CRISPR
L’Eugenetica cinese delle gemelle CRISPR
Pochi giorni fa il ricercatore cinese Jiankui He, genetista della Southern University of Science and Technology di Shenzen, ha dichiarato al mondo di aver fatto nascere due gemelle geneticamente modificate. L’annuncio è stato fatto attraverso il canale YouTube del medico, che aveva rilasciato alcune anticipazioni all’agenzia Associated Press. L’esperimento avrebbe coinvolto sette coppie di cinesi adulti, i cui maschi sono portatori del virus HIV. Il fine di He era quello di far nascere due bambini con DNA modificato, per renderli resistenti al virus HIV dell’Aids.
Ventidue, a dire di He, gli embrioni sacrificati per questo esperimento disumano, sedici dei quali sarebbero stati modificati geneticamente attraverso una tecnica di «taglia e cuci» genetico.
Un’eugenetica positiva, fondata sulla selezione, sull’utile e sul «potenziamento», che mira a creare una società di «più che perfetti».
Si badi bene che la specie più resistente e inattaccabile rispetto al virus HIV è quella degli scimpanzé. Non sono pochi i laboratori di bioingegneria che hanno già pensato a come raggiungere la nuova frontiera della genetica preventiva: la frontiera dei bambini transgenici con geni di scimmia, immuni all’AIDS e ad altre malattie.
Un’eugenetica positiva, fondata sulla selezione, sull’utile e sul «potenziamento», che mira a creare una società di «più che perfetti».
Uomini vaccinati preventivamente. Vaccini umani.
Spaventa il livello di transumanesimo raggiunto sempre più velocemente, nel silenzio delle Accademie per la Vita.
Di tutto questo inferno bioetico, in particolare del caso cinese, abbiamo parlato con la dottoressa Martina Collotta, medico esperto di bioetica e in particolare delle nuove frontiere biotech attraverso le quali l’uomo tenta di sostituirsi a Dio, all’Incarnazione di Cristo, pronunciando orgogliosamente il proprio non serviam.
Uomini vaccinati preventivamente. Vaccini umani.
Dottoressa Collotta, il genetista cinese Jiankui He ha recentemente annunciato di aver fatto nascere due gemelle con DNA modificato per «proteggerle» dal virus HIV. Partiamo dal mezzo di comunicazione prescelto: perché un ricercatore dovrebbe presentare al mondo una nuova scoperta o un esperimento riuscito attraverso un video YouTube?
Tutto quello che ha a che fare con questa «scoperta» appare fortemente criticabile, proprio a partire dal modus operandi.
E allora? Tutti gli embrioni dovrebbero essere manipolati geneticamente perché l’AIDS scompaia?
Quando una ricerca viene ultimata, sia che si tratti di ricerca di base che di ricerca clinica, la prima ad essere informata deve essere la comunità scientifica, attraverso il mezzo della pubblicazione scientifica. Questo permette, prima di tutto, un «controllo di qualità» su quanto affermato dallo scienziato: come ha condotto l’esperimento? I dati che ha ottenuto sono verosimili? Se sono coinvolte persone, sono stati rispettati i criteri etici?
Solo se a queste domande si ottengono risposte positive, l’articolo che presenta la ricerca può essere preso in considerazione per la pubblicazione e, dunque, per l’ufficializzazione della scoperta, lasciando inoltre, sempre, lo spazio a critiche dei colleghi, dei pari, alle «peer review» in cui ogni altro scienziato può dire la sua circa il modo di condurre le ricerche e provare a sua volta a ripeterle per confermare o smentire i dati.
Saltare questo percorso obbligato, condiviso dalla comunità scientifica proprio per evitare le «fake news» della ricerca, significa essere consapevoli che qualcosa, nello studio condotto, non rispetta i canoni della scienza, non escludendo quelli etici che sono un elemento essenziale per la validità scientifica della ricerca stessa. Usare i canali non ufficiali equivale a farsi o a fare pubblicità, a destare scalpore; una trovata che arriva a colpire l’opinione pubblica senza filtri e che, per questo, può essere molto pericolosa.
Nel caso in cui si trattasse di un fake, a quale scopo tutto questo?
Considerando che He ha detto di aver modificato il DNA delle due bambine allo scopo di renderle immuni al contagio dell’HIV, pubblicizzare la sua scoperta – ammesso, appunto, che non sia una fake news -, equivarrebbe ad un tentativo di sdoganare le biotecnologie con un fine eugenetico. Nobile fine! Eliminare l’AIDS! Peccato che come ben sappiamo il fine non giustifica mai i mezzi.
L’HIV è un «mostro nero», è una malattia ad elevato valore simbolico, a impatto emotivo. Dire che ora abbiamo a disposizione un’arma, quella del «taglia e cuci» del DNA, che non si limita, per così dire, alla cura, ma addirittura evita il contagio, lo previene, significa far pensare che questa sia la soluzione ottimale
Perché proprio l’HIV?
È tutto molto ben studiato: l’HIV è un «mostro nero», è una malattia ad elevato valore simbolico, a impatto emotivo. Dire che ora abbiamo a disposizione un’arma, quella del «taglia e cuci» del DNA, che non si limita, per così dire, alla cura, ma addirittura evita il contagio, lo previene, significa far pensare che questa sia la soluzione ottimale.
