fatto che l’epidemia ha colpito maggiormente le tre regioni in cui l’apparato sanitario continua a resistere
Andiamo per grado.
I due virus sono certamente parenti stretti: il Covid-19, infatti, fa parte della famiglia dei coronavirus, la stessa della meglio conosciuta come «influenza stagionale». Tuttavia le differenze tra i due agenti patogeni sono enormi. Lo dimostra un grafico elaborato dall’Associazione nazionale biotecnologi italiani, che si basa sui dati pubblicati dalla’Iss e della Protezione Civile sfacciatamente chiari.
Il confronto tra Covid-19 e influenza è semplicementeimpietoso. Nell’elaborazione si nota infatti come solo nella seconda settimana dalla comparsa dell’epidemia di nuovo coronavirus in Italia, la quota dei morti avesse già raggiunto quota 131 contro i soli 29 decessi fatti registrare dall’influenza del 2019 (perlopiù nel suo picco massimo).
Il Covid-19 fa parte della famiglia dei coronavirus, la stessa della meglio conosciuta come «influenza stagionale». Tuttavia le differenze tra i due agenti patogeni sono enormi
Il nuovo coronavirus è poi decisamente più virulento e contagioso rispetto all’influenza che siamo abituati a conoscere e per la quale – altro aspetto che nessuno dei grandi statisti della «banale influenza» si applica mai a menzionare – il nostro organismo ha già gli anticorpi, avendola passata più volte. Il contagio del nuovo coronavirus va invece incontro ad un aumento esponenziale al quale stiamo assistendo ancora in questi giorni, mentre quello dell’ultima influenza del 2019 segue un decorso assai più graduale.
Il picco massimo dell’influenza, sempre nel 2019, è arrivato alla quinta settimana dalla sua comparsa. Nell’arco di quei giorni i pazienti morti furono 29, con 93 casi di soggetti ricoverati in terapia intensiva. Il coronavirus, invece, aveva già superato questi valori in appena due settimane: le morti si attestavano già intorno alle 131 unità mentre i pazienti in terapia intensiva erano già arrivati a 351. I numeri oggi parlano chiaro: 21.157 contagi (contando anche quelli guariti), 1441 morti e 1518 persone ricoverate in terapia intensiva. E i numeri rischiano di aumentare sempre di più ogni giorno che passa.
Nella seconda settimana dalla comparsa dell’epidemia di nuovo coronavirus in Italia, la quota dei morti avesse già raggiunto quota 131 contro i soli 29 decessi fatti registrare dall’influenza del 2019
Ed è proprio partendo dai casi di ricovero in terapia intensiva e della carenza di posti letto in Lombardia che qualcuno ha issato le assurde polemiche nei termini di paragone fra Covid-19 ed influenza stagionale.
In particolare molte persone – parecchi anche fra i nostri lettori – ha cercato di dimostrare, facendo riferimento all’articolo apparso sul Corriere della Sera summenzionato, che il problema della carenza dei posti letto in rianimazione esisteva già da prima della comparsa di questa epidemia, e che le persone finivano lì ricoverati anche a causa di complicanze provocate da influenza stagionale.
Questa posizione risulta ora più che mai sconnessa dalla realtà, ovverosia da quei dati reali che ci guardano in faccia. I numeri riportati da questo articolo sventolato a mo’ di oracolo, infatti, parlavano di 48 (quarantotto) malati gravi ricoverati in terapia intensiva in Lombardia a causa del contagio da influenza stagionale. Oggi, in epoca di coronavirus non ancora giunto al picco massimo, i pazienti ricoverati in terapia intensiva in Lombardia sono ben 732 – e fra poche ore saranno già molti di più.
48 (quarantotto) malati gravi ricoverati in terapia intensiva in Lombardia a causa del contagio da influenza stagionale nel 2018. Oggi, in epoca di coronavirus non ancora giunto al picco massimo, i pazienti ricoverati in terapia intensiva in Lombardia sono ben 732
La domanda allora sorge spontanea: ma di cosa stiamo parlando?
