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Dottor Montanari: intervista sugli psicofarmaci

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Renovatio 21 aveva già iniziato, qualche tempo fa, a trattare il tema degli psicofarmaci, argomento dentro al quale quasi nessuno vuole realmente entrare. Sappiamo che nell’ultimo ventennio l’uso di antidepressivi e ansiolitici in generale è aumentato in modo esponenziale, complice forse la realtà destrutturata dentro cui vive in cui vive l’uomo moderno.

 

La gravità, però, sta nel fatto che oggi questi farmaci siano prescritti senza il minimo timore delle catastrofiche conseguenze. Abbiamo voluto parlarne con il Dott. Stefano Montanari, che ben conosce i farmaci e il modo di agire di quelle industrie farmaceutiche che pensano al profitto più che al benessere delle persone, come invece vorrebbero far credere.

 

Dentro a questa ricca intervista troverete tutto ciò che nessuno vuole dirvi: né la stampa, né il vostro medico di base che al minimo stress lavorativo vorrebbe prescrivervi un bell’ansiolitico da ingerire dopo i biscotti a colazione.

 

 

Il mio vecchio professore di farmacologia li definiva «le camicie di forza chimiche»

Dottor Montanari, l’uso – o meglio sarebbe dire l’abuso – di psicofarmaci è aumentato a dismisura negli ultimi vent’anni. A cosa crede sia dovuto?

 

Gli psicofarmaci sono comodissimi. Quasi mezzo secolo fa il mio vecchio professore di farmacologia li definiva «le camicie di forza chimiche» perché, come le costrizioni che si mettevano ai matti, non hanno il minimo effetto sulla malattia ma liberano da tanti incomodi chi a quei soggetti deve per qualunque ragione stare vicino. In più, lo psicofarmaco è spesso non solo benaccetto ma fortemente desiderato dal malato stesso che, diventandone dipendente, grazie alla magica pastiglietta, trasloca in un mondo decisamente per lui più accettabile.

 

 

Una società forse meno stabile, dunque. Ma che va curata con gli psicofarmaci secondo lei? Non è che si tenda ad imbambolare tutti senza risolvere i problemi, anche sociologici, umani, morali che stanno alla radice?

Lo psicofarmaco è spesso non solo benaccetto ma fortemente desiderato dal malato stesso che ne diventa dipendente

 

Non ci sono dubbi: rimbambendo la popolazione la si domina molto meglio. Chi conta non ha il minimo interesse a risolvere davvero i problemi. Ciò che si vuole è semplicemente eliminarli dalla percezione, e questo avviene inizialmente a livello del singolo individuo. Come suggerisce la parola, in origine gli psicofarmaci erano mirati  a trattare (non ho detto risolvere) i disturbi della mente. Poi ci si è accorti che funzionavano benissimo per nascondere i sintomi fastidiosi di tante malattie che nascevano da malfunzionamenti dell’organismo ripercuotendosi, poi, sulla psiche.

 

Le faccio l’esempio della sensibilità chimica multipla, un problema di allergia a una quantità enorme di sostanze che rende a dir poco difficile la vita. Quei malati sono oggettivamente fastidiosi perché il loro massimo, spesso unico, interesse è quello legato alla loro condizione e può accadere che non parlino d’altro, e tutta la loro vita, e di conseguenza quella di chi sta loro vicino anche solo occasionalmente, ruota intorno al problema. Ecco, allora, che arriva in soccorso la chimica e il tedio, se non scompare del tutto, almeno si attenua vistosamente. Dato che la sensibilità chimica multipla è sempre più diffusa, e questo a causa dell’inquinamento ambientale, alimentare e, temo soprattutto, dell’abuso di farmaci in generale, sono nati dei centri sanitari appositi. In questi, lungi dall’affrontare e perfino dal tentare d’individuare la causa, si bombardano i pazienti di psicofarmaci. Non è certo un caso se nessun paziente trattato in quel modo è mai guarito.