Sembra proprio essere un ballon d’essai lanciato al solo scopo di far credere che l’eugenetica salverà il mondo dalle malattie infettive e da chissà che altro.
Tra l’altro, la trasmissione materno-fetale dell’HIV oggi è evitata dai farmaci, dunque, pur ipotizzando anche questa eventualità da prevenire, non vi sarebbe certo bisogno di intervenire sul DNA quando un esiste un trattamento molto meno invasivo e, soprattutto, moralmente lecito. Intervenire in questo modo sul genoma, significa voler prevenire un futuro contagio. E allora? Tutti gli embrioni dovrebbero essere manipolati geneticamente perché l’AIDS scompaia?
In Cina si consuma il nuovo transumanesimo della genetica. Perché secondo lei?
Una scienza senza etica conduce a qualsiasi aberrazione, non ultima quella del transumanesimo, della distruzione della persona umana con il fine di creare un uomo nuovo su misura, perfetto, indistruttibile… perfino immortale.
In Cina l’etica fatica ad entrare in qualsiasi campo, non solo quello della scienza purtroppo: pensiamo all’economia cinese e, soprattutto, pensiamo a di quale ideologia è impregnata la Cina tutta: il comunismo.
Non possiamo parlare di etica quando ci troviamo di fronte ad un’ideologia gnostica che vuole la distruzione dell’uomo. La Cina comunista è il terreno fertile per gli abomini della pseudo-scienza.
Inoltre, un’altra ragione sta in quanto detto inizialmente circa il modus operandi di He. La via ufficiale della trasmissione dei risultati delle ricerche scientifiche, in Cina, è spesso bypassata. Molte «fake news» della ricerca vengono proprio da lì. Non abbiamo gli strumenti per verificare se quanto affermato dagli scienziati cinesi sia stato davvero realizzato o meno, ma resta il fatto che l’impatto sull’opinione pubblica rimane. Che sia un falso o che sia stato fatto un altro triste passo verso qualcosa di mostruoso, le coscienze vengono scosse, turbate e falsamente commosse da drammi umani – come appunto il contagio da HIV – che la genetica promette di far dimenticare.
Non abbiamo gli strumenti per verificare se quanto affermato dagli scienziati cinesi sia stato davvero realizzato o meno, ma resta il fatto che l’impatto sull’opinione pubblica rimane.
Tornando alle due bambine, dal punto di vista medico, è possibile che il macabro esperimento di He sia riuscito pienamente, ovvero che queste due bambine saranno preservate dall’eventuale virus HIV?
Mettiamo da parte, per un attimo, l’etica, e fermiamoci alla sola scienza biomedica.
Due sono i principali ostacoli al successo di un tale esperimento: il primo è la tecnica usata, la CRISPR; il secondo è l’intervento sull’embrione per arrivare ad un essere umano nato vivo e vitale.
La CRISPR è un «taglia e cuci» del DNA, sono delle forbici molecolari capaci di individuare un bersaglio di DNA complementare ad uno «stampo», tagliare in tutto o parte il gene bersaglio e sostituirlo con un gene modificato.
Peccato che la capacità di riconoscere lo stampo non è un perfetto modello chiave-serratura, e la CRISPR taglia anche «a caso», taglia bersagli simili a quello cercato, sostituisce in maniera imperfetta, «chiude» il DNA tagliato prima che sia stato sostituito correttamente.
Peccato che la capacità di riconoscere lo stampo non è un perfetto modello chiave-serratura, e la CRISPR taglia anche «a caso», taglia bersagli simili a quello cercato, sostituisce in maniera imperfetta, «chiude» il DNA tagliato prima che sia stato sostituito correttamente.
Gli errori che può generare sono ancora moltissimi, allo stato attuale della ricerca. Che il «taglia e cuci» di He sia stato tanto preciso, ho i miei dubbi… Quali le conseguenze a lungo termine di tali errori? Tumori, disturbi dello sviluppo, malattie neurodegenerative… Non sappiamo. Proprio perché fino ad ora la ricerca ufficiale non si è spinta tanto oltre. La CRISPR fa ancora parte della ricerca di base, non ne conosciamo gli effetti a lungo termine.
Tutto questo fa capire il perché sia inverosimile anche che l’intervento sull’embrione sia andato a buon fine: partire da poche cellule (He, ovviamente, si è ben guardato dal dirci a quale stadio sarebbe intervenuto), modificarle, pretendere che queste, senza errori fatali, continuino il loro sviluppo indisturbate dando vita a due esseri umani vivi, vitali e sani, è quantomeno improbabile. Le fasi dello sviluppo embrionario sono delicate in natura, figuriamoci quando si interviene artificialmente in maniera così massiccia.
Lasciando pure un margine di plausibilità, resta il fatto che, per aver ottenuto un successo su di un embrione, quanti altri sarebbero andati persi – ovvero quanti esseri umani uccisi – per permettere un tale risultato?
Pare che i ricercatori cinesi non si vogliano fermare all’HIV. Si è parlato anche di colera e vaiolo…
Ogni agente patogeno, virale o batterico, ha uno o più specifici recettori nell’organismo. Questi recettori, per lo più, sono proteine presenti sulla membrana delle cellule, usati per riconoscere sostanze circolanti, ormoni, piccole molecole… tutto quanto riguarda la comunicazione da un distretto all’altro dell’organismo e da cellula a cellula.