Se si vogliono criticare i tagli alla sanità che hanno portato a questo grave problema della mancanza dei posti letto in alcuni dei reparti più importanti per la sanità pubblica, i cosiddetti reparti-salvavita, basta lasciare la parola a medici ed istituzioni, che di certo non risparmiano le critiche all’ex ministro alla salute Beatrice Lorenzin, la quale ben pensò di non stanziare più fondi per la rete italiana dell’ECMO (ExtraCorporeal Membrane Oxygenation, una tecnica di circolazione extracorporea utilizzata in ambito di rianimazione per trattare pazienti con insufficienza cardiaca e/o respiratoria acuta grave potenzialmente reversibile ma refrattaria al trattamento farmacologico e medico convenzionale massimale), una volta finiti i 20 milioni di euro finanziati nel 2009 dall’allora ministro Ferruccio Fazio. Senza ECMO, ventilatori polmonari e respiratori non si salvano vite.
Giorgio Antonio Iotti, a capo della Medicina intensiva del San Matteo di Pavia, allargava le braccia già nel 2018: «I pazienti con polmonite grave e complicazioni importanti determinate dal virus dell’influenza stanno occupando ben un quarto dei nostri 21 posti letto».
Si parlava di un quarto dei 21 posti letto, cioè circa 5 posti letto. Rendetevi conto: oggi, in piena epidemia da Covid-19, parlare di 5 posti letto in rianimazione con aggiornamenti quotidiani che solo in Lombardia riferiscono di almeno 50 persone in più al giorno, farebbe decisamente ridere se non ci fosse decisamente da piangere.
L’ex ministro Lorenzin ha deciso di stanziare milioni di euro per un piano nazionale di vaccinazioni obbligatorie rivelatosi oggi più che mai inutile giacché, davanti ad una epidemia di un virus sconosciuto i vaccini non sono serviti a nulla
Alberto Zangrillo, direttore del dipartimento di Emergenza Urgenza del San Raffaele, diceva invece: «La verità è che il ministro Lorenzin non si è preoccupata a livello nazionale di rifinanziare il progetto, mettendo in difficoltà soprattutto la Lombardia, regione sulla quale per l’alto livello dei centri si scarica il lavoro anche delle altre regioni».
Come metterlo in dubbio: d’altronde l’ex ministro ha deciso di stanziare milioni di euro per un piano nazionale di vaccinazioni obbligatorie rivelatosi oggi più che mai inutile giacché, davanti ad una epidemia di un virus sconosciuto (i virus sono infiniti ed imprevedibili ma soprattutto – qualcuno lo ricordi alla Lorenzin – non saltano) i vaccini non sono serviti a nulla.
Forse sarebbe stato meglio investire quei soldi per irrobustire la Sanità, permettendole di affrontare un’emergenza imprevista e mettendola nelle condizioni di fronteggiare un nemico sconosciuto ed invisibile, più che il morbillo conosciuto, affrontato e passato da intere generazioni di italiani ancora qui a raccontarcelo e invece ora probabilmente sul punto di morte o in rianimazione per Covid-19.
Di questi problemi tecnici e politici parliamone finché vogliamo, però fateci un sacrosanto favore: smettetela con la cazzata del paragone fra coronavirus ed influenza.
Cristiano Lugli
Epidemie
Riappare l’ameba mangia-cervello
Un residente dello Stato americano della Georgia è morto per una rara infezione causata dal protozoo Naegleria fowleri, noto colloquialmente come «ameba mangia-cervello».
Si tratta della terza persona a morire negli Stati Uniti quest’anno a causa della creatura microscopica, che pare diffondersi sempre più a Nord.
Il Dipartimento della Sanità Pubblica della Georgia ha confermato venerdì che l’infezione da ameba Naegleria fowleri è stata la causa della morte del cittadino georgiano il cui nome, età e sesso sono stati nascosti.
«Un residente della Georgia è morto per infezione da Naegleria fowleri, una rara infezione che distrugge il tessuto cerebrale, causando gonfiore del cervello e di solito la morte», ha detto l’agenzia sanitaria dello Stato. «L’individuo è stato probabilmente infettato mentre nuotava in un lago o in uno stagno d’acqua dolce in Georgia».