Ci si è accorti che gli psicofarmaci funzionavano benissimo per nascondere i sintomi fastidiosi di tante malattie che nascevano da malfunzionamenti dell’organismo ripercuotendosi, poi, sulla psiche

 

 

Nessuno sembra però volerci parlare delle controindicazioni di questi farmaci. Pensiamo al massacro nella scuola di Sandy Hook, o alla strage di Aurora alla prima del film Batman e, sempre nello stesso periodo, a quell’omicidio plurimo consumatosi in New Mexico, per mano di un quindicenne. La stampa cercò di insabbiare, ma tutti questi ragazzi assumevano psicofarmaci che, come si può leggere nei bugiardini, possono istigare alla violenza e a pensieri suicidi…

 

È opportuno ricordare uno dei principi di base della farmacologia: non esiste nessun farmaco che non abbia controindicazioni ed effetti collaterali e questi differiscono, a volte in modo vistoso, da soggetto a soggetto. Se si somministrano prodotti nati proprio per modificare la chimica del cervello, perché il pensiero e tutto quanto ne consegue è una questione di chimica, è evidente che, di tanto in tanto, gli effetti possono risultare un po’, diciamo così, esagerati. Pensi agli effetti chimici che una molecola semplice e comunissima come l’alcool etilico, quello del vino e dei liquori, opportunamente somministrata provoca per ciò che riguarda i rapporti con il mondo, arrivando anche a stravolgere l’etica cancellando, ad esempio, certe inibizioni. 

Dato che la sensibilità chimica multipla è sempre più diffusa, e questo a causa dell’inquinamento ambientale, alimentare e, temo soprattutto, dell’abuso di farmaci in generale, sono nati dei centri sanitari appositi. In questi, lungi dall’affrontare e perfino dal tentare d’individuare la causa, si bombardano i pazienti di psicofarmaci

 

Addirittura alcune di queste sostanze sono entrate nel linguaggio senza che ce ne ricordiamo. Prenda la parola assassino. Molto probabilmente la sua etimologia viene da hashish, la droga con cui si modificava la psiche di certi gruppi di soldati per togliere loro la paura e renderli privi di freni morali. Ma di sostanze che modificano pensiero e percezione ce n’è una lista infinita: molte di origine naturale, moltissime create in laboratorio e chissà quante sono pronte per essere sfornate e quante altre arriveranno in tempi brevi. Della stragrande maggioranze degli psicofarmaci sappiamo poco. Se, poi, questi prodotti sono assunti in  combinazione con altri farmaci o, come a volte capita, con sostanze qual è, ad esempio, l’alcool di cui ho appena detto, può accadere qualcosa di decisamente spiacevole fino alla morte.

 

Un altro grande business per cui Big Pharma vuol dunque far calare il silenzio senza pensare ai danni collaterali?

 

Ormai da molti anni Big Pharma fa davvero il bello e il cattivo tempo. Il suo strapotere economico parallelo all’impoverimento marcatissimo delle risorse economiche disponibili per chi si occupa di salute ha fatto sì che non pochi fondamenti della medicina siano dimenticati quando non stravolti a favore dell’unico obiettivo delle case farmaceutica: fare denaro. Il che, da un certo punto di vista, è comprensibile: dopotutto si tratta d’imprese industriali e commerciali e, dunque, è del tutto normale che mirino a fare quattrini e, anzi, sempre più quattrini. L’etica è una zavorra che non fa parte del gioco.

Se si somministrano prodotti nati proprio per modificare la chimica del cervello, perché il pensiero e tutto quanto ne consegue è una questione di chimica, è evidente che, di tanto in tanto, gli effetti possono risultare un po’, diciamo così, esagerati

 

Forse, allora, era inevitabile che le nuove regole generassero una corruzione che si è capillarizzata fino ad impregnare le persone comuni che ne sono vittima. Gli effetti collaterali? È buffo constatare che molti di quelli sono elencati con una certa precisione nelle schede tecniche e nei bugiardini che accompagnano i farmaci ma è tragicamente buffo constatare che i medici non fanno leggere quelle avvertenze ai loro clienti pur avendone l’obbligo e, temo, non li leggono neppure loro.

 

Il problema è che oggi vengono prescritti, anche ad adolescenti, come fossero zucchero a velo…

 

Non solo agli adolescenti. Negli USA i bambini in età prescolare trattati con psicofarmaci sono numerosissimi. Pensi che condizioni come, ad esempio, la timidezza hanno la loro contromisura farmacologica pronta.

 

Crede che siano mai stati fatti test effettivi su questi farmaci?

 

Negli USA i bambini in età prescolare trattati con psicofarmaci sono numerosissimi. Pensi che condizioni come, ad esempio, la timidezza hanno la loro contromisura farmacologica pronta.

I test che oggi si fanno sono spesso su animali e questi danno indicazioni che mi limiterò a definire scarse quando non del tutto fuorvianti. Sperimentare sull’uomo è difficile, costoso, lungo e scientificamente dubbio, essendo troppe le individualità che caratterizzano ogni persona. E, allora, si mette sul mercato qualcosa e, come da titolo di un vecchio libro, «io speriamo che me la cavo».