I recettori per virus e batteri, dunque, non nascono certo per questo; non nascono per permettere un’infezione, ma sono piuttosto presenti fisiologicamente nel nostro organismo per svolgere diverse funzioni necessarie all’omeostasi.
Per aver ottenuto un successo su di un embrione, quanti altri sarebbero andati persi – ovvero quanti esseri umani uccisi – per permettere un tale risultato?
Eliminarli o modificarli porta inevitabilmente delle conseguenze, in una sorta di imprevedibile effetto domino, che può essere positivo o negativo.
Forse modificare il recettore per l’agente di una malattia infettiva ci renderà immuni a quella malattia, ma chissà che quella modifica non ci renda molto più suscettibili ad un altro patogeno, o alteri irreversibilmente la fisiologica comunicazione intercellulare.
Vero o non vero il progresso della tecnica spaventa. Dove vogliono arrivare?
L’obiettivo? L’oltreuomo, il superuomo nietzschiano sono gli obiettivi del transumanesimo e del postumanesimo. Non si tratta solo di «bambini OGM», di «designer baby», si tratta di una nuova concezione della persona umana che, di fatto, viene privata della sua natura.
Non siamo più di fronte alla persona nella sua complessità, nella sua natura voluta e creata da Dio come sinolo di anima e corpo. Siamo di fronte all’uomo-macchina di un novello scientismo, un uomo ridotto al suo genoma. Un uomo da tagliare, smontare, correggere e rimontare verso una perfezione che non sarà mai abbastanza perfetta. Tutto questo riecheggia la follia del trapianto di testa. È una sorta di folle corsa verso l’immortalità, fuggendo dalle malattie e dalla limitatezza della nostra creaturalità. Dimenticando che immortale, la nostra anima lo è già!
Non siamo più di fronte alla persona nella sua complessità, nella sua natura voluta e creata da Dio come sinolo di anima e corpo. Siamo di fronte all’uomo-macchina di un novello scientismo, un uomo ridotto al suo genoma. Un uomo da tagliare, smontare, correggere e rimontare verso una perfezione che non sarà mai abbastanza perfetta.
Quanti sono gli embrioni sacrificati sull’altare della ricerca e del progresso della tecnica?
Troppi. Non credo sia possibile fare una stima anche solo approssimativa di quanti embrioni vengono sacrificati perché distrutti o congelati. Le stime, di fatto, sono opera di chi quegli embrioni li «fabbrica» e li tratta come materiale biologico di scarto. Come fare a credere alla loro obiettività?
Jiankui He potrebbe essere il capro espiatorio per overtonizzare ancora di più la prassi dell’eugenetica positiva?
He si è sicuramente prestato a questo gioco antiumano, forse perché alla ricerca di fama e successo, per non dire di denaro. È molto probabile che si tratti di una semplice pedina, mossa dagli interessi delle compagnie biotech senza etica – e di aziende biotecnologiche He ne possiede due – e dai loro ideologi intenzionati a presentarci un progresso sempre positivo, sempre teso a fare del bene, sempre rivolto al miglioramento dell’uomo.
L’eugenetica biotecnologica è l’arma di una pseudo-scienza che non conosce il limite etico, al punto di presentarsi sotto una veste «etica», quasi moralista: il fine è buono, anzi ottimo! Prevenire, non solo curare. Rendere perfetti, non solo migliorare. Superuomini, non solo uomini.
E chi non abbraccia questa sedicente morale, pecca di crudeltà, condannando l’uomo alla sua naturale imperfezione, alla malattia e alla morte.
Chi quegli embrioni li «fabbrica» li tratta come materiale biologico di scarto
La tecnica avanza sempre di più, ad una velocità spropositata. Sembra però non esserci più un argine bioetico, né cattolico né tanto meno laico e soprattutto giuridico capace di arginare questa macchina di morte. Quali rimedi?
L’argine non può esistere «fuori», nell’etica della scienza, nella legge, negli interessi economici che, alla fin fine, guidano la ricerca più dello stesso interesse scientifico.
L’argine si è rotto dentro di noi. Si è rotto l’argine della coscienza che giudica secondo la sola vera ed autentica legge morale, si è rotto travolto dalla corrente dell’etica della situazione, dal buonismo del fine che giustifica i mezzi, dal pensiero liquido che non risparmia nemmeno il mondo cattolico.
O ritorniamo a costruire l’argine etico alla luce della legge che Dio ha scritto nei nostri cuori e che la Tradizione e il Magistero di sempre non hanno fatto altro che aiutarci a meglio comprendere ed applicare, o soccomberemo anche noi al solito triste «chi sono io per giudicare?».
Cristiano Lugli
Pubblicato previamente su Riscossa Cristiana
Cina
Lo scienziato delle supergemelle cinesi CRISPR è tornato. Vuole curare, guarda un po’, l’Alzheimer
Lo scienziato cinese che è stato al centro dello scandalo globale per aver alterato i geni di due bambine con la bioingegneria CRISPR vuole utilizzare una tecnica simile per prevenire il morbo di Alzheimer.
He Jiankui, che nel 2018 ha sconvolto il mondo annunciando di aver alterato i geni degli embrioni per renderli resistenti all’HIV, propone ora di verificare se una particolare mutazione genetica conferisca protezione contro la causa più comune di demenza.