Non solo è il terzo caso segnalato di morte correlata a Naegleria fowleri quest’anno negli Stati Uniti, ma il sesto in Georgia dal 1962 – abbiamo, dunque un’impennata nell’ultimo anno nello Stato, mentre a livello nazionale parrebbero esserci stati, sempre dal 1962, 154 casi.
A marzo, un uomo in Florida era morto a causa dell’infezione dopo averla probabilmente acquisita usando l’acqua del rubinetto per lavarsi i seni nasali.
«L’ameba è presente in natura e non esiste un test ambientale di routine per Naegleria fowleri nei corpi idrici; e poiché è molto comune nell’ambiente, i livelli delle amebe che si trovano naturalmente non possono essere controllati», hanno detto i funzionari sanitari americani. «La posizione e il numero di amebe nell’acqua possono variare nel tempo all’interno dello stesso specchio d’acqua».
Secondo i Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC), l’ameba è «termofila», nel senso che ama gli ambienti caldi, ma non è mai stata trovata in acqua salata. La sua predilezione per il calore significa che in genere non si trova nelle parti più fredde del mondo, compresi gli Stati Uniti settentrionali.
Negli ultimi anni, sono stati riscontrati casi più a Nord, anche in Minnesota, dove gli inverni possono essere brutalmente freddi. Uno studio del 2021 della Cleveland Clinic ha monitorato il costante spostamento dell’ameba verso Nord dalla fine degli anni ’70.
L’infezione è rara e non può avvenire per ingestione dell’ameba o per diffusione da persona a persona; accade solo quando l’ameba entra in contatto con il naso. Se l’infezione prende piede, progredisce rapidamente, provocando forti mal di testa, febbre, nausea e vomito tra i cinque ei 12 giorni di infezione, che progrediranno fino a torcicollo, convulsioni e coma.
La morte è il risultato quasi inevitabile, con solo quattro casi confermati su 154 sopravvissuti all’infezione dal 1962. Il decesso dell’infetto avviene in genere solo cinque giorni dopo l’insorgenza dei sintomi.
La causa del rapido deterioramento è l’ameba, un piccolo organismo unicellulare, che si nutre del tessuto cerebrale della vittima.
Come riportato da Renovatio 21, nel 2022 un cittadino del Missouri e un bambino del Nebraska sono stati ammazzati dall’ameba mangia-cervello.
Le amebe mangiatrici di cervello, che sono organismi unicellulari, di solito prosperano in laghi, fiumi, canali e stagni caldi d’acqua dolce, sebbene possano essere presenti anche nel suolo. Entrano nel corpo attraverso il naso e da lì poi si spostano nel cervello. Il CDC ritiene che le persone di solito si infettano mentre nuotano nei laghi e nei fiumi.
Uno studio del CDC pubblicato nel 2020, ha rilevato che cinque dei sei casi di meningoencefalite amebica primaria (PAM), come viene chiamata l’infezione cerebrale causata da Naegleria fowleri, si sono verificati durante o dopo il 2010.
Come riportato da Renovatio 21, due mesi fa è emersa la rilevazioni di vibrio vulnificus, cioè di un tipo di batteri «carnivori», nelle spiagge della Florida.
Negli ultimi 15 anni, una malattia neurodegenerativa estremamente rara che mangia il cervello umano lasciando buchi è diventata sempre più comune in Giappone, ma il caso PAM statunitense sembra molto diverso.
Prioni sarebbero stati invece alla base di un’epidemia di cervi-zombie nel 2019.
Epidemie
Fauci denunciato dal senatore Paul
Il senatore Rand Paul ha presentato una denuncia penale al Dipartimento di giustizia, affermando che Anthony Fauci ha mentito mentre era sotto giuramento riguardo alla ricerca sul guadagno di funzioni a Wuhan finanziata dal NIH di Fauci.
Il senatore Paul ha inoltrato copie degli scambi di e-mail del 2020 che mostrano Fauci che conferma di sapere che «gli scienziati dell’Università di Wuhan sono noti per aver lavorato a esperimenti di guadagno di funzione».