 

Come può passare inosservato che un farmaco che in teoria dovrebbe curare una depressione, in realtà istighi, quantomeno nelle prime fasi di assunzione, a reazioni violente e a pensieri di omicidio-suicidio?

 

Esistono farmaci che hanno effetti collaterali vistosissimi e questi vengono negati con una faccia tosta che, da un certo punto di vista, è persino ammirevole. Se proprio è impossibile nascondere un caso di effetto collaterale particolarmente deleterio, si dice che si tratta di una reazione rarissima e basta non parlarne più. In fondo la gente non vuole seccature o tarli mentali ed è felice di non sapere.

 

Pensiamo al caso del’attore Robin Williams, morto suicida dopo una vita di successi. Il referto medico legale riferì che nel sangue dell’attore erano state trovate le tracce del Mirtazapine, noto anche come Remeron, un farmaco antidepressivo che vanta ben 10 avvertenze d’uso dove è scritta a chiare lettere la possibile correlazione con i suicidi premeditati. Quindi, anche in questo caso, un farmaco che invece di curare, uccide, senza che nessuno dica niente. Anzi, questo farmaco è ancora in commercio regolarmente….  

 

Se proprio è impossibile nascondere un caso di effetto collaterale particolarmente deleterio, si dice che si tratta di una reazione rarissima e basta non parlarne più. In fondo la gente non vuole seccature o tarli mentali ed è felice di non sapere.

Qualche anno fa acquistai in Francia un grosso libro, peraltro mai arrivato in Italia, in cui si elencavano centinaia di casi di farmaci i cui effetti collaterali principali erano noti e registrati. La stragrande maggioranza dei medici ignora quegli effetti e, se li si fa loro notare, fanno spallucce e, magari, le fanno il sorrisetto che si riserva al ragazzino poco dotato. Quanto alle autorità cosiddette di controllo, molto spesso chiudono un occhio e a volte anche l’altro. Dopotutto gli enti da cui i cosiddetti controllori portano a casa lo stipendio dipendono economicamente proprio dalle case farmaceutiche.

 

Nel famoso volo Germanwings 9525 del 2015, dirottato volontariamente con 150 persone a bordo tutte poi morte, il copilota Andreas Lubitz, che operò la strage barricandosi nella cabina pilota, soffriva di depressione e assumeva psicofarmaci. Perché nessuno ne ha parlato?

 

Quello fu un caso importantissimo di una patologia che tutte le compagnie aeree conoscono e cercano di nascondere. In gergo tecnico si chiama «aero-toxicity». L’aria che si respira nelle cabine viene direttamente dai motori ed è piena d’inquinanti organici e inorganici tra cui le particelle di cui noi ci occupiamo. Glie lo dico perché noi quell’aria l’abbiamo analizzata e stiamo ancora lavorando con piloti e altro personale di bordo che si sono ammalati a causa di quei veleni. Uno dei sintomi possibili è proprio a carico della psiche, a volte con effetti gravissimi, e, come al solito, invece di affrontare la causa, ci se la cava con gli psicofarmaci. Il resto è tutta ovvietà.

In gergo tecnico si chiama «aero-toxicity». L’aria che si respira nelle cabine degli aerei viene direttamente dai motori ed è piena d’inquinanti organici e inorganici tra cui le particelle di cui noi ci occupiamo

 

Prozac, Paxil, Zoloft, Efexor: tutti antidepressivi che hanno delle controindicazioni molto pericolose. Eppure il dogma dello psico-farmaco è inviolabile, non trova?

 

Oggi la medicina è ripiombata nelle oscurità del medioevo e vive solo di dogmi. Molto onestamente i direttori dei due maggiori giornali medici, il Lancet e il New England Journal,  hanno affermato che metà di ciò che viene pubblicato e che diventa sacro è semplicemente falso. Il che sarebbe di per sé allarmante se fosse vero. In verità, invece, le cose stanno peggio: le bufale che passano come risultati sono ormai in schiacciante maggioranza rispetto al poco di valido che esce, ed è così che siamo nelle mani di veri e propri apprendisti stregoni.

Oggi la medicina è ripiombata nelle oscurità del medioevo e vive solo di dogmi. Siamo nelle mani di veri e propri apprendisti stregoni.