Secondo quanto riporta TIME, nessun embrione umano verrebbe impiantato per creare una gravidanza nello studio e il procedimento sarà prima testato su un topo, secondo un post sul suo account Twitter alla fine della scorsa settimana.
Non è chiaro come procederà l’esperimento poiché sono richiesti permessi governativi e approvazioni etiche, e il biofisico, scarcerato non da moltissimo tempo, sta scontando un divieto permanente di lavorare nella tecnologia riproduttiva.
He sostiene che la mutazione genetica che propone di introdurre negli embrioni ridurrà la formazione di una placca nel cervello che è il segno distintivo dell’Alzheimer.
Ma perché il dottor He si interessa ora di Alzheimer? Centinaia di miliardi di dollari sono stati spesi dai produttori di farmaci di tutto il mondo per cercare di curare l’Alzheimer, ma al momento non esiste una cura per la malattia.
La malattia degenerativa, che coinvolge una fetta sempre maggiore della popolazione senile, è quindi la buona causa ideale per continuare a forzare i labili limiti bioetici della bioingegneria umana.
Di fatto, l’aiuto dei vecchi dipinge gli studi di ingegneria genetica sull’uomo come cavallereschi generosi, lontani dall’eugenetica pura del caso delle supergemelle prodotte in laboratorio dal cinese nel 2018. Di un terzo bambino bioingegnerizzato da He si parla poco e si sa ancora meno. In generale, non è noto il destino e lo stato di salute dei bambini-CRISPR creati in laboratorio dallo scienziato cinese.
Il dottor He è recentemente riemerso in Cina per creare un nuovo laboratorio dopo il suo rilascio dal carcere nel 2022, quando ha scontato una pena detentiva di tre anni per il suo precedente esperimento. Quel lavoro è stato denunciato come un uso irresponsabile di una tecnologia i cui effetti a lungo termine sono poco conosciuti.
Si tratta, tuttavia, di grande ipocrisia scientifica internazionale, unita all’orrendo opportunismo e alle mire eugenetiche dello Stato del Partito Comunista Cinese.
Molti scienziati, anche tra i grandi accademici di prestigiosi atenei americani, sapevano cosa stava facendo He, che ne aveva pure parlato pochi mesi prima ad un convegno mondiale.
La maggior parte dei Paesi, inclusa la Cina, vieta l’alterazione dei geni negli embrioni umani poiché i cambiamenti potrebbero essere trasmessi alle generazioni future con conseguenze potenzialmente indesiderate. Tuttavia in Cina si è stranamente cominciato a parlare di linee guida sui bambini bioingegnerizzati.
Come riportato da Renovato 21, He si è fatto intervistare lungamente pochi mesi fa, e non è chiaro se abbia dei rimorsi.
Per ottenere il risultato sbandierato al mondo – ovvero due gemelline con l’immunità all’AIDS, una cosa da Nobel – è stata scelta la via della eliminazione di un particolare gene, chiamato CCR5. Tuttavia, è stato notato il taglio del CCR5 provocherebbe, quali «effetti collaterali», un incremento delle capacità di recupero del cervello colpito da ictus e, verosimilmente, anche delle potenzialità di successo scolastico.
In pratica, si tratta già di super-bambini: a livello immunitario e, sulla carta, cognitivo. Si trattava, cioè, di pura eugenetica.
Come riportato da Renovatio 21, la Cina è stata accusata ufficialmente dall’Intelligence USA di star procedendo ad un programma di supersoldati, militari creati in laboratorio per dare il massimo rendimento in guerra. Nelle scorse settimane è emerso uno studio che potrebbe rendere future truppe cinesi ingegnerizzate geneticamente resistenti alle radiazioni.
La Cina ha messo in piedi regolamenti bioetici per i bimbi cinesi geneticamente modificati con lo Stato che emana leggi cosmetiche sul caso, ma, come riportato, il Partito Comunista Cinese era decisamente implicato nei progetti di He, usandolo poi come capro espiatorio e al contempo avvantaggiandosi nella grande corsa mondiale per la bioingegneria umana.
Il CRISPR, la tecnica di editing genetico di precisione usato da He, ha portato le sue scopritrici principalmente accreditata (Jennifer Doudna e Jennifer Charpentier) a vincere il premio Nobel. La Doudna, nel suo libro Code Breakers e nella sua attuale carriera di ricercatrice e divulgatrice della sua tecnica, ha espresso dubbi sull’uso umano del CRISPR, anche se senza troppo convinzione, ci viene da dire.
È lo stesso tipo di diniego lieve che abbiamo sentito in Bill Gates, che ha investito milioni e milioni del CRISPR, e ce lo ha fatto sapere tramite un video in cui celebra il libro della Doudna e per estensione la bioingegneria, cercando, alla fine, di mettere un paletto riguardo la modifica genomica dell’essere umano, ma senza troppa enfasi.
Nel frattempo l’OMS ha dato un mezzo sì all’editing del genoma umano, mentre le cliniche di riproduzione artificiale (con affitto di utero incluso) in Ucraina stavano cercando di iniziare a vendere bambini ingegnerizzati geneticamente (sì, l’Ucraina, proprio lei).
Il CRISPR si candida ad essere la porta attraverso cui tutta la vita del pianeta – dai vegetali, agli animali, agli umani – dovrà passare.
Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
CRISPR
La Cina verso eserciti di supersoldati geneticamente modificati resistenti alle radiazioni
Un team di scienziati medici militari in Cina ha affermato lo scorso marzo di aver inserito un gene di tardigrado a nelle cellule staminali embrionali umane e di aver aumentato significativamente la resistenza di queste cellule alle radiazioni. Lo ha riportato il giornale di Hong Kong South China Morning Post.
I tardigradi sono esseri microscopici invertebrati detti anche estremofili, per la loro capacità di sopravvivere in condizioni estreme. Diffusi su tutto il pianeta e capaci di resistere per periodo molto lunghi in stato di congelamento o disseccamento, sono riscontrabili in Antartide come negli abissi degli Oceani e pure in Himalaya a 6000 metri.
«Il team cinese dietro l’esperimento sui geni degli animali estremofili afferma che potrebbe portare a super soldati che sopravvivono al fallout nucleare» scrive il quotidiano di Hong Kongo.
Il progetto è stato presentato per la prima volta su una rivista di scienze mediche militari in lingua cinese e sta guadagnando sempre più attenzione e interesse da parte dei media all’interno della comunità scientifica, ma sta anche sollevando seri dilemmi etici, nonostante l’esperimento sia difeso dai suoi supervisori come «totalmente legale».
Secondo i dettagli, gli scienziati militari affermano di aver «inserito con successo un gene del microscopico orso d’acqua nelle cellule staminali embrionali umane e di aver aumentato significativamente la resistenza di queste cellule alle radiazioni».
I ricercatori «hanno detto che il successo in questo esperimento senza precedenti potrebbe portare a soldati super resistenti che potrebbero sopravvivere alla ricaduta radioattiva», scrive il SCMP. L’iniziativa prevedeva l’introduzione sperimentale nel DNA umano (utilizzando cellule embrionali) di un gene chiave trovato nei tardigradi. Il gene in questione conferisce alla microscopica creatura una rara resistenza alle radiazioni e ad altri effetti ambientali estremi.
Gli scienziati hanno a lungo considerato che i tardigradi possano custodire segreti genetici che un giorno potrebbero essere la chiave per la sopravvivenza e la longevità umana. Il minuscolo animale a otto zampe «sono in grado di sopravvivere in una pentola di acqua bollente, sul fondo di una trincea sottomarina o anche nel vuoto freddo e oscuro dello spazio» scrive il giornale. «Ad agosto, un veicolo spaziale israeliano che trasportava tardigradi come parte di un esperimento scientifico si è schiantato sulla luna e gli scienziati ritengono che potrebbero essere sopravvissuti».
Dopo aver isolato il gene del tardigrado in grado di produrre proteine simili a scudi in grado di proteggere dalle radiazioni e altri danni, il team cinese ha affermato di aver «trovato un modo per introdurre questo gene nel DNA umano utilizzando CRISPR-Cas9, uno strumento di modifica genetica ora disponibile nella maggior parte dei biolaboratori», scrive il quotidiano di Hongo Kong. «Nel loro esperimento di laboratorio, quasi il 90% delle cellule embrionali umane portatrici del gene tardigrado è sopravvissuto a un’esposizione letale ai raggi X, secondo il team guidato dal professor Yue Wen con il laboratorio di biotecnologia delle radiazioni presso l’Accademia delle scienze militari, Pechino».
Il team di scienziati, tuttavia, riconosce alcune enormi «incognite» sul percorso: «l’aggiunta di un gene alieno dell’orso d’acqua nelle cellule embrionali umane potrebbe portare a mutazioni dannose, o addirittura uccidere le cellule a causa del divario genetico tra le due specie, un rischio di cui il team di Yue era a conoscenza, secondo il loro articolo (…) Le proteine di schermatura sono “uniche per i tardigradi. La risposta immunitaria dopo l’espressione tra specie è sconosciuta e può portare ad alcuni problemi di sicurezza”».
I ricercatori prevedono quindi una possibile applicazione futura della loro tecnica di manipolazione genetica incentrata su esperimenti con le creature estremofile in casi relativi al trattamento della malattia acuta da radiazioni per i primi soccorritori, personale militare o chiunque si trovi vicino a una zona di fallout nucleare, ipotizzando anche l’era del futuro «super soldato» e degli esseri umani geneticamente modificati in grado di sopravvivere all’apocalisse nucleare.
Come riportato da Renovatio 21, la Cina – hanno accusato apertamente i funzionari dell’Intelligence americana – sta lavorando alacremente da anni alla produzione di supersoldati geneticamente modificati.
Come noto, la Cina, per lo meno pubblicamente, è il primo Paese ad aver impiegato la tecnica di ingegneria genetica CRISPR per il potenziamento degli esseri umani – le famose gemelline eugenetiche del biofisico He Jiankui, le quali sono state prodotte agendo su un gene che le rende immuni all’AIDS e, cosa meno conosciuta, fornisce loro capacità cerebrali superiori.
Bizzarramente, un anno fa era emerso come in Cina vi fossero esperti che stanno iniziando a produrre regole sul benessere dei bambini cinesi geneticamente modificati.
Il dottor He, nel frattempo, è stato scarcerato, partecipa a documentari e rilascia interviste, mentre le ricerche CRISPR ricevono milionate di dollari – e relativa, grottesca pubblicità personale natalizia – dall’immancabile Bill Gates.