L’e-mail che Fauci ha inviato all’allora ispettore generale del Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani Garrett Grisby, cita una conversazione che Fauci ha avuto con «scienziati altamente credibili», che «erano preoccupati per il fatto che dopo aver visto le sequenze di diversi isolati del nCov c’erano mutazioni nel virus che sarebbe stato molto insolito essersi evolute naturalmente nei pipistrelli e c’era il sospetto che questa mutazione fosse stata inserita intenzionalmente».
This directly contradicts everything he said in committee hearing to me, denying absolutely that they funded any gain of function, and it’s absolutely a lie. That’s why I sent an official criminal referral to the DOJ. https://t.co/Y191SmMiIr
— Rand Paul (@RandPaul) July 29, 2023
«Dopo una lunga discussione, alcuni degli scienziati si sono sentiti più fortemente su questa possibilità, ma altri due la pensavano diversamente. Ritenevano che fosse del tutto concepibile che questo potesse essersi evoluto naturalmente anche se queste mutazioni non erano mai state viste prima in un virus di pipistrello», ha scritto Fauci.
«Le ragioni di ciascuna parte dell’argomento sono troppo complicate per occupartene», ha scritto Fauci.
Il senatore ha ripetutamente promesso di smascherare il ruolo di Fauci nell’insabbiamento delle origini del COVID.
Il senatore Paul è noto per i suoi scontri con Fauci durante la pandemia, arrivando a dire che l’infettivologo «potrebbe essere il responsabile dell’intera pandemia».
Tre mesi fa il senatore aveva «grigliato» l’amministratore delegato di Moderna Stephane Bancel in un’audizione di una Commissione del Senato sui farmaci, facendo rivelazioni che hanno portato Paul a dire che non vaccinerebbe i suoi figli contro il COVID.
Rand Paul è medico oftalmologo e figlio dell’ex senatore, medico anche lui ma specializzato in ginecologia, Ron Paul, inesausto e sincero eroe delle cause libertario-conservatrici in USA.
Paul il mese scorso non si è fatto problemi ad attaccare anche Bill Gates definendolo «il più grande finanziatore della ricerca di virus nelle caverne per portarli nelle grandi città»
Come riportato da Renovatio 21, nel frattempo una nuova iniziativa sui vaccini per coronavirus di Gates e Fauci ha ricevuto un finanziamento da 5 miliardi di dollari dall’amministrazione Biden.
Mentre le trame dietro l’operato di Fauci vengono rovinosamente a galla, l’Italia continua grottescamente a premiare il dottore plenipotenziario pandemico: a giugno l’uomo era a Siena (provincia dove peraltro sono siti alcuni stabilimenti di produzione vaccinale) per ricevere una laurea ad honorem.
Nel maggio 2021, l’ambasciatore italiano negli USA, Armando Varricchio, aveva insignito il Fauci dell’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.
Armi biologiche
Vaccino per l’antrace approvato nonostante la mancanza di informazioni pubblicamente disponibili su test e ingredienti
Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.
Il vaccino, Cyfendus, è approvato per l’uso dopo l’esposizione sospetta o confermata al Bacillus anthracis, noto anche come antrace, ma deve essere somministrato insieme ad altri farmaci antibatterici.
Giovedì la Food and Drug Administration (FDA) statunitense ha approvato un vaccino contro l’antrace per adulti di età compresa tra 18 e 65 anni, secondo Emergent BioSolutions, il produttore del vaccino.
Il vaccino, Cyfendus, è approvato per l’uso dopo un’esposizione sospetta o confermata al Bacillus anthracis, noto anche come antrace, ma deve essere somministrato insieme ad altri farmaci antibatterici, ha riferito Reuters.
Emergent ha affermato di aver consegnato Cyfendus al Dipartimento della salute e dei servizi umani (HHS) degli Stati Uniti dal 2019, in base allo stato di autorizzazione all’uso pre-emergenza
L’efficacia di Cyfendus per la profilassi post-esposizione è stata testata solo su animali.
La dottoressa Meryl Nass, esperta di bioterrorismo e antrace, ha dichiarato a The Defender di essere scettica sul fatto che il vaccino offra nuovi sostanziali benefici per la salute.