 

Ci sarà sicuramente qualcuno che, forse sentendosi chiamato in causa, pur gridando allo scandalo per i vaccini “non puliti” e per l’obbligo vaccinale, si scandalizzerà altrettanto per una severa critica qui mossa verso gli inibitori selettivi della ricapitolazione della serotonina (SSRI), e quindi di tutti gli psicofarmaci in generale. Rispondiamo con anticipo ai sicuri piagnistei di qualcuno che si è reso conto, epperò ancora non ha il coraggio di ammetterlo, che l’industria farmaceutica non ha alcun interesse per la salute della popolazione?

 

Mi chiedo che interesse dovrebbe avere. L’industria farmaceutica non differisce dalle altre per etica: l’obiettivo è fare soldi, meglio se tanti, meglio se facilmente. Bisogna ammettere che Big Pharma è stata bravissima ad andare a bersaglio.

 

 

Cristiano Lugli

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Big Pharma

Tornado distrugge impianto della Pfizer

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Un tornado ieri ha squarciato un enorme impianto farmaceutico Pfizer nella Carolina del Nord, USA, spargendo «50.000 pallet di medicinali» in tutta la proprietà. Lo riportano diverse testate americane.

 

Pfizer ha dichiarato al media locale ABC 11 che un tornado ha danneggiato il suo spazio di produzione di Rocky Mount che si trova su 100 ettari nella parte orientale della Carolina del Nord.

 

«Stiamo valutando la situazione per determinare l’impatto sulla produzione (…) I nostri pensieri sono con i nostri colleghi, i nostri pazienti e la comunità mentre ricostruiamo da questo incidente meteorologico», ha affermato la società.

 

Secondo il sito web dell’azienda, l’impianto di Rocky Mount è «uno dei più grandi impianti di iniettabili al mondo».

 

«In questa struttura viene prodotta un’ampia gamma di prodotti, tra cui anestesia, analgesia, terapeutici, antinfettivi e bloccanti neuromuscolari. Questi prodotti sono disponibili in presentazioni di piccolo volume, come fiale, fiale e siringhe, e presentazioni di grande volume, come sacche IV e flaconi semirigidi» è scritto.

 

Un dipendente Pfizer ha detto ad ABC 11 che il tornado ha devastato la struttura per 60-90 secondi. Ha detto che il tornado sembrava «come se fosse esplosa una bomba».

 

L’azienda è sotto i riflettori non solo per essere il principale produttore del vaccino COVID nella forma di siero genico sperimentale a mRNA – con i relativi profitti e le polemiche sugli esperimenti con virus mutanti portati alla luce dagli scoop di Project Veritas.

 

Il CEO di Pfizer Albert Bourla, solitamente taciturno con i giornalisti che lo incontrano per strada a Davos e poco propenso a farsi vedere al Parlamento Europeo che lo chiama a testimoniare, ha recentemente firmato una lettera con altri 200 dirigenti di Big Pharma a favore della liberalizzazione della pillola per l’aborto.

 

Pfizer ha inoltre assunto Lady Gaga come testimonial.

 

Nessuna delle mosse sopracitate mosse sembra aver portato fortuna, almeno per quanto riguarda improvvise catastrofi meteorologiche che si concentrano su siti di produzione.

 

 

 

 

 

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Alimentazione

Famosi farmaci dimagranti sotto inchiesta per collegamento a pensieri suicidi

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Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.

 

 

I regolatori europei stanno rivedendo diversi popolari farmaci dimagranti come Ozempic per aver indotto pensieri suicidi tra alcuni utenti. Diversi farmaci dimagranti hanno una storia di legami con ideazione suicidaria e altri effetti collaterali, alcuni gravi.

 

 

I regolatori europei stanno rivedendo diversi popolari farmaci dimagranti come Ozempic per aver indotto pensieri suicidi tra alcuni utenti, secondo un servizio della BBC News.

 

L’agenzia di sorveglianza della salute islandese ha prima segnalato il problema, segnalando almeno due episodi di pensieri suicidi legati a Ozempic e Saxenda di Novo Nordisk e un caso di ideazione di autolesionismo a Saxenda.

 

L’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) sta indagando sui rapporti.

 

L’EMA ha affermato che indagherà sui farmaci dimagranti che contengono semaglutide o liraglutide, ma che potrebbe espandere la sonda ad altri farmaci della stessa classe, noti come agonisti del recettore del GLP-1, ha detto un portavoce alla BBC.

 

Gli agonisti del recettore del GLP-1 originariamente erano usati per trattare il diabete di tipo 2, ma ora sono in fase di sviluppo per trattare l’obesità.

 

L’ultimo farmaco dimagrante di Novo Nordisk, Wegovy, usa anche semaglutide, e Eli Lilly, Amgen e Pfizer stanno sviluppando agonisti del recettore del GLP-1.