L’eugenetica non è una brutta parola in Cina. Yousheng, lemma formato dal carattere 优 (yōu) che significa «eccellente, superiore» e da 生 (shēng) che significa «nascere, far nascere, vivere» – volendo, traduciamo pure come «nascita superiore» o «vita superiore», cioè «supernascita».
Come riportato da Renovatio 21, Pechino vuole salvare il tasso di natalità, ora in picchiata nonostante la fine della legge sul figlio unico, facilitando e sovvenzionando la riproduzione artificiale, liberalizzando la provetta persino per le donne single.
Chiunque dubiti delle mire eugenetiche della Cina si ricordi il caso del cestista Yao Ming. Già prima delle biotecnologie di manipolazione genica, un’eugenetica sportiva sarebbe stata intentata nel caso dell’altissimo e celeberrimo cestista di Shanghai Yao Mingo. Come scrive il libro Operation Yao Ming, Ming nacque dall’accoppiamento, caldamente incoraggiato dal Politburo, dell’uomo più alto della città con una campionessa di pallacanestro. Il risultato fu eccellente: 2,29 metri di altezza, e carriera nell’NBA.
Dallo spilungone dell’NBA, alle supergemelle di He Jiankui agli eserciti di supersoldati radiazione-resistenti, il passo è così lungo, dite?
Alimentazione
Approvazione «sperimentale» per la carne a base di maiali geneticamente modificati
Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.
«La modifica genetica del bestiame per produrre rapidamente tratti desiderabili per migliorare la produzione alimentare è una strategia praticabile per aiutare a nutrire la crescente popolazione del pianeta», ha affermato la Food and Drug Administration degli Stati Uniti, ma gli scienziati sostengono che la tecnologia di modifica genetica in questione non si è dimostrata sicura.
Descrivendolo come il «futuro di come abbiamo bisogno di nutrire le persone», un gruppo di scienziati e ricercatori della Washington State University (WSU) ha assaggiato alcune salsicce di maiale «affumicate e leggermente salate» all’inizio di questo mese — derivate da maiali geneticamente modificati.
Il team di ricerca della WSU ha recentemente ricevuto l’approvazione dalla Food and Drug Administration (FDA) degli Stati Uniti per introdurre la carne di maiale da maiali geneticamente modificati nell’approvvigionamento alimentare umano — con conseguente barbecue celebrativo con salsiccia «dall’aspetto appetitoso… proprio come il maiale normale».
L’approvazione della FDA, che non appare sul sito web dell’agenzia, è sperimentale e limitata ai suini specifici allevati dal team di ricerca a questo scopo. «La modifica genetica del bestiame per produrre rapidamente tratti desiderabili per una migliore produzione alimentare è una strategia praticabile per aiutare a nutrire la crescente popolazione del pianeta».
Tuttavia, alcuni scienziati e sostenitori della sicurezza alimentare mettono in discussione la sicurezza della tecnologia di modifica genetica — il CRISPR (brevi ripetizioni palindromiche regolarmente intervallate) — utilizzata dai ricercatori della WSU e sostenuta da investitori come Bill Gates, e si chiedono se i prodotti dalla tecnologia siano davvero sicuri per il consumo umano.
Le carni geneticamente modificate potrebbero essere prodotte in serie per il consumo umano in 10 anni
CRISPR agisce come una «coppia precisa di forbici molecolari in grado di tagliare una sequenza di DNA bersaglio, diretta da una guida personalizzabile».
In altre parole, questa tecnologia consente agli scienziati di modificare sezioni di DNA «tagliando» porzioni specifiche di esso e sostituendole con nuovi segmenti. L’editing genetico non è un concetto nuovo, ma la tecnologia CRISPR è considerata più economica e più accurata di altre tecnologie.
Il team di ricerca della WSU, guidato da Jon Oatley, Ph.D., decano associato per la ricerca per il College of Veterinary Medicine e professore di ruolo presso la School of Molecular Biosciences, ha utilizzato CRISPR «per migliorare i tratti genetici nel bestiame».
Secondo Nextgov, Oatley ha cercato «di dimostrare che il cibo derivato dagli animali [geneticamente modificati] è sicuro da mangiare e che è possibile per un’istituzione accademica ottenere questo tipo di autorizzazione della FDA».
«L’editing genetico può apportare cambiamenti nel DNA di un organismo che potrebbero verificarsi in natura o attraverso l’allevamento selettivo, ma richiederebbe molto più tempo senza uno strumento come CRISPR», scrive Nextgov.
Oregon Public Broadcasting ha riferito che la WSU «sta anche studiando l’editing genetico CRISPR su bovini e ovini» e ha concluso uno studio sulle capre l’anno scorso. «Se tutto va come previsto … le carni geneticamente modificate potrebbero essere prodotte in serie per il consumo umano in dieci anni».
L’autorizzazione investigativa della FDA è limitata a cinque maiali. Un annuncio della WSU ha descritto il lavoro di Oatley e del suo team come «essenzialmente una forma high-tech di allevamento selettivo», aggiungendo che i maiali erano originariamente modificati geneticamente in un modo che «avrebbe permesso ai ricercatori di usarli per generare prole con tratti da un altro maiale maschio».