«Data la storia dei numerosi fallimenti dell’azienda e la mancanza di adeguati test di sicurezza o efficacia dei precedenti vaccini contro l’antrace, ci si possono solo aspettare problemi», ha detto Nass.
«Il fatto che non ci sia un’etichetta disponibile, non ci siano informazioni su come è stato testato, quale placebo è stato usato, eccetera – tutto ciò aumenta la costernazione e la preoccupazione che le persone dovrebbero avere riguardo al valore di questo prodotto», ha aggiunto Nass.
Emergent ha affermato che il farmaco è in fase di sviluppo da 20 anni in collaborazione con la Defense Advanced Research Projects Agency (DARPA), la Biomedical Advanced Research and Development Authority (BARDA) e il National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID), precedentemente diretto dal dottor Anthony Fauci.
Paul Williams, vicepresidente senior di Emergent, ha affermato che l’antrace «rimane una minaccia alla sicurezza nazionale ad alta priorità».
Cyfendus è composto dal vaccino contro l’antrace adsorbito (AVA) di Emergent, commercializzato come Biothrax, più un adiuvante aggiuntivo, il cui nome non è stato rivelato dalla società.
Cyfendus viene somministrato in due dosi nell’arco di 14 giorni per suscitare una risposta immunitaria che la società ha affermato: «può essere particolarmente importante in risposta a un’emergenza sanitaria pubblica su larga scala che coinvolge l’antrace».
Nass ha detto che durante la paura dell’antrace del 2001, quando i politici e le organizzazioni dei media in tutto il paese hanno ricevuto l’antrace per posta, cinque persone sono morte, ma «tutti quelli che hanno preso gli antibiotici in anticipo non hanno contratto l’antrace e nessuno di loro è morto».
«Quindi», ha detto Nass, «gli antibiotici hanno funzionato». Nass ha sottolineato che dopo l’esposizione all’antrace, è necessario un trattamento immediato, non per il periodo di tempo più lungo necessario affinché un vaccino funzioni.
«Il fatto che sia necessario somministrarlo insieme agli antibiotici», ha detto Nass, «che è quello che dovresti avere quando sei esposto all’antrace, solleva la domanda: quali benefici aggiuntivi otterrai da questo vaccino? Non lo so».
Le azioni di Emergent hanno guadagnato il 16,2% nel trading pre-mercato dopo aver annunciato l’approvazione della FDA.
L’analista di benchmark Robert Wasserman ha affermato che l’approvazione fornisce “maggiori garanzie” che la società raggiungerà i suoi guadagni previsti per il 2023 di 260-280 milioni di dollari, ha riferito Bloomberg Law.
Il picco dei prezzi arriva sulla scia di «alcuni anni difficili», finanziariamente per l’azienda, ha riferito FiercePharma.
La società, fondata nel 1998 come appaltatore governativo BioPort per distribuire e produrre il vaccino contro l’antrace per le forze armate statunitensi, ha raggiunto il suo apice finanziario all’inizio della pandemia dopo aver ottenuto lucrosi contratti per la produzione di vaccini Johnson & Johnson e AstraZeneca COVID- 19.
Ma un rapporto del Congresso nel 2021 ha rivelato che la società ha nascosto probabili problemi di contaminazione nello stabilimento agli ispettori della FDA e alla fine ha dovuto distruggere 400 milioni di dosi di vaccino, il che ha portato il prezzo delle sue azioni a scendere da 133 a 7 dollari.
Storia del vaccino contro l’antrace
Il vaccino contro l’antrace è stato sviluppato e in uso limitato nelle forze armate dal 1970.
Biothrax è stato prodotto da Emergent dal 2002. Prima dell’annuncio di giovedì, era l’unico vaccino contro l’antrace autorizzato per l’uomo negli Stati Uniti.
Nass ha spiegato che nel 1997, il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti (DOD) ha reso obbligatorio il vaccino come parte del programma di immunizzazione del vaccino contro l’antrace (AVIP) per tutti i 2,5 milioni di membri del servizio militare, inclusi il personale in servizio attivo e di riserva e gli appaltatori civili.