 

I farmaci in esame portano un ampio elenco di effetti collaterali. Nell’etichettatura degli Stati Uniti, le informazioni sul prodotto elencano i pensieri di suicidio come un possibile effetto collaterale , ma le informazioni sul prodotto dell’Unione Europea no.

 

Questa revisione è stata annunciata poche settimane dopo che l’ EMA ha lanciato un segnale di sicurezza contro il cancro alla tiroide per diversi farmaci nella classe GLP-1, inclusi i prodotti semaglutide di Novo e i farmaci dimagranti prodotti da AstraZeneca e Sanofi.

 

Il prezzo delle azioni di Novo Nordisk è sceso del 2,25% questa mattina dopo un calo simile lunedì dopo la notizia dell’indagine dell’EMA. Anche il prezzo delle azioni di Eli Lilly è sceso di quasi il 2,3%.

 

I farmaci per la perdita di peso hanno una storia di collegamenti con l’ideazione suicidaria

Novo Nordisk ha affermato in una dichiarazione che prende molto sul serio tutte le segnalazioni di eventi avversi derivanti dall’uso dei suoi farmaci, che la sicurezza del paziente è una priorità assoluta e che non ha trovato alcuna «associazione causale» tra pensieri suicidi e farmaci.

 

Commentando l’indagine dell’EMA, un portavoce della Food and Drug Administration (FDA) statunitense ha dichiarato a Bloomberg News: «se vengono identificati segnali di sicurezza appena identificati, la FDA determinerà quali azioni sono appropriate dopo un esame approfondito del corpus di prove».

 

Il portavoce ha affermato che gli studi clinici per Wegovy non supportano un aumento del rischio di ideazione suicidaria, ma gli studi clinici per altri farmaci dimagranti sì.

 

Secondo il Dashboard pubblico del sistema di segnalazione degli eventi avversi (FAERS) della FDA, dal 2018 ci sono state almeno 60 segnalazioni di ideazione suicidaria da parte di pazienti trattati con semaglutide o dei loro operatori sanitari, ha riferito Reuters. Ha altresì riferito che negli studi clinici per Ozempic e Saxenda, Novo Nordisk ha escluso le persone con una storia di disturbi psichiatrici o recente comportamento suicida.

 

La CNN ha riferito che negli studi clinici per Saxenda per adulti, nove persone su 3.300 che assumevano il farmaco hanno riportato ideazione suicidaria, rispetto a due su oltre 1.900 che hanno ricevuto un placebo.

 

Un adulto che prendeva il Saxenda ha tentato il suicidio, dicono le informazioni sulla prescrizione. Negli studi clinici pediatrici, uno dei 125 che assumevano Saxenda è morto per suicidio. Le informazioni sulla prescrizione dicono «non c’erano informazioni sufficienti per stabilire una relazione causale con Saxenda».

 

In effetti, la questione dei pensieri suicidi legati ai farmaci dimagranti è stata un grosso ostacolo alla capacità dell’industria farmaceutica di sviluppare redditizi farmaci dimagranti.

 

Un precedente farmaco dimagrante – Acomplia (rimonabant) di Sanofi – è stato ritirato dai mercati europei perché causava idee suicide. Non ha mai ottenuto l’approvazione negli Stati Uniti.

 

Anche le pillole dimagranti Contrave di Currax Pharmaceuticals e Qsymia di Vivus, approvate negli Stati Uniti rispettivamente nel 2014 e nel 2012, riportano avvertenze sulle loro etichette sull’aumento del rischio di pensieri suicidari.

 

La mania di Wegovy sta rallentando?

Da quando la FDA ha approvato Wegovy, il farmaco è diventato una sensazione, con celebrità e influencer dei social media che condividono regolarmente foto prima e dopo su Instagram e TikTok. Questa esposizione sta contribuendo ad alimentare un nuovo enorme mercato della droga che potrebbe valere 100 miliardi di dollari all’anno per i produttori di farmaci, con la maggior parte dei profitti che vanno ai primi leader Novo Nordisk ed Eli Lilly.

 

farmaci iniettabili settimanalmente sono disponibili solo su prescrizione medica, ma sono molto richiesti tra coloro che cercano di perdere peso .

 

I farmaci hanno causato una sostanziale perdita di peso negli studi clinici . Gli utenti possono pagare più di 1.300 dollari al mese per i farmaci, che spesso non sono coperti da assicurazione.