Secondo la WSU:
«Conosciuta come surrogate sires (riproduttori surrogati), questa tecnologia modifica prima gli animali maschi per renderli sterili eliminando un gene chiamato NANOS2 che è specifico per la fertilità maschile. Questi animali possono quindi essere impiantati con cellule staminali di un altro maschio che creano spermatozoi con i tratti desiderati di quel maschio da trasmettere alla generazione successiva».
La ricerca «ha il potenziale non solo di migliorare la qualità della carne, ma la salute e la resilienza del bestiame di fronte alle mutevoli condizioni ambientali, un obiettivo fondamentale per aumentare le fonti proteiche nei paesi in via di sviluppo», dichiarano dalla WSU.
Facendo eco all’annuncio dell’università, Oatley ha detto:
«È importante che un’università stabilisca il precedente lavorando con i regolatori federali per introdurre questi animali nell’approvvigionamento alimentare. Se non passiamo attraverso questo processo, tutta la ricerca che stiamo facendo è inutile perché non arriverà mai al pubblico».
«L’intento originale nel generare questi animali era cercare di migliorare il modo in cui nutriamo le persone», ha proseguito Oatley. «E non possiamo farlo a meno che non possiamo lavorare con il sistema FDA per introdurre questi animali nella catena alimentare».
L’annuncio della WSU non ha menzionato l’appartenenza di Oatley alla Gene Editing in Agriculture Task Force [«Task Force per l’ingegneria genetica in agricoltura», ndt], una collaborazione tra l’American Association of Veterinary Medical Colleges e l’Association of Public and Land-grant Universities creata nel giugno 2020.
Secondo il rapporto di giugno 2021 della task force:
«La prossima frontiera nell’elaborazione di strategie per nutrire efficacemente una popolazione umana globale in crescita sarà definita dal miglioramento genetico; le tecnologie di editing genetico sono una componente chiave in questo sforzo».
La task force ha anche suggerito che lo stesso rapporto di giugno 2021 sia distribuito «alle organizzazioni interessate», tra cui l’Organizzazione per l’alimentazione e l’agricoltura delle Nazioni Unite e la Fondazione Bill & Melinda Gates.
Secondo la WSU, «la progenie dei surrogati, che non sono a loro volta geneticamente modificati, non sono ancora stati esaminati dalla FDA per la possibile inclusione nella catena alimentare». Tuttavia, i maiali originali «sono stati lavorati presso il laboratorio di carne della WSU e il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti ha ispezionato la carne come fa con tutti i prodotti a base di carne».
La carne «sarà utilizzata nei servizi di catering che raccolgono fondi per i viaggi dei membri degli studenti del team di giudici di carne WSU», ha detto WSU.
CRISPR: «Non è preciso e non si riproduce»
Il pubblico ha spesso «molte idee sbagliate sull’editing genetico», ha affermato Oatley, aggiungendo:
«C’è una fiducia che viene con la ricerca universitaria… Alla WSU, siamo tutti per la scienza. Vogliamo solo assicurarci che la ricerca sia valida e che gli animali che produciamo siano sani».
Tuttavia, altri esperti hanno precedentemente sollevato domande sui potenziali rischi per la sicurezza dell’inserimento di carne geneticamente modificata e prodotta in laboratorio nell’approvvigionamento alimentare umano e dell’utilizzo di strumenti come CRISPR per questo scopo.
Nelle interviste di ottobre 2022 con The Defender, Michael Antoniou, Ph.D., capo del Gene Expression and Therapy Group al King’s College di Londra, e Claire Robinson, caporedattore di GMWatch, hanno spiegato perché ritengono che i rischi di sviluppare carni modificate geneticamente e utilizzare CRISPR in questo processo superino i benefici.
Sebbene CRISPR sia spesso descritto come una tecnologia di modifica genetica di «precisione», Antoniou ha dichiarato a The Defender: «Non è preciso e non si sta riproducendo».
Robinson ha dichiarato a The Defender che «questi erano rischi anche con gli OGM [organismi geneticamente modificati] vecchio stile, e sono ancora pericolosi con queste piante e animali geneticamente modificati».
«I rischi, se li stai modificando geneticamente… potrebbero essere effetti a catena sugli animali, sul benessere o sulla salute che non possiamo anticipare, come deformità o cambiamenti nella funzione di determinati geni nell’animale».
Antoniou ha avvertito che potrebbero esserci effetti non intenzionali o imprevisti derivanti da questo processo. Ha detto:
«Intrinsecamente, l’editing genetico può anche causare danni al DNA non intenzionali… anche nel sito della modifica prevista o altrove nel DNA delle cellule bersaglio, con conseguenze a valle sconosciute.
«Nessuno di questi prodotti … è stato testato correttamente».
Un rapporto pubblicato nel Journal of Genetics and Genomics nel 2020 ha rilevato che l’editing genetico CRISPR nel riso ha provocato numerose mutazioni non intenzionali e indesiderabili on-target e off-target.
Tuttavia, i principali investitori come Gates vedono un potenziale significativo negli alimenti creati tramite l’editing genetico e CRISPR.
Secondo Business Insider, Gates ha affermato che «i ricercatori stanno studiando modi per modificare i geni degli animali da allevamento… in modo che producano latte più simile a quello delle mucche» e «rendere i bovini da latte più resistenti nella stagione calda».
Gates e altri sostenitori di CRISPR sostengono anche che tali strumenti — e lo sviluppo e la produzione di carni geneticamente modificate — possono servire come soluzione all’aumento della domanda di cibo a causa di una popolazione globale in crescita.