Il DOD ha implementato il programma di vaccinazione di massa nel 1998.
Le segnalazioni di reazioni avverse e dissenso da parte dei membri del servizio hanno portato a udienze del Congresso e all’inizio del 2000, il Comitato per la riforma del governo della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti ha raccomandato di interrompere il programma obbligatorio, sebbene non sia stato ufficialmente interrotto.
Nel 2000, più di 500.000 membri del servizio avevano ricevuto almeno una dose del vaccino, progettato per essere somministrato in sei dosi.
L’impianto in cui il governo ha prodotto il vaccino contro l’antrace ha dovuto affrontare una serie di problemi normativi ed è stato chiuso nel 1997, secondo Nass.
BioPort lo ha acquisito dal Michigan Biologic Products Institute di proprietà statale nel 1998 e lo ha ricostruito, ma non è stato autorizzato dalla FDA a produrre il vaccino. Quindi per un periodo i vaccini non erano disponibili.
Quindi, a partire dal 18 settembre 2001 – una settimana dopo gli attacchi dell’11 settembre – quando gli americani erano in uno stato di paura o di accresciuta preoccupazione, i media iniziarono a riferire che una forma sofisticata, armata e mortale di antrace era stata inviata per posta a numerose testate giornalistiche e politici americani.
Nuove lettere continuarono ad apparire nelle sei settimane successive ei media e il governo lasciarono intendere che fossero in qualche modo collegate agli attacchi dell’11 settembre.
Successivamente, i media e figure come John McCain hanno collegato l’antrace a Saddam Hussein in Iraq. Nel 2008, l’FBI ha accusato lo scienziato dell’esercito americano Bruce Ivins di essere responsabile degli attacchi, sebbene Ivins si sia tolto la vita prima che potesse essere perseguito e le affermazioni dell’FBI sono ampiamente messe in dubbio.
ProPublica, McClatchy e PBS Frontline, che hanno svolto le proprie indagini, hanno messo in dubbio le prove dell’FBI.
Anche il Government Office of Accountability (GAO) e le National Academies of Science hanno scoperto che l’FBI non disponeva di dati a sostegno delle sue affermazioni.
Ma il clamore creato dalle lettere all’antrace ha spinto il pubblico americano a sostenere una legislazione draconiana come il Patriot Act, ha sostenuto il dottor Joseph Mercola.
È diventata anche la principale giustificazione per continuare a produrre il vaccino e somministrarlo alle persone di servizio, ha scritto Pam Long su The Defender.
Nel 2002, poco dopo che la FDA ha approvato il nuovo impianto di vaccini di BioPort, il GAO ha emesso un rapporto al Congresso sull’AVIP.
Il rapporto ha elencato un numero significativo di reazioni avverse al vaccino – più del doppio del tasso riportato dal produttore – insieme all’esodo di massa di piloti militari e altro prezioso personale militare che ha rifiutato il mandato.
Ha anche notato che le reazioni avverse all’antrace erano molto simili ai sintomi della sindrome della Guerra del Golfo e che molti veterani hanno segnalato il vaccino come causa di questa malattia, che hanno anche riportato nelle udienze del Congresso, secondo Nass.
Dal 2000 al 2018, il mandato militare contro l’antrace è stato contestato più volte in tribunale per mancanza di approvazione e licenza della FDA e per mancanza di provata efficacia contro l’inalazione fatale di antrace.
Durante questo periodo, il DOD ha limitato il vaccino contro l’antrace a un gruppo più piccolo di “truppe a rischio” e ha interrotto e ripreso il programma diverse volte.
Prima del 2001, il DOD ha concluso che gli agenti biologici come l’antrace non erano una minaccia per le vittime di massa a causa del numero limitato di Paesi con l’esperienza e la sofisticazione necessarie per armare e diffondere l’antrace.
Secondo un’indagine della giornalista investigativo Whitney Webb, gli attacchi all’antrace del 2001 hanno anche salvato Emergent Biosolutions, poi BioPort, da rovina finanziaria.
Brenda Baletti
Phd.
Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.