 

Wegovy sarebbe così popolare negli Stati Uniti che ci sarebbero carenze, inducendo i pazienti a rivolgersi ad altri prodotti farmaceutici – come Ozempic di Novo Nordisk – che possono essere utilizzati off-label per la perdita di peso e che sono diventati altrettanto popolari.

 

Mentre Saxenda e Wegovy sono entrambi approvati e autorizzati per la perdita di peso nel Regno Unito, Wegovy non è ancora disponibile, anche se i medici in Inghilterra potrebbero iniziare a offrirlo ad alcuni pazienti come parte di un programma pilota biennale del Servizio Sanitario Nazionale, ha annunciato il governo in Giugno.

 

I produttori di farmaci non sono gli unici a trarre profitto dai farmaci dimagranti. Le società di telemedicina sono sorte offrendo una prescrizione online per i farmaci in soli 15 minuti.

 

Aziende come Ro e Calibrate hanno lanciato servizi di telemedicina dedicati alla prescrizione di Wegovy e Ozempic e hanno pubblicato annunci per i loro servizi in luoghi come New York City.

 

Anche alcune spa mediche statunitensi e farmacie specializzate hanno inseguito i profitti, presumibilmente producendo farmaci di imitazione con semaglutide come ingrediente attivo. Novo Nordisk ha intentato causa contro di loro.

 

Questi farmaci non sono fatti per un uso a breve termine. Gli studi dimostrano che quando le persone smettono di prenderli, riguadagnano gran parte del peso perso o potenzialmente aumentano di peso ancora di più. La maggior parte delle persone che iniziano a prendere i farmaci e vogliono che gli effetti durino dovranno continuare a prenderli a lungo termine.

 

Ma i recenti dati sulle affermazioni delle farmacie mostrano che la maggior parte delle persone che iniziano a prendere Wegovy smette di prenderlo entro un anno, alcune a causa degli effetti collaterali e altre a causa dell’alto costo dei farmaci.

 

Altri effetti collaterali noti di Semaglutide

Oltre alle preoccupazioni per l’ideazione suicidaria e i pensieri di autolesionismo, stanno diventando evidenti anche il cancro al pancreas e altri effetti avversi legati alla semaglutide.

 

Uno studio che utilizza i dati di EudraVigilance , il sistema europeo per l’analisi delle reazioni avverse ai farmaci, ha rilevato un’elevata prevalenza di disturbi gastrointestinali tra gli utenti.

 

Sono stati segnalati anche disturbi metabolici, nutrizionali, oculari, renali, urinari e cardiaci.

 

C’era un aumentato rischio di retinopatia diabetica. Gli studi suggeriscono anche che l’uso di semaglutide può portare a eventi avversi ai reni.

 

Oltre al cancro alla tiroide, i ricercatori hanno sollevato preoccupazioni sul potenziale rischio di carcinoma pancreatico associato al farmaco.

 

Uno studio su 25.617 persone ha anche scoperto che l’uso di agonisti del recettore del GLP-1 produce un aumento di 3,5 volte del tasso di ostruzione intestinale.

 

I farmaci comportano anche rischi seri e poco discussi per le donne incinte , ha riferito The Defender.

 

La FDA avverte che l’uso dovrebbe essere interrotto almeno due mesi prima della gravidanza perché il corpo impiega così tanto tempo per eliminare il farmaco.

 

Nessuno dei due farmaci è stato studiato nelle donne in gravidanza negli studi clinici. Ma negli studi sugli animali, quando ratti, conigli e scimmie sono stati trattati con farmaci semaglutide iniettabili, hanno sperimentato un aumento dei tassi di aborto spontaneo e la loro prole è nata più piccola e ha avuto tassi più elevati di difetti alla nascita.

 

 

Brenda Baletti

Phd.

 

 

© 11 luglio 2023, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.

 

 

Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

 

 

 

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Arte

La catastrofe farmaceutica degli oppioidi. Renovatio 21 recensisce Dopesick

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Dopesick – Dichiarazione di dipendenza (in streaming su Disney+, Stars Original) è una serie corale che racconta la catastrofe della dipendenza da oppiacei che ha sconvolto gli Stati Uniti. In particolare a partire dalla diffusione del farmaco OxyContin e, a cascata, dell’ondata di dolore, degrado, violenza e morte che ne è scaturita.

 

Si tratta di un tema che altre volte abbiamo trattato su Mondoserie – in apparenza, uno potrebbe dire, anche troppo spesso. Tuttavia, siamo dinanzi alla questione principale della società americana, un trauma iniziato circa venti anni fa (come la serie dettaglia benissimo) e ancora lungi dall’essere finito.