Robinson, nelle sue osservazioni dell’ottobre 2022, ha contestato tali affermazioni dichiarando che «non c’è carenza di cibo nel mondo. Anche in quei paesi dove ci sono terribili problemi di fame, stanno producendo cibo ed è disponibile per coloro che acquistano se hanno soldi».
«Il problema della fame è, naturalmente, la povertà. Il fallimento dell’infrastruttura, il fatto che non si possa portare cibo alle persone affamate. Ma soprattutto è la disuguaglianza, eventi come guerre e conflitti che stanno accadendo in alcuni paesi fanno sì che le catene di approvvigionamento sono interrotte. Quindi, in realtà, non c’è carenza di cibo e non è probabile che ve ne sia».
Robinson ha affermato che dietro l’uso di CRISPR per lo sviluppo di prodotti alimentari geneticamente modificati si trovano invece gli interessi delle grandi industrie.
«Quello che vogliamo evitare», ha detto Robinson, «è una situazione in cui l’approvvigionamento alimentare diventi interamente brevettato, di proprietà di grandi aziende… I brevetti su CRISPR sono per lo più di proprietà di Corteva. Un altro proprietario di brevetti era Monsanto, ora di proprietà di Bayer».
«La tecnologia è brevettata; i prodotti sono brevettati. Pertanto, si tratta di aumentare il controllo aziendale dell’approvvigionamento alimentare» ha aggiunto Robinson.
Corteva Agriscience, un conglomerato formato dalla fusione di Dow AgroSciences e DuPont/Pioneer, possiede molti brevetti CRISPR.
Altre approvazioni FDA di carni geneticamente modificate probabilmente in arrivo
La FDA ha approvato solo un altro animale geneticamente modificato dell’organizzazione per entrare nella fornitura di cibo, secondo WSU. La società, Acceligen, produce «bovini dal pelo liscio», che sono modificati geneticamente per far crescere manti che aumentano la loro resilienza a temperature più elevate.
In un annuncio riguardante l’approvazione del 7 marzo 2022, la FDA ha dichiarato che «l’alterazione genomica intenzionale (IgA) non solleva alcun problema di sicurezza» e che questa è stata la «prima determinazione a basso rischio dell’agenzia per la discrezionalità dell’applicazione per un IGA in un animale per uso alimentare».
«Prevediamo che la nostra decisione incoraggerà altri sviluppatori a portare avanti i prodotti biotecnologici animali per la determinazione del rischio della FDA in questo campo in rapido sviluppo, aprendo la strada agli animali contenenti IgA a basso rischio per raggiungere in modo più efficiente il mercato», ha affermato Steven M. Solomon, direttore del Centro per la medicina veterinaria della FDA.
Negli ultimi anni, la FDA ha anche approvato — o è stata vicina a concedere la piena approvazione — ad altri prodotti a base di carne geneticamente modificata per il consumo umano.
Il 14 dicembre 2020, la FDA ha approvato «un’alterazione genomica intenzionale (IgA) prima nel suo genere in una linea di maiali domestici, denominati suini GalSafe, che possono essere utilizzati per cibo o terapie umane. Questa è la prima IGA in un animale approvata dalla FDA sia per il consumo di cibo umano sia come fonte per potenziali usi terapeutici.
Secondo la FDA, l’IgA nei suini GalSafe ha lo scopo di eliminare lo zucchero alfa-gal sulla superficie delle cellule dei suini. «Le persone con sindrome alfa-gal (AGS) possono avere reazioni allergiche da lievi a gravi allo zucchero alfa-gal presente nella carne rossa», ha detto la FDA, aggiungendo che il potenziale impatto ambientale «non è maggiore di quello dei maiali convenzionali».
La FDA ha anche affermato che «non ci sono problemi di sicurezza degli animali» per i suini GalSafe «al di là di quelli che ci si aspetterebbe in operazioni commerciali suine ben gestite» e «il rischio per la sicurezza alimentare microbica è basso ed è mitigato dal basso numero di suini GalSafe che entrano nell’approvvigionamento alimentare e dalla sorveglianza in corso per la resistenza antimicrobica, tra gli altri fattori».
E nel novembre 2022, la FDA ha dichiarato la carne di pollo prodotta in laboratorio sviluppata da Upside Foods, un’azienda con sede in California, sicura per il consumo umano, come parte del suo completamento di una consultazione pre-commercializzazione che probabilmente porterà alla piena approvazione della FDA.
L’annuncio della FDA del 16 novembre 2022 ha descritto questo sviluppo come «una rivoluzione alimentare» che consente «agli sviluppatori di alimenti di utilizzare cellule animali ottenute da bestiame, pollame e frutti di mare di produrre di cibo, con questi prodotti che dovrebbero essere pronti per il mercato degli Stati Uniti nel prossimo futuro».
Il pollo prodotto in laboratorio sembra essere stato sviluppato utilizzando un processo che coinvolge CRISPR.
Nel 2019, è stato riferito che Memphis Meats — l’ex nome di Upside Foods prima di un rebrand del 2021 — stava impiegando CRISPR come parte del suo processo per curare la carne prodotta in laboratorio e ha persino ricevuto un brevetto per questo scopo.
Michael Nevradakis
Ph.D
Traduzione di Alessandra Boni
Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.