 

Lo scorso novembre il CDC, l’ente per le epidemie USA, ha dichiarato che le morti di overdose sono a circa 100 mila l’anno – e crediamo che si tratti di una cifra per difetto. Secondo l’ente, le morti per overdose sono «accelerate» durante la pandemia, raggiungendo livelli record. Secondo i dati di fine anno, nella città di San Francisco – una città oramai letteralmente invasa da homeless drogati che stanno spingendo gli abitanti a fuggire – le morti per overdose sono il triplo delle morti attribuite al COVID.

 

Come è iniziato questo disastro?

 

Gli otto episodi di Dopesick hanno il pregio di raccontarlo piuttosto bene.

 

 

Grande affresco della catastrofe

Tratto dal libro Dopesick: Dealers, Doctors and the Drug Company that Addicted America dell’editorialista del New York Times Beth Macy, la storia si concentra sull’epicentro iniziale della catastrofe. Ossia gli Appalachi, le zone montuose dove, prima delle delocalizzazioni cinesi, minatori e operai metallurgici creavano la spina dorsale dell’America materiale.

 

Lavoratori rigorosi, chiusi in piccole cittadine, spesso unite dalla religione e dal senso di paese dove tutti conoscono tutti.

 

In miniera e in fabbrica qualcuno si può far male – e da qui la necessità, magari, di una terapia antidolorifica. Cosa compresa perfettamente dalla famiglia Sackler, l’altro grande quadro che Dopesick riesce a mostrarci.

 

I Sackler sono miliardari farmaceutici. La generazione precedente, guidata dallo «zio» Arthur M. Sackler, portò un loro farmaco, il Valium – anche conosciuto come Diazepam – ad essere il primo negli USA a superare i 100 milioni di dollari di vendite (valore del denaro del 1971), facendo un uso ossessivo di campagne di marketing allore inedite per il settore.

 

I Sackler hanno donato milioni e milioni di dollari in filantropia artistica, ed è possibile vederli nella serie nei loro consigli di amministrazione ambientati nelle stanze del Metropolitan Museum adattate per il bisogno, in scene dove lo sfarzo si impasta con l’odio strisciante che provano l’uno per l’altro.

 

Il centro della nuova generazione è Richard Sackler, qui interpretato con intensità da Michael Stuhlbarg, che rende un personaggio diabolico e autistico al contempo. Richard Sackler vuole scalare la società di famiglia, ma tutti lo disprezzano. Vuole, in cuor suo, superare zio Arthur, e portare la società ad un livello superiore. Magari, addirittura, uscire dal mercato americano.

 

Tutto questo con un prodotto sul quale sta puntando ogni cosa: l’OxyContin, un oppioide a rilascio temporizzato, con il quale può sostituire il farmaco precedente il cui brevetto è scaduto.

 

 

L’impero del male dei filantropi Sackler

La sua campagna è senza sosta: penetra l’ente regolatore del farmaco, l’FDA, probabilmente corrompendola dal di dentro (fa scrivere le avvertenze del prodotto da un membro dell’ente che poi assume), poi parte con una campagna di marketing massiva, istruendo un esercito di rappresentanti a cui è tolto ogni scrupolo a convincere i dottori della superiorità dell’OxyContin.

 

Richard Sackler riuscirà in molti dei suoi intenti. La società di famiglia, la Purdue Pharma, ammasserà quantità mai viste di danaro. Prenderà il comando dell’azienda in barba al padre che non crede in lui e all’altro zio che lo disprezza. I Sackler, si dirà, ad un certo punto possono dirsi praticamente la famiglia più ricca della Nazione, forse perfino più dei Rockefeller.

 

Il prezzo: milioni di vite americane distrutte, rovinate e perfino uccise in modo terrificante.

 

Ogni singolo americano, viene mostrato nelle 8 puntate di Dopesick, diviene a rischio di diventare – magari per un mal di schiena o un mal di denti! – un tossicodipendente. E quindi di finire nel vortice che questo comporta: dolore, follia, crimine. Disoccupazione, ruberie, prostituzione, tragedie famigliari. E ancora, dolore, dolore, e disperazione.

 

Il caso più drammatico qui mostrato – un caso vero – è quello del dottor Samuel Finnix, dipinto magistralmente da Michael Keaton. Il dottor Finnix, per decenni medico della comunità operaia degli Appalachi, viene convinto da un giovane rappresentante farmaceutico a prescrivere l’OxyContin. Aprendo, di fatto, le porte dell’Inferno per tutta la sua amata cittadina.

 

Completano l’affresco umano gli sforzi degli inquirenti: Bridget Mayer (Rosario Dawson), amazzone dell’ente antidroga americano FDA, Rick Mountcastle (Peter Sarsgaard) e Randy Ramseyer (John Hoogenakker) dell’ufficio del procuratore della Virginia. Tutti si erano resi conto che al centro della distruzione sociale che stava montando, sensibile già a fine anni Novanta, c’erano l’OxyContin e la Purdue Pharma.

 

Il potere trasformativo della droga

La storia più tremenda raccontata da Dopesick rimane quella della giovane minatrice Betsy Mallum (Kaitlyn Dever). Che finisce schiava della droga, degli spacciatori, degli approfittatori, della devastazione che porta nella sua casa. E con nessun «programma» che riesca davvero a farla tornare in sé: la sua stessa natura profonda è stata «rewired», «ricablata». Trasformata.

 

Perché questo è quello che la crisi degli oppioidi fa: trasforma. Il dottore diventa un drogato, la ragazzina una ladra prostituta, il veterano un trafficante, la casalinga una barbona. Mentre i miliardari diventano ancora più ricchi.

 

Quella di Dopesick non è una visione gioiosa, né catartica: perché questa storia non è ancora finita. Anzi: la pandemia, come dicevamo sopra, ha peggiorato le cose.

 

Per chi volesse approfondire, HBO ha fatto uscire qualche mese fa una miniserie documentaria in due puntate, Crime of The Century, che va ancora più a fondo. Facendo i nomi di tutte le altre aziende coinvolte (alcune, ora, fanno i vaccini COVID). E mostrando la portata di questa industria di morte, arrivata a far coltivare il papavero ai contadini della Tasmania, tanta era la necessità degli ingredienti per gli oppioidi.

 

 

E in Italia?

Guardando la serie, seduto comodo in Italia, uno non può che finire per chiedersi: e da noi?

 

Un giornalista italiano, Filippo Facci, è praticamente l’unica voce del Paese che ha cominciato a parlarne. Perché stava capitando a lui.

 

«Nel giugno 2020 subii un intervento chirurgico molto invasivo, con una travagliata convalescenza che prevedeva l’assunzione di antidolorifici oppioidi od oppiacei: OxyContin, Targin, Depalgos. ossicodone, tramadolo eccetera (…) si comprano in farmacia con la ricetta, o in qualche modo anche senza. I medici italiani ci vanno cauti, ma alla fine il dosaggio te lo fai da solo, a seconda del male che senti».

 

«Lo scrivente – continua Facci – nell’ arco di soli 15 giorni, divenne un drogato a tutti gli effetti, un dipendente da oppioidi come ne muoiono 50mila all’anno negli Stati Uniti, dove hanno superato le vittime annue di incidenti automobilistici o di armi da fuoco, dove il numero di overdose dal 2006 al 2016 ha superato quello di tutti gli americani morti nelle due guerre mondiali (…). La maggioranza era gente assolutamente normale, che aveva iniziato con ordinarie prescrizioni e poi era passata a cercare su internet, infine dagli spacciatori. Siccome le pillole costano, i più poveri talvolta passano al morfinoide più economico: l’eroina».

 

Facci scrive di esserne uscito «velocemente, pur con spaventosa fatica: e questo, ripeto, per soli 15 giorni di assunzione. Ci ripenso ogni volta che trovo la fila in farmacia, tutti coi loro ticket, rivolti verso la neo santità del camice bianco».

 

Istituzioni malvagie

Dalla serie sono lasciate fuori varie ramificazioni della crisi degli oppioidi – per esempio l’ascesa del fentanyl, la droga che uccise Prince: un’eroina cinquanta volte più potente, quindi più letale. Nonché il ruolo della Cina Popolare (che si prende una vendetta contro una popolazione anglo dopo le umilianti Guerre dell’Oppio) e dei cartelli del narcotraffico messicano.

 

È il fattore umano il centro del racconto di Dopesick. E come esso possa finire stritolato da un mastodonte cieco e genocida, fatto di istituzioni pubbliche e private, ospedali e case farmaceutiche, enti regolatori e famiglie multimiliardarie.

 

La tragedia degli uomini schiacciati dalle istituzioni malvagie.

 

Questo può succedere ovunque. Questo succede ovunque.

 

 

 

 

 

Articolo previamente apparso su Mondoserie.it

 

 

 

Immagine screenshot da YouTube

 

 

 

 

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